Giants vs Rockies 1-3: Caduta Libera

Postati in Resoconti su 22 maggio 2013 da Math

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La foto-copertina ritrae Bochy (con discreta pancetta) intento a guardare il nulla, in senso mistico e in senso sportivo dato che nell’ultima settimana i nostri sono praticamente nulli quanto a W e a belle figure. Nemmeno il nostro (nostro?) manager (manager?) sa che pesci prendere. Il problema è che è lui a dover risolvere, e presto, la situazione. In queste ultime gare abbiamo giocato ad un altro gioco. In questa nuova disciplina ci sono palline, mazze e basi ma lo scopo del gioco è quello di impallinare i lanciatori dei Giants e ridicolizzare il resto degli arancioneri. Il Blue Jays ce l’avevano fatta, i Rockies ci sono andati molto vicino.

Dopo la pessima trasferta canadese un viaggetto a Grande Inverno ci voleva proprio. Da qualche annetto il Coors Field era diventato una succursale dell’ AT&T Park. Tante vittorie e morale a mille quando si andava su al Nord. Tanto è vero che arrivavamo da una striscia positiva di 10 vittorie filate contro CarGo e compagnia bella.

Ma i Giants, di questi tempi, sono un po’ come la miglior Inter: li incontri, vinci, risali la classifica, rivinci, ti va tutto bene e tanti saluti. Potremmo tranquillamente chiedere un’onerosa parcella per la visita ricostituente.

Contro Colorado abbiamo giocato una maxi serie da 4 partite. Ne abbiamo persa solo 1….degnamente. E dire che era iniziata benino. In gara 1 Cain si mette subito sul groppone 6 punti. Sembra un’altra catastrofe e invece i nostri mettono insieme 5 punti nel 4° e 3 nel sesto. Il finale è 8-6 per noi con Romo che torna a mettere a referto una salvezza. Matt deve incassare ancora 3 fuoricampo nella stessa gara. Noi non la sbattiamo mai fuori ma bastano i 10 singoli e i 2 doppi per rimontare i Rockies.

Dopo gara 1 la luce si spegne: nel secondo match succede di tutto con sorpassi, controsorpassi e tentativo di rimonta finale….fallito.

MadBum viene risucchiato nel vortice della mediocrità dei nostri partenti e subisce 9 punti in 4.2 ip (9 punti con 8 valide di Colorado). Questa volta niente falsa partenza per i nostri che mettono a referto 4 punti nei primi due inning. Poi si scatenano Pacheco, autore di un Grand Slam e Carlos Gonzalez. I Rockies mettono insieme 5 punti nel 5° (si passa sul 9-5 per loro) e riescono a portare a casa la W nonostante la parziale rimonta dei nostri nella parte finale del match. Finisce 10-9 con il fuoricampo di Posey che non basta per riuscire nell’ “impresa” di ottenere due vittorie di fila.

Gara 3 e gara 4 meglio non averle viste. Lincecum non vuole certo guarire dalla sindrome dell’incremento spropositato di ERA e concede 6 punti e Chatwood, al suo rientro in MLB, può addirittura festeggiare la vittoria. Blanco e Crawford portano a casa gli unici punti (due) dei nostri contro i 10 di Colorado. Il giorno arriva la 3a sconfitta ma almeno una buona notizia c’è (sarcasm mode: on): non abbiamo preso 10 punti. Zito infatti ne concede la metà (11 H e 5 ER in 5.2 ip) mentre Nicasio sembra il miglior Verlander con 3 valide concesse, zero punti e 5K. L’attacco non va, finisce 5 a niente per loro e la difesa esce dalla serie con una quantità industriale di errori (4 solo in gara 2). Peggio di così non può andare….. e c’è chi resta seduto in panchina, a fissare il vuoto, con una pancetta da smaltire, due anelli al dito ma (pare) con poche soluzioni per il presente.

Giants vs Blue Jays 0-2: Mini-serie, Maxi-sconfitte

Postati in Resoconti su 16 maggio 2013 da Math

Marco Scutaro

 

 

Il dato statistico è emblematico: 20 battitori affrontati, 11 punti segnati, 9 hits, 1 battitore colpito, 2 basi ball e 4 errori. Se non fosse per il numero di avversari che si sono presentati al piatto, qualcuno potrebbe pensare alle statistiche finali di una partita dove la (o le…) difesa si sia presa un giro di riposo. Invece no: quelli che avete appena letto sono i numeri del 1° inning di Blue Jays-Giants. Ripeto: del primo inning dei due incontri della miniserie.

Siamo stati seppelliti, massacrati e umiliati. Sembravamo i peggiori Astros di stagione e i nostri partenti (Zito e Vogelsong) sembravano cloni del peggior Philip Humber. Se un marziano fosse sceso sulla terra l’altro ieri, difficilmente avrebbe creduto di essere al cospetto dei Campioni del Mondo. Avevamo parlato di bei risultati nonostante una rotazione non certo solida come ci si potesse aspettare. Avevamo sottolineato i problemi di alcuni dei nostri starting pitcher (Vogelsong su tutti), ora siamo di fronte al ritorno sulla Terra di gente che aveva avuto un periodo buono prolungato ma che, a scavare fino in fondo, non poteva reggere per anni e anni.

La cosa peggiore è che il nostro farm system non è produttivo. Non chiediamo certo uno Shelby Miller ma non rendersi conto di un grosso problema significa anche non inserire in qualche trade i nostri migliori prospetti “del monte”. Il rebus è di difficile soluzione, ovviamente tra un po’ inizieremo a capire che tipologia di scambi poter adottare ma la domanda è: di questo passo, quando arriverà il momento di far mercato, la stagione sarà già compromessa? Ricordiamoci che difficilmente la nostra division produce wild card per la post season quindi bisogna arrivare primi.

Dopo 3 anni siamo tornati a giocare a Toronto. L’ aria del Canada e del Rogers Centre non ha portato bene e i nostri se ne vanno dal numero 1 della Blue Jays Way con 2 sonore sconfitte in altrettanti incontri e la coda tra le gambe.

SF VS TOR GARA 1 (6-10): inzio da incubo e Giants sconfitti in partenza

Zito, signore della curva, era opposto a Dickey, re indiscusso della knuckleball. Giocando una gara d’interlega in trasferta dovevamo inserire il DH nel lineup e Bochy opta per un giro di riposo in difesa per Marco Scutaro che a Toronto ci ha passato un paio d’anni. In seconda schieriamo Noonan.

