SF Giants: oltre il 2014 (seconda parte)

Cincinnati Reds v San Francisco GiantsEcco, cari amici, la seconda parte dell’articolo del nostro Roberto Rota. Il pezzo, che nel suo primo capitolo parlava a 360 gradi del mondo del baseball statunitense, ora invece va ad analizzare quale potrebbe essere il futuro della nostra franchigia oltre la stagione che va ad iniziare tra un paio di mesetti. Buona lettura e a presto!

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I San Francisco Giants si trovano attualmente in uno dei migliori periodi della loro storia: fa sempre piacere ricordare come si siano vinte due delle ultime quattro World Series. Dal punto di vista economico è altrettanto un momento positivo, che rispecchia quello dell’intera MLB: San Francisco è il quinto mercato più grande tra le città che ospitano squadre di baseball MLB, l’AT&T è uno dei ballpark più belli e registra una striscia ininterrotta di tutto esaurito iniziata dal 01/10/2010. Buster Posey è il volto della franchigia probabilmente fino del 2021 ed è costantemente tra le prime 20 magliette vendute della lega. Nel 2017 i Giants termineranno di pagare i 20 milioni annui relativi al finanziamento per la costruzione dello stadio. Non abbiamo un vero e proprio proprietario unico, ma un azionariato abbastanza composito che, sebbene fino ad ora non si sia mai mostrato troppo incline a spendere, da quest’anno, probabilmente sia per l’avvento della nuova proprietà dei Dodgers che per necessità legate alla struttura salariale già in essere, sembra essere più disposto ad allargare i cordoni della borsa, pur di allestire una squadra quanto più competitiva possibile.

L’unica incognita che incombe sul futuro dei Giants riguarda la situazione dei cugini Oakland Athletics, che da anni stanno cercando di trasferirsi a San Josè, una delle città più ricche d’America e attualmente parte del territorio dei Giants. I quali stanno facendo di tutto per impedire che ciò accada. Al momento la situazione rimane di stallo, con gli A’s che per i prossimi due anni giocheranno a Oakland nel vecchio Coliseum. Negli ultimi anni i contratti televisivi sono diventati la fonte principale di reddito di tutte le franchigie: in questo articolo http://blog.sfgate.com/giants/2012/03/29/how-the-sf-giants-tv-deal-works/ trovate i dettagli di quello che riguarda San Francisco. In sintesi possiamo dire che i Giants non hanno un accordo che rende un cifra annuale fissa per tutti gli anni della durata del contratto, come ad esempio i Dodgers, ma sono in pratica soci e azionisti della televisione che detiene e vende i diritti, con un accordo che scade nel non vicinissimo 2032. Questo è un punto che ritengo importante e sul quale ritorneremo in seguito.

Dal punto di vista sportivo, i Giants dopo l’era Bonds e i successivi anni difficili, hanno iniziato un ciclo di successi che potremmo dire ha preso il via dalla stagione 2009, che, tra alti e bassi, ci ha portato fino a oggi con due partecipazioni vittoriose alle World Series. Premettiamo subito che, almeno in linea teorica, nonostante il non positivo 2012, il ciclo non è ancora chiuso. O per lo meno questo è quanto possiamo presumere creda il nostro front office, a giudicare dagli attuali contratti in essere e dalle scelte fatte durante questa offseason. Andando ad analizzare le date di scadenza dei contratti a livello Major League dei nostri giocatori ci accorgiamo che Posey, Cain, Bumgarner e Pence hanno accordi che scadono dal 2018 in poi, Lopez e Pagan al termine del 2016, Lincecum, Hudson, Affeldt, Casilla e Scutaro al termine del 2015, Romo, Sandoval, Morse e Vogelsong al termine della prossima stagione. Si può quindi dire che la finestra che questo gruppo ha per vincere, prima di essere probabilmente sciolto, è di ancora due anni. Infatti buona parte dei giocatori che andranno in scadenza alla fine del 2015 saranno a fine carriera o quasi.

