Archivio per maggio, 2011

SF @ STL gara 1: i Giants che non t’aspetti

Posted in Resoconti on 31 maggio 2011 by Mat

     Gara 1 al Busch Stadium, nel giorno del Memorial Day: non so perchè ma ero convinto che avremmo fatto male, vuoi perchè eravamo reduci da una brutta trasferta a Milwaukee, vuoi perchè stavamo battendo poco e male (questo da sempre), vuoi perchè i Cards erano dati in palla, dominatori della loro division. Invece come spesso accade ho cannato il pronostico e ci siamo ritrovati una vittoria in saccoccia, oltretutto una bella vittoria con un match praticamente “chiuso” al 4° inning, senza sofferenza finale. Una rarità da mettere da parte e farne tesoro, quasi da farne un cofanetto DVD.

Abbiamo colpito ancora con un paio di home run, roba che le altre squadre MLB fanno tutti i giorni, ma non così spesso noi; soprattutto nel giro di pochi giorni è arrivato un altro grand-slam, questa volta di Andres Torres, a farci capire che sappiamo colpire nei momenti giusti, seppur questa sia una qualità mai rimproverata ai nostri ragazzi.  Diciamo che Bochy ha messo sul diamante un lineup molto più dignitoso rispetto a quello da spring training del giorno prima e, non a caso, i risultati si sono visti. Finalmente poi abbiamo trovato un Bumgarner supportato dall’attacco e, qualche pasticcio arbitrale che ha permesso il temporaneo pareggio ai redbirds, non l’abbiamo pagato caramente. Insomma molte buone notizie per questa partita.

L’incontro lo sbloccavamo ad inizio seconda ripresa quando Cody Ross, di leadoff e sul conto di 2-0, sparava il primo home run del pomeriggio statunitense, nei confronti di un McClellan che avrebbe disputato la sua peggior partenza stagionale. Nel 3° inning arrivava il raddoppio da parte nostra grazie a Tejada (!) che trovava lo spiraglio giusto per il singolo che mandava a casa Bumgarner, a sua volta autore di un bellissimo ground-rule double.

Il vantaggio però veniva sciupato in un amen quando, nella bassa del 3° inning con già 2 eliminati, i Cards trovavano 2 doppi e un singolo consecutivi che volevano dire due punti per loro e quindi pareggio; dobbiamo anche aggiungere che il doppio di Craig, ovvero quello dell’1-2, era frutto di una chiamata evidentemente errata, in quanto la palla era rimbalzata in zona di foul. “Foul è quando arbitro fischia” direbbe un Boskov sui generis del baseball, perciò la valida concessa ci era costata il pari.

Fortunatamente però, riuscivamo a riportare le cose in nostro favore subito dopo, con il walk su Ross al quale seguiva il bel doppio di Rowand. A quel punto, con un uomo in terza e uno in seconda (e zero out) al piatto spuntava il giovanotto, Brandon Crawford, ancora memore di quello slam di pochi giorni addietro. Brandon trovava la valida che spingeva Ross verso il 3-2 ma la beneficiata era solo all’inizio. McClellan concedeva un walk a Bumgarner (dopo il K a Whiteside) e Andres Torres trovandosi a basi piene sparava una bomba nell’esterno destro che superava le recinzioni. Era il grand-slam del 7-2, il primo in carriera per Andres.

Quasi non ci pareva vero aver messo 7 punti in quattro inning quando ne avevamo segnati altrettanti nelle precedenti 4 partite (36 inning dunque): ma il baseball è anche questo, fonte di sorpresa positiva in questo caso.

La cosa ancora più “bizzarra” è che la partita di fatto terminava lì con dei Cardinals incapaci di offendere e noi in controllo, con l’unica occasione sprecata da Bumgarner in attacco nel 5° quando si presentava con 2 out al piatto e basi piene. MadBum andava K ma sicuramente non si poteva incolparlo di ciò anche perchè sul monte era preciso e non concedeva altro. Anzi, nell’8° inning, una volta sostituito Bumgarner entrava Ramirez, il quale concedeva subito un home run a Pujols, il quale per fortuna essendo di leadoff non causava danni eccessivi e potevamo gestire il resto della partita senza patemi. Nel 9° poi ci pensava Romo a chiudere in scioltezza (ma guarda un po’).

Note positive del match:

– Bumgarner: 7IP 6H 2BB 5K. Buona la sua prova nonostante 3 delle 6 hits concesse sono state dei doppi; ad ogni modo buono sia il controllo che la gestione dei lanci, con l’unico passaggio a vuoto che ha causato il pari nel 3°. Ma tutto è bene ciò che è finito bene.