Primo inning e gara praticamente finita: i Blue Jays mettono 6 punti sul tabellone, Zito fronteggia 11 battitori avversari e impiega 36 lanci prima di poter far tornare i suoi nel dugout.

Tutto ha inizio con un errore (grave quanto inusuale) del Panda che raccoglie la rimbalzante di Cabrera e opta per un assistenza in corsa quando forse poteva (visto che Melky andava a 2 all’ora) piantarsi e assistere. Palla fuori dalla portata di Belt e uomo in seconda. Dopo il walk a Bautista arriva la valida di Encrnacion sull’esterno destro. Pence pare anche colto di sorpresa dal rimbalzo alto della palla (siamo su un terreno con erba sintetica) e si attarda leggermente nel coordinare il caricamento per l’assistenza a casa con Cabrera che segna il punto del vantaggio.

Sul singolo di DeRosa (con impappinamento di Pagan) entrano altri due punti. Piú tardi potremmo mettere a segno un doppio gioco ma Noonan stranamente non ci prova nemmeno dopo l’out in seconda.

Sul 4-0 per loro (RBI single di Rasmus) , Zito trova il primo K. Con due put sul conto peró i Blue Jays mettono ancora punti con i singoli di Bonifacio e Cabrera….  Ed é notte fonda!

Il primo punto dei nostri arriva grazie al singolo di Noonan che porta a casa Pence. Dickey però non si scompone e la sua knuckleball miete vittime su vittime. Nel quarto é Belt che la sbatte alta e lunga. Per Brandon è il quinto fuoricampo stagionale, il secondo in due partite.

Zito invece continua ad incassare hits anche se Toronto, per il momento, non torna a marcare punti.

Nel sesto Pence esordisce con un doppio ma resterá fermo lí visto che R.A decide che é tempo per mettere a segno 3 strikeout consecutivi.  Alla fine i nostri subiranno 15 K totali di cui 10 dal loro pitcher partente.

La partita di Barry si chiude dopo 5.2 ip. Sul monte sale Kontos che “eredita” corridori agli angoli. La linea di Encarnacion supera Pence ed è 7-2 che poi diventerá 9-2 grazie a Lind (singolo molto fortunato) e Lawrie.

Toronto finirá ancora sul tabellone nel 7mo (doppio di Melky) mentre noi sigliamo un punto nell’ottavo (doppio di Belt che porta a casa Pence) mentre nel nono arriva il fuoricampo da 3 punti del Panda. Buono per il morale e per le statistiche.

Altro multi-hit game per Scoots che chiude con 3 su 5, bene anche Pence e Belt mentre insufficiente al piatto é Posey con 0-4 con 2 strikeout e anche Pagan “firma” uno score identico a quello di Buster.

SF VS TOR GARA 2 (3-11): Non c’è limite al peggio

Vedi la parte alta del primo inning e pensi: “Vuoi vedere che la musica è cambiata?”: doppio di Pagan, sacbunt di Scutaro e sacfly del Panda. 1-0 Giants e primo sorriso. Poco dopo ti accorgi che il primo sorriso è anche l’ultimo di una partita che finisce (di nuovo) dopo un paio di inning.

I Blue Jays dopo 3 inning sono con uno Zero sul tabellone alla voce punti fatti. Il problema è che davanti allo 0 c’è un 1 grosso così! Il 5-3-2 di Bautista e soci non è un sistema di gioco calcistico volto a difendere e ripartire con gli esterni, bensì lo score di Toronto dei primi tre inning. 10-1 con i migliori ringraziamenti della casa….

Come 24 ore prima, l’attacco dei Blue Jays vive su un nostro errore. Scutaro non riesce a trattenere un facilissimo poppone di Bautista. Da lì in avanti si alterneranno 6 battitori prima che Vogelsong chiuda l’inning con un doppio gioco. La fotografia della nostra miniserie sta tutta nel 2-1 per Toronto. Zero (ripeto, zero) valide e 2 punti sul tabellone frutto di un walk (discutibile) e di un erroraccio di Pagan (con Encarnacion che deve rallentare per non superare in corsa Bautista). La prima valida dei padroni di casa arriva nel turno successivo con Lind che la sbatte fuori. Poi singoli e battitori colpiti aggiornano il tassametro… e siamo 5-1 per loro.

Nel secondo Toronto “rallenta un po’ “: arrivano infatti “solo” 3 punti con il doppio di Melky, il singolo di Bautista e il fuoricampo di Arencibia

Nel terzo sul monte non c’è più Vogy. Bochy chiama Gaudin ma la musica non cambia: un doppio e una sacfly arrotondano il salatissimo conto (10-1). Noi facciamo registrare solo qualche hit ma nulla più. Nel sesto il doppio di Rasmus porta a casa Lawrie.

Per vedere i nostri fare il giro delle basi bisogna aspettare l’ottavo: doppio di Posey che porta a casa Scutaro e sac fly di Pill. E poi può calare il sipario.

CONSIDERAZIONI E PROSSIMA SERIE

Dopo due scoppole del genere difficile trovare lati positivi. Uno c’è…. che per quest’anno non torneremo in Canada.

Stasera comincia la serie (da 4) contro Colorado, in un Ballpark dove non è così difficile sbatterla fuori. 21-19 il record dei Rockies che ieri notte sono stati sconfitti dai Cubs. Prima sfida: Cain-Chacin, a seguire MadBum-De La Rosa, Lincecum-Nicasio e Zito-Francis

Usciamo dal buco! Go Giants

 

 

Giants vs. Braves 3-1: Giganti si nasce.

Postati in Resoconti su 13 maggio 2013 da angelok8

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Prova di forza dei Giants. Contro Atlanta abbiamo dimostrato ancora una volta di avere coraggio, muscoli e di non andare mai in difficoltà contro un avversario in forma, che ha vinto il primo match della serie. Sappiamo bene che contro i Phillies non tutto era andato per il verso giusto, e la serie da quattro contro i Braves non faceva presagire a nulla di buono. Fortunatamente i ragazzi sono in campo pronti a smentirmi ed eccoci qua a commentare una convincente serie vinta per 3-1.