Un altro elemento ad avvalorare questa tesi è che di prospetti pronti per la fine del 2014 non se ne vedono molti, anzi probabilmente non se ne vedono proprio, purtroppo. Invece per la fine del 2015 gli esperti prevedono che saranno pronti per le Majors almeno un paio di elementi della prossima infornata di lanciatori partenti proveniente dal nostro farm system. Date le caratteristiche del nostro ballpark, decisamente “pitcher friendly”, il ciclo attuale è stato basato sulla forza e consistenza del gruppo dei partenti, e i tre elementi più importanti sono stati scelti nei primi giri dei draft del 2002 (Cain), 2006 (Lincecum) e 2007 (Bumgarner). Attualmente nelle classi inferiori delle Minors abbiamo quelli che dovrebbero essere parte integrante del prossimo ciclo, ovvero Kyle Crick (scelto nel 2011), Chris Stratton e Martin Agosta (2012), che insieme al già visto Michale Kicham, a Clayton Blackburn e Kelvim Escobar dovrebbero essere il bacino dal quale pescare almeno due elementi che vadano a rimpiazzare nella rotazione Hudson, Vogelsong e forse Lincecum. Ci sarebbe stato anche il giocatore che avrebbe dovuto fare da ponte tra le due generazioni di lanciatori, ovvero Zach Wheeler, scelto nel 2009, ma poi scambiato per Carlos Beltran nell’estate 2011. Per chi non dovesse riuscire a far parte della rotazione potrebbe anche esserci la possibilità di contribuire come rilievo.

Quindi se nel corso del 2014 i Giants si dimostreranno per lo meno in grado di competere fino alla fine, non aspettiamoci per la prossima offseason niente di diverso da quanto accaduto durante quella di quest’anno: probabilmente si andranno a coprire le posizioni dei giocatori che andranno in scadenza cercando di riconfermare chi dovesse aver fatto bene o pescando qualche veterano tra i free agents, probabilmente con contratti brevi. Stiamo parlando dei già citati Sandoval (3B) , Vogelsong (SP), Romo (CL) e Morse (LF). Davvero difficile cercare di prevedere chi possa essere eventualmente confermato a lungo termine. Escluso Vogelsong per motivi i età, per gli altri tre dipenderà da quanto sapranno fare sul campo nel 2013. E nel caso del Panda non solo sul campo, visto che i maggiori dubbi sono legati ai suoi infortuni e soprattutto al suo peso e quanto questo possa influenzare le sue prestazione nel futuro.

A questo proposito apriamo una parentesi, facendo qualche considerazione di più ampio respiro, in particolare sul fatto che i Giants si trovano nella National League, dove non è previsto il ruolo di battitore designato. Questo è un fatto che influenza pesantemente la possibilità di tutte le squadre della National League di mettere sotto contratto certi tipi di free agents con contratti molto lunghi e onerosi. Non è un caso che Cano abbia firmato con i Mariners (10 anni e 240 milioni) Fielder con i Tigers (9 anni e 214 milioni), Pujols con gli Angels (10 anni e 240 milioni), Alex Rodriguez ben due volte con gli Yankees (ultimo contratto 10 anni e 275 milioni), nonostante fossero già attorno ai 30 anni. La speranza per queste squadre dell’American League è quella di sfruttare al massimo le loro mazze nei primi anni di contratto e poi che possano ancora contribuire quando si approssimano ai quaranta nel ruolo di battitori designati, non giocando più in difesa. E’ chiaro che in National League questa prospettiva non esiste e quindi possiamo affermare con quasi assoluta certezza che, almeno fino a quando le regole non cambieranno, non vedremo arrivare tramite free agency dalla nostra parte della baia giocatori con quel tipo di contratto.

Tornado al futuro dei San Francisco Giants, scenari più aperti e incerti si prospettano invece al termine del 2015, quando, come detto, si potrebbe o dovrebbe chiudere l’attuale ciclo. E’ ovvio che i risultati sportivi dei prossimi due anni saranno l’elemento principale che andrà a indirizzare le scelte del front office, accelerando o eventualmente ritardando il processo di un anno, e prevedere i risultati del campo è forse ancora più difficile che far finta di sedersi al posto di Sabean durante l’offseason. La nostra division non è sicuramente al momento la più difficile del panorama MLB, visto che Dbacks, Padres e Rockies possono anche essere molto competitivi per singole stagioni, ma nel complesso saranno almeno sulla carta inferiori ai Giants. I Dodgers invece partiranno come la squadra da battere, per la qualità dei giocatori cha hanno attualmente a roster, per la praticamente infinita capacità di spesa e, purtroppo, anche per la ricchezza di talenti del loro farm system. Quindi diciamo che ciò che ci si aspetta realisticamente dai Giants è di cercare di dare del filo da torcere ai Dodgers per la vittoria della division e, eventualmente, raggiungere i playoff dall’ingresso secondario della wild card. Se questo obiettivo verrà raggiunto e non ci saranno particolari problemi di infortuni, penso che il gruppo formato da Cain, Bumgarner, Posey e Pence sarà la colonna portante dei Giants anche oltre il 2015. Questa mia opinione è anche basata sul tipo di contratto televisivo che abbiamo menzionato precedentemente: i Giants per incassare più soldi dai diritti TV devono vendere il proprio prodotto alle televisioni, le quali guadagnano in base al numero degli abbonati: è chiaro come una squadra che proceda a una ricostruzione di durata pluriennale partendo quasi da zero, come stanno facendo adesso Cubs, Marlins e Astros, non sia in grado di proporre un prodotto appetibile. Pertanto è una strada oltremodo penalizzante per i Giants, che dai contratti televisivi non ricevono un cifra fissa, ma legata ai ricavi di Comcast Sport Net della quale sono soci. Quindi credo questa non sarà la strada che la proprietà vorrà perseguire al termine del 2015. Si tratterà invece probabilmente di continuare a costruire attorno al nucleo sopra menzionato.

