Arriva Theriot, cuore da campione
Dico la verità, il titolo è volutamente forzato, ma di questi tempi possiamo fare finta di esaltarci anche per un giocatore tutto sommato normale, ma che almeno rappresenta un nuovo arrivo, un’iniezione di entusiasmo ancorchè minima, una freccia in più al nostro arco ancora piuttosto scarno.
Theriot (seconda base e shortstop) è stato protagonista delle ultime World Series, ha messo un triplo in quella già leggendaria gara 6, il triplo che ha salvato i Cardinals dalla sconfitta e gli ha dato la spinta per andare a prendersi la partita e successivamente il titolo mondiale. Qualcuno potrà dire che è clutch, che sa come vincere, che tira fuori la grinta al momento giusto, che dà alla squadra la spinta motivazionale che serve, che fa gruppo. Tutto molto bello e affascinante, ma realisticamente sappiamo molto bene che l’insieme di tutte queste cose nel baseball conta complessivamente un totale di zero. E’ sempre interessante quando si vuole far passare questi concetti, i famosi intangibili, ma questo sport insegna che i numeri contano molto di più, anzi, sono l’unica cosa che conta (vedasi a tal proposito il film Moneyball – L’arte di vincere, in uscita in questi giorni nelle sale cinematografiche).
Per cui siamo di fronte ad un giocatore come detto normale, non certo una superstar, che però ha mantenuto costanti negli ultimi 2 anni le medie al piatto (.270/.321 le medie BA e OBP) e che ha fornito un contributo interessante nelle squadre nelle quali ha militato. Data l’età (32 anni da poco compiuti) e date le note percentuali al piatto dimostrate dai nostri nel 2011, c’è addirittura da essere soddisfatti per noi, con l’ottimismo di chi ha acquisito un valore aggiunto al roster. Bill James ce lo dà addirittura in miglioramento al piatto rispetto all’anno scorso, mentre avremo di che preoccuparci quando si tratterà di difendere; lì infatti il buon Ryan ha dimostrato di sbagliare spesso e volentieri (volentieri per le squadre avversarie).
Ma quale può essere la chiave di lettura di questo nuovo arrivo? Bochy si è affrettato a spiegare che considera Crawford il titolare e che intende partire con lui, forse per non mettere pressione inutile nei confronti di un ragazzo che è tra i pochi giovani su cui possiamo riporre qualche speranza (e già questo spiega come sia la nostra farm). La verità è che ci si è voluti premunire da eventuali nuovi infortuni di Freddy Sanchez, reduce da multi-operazioni alla spalla e quindi soggetto a ricadute (facciamo scongiuri); per cui la prima sistemazione può essere quella. Ma ovviamente non verrà scartata l’ipotesi di utilizzare Theriot come shortstop. In questo caso lo spring training ci saprà già dare le prime sommarie risposte, ovvero se Crawford è adatto al ruolo, se possiamo credere ancora in lui o è meglio lasciar perdere. Per l’angolo dell’opinione personale (non richiesto) io lascerei perdere, anzi avrei già lasciato perdere, ma non è detto che ci azzecchi. Investire su un giovane in fondo non è mai un errore se si intravedono le qualità ed è sempre meglio far giocare un giovane promettente piuttosto che un veterano che non ha più nulla da dare. Bisogna vedere se però Crawford sia promettente; di certo avrà ancora delle possibilità, se andrà male ecco che spunterà Theriot.
Per cui la mossa è approvata e vedremo con curiosità quanto verrà impiegato questo nuovo arrivo. Per le note a margine è stato acquisito il rilievo Hansley mentre è stato anche manifestato l’interesse per Xavier Nady, outfielder che ha militato nei D’Backs nella stagione scorsa. sarebbe comunque eventualmente una mossa di poco conto.
Forza che il pitchers and catchers report non è lontano!