Il bocciato del fine settimana è senza dubbio Vogelsong, che purtroppo sembra essere lontano parente del lanciatore di qualche mese fa. Di contro, Cain, Bumgarner e Lincecum sono stati autori di ottime partite, che analizzeremo più avanti in dettaglio.

In attacco la squadra ha risposto sempre presente, trascinata da un grande Scutaro, che ha battuto due valide in ogni partita della serie e segnato anche quattro punti, uno per ogni match giocato. Non male il Panda, per lui un 5 su 15 con 3 RBI e 2 fuoricampo. Prestazione speculare per Posey. Infine, bene anche Belt e Crawford, 5 su 12 per il primo, e addirittura 7 su 14 per il secondo, con 3 RBI, con una media battuta di stagionale che adesso sale a .279 (.352 OBP).

SF VS. ATL GARA 1 (3-6): Vogey, we have a problem.

Partita sicuramente da dimenticare per il nostro partente, che in questo 2013 ancora non ha trovato ritmo e forma. Vogelsong lancia 4.1 innings, concedendo 7 H e ben 6 ER, la sua ERA sale ancora, e siamo a 7.78, a memoria direi la più alta in maglia Giants (comprese le annate 2000 e 2001). Il lanciatore della scorsa post season sembra lontanissimo, ma la strada è ancora lunga.

La nostra nave è affondata tra la seconda e la quarta ripresa, durante il secondo inning è stato il primo fuoricampo stagionale di McCann a portare i Braves in vantaggio, mentre nel quarto arrivano per Atlanta cinque valide, tra cui due tripli, con un Mijares chiamato in gran fretta da Bochy per cercare di risollevare la barca che stava affondando, ma così non è stato.

Eppure avevamo iniziato bene, con il doppio di Scutaro e il singolo di Posey che ci avevano portato in vantaggio. Per non parlare del fuoricampo di Buster nella parte bassa del terzo, al termine del quale eravamo al comando per 3-2. Ma purtroppo per noi, il buio. Tra il quinto e il nono inning c’è solo il doppio di Belt, poi il vuoto.

SF VS. ATL GARA 2 (8-2): In Cain we trust.

Per un Vogelsong che scende che un Cain che sale. In gara due arriva la seconda vittoria consecutiva per il nostro pitcher al termine di un’altra buona partita. 8.0 IP, 3 H, 2 ER e 7 K, non male, soprattutto pensando al mese scorso. Nelle ultime due partite Cain ha lanciato 15.1 inning subendo 3 punti, con 11 strike outs. Incrociamo le dita.

Ma tornando al match, dopo un inizio molto equilibrato arriva il momento di rottura nella parte bassa del quarto, in cui grazie ad un “big inning” del nostro attacco collezioniamo sette valide e 6 punti, con RBI di Posey, Pence, Belt, Scutaro e Cain, che anche in attacco è riuscito a far bene.

Nella quinta ripresa Atlanta torna a farsi sotto con il secondo fuoricampo in due giorni di McCann, tornando in svantaggio  di quattro punti. Cain tiene la botta e dal fuoricampo in poi concede una sola valida. Nel sesto Pagan ci riporta di nuovo sopra di sei punti, con un fuoricampo da due per l’8-2 che rimarrà tale fino al termine del match.

SF VS. ATL GARA 3 (10-1): Il migliore della rotazione.

Al momento Bumgarner è il nostro miglior lanciatore, senza se e senza ma. Contro i Braves ne ha dato ancora una volta dimostrazione, con 7.0 innings, 1 ER e 11 strike outs. La sua ERA è di 2.18 ed è la più bassa tra i partenti.

Il match è iniziato immediatamente bene per noi, con un fuoricampo  del Panda già nella parte bassa del primo. Il punto di svolta, però, è nel quinto inning, che inizia con il triplo di Scutaro e prosegue con il doppio di Posey che lo porta a casa. Dopo aver colpito Sandoval e aver concesso il walk intenzionale a Pence, le basi si caricano e i Braves decidono di sostituire Maholm con Gearrin, per affrontare il nostro mancino Peguero. Bochy però mette in campo Blanco che batte un doppio di fondamentale importanza. Pulisce le basi e ci porta in vantaggio per 6-1. La mazzata decisiva arriva nella parte bassa dell’ottavo inning, in cui portiamo a casa altri quattro punti con RBI di Pence, Blanco, Quiroz e poi anche di Belt.

SF VS. ATL GARA 4 (5-1): Non c’è due senza Tim.

E dopo le buone partite di Cain e Bumgarner si aggiunge anche quella di Lincecum,che per certi versi è la più “sorprendente” (passatemi il termine), in relazione alle difficoltà che ha avuto Tim da un anno a questa parte. Contro i Braves è andato tutto alla perfezione, 7.0 inning, 2 H, 0 ER, 2 BB e 7 K. I numeri parlano da soli.

Il match finale della serie è stato vinto grazie a ben tre fuoricampo, Belt nel secondo, Sandoval nel terzo (splash hit) e Scutaro nel quinto, inutile dire come tutti e tre siano stati home run da un punto, tra questi, però, nel quarto, c’è il singolo con RBI di Crawford. Il tutto è stato poi condito da un doppio di Blanco, e se la palla non fosse uscita dal campo dopo il rimbalzo sarebbe stato facilmente un triplo con 2 RBI, ma è andata bene in ogni caso. Nella parte alta del nono arriva il primo e ultimo punto dei Braves, con un doppio di Gattis che fissa il punteggio sul 5-1 per noi.

PROSSIMA SERIE:

Oggi giornata di riposo, dopo 10 partite casalinghe consecutive. Da domani inzia una mini serie contro i Blue Jays a Toronto, reduci da una buonissima serie giocata contro i Red Sox. Questi i partenti:

 

Zito – Dickey

Vogelsong – Morrow

Giants vs Phillies 1-2: La (quasi) normalità dopo le tempeste

Postati in Resoconti su 9 maggio 2013 da Math

Brandon Belt, Chase Utley

Sweeppati, sweeppatori e di nuovo sweeppatori. Le ultime tre serie dei nostri ragazzi erano state a senso unico. Per fortuna dopo il tracollo contro i Padres erano arrivate 6 W filate equamente ditribuite a D’Backs e Dodgers.

