NYM @ SF gara 4 (9-1): Giganti, anche nelle sconfitte

Una delle canoniche frasi della Legge di Murphy recita così: se una cosa può andar male, lo farà. Ecco, in sintesi è il pensiero uscito dal match di ieri sera, gara 4 contro i Mets, trasformatosi in una mattanza nei nostri confronti davvero notevole. Alla vigilia del match auspicavamo una vittoria, anzi, non ammettevamo altro risultato che non fosse una vittoria; a fine match siamo qui ad incassare l’ennesima sconfitta di questo periodo che a dispetto di ogni ottimismo, sta somigliando sempre più terribilmente al drammatico 2011, visto che la corrispondenza dei giorni è pressochè identica.

Che si sia toccato il fondo? l’abbiamo detto troppe volte l’anno scorso e lo diciamo per la prima volta quest’anno, sperando che sia davvero la prima e l’ultima. D’altronde peggio di così sarà dura fare, anche concedendoci altre sconfitte, che inevitabilmente ci saranno. Ma arrivare ad una serie così nera, giocando malissimo dal monte all’attacco, beh, con tutto il pessimismo possibile, faccio fatica a pensarlo.

Chiaro che quando si perde in maniera così netta, o ci si  lascia andare ad analisi cruente oppure si lascia passare la buriana per poi riprendere il discorso e dare un giudizio più lucido. Istintivamente è inevitabile che dopo quest’ultimo match venga voglia di insultare tutto il roster, di accusarlo di ogni colpa, di pensare che i playoff non ce li meritiamo e che ce li dobbiamo scordare, però… c’è un però; ovvero i giudizi affrettati nel baseball sono sempre sbagliati. Perciò rifiatiamo e guardiamo avanti, ancora con ottimismo, perchè il semplice fatto di essere arrivati fin qui non può essere frutto di un incantesimo magico ora spezzato. No, la squadra, pur con mille difetti, c’è, pertanto crediamoci ancora.

Parlando più nello specifico di questa gara 4, francamente trovo poche parole degne di venir pubblicate. Il match è iniziato benissimo per noi, ovvero con 2 out per i primi 2 battitori affrontati. ALE’!!!! Poi però è terminato lì; Zito ha concesso un primo walk, poi un secondo walk, poi ha colpito un battitore, poi ha conceso un singolo. Si è partiti sullo 0-2. Finita lì? no, perchè una flyball di Cedeno veniva clamorosamente bucata da Melky in salto, ed altri punti entravano a tabellone. 4-0 nel 1° inning e già buonanotte ai suonatori.

Risparmio tutto il resto, ben volentieri, visto che il match non ha mai avuto alcuna storia. Nel 2° inning è arrivato il punto del 5-0, mentre nel 4° è arrivato il nostro punto di una bandiera già ammainata in partenza, con la sacfly battuta da Pence che ha permesso a Melky, reduce dal triplo, di realizzare. Quello che poteva essere il punto della sveglia si è invece rivelato l’ultimo sussurro del malato agonizzante, visto che 5° e 7° inning portavano alla causa Mets altri 4 punti divisi equamente.

Che dire di noi, l’attacco si è fermato a 4 valide, tre delle quali battute da Melky, con un doppio, un triplo e un singolo, ad un homer quindi dal cycle (“titolo” che ho sempre considerato di nessuna rilevanza), mentre l’altra hit dei nostri è sul tabellino di Belt, autore di un triplo che almeno è un piccolo segnale di incoraggiamento per il suo futuro, si spera. Nient’altro. Il monte d’altro canto s’è comportato malissimo con Zito, toccato da tutte le parti e privo completamente di quel controllo necessario per farci stare nel match. Il suo match è durato 2 battitori, prima di sbroccare alla sua maniera, facendoci arrabbiare esattamente proprio come ci ha abituato nel corso di questi anni.

Bene, archiviamo pure questa serie, disastrosa com’era stata la precedente. Ci tuffiamo quindi nella magica atmosfera di Coors Field, stadio notoriamente amato da tutti noi Giants, laddove per il primo match troveremo da avversario per la prima volta quel Jonathan Sanchez che tante soddisfazioni ci ha dato (ma anche tante imprecazioni ci ha strappato). Vogliamo fargli fare bella figura? sarebbe il colmo, ha un’ERA di oltre 11 e sta disputando una stagione orrenda, visto che è stato anche messo DFA dai Royals. Non è il caso di farlo esaltare proprio in questo match; dalla nostra parte abbiamo Vogelsong, e stavolta, senza esagerare, non possiamo più concedere nulla agli avversari, altrimenti rischiamo di entrare in un tunnel senza via d’uscita.

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