– Torres: un doppio e un grand-slam per la nostra gazzella leadoff, partita assolutamente splendida. Con basi piene e zero out, prima di vederlo, avevo giusto pensato che ci sarebbe voluto un bello slugger per sbattere fuori quella palla e, vedendo Andres, mi ero un pochino “sconfortato” (non è certo uno slugger). Bravissimo lui invece ad aver svolto il lavoro perfetto.

– Tejada: battere per secondo deve avergli dato una spinta emotiva particolare tanto è vero che ha messo addirittura 2 valide e 1 RBI; a volte capita anche questo. Ora sta a vedere che Bochy lo lascia fisso come secondo battitore (sarebbe beffardo).

Note negative:

– Whiteside: mamma mia Eli, se gli tirassero un pallone da spiaggia a 5 chilometri l’ora sarebbe forse capace di girare a vuoto. Momentaccio per il nostro catcher, che non riesce ad ingranare e mantiene una media imbarazzante. Ma non è uomo da .162, niente dubbi su questo.

– Freddy Sanchez: zero su cinque, nota negativa del match. Capita. Preso complessivamente resta uno dei migliori in assoluto.

Stanotte gara 2 con Vogelsong @ Carpenter, sempre più difficile, forza.

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SF @ MIL gara 3: i mostri di Milwaukee

Posted in Resoconti on 30 maggio 2011 by Mat

     La terza sfida del Miller Park è stata poco divertente per noi Giants, ma proprio poco poco; ha visto una partita nella quale una delle due squadre sembrava proveniente dalle Minors, e questa squadra non era i Brewers. Purtroppo il buon manager Bochy ha fatto capire fin dal lineup iniziale che poteva essere un match complicato per noi, però ha voluto, diciamo così, rischiare; il lineup “spring training style” presentava un Belt al nuovo esordio, piazzato in esterno sinistro, un Crawford riproposto dopo essere stato panchinato il giorno dopo il grand-slam, un Burriss per la prima volta in carriera in terza base, e uno Stewart dietro al piatto per concedere un day-off a Whiteside.

Ecco, diciamo che questa combinazione ha ottenuto l’effetto contrario a quello sperato da Bochy; ovvero ha fallito su tutti i fronti, con un attacco al limite dell’imbarazzante e una difesa troppo brutta per essere vera. Qualche risposta ce l’ha fornita, ma tutte negative: ora, non possiamo criticare ferocemente il nostro manager per il lineup proposto (in fondo sono settimane che io per primo avrei panchinato Tejada), ma nemmeno elogiarlo per aver fatto mille cambiamenti in una partita sola.

Inoltre possiamo dire di aver visto con i nostri occhi che Belt nell’outfield si trova a proprio agio come un pinguino del deserto del Sahel e i due ragazzi Burriss e Crawford in difesa sono quanto di meno affidabile ci sia in giro. Inoltre, bè, Stewart non possiamo additarlo come responsabile dell’imbarcata subita da Cain ma probabilmente una piccola percentuale di colpa la può avere, mentre in attacco ci può stare lo 0 su 3, anche se bisogna aggiungere che nemmeno a Fresno batteva, anzi, aveva medie sconfortanti.

In “mostro”, come appena accennato, si è trasformato anche il nostro partente, autore di un incontro tra il brutto e il pessimo, con 11 hits concesse in 6 inning faticosi come un parto plurigemellare; la scusante di Stewart come detto va considerata tale e dobbiamo ammettere a noi stessi che il vero Matt Cain quest’anno dobbiamo ancora scoprirlo veramente; restiamo in attesa di questo evento.

La cronaca purtroppo è molto breve e soprattutto monotematica; Brewers dominanti in attacco fin dal primo inning fatto durare molto oltre il necessario, Giants totalmente assenti quando si trattava di recarsi al piatto. La statistica di 6 valide totali non deve infatti trarre in inganno (come se fosse un dato di chissà quale rilevanza): 4 di queste le abbiamo infatti battute tra l’8° e il 9° inning, a risultato ormai bello che acquisito, per il resto non abbiam fatto nulla salvo far divertire i loro outfielders, impegnati spesso e volentieri a recuperare palle cascanti nei loro guanti (9 volte in totale).