Nel weekend all’AT&T Park arrivavano i rognosissimi(ssimi) Phillies che ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, si sono confermati una piccola-grande bestia nera. Alla fine ci siamo aggiudicati solo la terza gara perdendo le prime due con indentico punteggio. Nulla di allarmante sia chiaro. Abbiamo perso partite ben peggiori e in ogni caso rimaniamo al comando della nostra division ma la classifica è cortissima e ci dà un certo gusto vedere gli “accalappiacani” momentaneamente all’ultimo posto.

Prima di entrare nel dettagli delle tre gare soffermiamoci per un istante sulla connection lanciatori-classifica. Come detto siamo primi e questo è un punto “psicologico” molto importante visto lo “strano” inizio di stagione dei nostri partenti. Cain, dopo aver dominato l’anno scorso, aveva iniziato come peggio non poteva. Evidentemente stavamo assistendo alla maledizione del “perfect game”. Sia Matt che Humber (passato dai White Sox agli Astros) ne avevano centrato uno, entrambi quest’anno erano stati (Humber lo è ancora oggi) sommersi di punti, valide e sconfitte. Di Lincecum abbiamo parlato in lungo e in largo e credo (ma spero di no) che la sua dimensione attuale sia di poco superiore alle ultime uscite stagionali, compresa quella di due giorni fa. Mad Bum è stato molto solido e gara 1 contro Phila è stata solo una giornata no….capita. Insomma la nostra rotazione, da sempre fiore all’occhiello della squadra della Baia, ha preso qualche sportellata qua e là ma al momento i risultati sono arrivati comunque…. e non è un cattivo segnale.

SF VS. PHI GARA 1 (2-6): Solo Pence è in giornata ma gli Young ci condannano

Giornata di sofferenza per il buon Madison Bumgarner che già nel primo inning vede le basi riempirsi. Per fortuna ci sono due out sul conto e il tutto si risolve senza ulteriori fastidi. Cliff Lee invece viaggia sul (quasi) velluto senza particolari intoppi. Il fuoricampo di
Pence nel secondo inning arriva però sul 3-0 per i Phillies, frutto di un doppio di Michael Young a basi piene e di un wild pitch di MadBum. E dire che Scutaro aveva provato a salvare capre e cavoli con un tentativo di assistenza “volante” che però non è riuscito.

Nel 5° gli ospiti scappano ulteriormente: sempre Michael Young esordisce con un leadoff double; la grounder (con eliminazione) di Howard permette l’avanzamento in terza e la sac fly di Delmon Young porta Phila sul 4-1. Poi ci pensa l’homerun di Brown a rendere molto molto complicata la rimonta Giants.

Noi cerchiamo di mettere gli uomini in base ma poi arrivano puntualmente dei frustranti doppi giochi difensivi. Solo nell’ottavo il solito Hunter (che chiuderà con un succoso 3-3) piazza un bel doppio e viene portato a casa dall’errore di Rollins su singolo di Peguero.

Phila però per non farsi mancare nulla torna a +4 grazie al doppio di Galvis che porta Kratz (che era stato omaggiato con una base ball) in terza. La successiva sac fly di Rollins completa il 6-2 finale

SF VS. PHI GARA 2 (2-6): Gara e risultato già visti

Altro giro e altro 6-2 con dinamiche incredibilmente simili a 24 ore prima. Sul monte c’è Lincecum opposto a Kendrick e come in gara 1 Phila va sul 3-0 prima che i nostri tentino la rimonta.

Nel primo inning Tim intercetta una linea con una parte del corpo che nel linguaggio comune significa “fortuna” ma il nostro pitcher sbaglia incredibilmente l’assistenza in prima. Arriva poi il walk su Michael Young e il singolo di Ryan Howard che sblocca la gara.

Nella seconda ripresa Lincecum incassa due singoli e un sac bunt. Difficile che di questi tempi “Freak” riesca ad uscire da Alcatraz. L’eliminazione sulla grounder di Rollins porta un punto a casa e il 3-0 è il frutto del singolo Utley. Visitina sul monte con Tim che conserva il posto.

I Giants si svegliano nel terzo: singolo di Belt e ground-rule double di Crawford sono un bellissimo inizio di ripresa. Lincecum viene kapponeggiato ma ci pensa la sacfly di Pagan a mandare i Giants sul tabellone alla voce punti fatti. Il 2 out double di Scutaro ci riporta sotto. Entra Crawford e  abbiamo una partita (3-2 per loro). Al piatto si presenta il Panda che la sbatte direttamente in una cella di Alcatraz. Peccato che sia per poco in  zona di foul.

Nel 4° abbiamo due uomini in base, grazie a un erroraccio di Phila su rimbalzante di Pence che avrebbe innescato un comodo doppio gioco. Non riusciamo però a sfruttare a pieno l’errore perchè Blanco e Belt rimediano un K ciascuno e una facile grounder chiude l’inning che poteva riservare cose buone dalla Baia. I Phillies evitano il pannolone visto che Utley la sbatte fuori (solo shot) nel 5° e il doppio in campo opposto di Michael Young porta a casa il punto segnato da Rollins. Completa la festa il fuoricampo di Ryan Howard.

SF VS. PHI GARA 3 (4-3 F/10): Non ci piace vincere facile

L’imperativo era evitare lo sweep e Zito e compagni, pur complicandosi la vita parecchio, ci sono riusciti. Romo brucia la senconda salvezza stagionale incassando due punti nel 9° e Bastardo (a dispetto del cognome) si rivela gentile nell’essere il lanciatore perdente. L’eroe di giornata è Torres che consente a SF l’ennesimo walkoff stagionale.

Zito e Pettibone incassano entrambi un solo shot: nel secondo è il solito Hunter Pence (e il suo stile di battuta particolare) a sbatterla fuori. La risposta dei Phillies arriva nel quarto con Kevin Frandsen, al suo primo homerun stagionale.