Detto quindi della rotazione, passiamo all’altro reparto dei lanciatori, ovvero i rilievi: questo è storicamente il ruolo più instabile del baseball: sono frequenti i casi di giocatori ottimi l’anno precedente e poi tagliati quello successivo. Molto rari i contratti che vanno oltre i due o tre anni. Servirebbe quindi la sfera di cristallo: l’unica certezza al momento è che Lopez è l’unico sotto contratto anche per il 2016, anche se gli scambi dei rilievi sono ì più facili da orchestrare, specialmente se si tratta di vendere un ottimo rilievo mancino. Romo ha chiuso una World Series e fatto abbastanza bene lo scorso anno. Onestamente io continuo a vederlo più come set up da ottavo inning che closer ma, se dovesse far bene anche nel 2014, potrebbe strappare una estensione anche triennale. Hembree a detta di alcuni scout potrebbe essere il futuro closer: aspettiamo di vederlo all’opera per un po’ più di tempo nel 2014 per giudicare.

Per quanto riguarda il lineup, i punti fermi come già detto sono Posey e Pence. Quest’ultimo diciamo lo è diventato quasi per forza. Non lo avessero rimesso sotto contratto, i buchi nell’outfield sarebbero diventati due, i free agents esterni forti pochissimi, la concorrenza sul mercato alta. E dando per scontato che i prospetti lanciatori prima elencati non siano disponibili per eventuali scambi, non rimaneva altra soluzione che accettare le richieste di Pence e dargli un contratto quinquennale. Posey è invece il vero volto della franchigia: Rookie of the Year, MVP, Comeback Player of the Year dopo l’infortunio, due WS vinte. A 26 anni davvero molto difficile aver vinto di più sia a livello individuale che di squadra: forse gli manca solo il Gold Glove. Buster è sotto contratto con i Giants per i prossimi 9 anni, e probabilmente l’unico dubbio sarà se e per quanto tempo continuerà a stare dietro al piatto di casa base oppure se verrà dirottato in prima base, dove ha già diverse partite giocate, oppure verso altre posizioni come seconda o terza base. A mio parere la mazza di Posey fa la differenza proprio perché gioca catcher, ruolo dove generalmente non è richiesto essere dei battitori eccezionali, e non ancora a livello assoluto. In prima base non dico sarebbe un giocatore nella media, ma sicuramente non sarebbe la miglior mazza per quella posizione. Poi in prima abbiamo già Brandon Belt, che speriamo possa definitivamente esplodere e mostrare tutto il suo potenziale. Ceduto Pill, il 2014 deve essere il suo anno, per poi diventare anche lui parte del gruppo del prossimo ciclo. Le prima scelte del 2010, Gary Brown, e del 2011 Joe Panik, dovrebbero essere i naturali sostituti rispettivamente di Pagan e Scutaro, sia in difesa che nel lineup, ma al momento stanno deludendo. Jaun Perez potrebbe competere per un ruolo nell’outfield. Ci sarebbe poi anche Christian Arroyo, prima scelta del 2013, posizione shortstop: ma a un ragazzo classe 1995 va concesso il tempo necessario per crescere. Brandon Crawford dovrebbe continuare a essere il titolare in quella posizione: in difesa può diventare il migliore della MLB, speriamo migliori anche con la mazza, per lo meno da ricoprire decorosamente l’ottavo posto nel lineup, dove non sono richiesti numeri straordinari.