Insomma, sfacelo totale e sorpasso dei D’Backs in classifica; questo vuol dire che siamo spacciati? Non direi, è comunque una partita e penso che anche dalle alte sfere si siano accorti che questa è una situazione di emergenza che non può proseguire a lungo. Per cui restiamo fiduciosi, e soprattutto niente panico per essere di nuovo secondi; deve passare ancora tanta, tanta acqua sotto i ponti. Per esempio se nell’Opening Day ci avessero detto che il 29 Maggio avremmo schierato un lineup del genere qualcuno gli avrebbe creduto?

Note negative del match:

–          Cain: come abbiamo già sottolineato, ha fatto parecchio male e non è nemmeno la prima volta che succede. Tutte le volte che incappa in una cattiva prestazione qualcuno prova ad insinuare che abbia qualche problema fisico ma credo sia presto per valutazioni del genere anche perché tutto sommato siamo ancora in un campo di poche prestazioni effettuate. Di sicuro ci aspettiamo di più da lui, l’anno scorso quando saliva sul monte era una garanzia (o quasi) di affidabilità, quest’anno non è così.

–          Belt, Crawford, Burriss: li raggruppo tutti insieme anche perché prenderli separatamente sarebbe stato troppo cattivo nei loro confronti, sono giovani e hanno “bisogno” di sbagliare. Il discorso può essere diverso però tra Belt e gli altri due: Belt è forte, questo mi pare assodato, ma in esterno va messo solo in caso di moria di outfielders, Crawford e Burriss invece non sembrano poter dare tantissimo all’attacco in proiezione futura (il grand-slam di Crawford non va preso ad esempio) e soprattutto non convincono in difesa. Non li boccerei definitivamente, anzi, però non insisterei nemmeno troppo su di loro. Sono ben accetti pareri opposti, chiaramente.

Note positive:

–          Freddy Sanchez: millesima hit in carriera, complimenti a lui. Certo, la maggioranza le ha battute con i Pirates, ma anche con noi non scherza affatto, anzi, al momento è l’unico su cui contare un minimo in attacco. Il che è tutto dire.

–          Casilla: eccolo tornato il cannoniere. Un inning di sostanza dove ovviamente concede un walk ma anche nessuna valida, un po’ di garbage time gli serviva per recuperare contatto con il mondo MLB. Ci servirà, se manterrà un controllo decente dei propri lanci.

–          Sandoval: il Panda sta per tornare, caspita quanto ci manca! Probabilmente lo rivederemo già nel fine settimana in casa contro i Rockies, chissà se anche dietro al piatto.

Ultima nota a margine su Posey: ieri mattina è stato operato ai legamenti della caviglia da tra luminari del settore, l’operazione è andata a buon fine e siamo in attesa dei tempi di recupero, che ovviamente non saranno per il 2011. Siamo già in fremente attesa per lo spring training 2012.

Stasera gara 1 a St.Louis, Bumgarner @ McClellan, roba difficile.

SF @ MIL gara 2: il bunt del peccato

Posted in Resoconti on 29 maggio 2011 by Mat

     Walk-off che dai, walk-off che ricevi, è la dura legge dello sport. A dire la verità siamo ancora largamente in attivo in questa speciale statistica ma quello che rimane più impresso è sempre l’ultimo, ovvero questa sconfitta 3-2 arrivata nell’ultimo inning, al termine di una partitaccia, direi probabilmente la più brutta in stagione se sommiamo l’operato delle due squadre. Molte volte abbiamo giocato male noi, molto altre hanno giocato male i nostri avversari, in questo caso hanno giocato male entrambe le squadre, e non necessariamente per esclusivi meriti dei due partenti, che comunque non hanno certo sfigurato.

E’ arrivata una “L”, che grazie alla contemporanea vittoria dei D’Backs in quel di Houston, ci permettono di conservare un vantaggio risicatissimo sui nostri immediati inseguitori; altro che accumulare un po’ di vantaggio come scrivevo qualche post fa, qui si tratta di lottare in ogni partita per non farsi scappare la vetta e, se la si perderà, ci sarà da combattere per riprendersela, siamo i Giants e un campionato tranquillo proprio non lo sopportiamo.

La partita è iniziata sotto una cattiva stella quando Gomez, secondo battitore, batteva una palla grounder sull’esterno destro che veniva completamente mancata da Ross in fase di presa; Cody si prodigava per inseguirla dietro di sè perdendo così tanto tempo tale da far arrivare Gomez a casa base completando il giretto di tutti i cuscini. Per uno scorer normale sarebbe errore da matita rossa per Ross, invece no, assegnato l’inside-the-park home run a Gomez tra lo sconcerto generale. Poco cambia ai fini del risultato, certo, ma bisognava dare a Ross quello che era di Ross, ovvero un errore sesquipedale.