Possiamo tornare subito in vantaggio ma il pisolino di Belt vanifica tutto. Siamo nella parte bassa del 4°: Kendrick concede un paio di basi ball prima che al piatto si presenti Peguero. Con un solo out sul conto arriva il giro di mazza con possibile doppio gioco per i Phillies; Utley cerca il tag su Belt (che dalla prima correva in seconda) prima di assistere in prima. Succede però che Brandon è bravissimo ad evitare il tocco del seconda base ospite e succede che Peguero arrivi salvo in prima. Ma non finisce qui: dopo aver evitato il tag, Belt, senza un perchè, decide di trotterellare in seconda (e trotterellare è dir tanto) anzichè correre come un comune cristiano che giochi a baseball o che debba andare da un punto A a un punto B nel più breve tempo possibile. Morale della
favola arriva l’assistenza in seconda e l’out (con Belt che arriva con calma) e quindi passiamo da basi piene e un out a corridori agli angoli e due out.
Crawford non trova la valida e si chiude l’inning dei rimpianti e del pisolino.

Poco male per fortuna visto che nel 5° Blanco piazza singolo e rubata. Il blooper di Scutaro nella terra di mezzo (ovvero quel punto dove confluiscono esterni e seconda base ma nel quale nessuno riesce ad acchiapparla al volo) ci porta sul 2-1. Il 3-1 arriva nel 6° con due out sul conto e il singolo di…..Zito che porta a casa Belt. Bravo Barry!!

Tutto scorre senza problemi fino al 9°: sul monte sale Romo, senbra una formalità ma il dio del baseball vuole vedersi un altro inning. Doppio di Rollins e walk  a Michael Young. Il pareggio si materializza col singolo di Utley e la sacfly di Delmon Young. C’è ancora da lavorare per i nostri. Lopez porta a casa il 10mo anche grazie a Quiroz che fulmina Revere nel tentativo di rubata. Nella parte bassa del decimo Posey piazza un singolo, viene avanzato in seconda dal sacbunt di Arias  in terza dal wild pitch di Bastardo. Quiroz viene messo strikeout ma ci pensa Torres a chiudere la gara.

PROSSIMA SERIE

Stanotte si torna sul diamante e ci aspettano 4 partite con i Braves che hanno inziato la stagione con 20 vittorie e 13 sconfitte. Certamente è molto presto per far calcoli ma l’esperienza degli ultimi anni ha insegnato che una wild card esce sempre dalla NL East e rifilare qualche sconfitta alla squadra dei fratelli Upton non sarebbe male.

Stanotte sul monte i protagonisti saranno Voglesong e Teheran

Giants vs. Dodgers 3-0: un-due-tre e sweep LA!

Postati in Resoconti su 6 maggio 2013 da Math

quiroz_guillermo_giants_celebrateE’ la stagione degli sweep, pare ormai assodato. Dieci serie fino a qui disputate e sei sweep ottenuti, quattro in nostro favore e due contro. Quasi il contrario di ciò che accadeva l’anno scorso, quando vincevamo le prime due per poi perdere puntualmente la terza. Quest’anno no, siamo cinici quando è il caso di esserlo. Strano sport il baseball; strano, quanto meraviglioso.

Meraviglioso soprattutto aver ridotto a brandelli (sportivamente, sia chiaro) i caschi blu che non sono quelli dell’ONU, ma dei Dodgers, che forse avrebbero proprio bisogno di un intervento dell’ONU per tornare in carreggiata, dato che la loro classifica sta venendo giù come un castello di carte costruito nella galleria del vento. Loro, ricchi, spendaccioni e con un roster da fare invidia a tre quarti della MLB, in realtà stanno deludendo non poco, con una classifica che recita 13-17. Musica per le nostre orecchie, soprattutto perchè siamo gli artefici di 5 delle loro sconfitte e anche perchè, dal nostro canto, vediamo tutti dall’alto in basso con un bel 19-12, non certo indice di strapotenza, ma comunque molto piacevole.

Quello che mi piace di più è notare come sia più facile vincere quando hai alle spalle due World Series recenti. L’avevo già scritto qualche pezzo addietro, il DNA vincente si nota in certi casi e la frase che vincere aiuta a vincere, seppur carica di una componente retorica, può essere veritiera. Chiaro che senza gli uomini giusti non si va da nessuna parte ma in parte la sicurezza che infonde il fatto di essere campioni in carica e in parte il pubblico ineguagliabile… beh, si può spiegare anche così questo inizio di stagione.

Ma vediamo un po’ come sono andati questi match contro gli arcirivali in blu:

SF VS. LAD GARA 1 (2-1): DOVE C’E’ BUSTER C’E’ VITTORIA

Zito-Kershaw il duello sul monte. Roba molto difficile per noi, non tanto per Zito che in casa finora non ha mai toppato, quanto per Kershaw, pitcher dal talento smisurato che solitamente non ci fa vedere la palla. Ma fatemi controllare con quale squadra gioca Buster Posey questa partita. Ah, è nel lineup dei Giants. Bene, quindi i Giants vinceranno.

San Buster ce l’abbiamo noi, e ai Dodgers non è sufficiente passare in vantaggio nel 5° inning, quando Punto manda a casa proprio Kershaw (reduce da un doppio, unica extra-base colpita da LA) per l’1-0. Nella bassa del sesto inning il conto valide registra 8-0 per i Dodgers, con Kershaw ancora quindi immacolato. Ma Scutaro decide di battere un triplo e Buster, un battitore dopo, un doppio. In un amen si è 1-1, senza aver fatto quasi nulla.

San Buster provvede ancora. Si è nel 9° quando arriva il siluro che esce dal campo, per un 2-1 che fa sobbalzare lo stadio. 11-4 per loro il conto delle valide, 2-1 per noi il conto delle runs, che è quello che conta. Molto bene, guys.

SF VS. LAD GARA 2 (10-9): QUIROZ, SUPEREROE DI UNA NOTTE

Sul monte si sfidano il carneade Magill e Vogelsong, con quest’ultimo che non è ancora riuscito ad ingranare in questa stagione. La musica, rispetto a 24 ore prima, è decisamente diversa e ne esce una partita poco Giants-style, con valide dall’una e dall’altra parte come se piovesse. Sicuramente lo spettacolo ne beneficia, le coronarie un po’ meno, ma certamente non mancano segnature e grandi capovolgimenti di fronte.

Si parte in tromba, con Magill che carica le basi senza outs, ne approfittiamo con un ground-rule double di Posey e un singolo vincente di Blanco, per il 3-0 già nel 1° inning. 3-0 che diventa 5-0 nel 2°, prima grazie ad un wild pitch sempre di Magill (che di lì a poco già scenderà dal monte) poi con una sac fly di Gregorio. Wow, già vinta, si poteva pensare. E invece no.

