Giants @ Yankees (1-2): Ciao Mariano e grazie di tutto!

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[Articolo scritto da Giorgio Sigon]

Esiste una specie rarissima nel mondo dello sport. Ci sono campioni, fenomeni e superstar ma si possono contare sulle dita di una mano quelli che ti rimangono per sempre nel cuore e nella mente, quelli per cui provi un’emozione particolare sapendo che non scenderanno più in campo indipendentemente dalla squadra in cui hanno militato. La rivalità sportiva, l’antipatia per un qualcuno che non riuscivi quasi mai a battere e che lancia(va) per la squadra di baseball più odiata d’America, di colpo scompaiono. E cosa resta? Resta il rispetto per un campione vero, un degno avversario, signore dentro e fuori dal diamante. Queste parole le abbiamo viste pronunciare per tanta gente, spesso erano frasi fatte e te ne rendevi subito conto perché, quando le sentivi o leggevi, non provavi quel brivido lungo la schiena, ti alzavi per applaudire perché lo facevano anche gli altri. Di certo non eri il primo a scattare in piedi e a rendere omaggio a qualcuno che non sarebbe stato più uno sportivo.

Nel tributo che tutta l’MLB (tifosi, squadre e giocatori) ha riservato in questa seconda parte di stagione a Mariano Rivera non c’è nulla di finto, di preconfezionato, di “volemose bene” made in USA. Ogni persona che lo ha applaudito lo ha fatto col cuore, ogni tifoso (primo fra tutti quello dei RedSox, odiati rivali degli Yankees) che si è alzato in piedi ad applaudire “Mo”, non si è lasciato trascinare (controvoglia) dalla folla ma è scattato sull’attenti e avrebbe continuato con l’applauso per ore e ore.

Lui, Mariano, ha sempre avuto una parola e un sorriso per tutti. Gli USA dalla lacrima facile avrebbero forse voluto più “emozione” dal miglior closer di sempre ma Rivera, anche in questo, si è dimostrato un grandissimo. Le lacrime forse arriveranno nell’ultima gara stagionale casalinga (contro Tampa Bay) o nell’ultima partita di regular season (contro Houston fuori casa). Impossibile non emozionarsi per una vita sportiva così ma per ora, in giro per i campi dell’MLB Mariano ha regalato sorrisi, autografi, foto e tanto altro, perché è giusto così: Mo si ritira a fine stagione, non è mica morto qualcuno e lui lo sa.

Lo abbiamo visto fare di tutto, sempre disponibile e sempre sorridente: le ore prima delle gare in trasferta Mariano le ha dedicate per incontrare tutta quella gente che lavora nei ballpark. Si è passati dagli addetti alle biglietterie di Cleveland, agli Chef del Target Field, fino ad arrivare alla dedica lasciata nel bullpen del Fenway Park il giorno della sua ultima gara al cospetto del green monster.

I Giants hanno salutato Rivera da Campioni del Mondo in una straordinaria cerimonia che lo Yankee Stadium ha riservato per il suo 42.

I ragazzi della Baia hanno portato in dono un acquerello che raffigurava Mariano intento a lanciare all’ AT&T Park e una chitarra elettrica autografata da Willie Mays (curioso il fatto che Rivera abbia il 42 e Mays…il 24). A consegnare i doni targati Giants c’era Dave Righetti, il primatista di salvezze in maglia Yankees….prima che arrivasse Mariano!

Anche questo blog, nel suo piccolo, ha voluto salutare il più grande di sempre.

Mariano nella serie persa dai nostri ha giocato in gara 1 e in gara 3 ma non ha portato a casa salvezze.

Nel primo match New York ci piega 5-1 grazie a un grande slam di Alex Rodriguez che spara oltre la recinzione il lancio di Kontos. Lincecum aveva riempito le basi e George non è riuscito nel miracolo.

Tim ha messo a referto lo strikeout numero 1500 in carriera e ha chiuso con 6.2 ip 4 R 3 BB e 6 K. Il Grand Slam di A-Rod invece è stato il suo 24° in carriera e nella classifica all-time di specialità ha sorpassato un certo Lou Gehrig

In gara 2 non c’è stata storia. Nova ha portato a casa un complete game shutout e gli Yankees ci hanno affossato per 6-0 con Soriano che, come in gara 1, l’ha sbattuta di nuovo fuori. Maluccio Vogelsong (5 ip 5 h 5 r e 1 solo K).

Nell’ultimo match “roviniamo” la festa allo Yankee Stadium: è il giorno della maxi cerimonia di cui vi abbiamo parlato. Viene ritirato il numero 42 e mai nessuno in MLB potrà indossare quel numero (Mariano era l’ultimo), Andy Pettitte, il partente di gara 3, annuncia il proprio ritiro a 41 anni suonati e per 5 inning non concede valide ai nostri (solo una BB a Sandoval).

Poi però Adrianza trova il suo primo fuoricampo in MLB e nell’ottavo arriva anche il doppio di Abreu che porta a casa Noonan. Vinciamo 2-1, evitiamo lo sweep ma un po’ ci dispiace. Avremmo fatto volentieri a cambio: gara 2 a noi e gara 3 a loro, per rendere perfetto un giorno indimenticabile. Ma va bene lo stesso!

Prossima serie

Oggi day off per i nostri e poi penultima serie stagionale. All’AT&T Park arrivano loro….. una sola parola: BeatLA!!!

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Una Risposta to “Giants @ Yankees (1-2): Ciao Mariano e grazie di tutto!”

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