Volti nuovi: Miguel Tejada

E’ Miguel Tejada, dominicano di 36 anni, l’unico vero “acquisto” di questa stagione dei Giants. Andiamo ad analizzare brevemente la sua carriera, soprattutto quella sul diamante (che è quella che in fin dei conti interessa a noi).

Tejada debutta in MLB nell’ormai lontano 1997 con la maglia dei nostri simpatici cugini Athletics; nella sua prima stagione, il giovane 23enne Miguel gioca solo 26 partite in prima squadra battendo anche piuttosto male ma si fa le ossa giocando parecchio nelle minors e già lì se ne intravedono le qualità. Il 1998 è un anno di maturazione i cui frutti iniziano a raccogliersi l’anno successivo quando piazza 21 home runs con una media di .251 giocando praticamente tutte le partite.

Nel 2000 il suo contributo si rivela utilissimo per portare gli A’s ai playoff, infatti con 30 home runs e .275 di media battuta Oakland arriva a 91 vittorie in stagione. Più o meno simile la sua stagione nel 2001 mentre nel 2002 avviene la vera svolta in positivo della sua carriera; Tejada batte infatti .308 .354 .508 con 34 home runs, si porta a casa l’MVP e trascina la sua squadra ad una serie da 20 vittorie filate e al secondo titolo divisionale in 3 anni. I Twins però hanno la meglio in postseason. Nel 2003 parte malissimo ma i suoi numeri migliorano nel finale (chiude l’anno con .278 e 27 HR) e gli A’s vanno ancora ai playoff.

Nel 2004 passa ai Baltimore Orioles dove gioca tutte e 162 le partite stagionali con un’ottima media di .311, .360, 34 home runs e ben 150 RBI (carrier-high), inoltre vince l’home run derby all’All Star Game. Nel 2005 riesce a giocare altre 162 partite restando in media oltre i .300 (.304 per la precisione) e nel suo palmares arriva il premio di MVP dell’All Star Game (niente di superlativo, ma certo soddisfazione personale).

Nel 2006 Tejada gioca un’altra stagione intera arrivando a 1000 partite consecutive, la sua media battuta conosce il suo top con .330; all’inizio di quella stagione litiga con la squadra chiedendo di essere scambiato ma poi si ravvede e promette fedeltà eterna agli O’s (e come sappiamo è meglio evitare certe dichiarazioni).

Nel 2007 la sua media finale è di .296, ma Tejada balza alla cronaca per l’interruzione della striscia di partite consecutive; nel corso della sua 1151esima infatti viene colpito da un lancio sul polso e se lo frattura; decide di giocare lo stesso la partita successiva come pinch-runner ma deve abbandonare subito la contesa cosicchè la sua striscia si ferma a 1152 partite consecutive, ancora oggi la quinta miglior striscia di sempre.

Nel 2008 Miguel passa agli Houston Astros e da qui i suoi numeri iniziano a calare un po’, chiude a .283 con 13 home runs e 32 eliminazioni in double-play, il peggiore in MLB. Nell’anno successivo ripete la leadership delle eliminazioni in double-play (stavolta 29) però le sue medie migliorano un po’, chiude la stagione infatti con .313 .340 .455.

L’anno scorso Tejada spezza la sua stagione giocando la prima parte con gli Orioles e la seconda con i Padres. Specie con San Diego tira fuori discrete cifre (.268, .317, .413, 59 partite, 8 HR, 32 RBI) e dà un suo contributo importante (seppur come sappiamo i Padres sono calati moltissimo nel finale di stagione).

Per il resto ci sarebbe qualcosina da dire, le sue vicende sugli steroidi non lo hanno fatto certamente uscire pulito ma non è questo un argomento di cui voglio trattare. La domanda piuttosto è: riuscirà Miguel Tejada a dare qualcosa di buono ai Giants? sinceramente c’è qualche dubbio, la sua carriera è in evidente parabola discendente e il suo ruolo (shortstop) è piuttosto delicato. Certo un anno è, come si suol dire, “small sample size”, e tutto può accadere. Ma i dubbi restano. Spetta a Miguel dissiparli sul campo.

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2 Risposte to “Volti nuovi: Miguel Tejada”

  1. Pusio1980@yahoo.it Says:

    Anch’ io ho forti dubbi su Tejada. Mi è dispiaciuto perdere Uribe, prezioso nelle Series

    • Tejada come detto potrà anche imbroccare qualche mese buono ma difficilmente farà la differenza, ci vuole sicuramente un giocatore che gli dia il cambio. Brutta botta vedere Uribe ai Dodgers, già.

I commenti sono chiusi.

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