Nel 4° l’home run di Ellis sembra una goccia del deserto, visto che Vogey tutto sommato regge bene e inoltre subito dopo un RBI groundout ancora di Blanco riporta a 5 punti di distanza gli avversari. 6-1 e Giants che veleggiano tranquilli. Ma la festa finisce perchè nel 5° Vogelsong implode e, come da tradizione 2013, arriva il super big inning che concediamo agli avversari. Sette punti subiti, un’emorragia che nemmeno Machi, entrato per Vogey, riesce ad arrestare. L’inning termina con lo scioccante punteggio di 8-6 Dodgers.

Ma il match è ben lontano dal chiudersi; nella bassa del 5° addirittura Torres la spara fuori per il 7-8. Poi nel 6° carichiamo le basi senza outs ma quando sembra che stiamo per sprecare tutto, arriva il wild pitch di Rodriguez a consegnarci l’8-8. Emozioni a grappoli e nel 7° altro botta e risposta, un punto per parte (sac fly del Panda per noi) e si va sul 9-9. Si arriva agli extras e quando sembra che la partita attraversi una fase di stanca, arriva l’eroe per una notte, Guillermo Quiroz, una specie di signor nessuno, che sul conto di 0-2 beffa League sparando la palla tra gli spalti. Il fuoricampo che non ti aspetti fa esplodere l’AT&T, per il secondo consecutivo walk-off HR. Cose che non accadevano da 10 anni (Bonds e Pedro Feliz; non ricordavo nemmeno che Feliz avesse mai battuto un fuoricampo). Goduria maxima.

SF VS. LAD GARA 3 (4-3): LOS GIGANTES MATAN A LOS ANGELES

Cinco de Mayo che coincide con il Sunday Night a San Francisco. La giornata commemorativa dell’orgoglio messicano prevede la scritta Gigantes sulle nostre maglie per un match che ci può regalare il secondo sweep consecutivo. Così avviene, da cinici DOC quali siamo quest’anno.

Sul monte il duello è tra un Cain a caccia della prima vittoria stagionale e un Ryu che, come accaduto a Magill il giorno prima, carica le basi senza outs nel primo inning. Ne approfittiamo solo in parte visto che arriva solo un punto, grazie all’RBI groundout di Pence. Proprio Pence è il grande protagonista del match; tutti suoi i 4 RBI del match. Nel 3° e nel 5° piazza infatti i doppi che consentono altre marcature ai nostri, per un 4-0 che pare essere un punteggio abbastanza tranquillo, anche perchè Cain finalmente produce outs senza troppe sofferenze.

Ma è destino che anche l’ultimo match debba essere un one-run game (ben 14 partite su 31 sono finite con lo scarto di solo un punto, 9-5 in nostro favore). I Dodgers ne mettono 3 nell’ottavo, con Bochy in preda al cambio pazzo di pitchers. Nello stesso inning salgono infatti Cain, Lopez, Kontos, Affeldt e Machi; bene o male ce la si cava.

Nel 9° Romo festeggia coi suoi connazionali il Cinco de Mayo con una salvezza senza mettere uomini in base, pur con 3 flyout. E’ sweep. Bye bye Dodgers, sarà per la prossima.

CONSIDERAZIONI FINALI

Elogi sperticati per questi ragazzi, che dopo la batosta presa a San Diego sono stati capaci di vincerne 6 consecutive, prima contro i D’Backs e poi contro gli odiati Dodgers. Si va a strappi in questa stagione, la classifica come detto all’inizio è molto buona anche se siamo ben lontani dal poter dire che sarà tutto facile. I Rockies sono lì attaccati, i D’Backs poco dietro e i Dodgers lontani, ma siamo appena dopo il primo mese di incontri, con altri 5 davanti. Per cui calma con facili entusiasmi; di certo anche in questo periodo, ogni vittoria è pesante esattamente quanto lo è a settembre.

Quanto ai nostri, la serie contro LA ci ha finalmente restituito un Cain formato 2012, che si è guadagnato stima ed elogi ovunque. Speriamo sia solo l’inizio di un buon periodo per lui. Zito si è dimostrato ancora solido in casa, mentre Vogelsong non è ancora lui, o meglio, è sempre lo stesso pitcher che si è potuto vedere dall’inizio della stagione. Qualche piccolo progresso l’ha fatto a mio giudizio, visto che ha lanciato 4 inning buoni; ma i disastri combinati nel 5° lasciano molti interrogativi su di lui.

I rilievi sono andati a fasi alterne, nulla si straordinario, anzi. Ma tanto è bastato per vincere, con Casilla e Romo tra i più affidabili in questa serie. I position players hanno dimostrato di essere invece in ottima forma, con le sole eccezioni di Belt e Crawford (andati rispettivamente 0-7 e 0-8). Pagan si è fatto male in gara 2 (ma rientrerà forse già stanotte) ed è stato sostituito molto dignitosamente da Torres (4-8), che sta facendo di tutto per smentire il fatto che riprenderlo con la nostra maglia sia stata una stupidaggine. Al momento non è assolutamente così.

I motori trainanti dei Giants in questa serie sono stati gli Scutaro (5-11), i Posey (5-10), i Sandoval (4-7 nelle ultime 2), i Pence (4-10 nelle ultime 2), senza dimenticare i 3 RBI di Blanco in gara 2 e la bomba di Quiroz. Quando il cuore del lineup produce, difficilmente si perdono partite. E così è accaduto. Abbiamo rivisto nel roster anche Peguero, dotato di una velocità e di una grinta davvero notevoli. Il ragazzo promette di poter dare un buon contributo alla truppa. E’ stato invece retrocesso in triplo A Hector Sanchez, con il suo sostituto Quiroz che ha fatto quello che ha fatto. Dispiace un po’ per il buon Ettore, che a questo punto potrebbe pure finire tradato di qui a qualche settimana. Vedremo.

PROSSIMA SERIE: GIANTS VS. PHILLIES

Lo confesso: i Phillies sono la squadra che sopporto meno di tutta la MLB, perfino oltre i nemici Dodgers. Una squadra che tradizionalmente è sempre restata nelle retrovie delle classifiche, è invece esplosa negli anni recenti con la vittoria delle WS nel 2009, mostrandosi con tutto il proprio valore. Ora però i tempi sembrano essere nuovamente cambiati con la franchigia che sta tornando nei ranghi della mediocrità, con un futuro tutt’altro che roseo e un roster composto da parecchi elementi in là con gli anni.