Del Panda ho già detto: fino ad adesso è stato incostante come rendimento di anno in anno, e abbastanza soggetto a infortuni. Sicuramente è un beniamino del pubblico di San Francisco e non solo: dire se rimarrà al termine della prossima stagione è difficile. Vista la recente propensione di Sabean ai rinnovi, potrebbe anche essere, ma davvero non riesco a fare un pronostico se la prossima stagione possa essere la sua ultima con i Giants. Dovesse giocare male o peggio essere ancora sovrappeso è però quasi certo che saluti durante o alla fine del 2014. Però di alternative in casa non ne abbiamo.
Quindi alla fine del 2015 è probabile che si debba ricorrere ai free agents, almeno per qualche posizione. La tendenza degli ultimi anni nella MLB è stata che sempre meno buoni giocatori raggiungono la free agency, e sempre più squadre possono provare a cercare in quel mercato i pezzi mancanti per completare il roster. Conseguentemente, per la felicità degli atleti e dei loro agenti, i contratti stanno assumendo valori sempre più fuori da ogni logica, sia in termini di milioni di dollari che di anni.

Oltretutto con le regole attuali è quasi certo che firmare i free agents di prima fascia comporti rinunciare alla prima scelta al draft successivo, e Sabean ha più volte detto che è poco propenso a questa ipotesi.

Motivo per il quale si è recentemente privilegiato rifirmare i giocatori già ai Giants oppure orientarsi su free agent non di prima fascia. Ad esempio il Michael Morse prossimo nostro esterno sinistro.

Forse una soluzione potrebbe essere quella di percorrere un paio di strade che finora Sabean ha sempre evitato, ovvero guardare ai giocatori cubani o giapponesi. Questi giocatori non sono legati a eventuali compensazioni a livello di draft, e ultimamente sono arrivati nelle MLB elementi che poi hanno contribuito da subito al successo delle loro franchigie: ad esempio Darvish ai Rangers, Chapman ai Reds, Cespedes agli A’s e lo stesso Puig ai Dodgers. Ma anche qualcuno non così famoso, come Iwakuma dei Mariners o Aoki arrivato nelle MLB ai Brewers, dimostratisi elementi molto solidi. Sabean e i suoi scout hanno abbondantemente battuto il mercato centro americano, ma apparentemente hanno fino ad adesso snobbato Cuba e il Giappone. Credo che in una MLB dove complessivamente il livello di competitività è sempre più elevato, non ci si possa permettere di tralasciare alcunché per cercare di migliorare la squadra.

L’ultima questione riguarda gli scambi: negli ultimi anni buona parte degli scambi fatti da Sabean è stata fatta per rafforzare la squadra a livello Major, dando in cambio qualche prospetto delle Minors, specialmente nel corso della stagione. Non si è mai effettuato uno scambio dove invece in entrata ci fossero dei giovani. Chiaramente nel lungo termine questo ha influito negativamente sul livello qualitativo e quantitativo dei nostri prospetti: detto della mancanza di giocatori pronti per giocare nella MLB la prossima stagione, va anche detto che probabilmente non abbiamo nemmeno il tipo di elementi che possano interessare squadre che volessero vendere i propri campioni, ad esempio Price dei Rays o il tanto discusso in passato Stanton dei Marlins. Questa strategia negli scambi si può dire abbia avuto successo nel breve periodo soprattutto perché sono arrivate due World Series, ma il già citato scambio Wheeler per Beltran ci fa capire che non è possibile operare sempre in questa maniera e prima o poi dovremo abituarci all’idea che qualche nostro beniamino venga ceduto per il bene futuro della squadra.

Qualora invece i prossimi due anni vedano ancora annaspare i Giants sotto quota .500 di partite vinte, è possibile che la rivoluzione possa anche essere più profonda, e non solo coinvolga alcuni giocatori franchigia, ma anche il coaching staff e forse il front office. Bochy e Sabean ormai da anni guidano i Giants, e se si dovesse chiudere male l’attuale ciclo, è possibile che si opti per un cambiamento radicale a partire proprio da loro.

Ovviamente spero tra un paio di anni saremo qui invece a commentare altri successi dei nostri ragazzi, e si realizzi il primo scenario proposto, più conservativo, con ancora Bochy e Sabean saldamente al comando, e la squadra guidata da Cain e Posey.

Concludiamo sempre e comunque con un LET’S GO GIANTS!!!, sperando sia di buon auspicio per il nuovo anno e la nuova stagione.

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Una Risposta to “SF Giants: oltre il 2014 (seconda parte)”

  1. Complimenti, articolo molto interessante

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