Ma non per questo significa che non saranno pericolosi, anche perché è abbastanza logico per noi pensare ad un piccolo calo di tensione. O vogliamo vincerne altre 3 di fila?

I match-up si presentano molto interessanti: Bumgarner-Lee, con il Generale decisamente ancora molto temibile (ma ricordiamoci di gara 1 delle WS 2010), Lincecum-Kendrick con un Tim ad un esame alla sua portata e Zito-Pettibone, con il giovane partente di Phila che ha debuttato da poco in MLB facendo un’ottima figura.

Sarà molto dura questa serie, soprattutto perchè noi abbiamo la pancia un pochino piena. Ma mi accontenterei di zittire almeno per 2 volte su 3 l’urlatore insopportabile che fa le telecronache della franchigia della Pennsylvania. Vamos!

 

Giants vs. D’backs 3-0: Serie non adatta ai deboli di cuore.

Postati in Resoconti su 2 maggio 2013 da angelok8

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Dopo le cinque sconfitte consecutive serviva una reazione, e reazione è stata. Spazzare via i D’backs con tre vittorie in casa loro è sempre un gran piacere, nonostante queste vittorie siano arrivate tutte negli innings finali, al termine di partite molto equilibrate, ma ovviamente è il risultato finale quello che conta, e a noi è andata bene. Non abbiamo mai mollato, anche se per gran parte del tempo siamo stati indietro nel punteggio, ma il cuore Giants è duro a morire, lo sappiamo benissimo.

In questa serie si è visto un buon Belt, e restiamo in attesa di un suo risveglio definitivo dopo un mese alquanto sonnecchiante, anche se  continua comunque a viaggiare su livelli di discontinuità mostruosi. I segnali positivi arrivano in particolare da gara 1 e gara 3 della serie. Il bilancio finale è di 3 valide su 11 apparizioni al piatto, non entusiasmante, è vero, ma in queste tre valide sono compresi 2 HR e 6 RBI. Non siamo davanti a chissà quali numeri, ma l’impatto che ha avuto in questa serie è stato pazzesco, dato che le tre valide hanno sempre portato punti a casa e sono arrivate nei momenti più importanti delle partite.

5 su 12 invece per Sandoval, in questa serie, con RBI arrivati in ogni partita. Si sta scaldando in attesa di incontrare i Dodgers, il Panda.

Sempre on fire, inoltre, il nostro Romo, che in tre partite riesce a conquistare tre salvezze importantissime, subendo solo 2 valide e 0 ER con 3 K.

Sempre in difficoltà sembra invece essere Cain, ancora a secco di vittorie nel 2013. “Location, location, location, Matt”, come direbbero in USA.

Ma veniamo alle partite giocate.

GARA 1 SF VS AZ 6-4: Ci pensa Belt.

Iniziamo forte e tra il primo e il secondo inning siamo già sul 3-0. Nel primo giro del lineup arrivano le valide di Scutaro, Sandoval, Blanco, Belt, e in mezzo c’è anche la BB di Posey e il sac fly di Pence. Non male come inizio. Purtroppo nella quarta ripresa Arizona approfitta degli errori di Cain e arrivano ben tre fuoricampo in una sola ripresa, in nemmeno metà match ci ritroviamo indietro 3-4 nel punteggio. Nel quinto Sandoval ci riporta però in parità. Il match resta sul 4-4 fino all’ottavo inning, quando, con le basi cariche, Belt batte un singolo che vale altri due punti per noi. 6-4 e finalmente si torna a respirare. Manteniamo questo vantaggio fino alla fine, con l’ottimo lavoro di Lopez, Casilla e Romo nel tenere a bada i D’backs e conquistare la vittoria.

GARA 2 SF VS AZ 2-1: Sempre in apnea.

Anche la seconda partita della serie si decide nelle ultime riprese, anzi, nell’ultimo nostro attacco. Questa volta il punteggio è più basso, e il match viene deciso da due fuoricampo. Quello di Wilson nell’ottavo inning e quello di Sandoval, da due punti, nella parte alta del nono. Bene Bumgarner (7.0 IP, 3 H, 0 ER e 2 K) e il Panda, che ci regalano la vittoria della serie.

GARA 3 SF VS AZ 9-6: Il gran finale.

Completamente diverso (si fa per dire) è invece il terzo match. Ci sono tante valide (10 per noi e 15 per loro), ma c’è sempre una rimonta completata nei due inning finali, tanto per restare sempre imprevedibili e per far perdere anni di vita a tutti i tifosi Giants. Si inizia subito con il fuoricampo di Pagan, il suo primo stagionale, e il primo pensiero è: “Dai che questa non sarà una sofferenza come le altre”. Nulla di più sbagliato. Andiamo sotto nel punteggio già nel secondo inning, con un fuoricampo di Pennington che vale il 3-1 per Arizona, che diventa poi 4-1 nella quarta ripresa con il doppio di Chavez. La reazione dei ragazzi c’è, e nel quinto il doppio di Pagan e il triplo di Crawford ci portano in svantaggio  di un solo punto. Si continua così, con i D-backs chesegnano e noi che restiamo sempre a contatto, tutto fino all’ottavo inning. Siamo sul 6-4 per Arizona, 2 outs, Belt al piatto con 2 strike sul conto con Pence e Blanco in base, ed ecco che arriva il fuoricampo da tre punti che ci porta finalmente in vantaggio! 7-6 ed è festa. Nel nono saranno poi Sandoval e Posey a completare l’opera con altri due punti portati a casa. Romo ottiene la terza salvezza in tre giorni.

Arizona spazzata via.

PROSSIMA SERIE.

Oggi si riposa, e da domani inizia la serie del week-end contro i Dodgers all’AT&T. Inutile dire come siano tre partite molto delicate e molto difficili, soprattutto la prima contro Kershaw.

Questi i match-up:

Zito – Kershaw

Vogelsong – Lilly

Cain – Ryu

Giants vs. Padres 0-3: Tutto vero, purtroppo!

Postati in Resoconti su 29 aprile 2013 da Math

Giants Padres Baseball

 

Quando hai bisogno di rialzare la testa, quando hai bisogno di ritrovare morale e vittorie, il meglio che ti possa capitare è di giocare contro una squadra che ha iniziato la stagione con un 6-15. Non me ne vogliano i tifosi dei Padres ma la serie del weekend era l’ideale per tornare a macinare W in casa Giants. Un po’ come quando un lanciatore non riesce a trovare le location, come quando soffre terribilmente il lineup avversario…. spera solo (in NL) che arrivi presto al piatto il pitcher avversario. Tre swing a caso del suo dirimpettaio e K che ridà fiducia e convinzione.

L’esempio, per estremo che sia (ripeto, massimo rispetto per i Padres), casca bene visto che in questa prima parte d’annata pure i pitcher avversari la sbattono fuori contro i nostri partenti. E’ la fotografia dei Giants di oggi, capaci di approfittare di un “turno favorevole” sweeppando i Padres, per poi essere sweepati a loro volta pochi giorni dopo. Imbarazzante anche parte della “costruzione” delle vittorie casalinghe di San Diego: 6 punti realizzati in un inning che annullano uno svantaggio di 5-0, vittoria in walkoff su erroraccio nostro, fuoricampi e chi più ne ha più ne metta.

GARA 1. SF VS SD 1-2: Il minimo sindacale non basta

La prima gara della serie mette di fronte Lincecum e Cashner. I nostri partono bene con Pagan che piazza un singolo a cui fa seguito la rubata in seconda. La prima eliminazione consente al nostro leadoff di avanzare in terza e il punto dell’ 1-0 arriva grazie ad un wild pitch.

Lincecum concede sempre qualche base ball di troppo ma la sua prestazione può essere definita discretamente positiva: 7 riprese lanciate condite da 9k. La svolta per i Padres arriva nel terzo inning e ancora una volta c’è lo zampino del pitcher avversario che apre l’inning con un singolo.  A Cabrera viene chiesto il sac bunt ma il Panda si esibisce in un tuffo in zona di foul che vanifica l’avanzamento in seconda. Già in precedenza una giocata difensiva di Pagan aveva tarpato le ali a San Diego ma le giocate chiave sono dietro l’angolo. Venable viene kapponeggiato con Cashner che ruba (!) la seconda. Un vecchio adagio del baseball dice che “i punti arrivano con due out sul conto” e oggi tale detto non trova smentita. Il singolo di Quentin pareggia i conti, quello di Alonso sancisce il sorpasso dei padroni di casa.

La gara non ha scossoni fino all’ultima chance per i nostri ragazzi: nel 9° Street incassa il singolo di Posey (con Arias inserito come PR) e pure quello di Belt. Corridori agli angoli e due out sul conto. Al piatto si presenta Crawford che ultimamente era discretamente on fire ma questa volta niente miracolo e primo match “in the books”.

GARA 2: SF VS SD 7-8 (F/12): Vinta, persa, ah no vinta, ah no persa!

In gara 2 succede di tutto ma alla fine paghiamo due gravi errori che caratterizzano i due momenti decisivi del match. Il primo da il là alla prima rimonta dei Padres, il secondo pone fine alla contesa…. e dire che pensavamo di averla vinta dopo appena 3 inning.

L’attacco muove le pedine giuste e Zito poteva portare a casa un classico “Another day in office”. Il fuoricampo da tre punti di Crawford iniziava a porre le basi per una W. L’RBI del Panda e il doppio di Posey allungavano il nostro vantaggio sul 5-0.

Zito aveva già avuto gente per le basi ma aveva armato il suo braccio e un paio di strikeout avevano risolto la situazione. Nella parte bassa del quarto inning aveva inizio il disastro: con un out sul conto Torres si esibisce in una NON routine catch. Da lì arrivano singoli, doppi, basi ball e pure un wild pitch. Alla fine il cameriere presenta il conto ai Giants che pagano SEI punti. Da quasi sicura vittoria ritroviamo ad inseguire.

La parte buona della storia è che il raptus del “never give up” ci prende bene e allora nel 5° piazziamo corridori agli angoli. Pence la spedisce alta e lunga. La palla non viene raccolta da un tifoso ma tanto basta per mettere a referto il doppio del contro sorpasso (7-6 per noi). Il 7-7 non può che arrivare….nel 7°: leadoff double di Headley che poi verrà portato a casa da Blanks.

Nell’ 11mo Pence scippa la vittoria Padres con una super presa mentro nel 12mo riusciamo a mettere due uomini in base ma il Panda batte una facile grounder per il terzo out. Tocca a loro con Romo sul monte. Con un out sul conto arriva il doppio di Alonso seguito dal singolo di Gyroko. Le cose si mettono male (c’è solo un out) ma Hundley batte una facile rimbalzante. Romo e tutto il popolo arancionero già pregustano il doppio gioco ma Scutaro non la prende…. ed è walkoff win per San Diego.

GARA 3: SF VS SD 4-6: K, K, Homerun. K, K, Homerun

Il povero Vogelsong incassa 5 punti in 4 inning. Noi ci svegliamo tardi e il cappotto è servito! I primi due inning d’attacco Padres sono incredibilmente simili. In entrambi Ryan mette strikeout i primi due battitori, in entrambi Ryan subisce un fuoricampo e gli autori dei blast sono quasi omonimi.

Nel primo inning San Diego sblocca la gara con un fuoricampo di Headley, nel secondo arriva prima il 2 out single di Amarista e poi il 2-run HR di Hundley. Nel mezzo i Giants mettono sul tabellone il punticino frutto della sac fly di Crawford. Sul 3-1 per loro la nostra risposta arriva ma con basi piene Pence innesca un doppio gioco sanguinoso. Nel 4° è praticamente game, set, match San Diego con il fuoricampo (pure questo da 2 punti ) di Amarista. Sandoval (che chiuderà con 4/5) fa entrare il 5-2 di Pagan ma un passed ball nel 6° rimette i Giants a distanza di sicurezza.

Finale con qualche speranza: Posey scaraventa fuori la pallina nell’8° con Sandoval che era in prima (6-4). Nel 9° la scena potrebbe ripetersi: 2 out singole del Panda e Posey al piatto. Questa volta niente homerun ma rimbalzante comoda per lo sweep finale.

 

Tra poco si torna sul diamante. Questa volta faremo visita ai D’Backs. Si comincia in tarda notte con la sfida Cain vs Kennedy.

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