Fino alla parte bassa del 4° inning prevalevano gli sbadigli, con nessuna della due squadre in grado di battere una singola valida; poi, appunto nella quarta ripresa, ci pensava il nostro Jonathan a concedere due walks consecutivi di leadoff che, dopo un errore di Whiteside su tentativo di rubata di Braun, costavano il punto quando McGehee batteva una palla profonda che diventava una volata di sacrificio con annesso RBI.

All’alba del 5° inning riuscivamo ad entrare in campo anche noi in attacco con la prima valida (di Huff) che rompeva il no-hitter di Wolf; poco cambiava però, perchè nè in quella ripresa, nè in quella successiva con il doppio di Freddy Sanchez riuscivamo a togliere lo zero dalla casella punti.

Con un Jonathan Sanchez stavolta più preciso, si arrivava nell’8° inning miracolosamente senza aver preso sonno (ed era difficile) quando finalmente accadeva qualcosa di interessante per noi: prima un walk al pinch-hitter Torres, poi un singolo di Rowand, infine due singoli dapprima di Freddy Sanchez (dato l’errore alla difesa, certo meno marchiano di quello di Ross) poi di Burrell mandavano a punto due dei nostri per l’insperato pareggio. Insomma un lampo nella notte. Ma pur sempe pareggio era.

La bassa dell’8° durava venti minuti in quanto l’arbitro di casa base si infortunava e Romo era comunque bravo a rimanere concentrato per tutta la durata della sosta e a mandare K il secondo battitore su tre affrontati. Nel 9° il singolo di Burriss era l’unico lampo per noi mentre nella bassa della stessa ripresa avveniva il pasticcio; Mota, subentrato a Romo, concedeva due valide ai primi due affrontati (Braun e Fielder) i quali avanzavano in seconda e terza dopo l’out del battitore successivo (McGehee). Poi, comprensibile intentional ball a Betancourt (pur non gran battitore) e Lucroy al piatto con basi piene e 1 out. Al secondo lancio arrivava il bunt a sorpresa di Lucroy con Braun che scattava a casa base, Mota non raccoglieva nemmeno la palla. Good night.

Note negative del match:

– Ross: ha fattto in una partita tutto quanto c’è di peggio per un giocatore. Errore allucinante per l’inside-the-park di Gomez (perchè non gli sia stato assegnato resta un mistero), poi in attacco nell’ordine un fly-out, un ground-out, uno strikeout con litigio con l’arbitro causa disaccordo nella chiamata e infine la ciliegina del double play nell’8° quando, appena dopo la rimonta, avevamo due uomini delle basi con odore di sorpasso. Pessimo. Più che pessimo. Per fortuna non è sempre così.

– Tejada: zero su 4, io non ne posso quasi più, voi?

– Mota: entrare nel 9° inning con quindici punti di vantaggio o di svantaggio è un conto, farlo in situazione di parità è un altro. Nonno Mota si dimostra affidabile quanto una giocata al superenalotto, seppur delle valide a due ottimi giocatori come Braun e Fielder ci possano anche stare. Il piano partita di Bochy però non può portare un Mota che lancia nel 9° in parità, dai, vuol dire proprio tirare i dadi.

Note positive:

– Jonathan Sanchez: il dato dei 4 walks è sempre una cosa che non fa piacere, ragion per cui ho fatto un po’ fatica a metterlo tra i “positivi”, specie perchè uno di quelli è costato il 2-0. Però concede solo 2 valide in 7 inning, mica paglia, e nessuna extra-base, piazzando 8 strikeouts. Se solo avesse maggior controllo sarebbe un’autentica iradiddio.

– Romo: il rilievo che vorresti ce l’abbiamo noi; un altro inning perfetto (l’ottavo)  fatto fuori con soli 8 lanci (7 strikes) prima di cedere il timone a Mota. Timone gestito poi male. Resta misterioso il fatto che venga impiegato così poco, forse ha firmato un contratto che lo impedisce di sforare i 15 lanci ogni 3 giorni.

Nota a margine, movimento nel bullpen: Dan Runzler se ne va a Fresno con il rientro dall’infortunio di Mister Walk Santiago Casilla. Speriamo che il buon Dan si faccia valere laggiù e torni con maggior carica.

Gara 3 in serata, Cain @ Gallardo, per vincere la serie e mantenere il primo posto nella division.

SF @ MIL gara 1: Crawford, il nuovo eroe

Posted in Resoconti on 28 maggio 2011 by Mat

     Di quanto sia meraviglioso questo sport ne abbiamo parlato più volte, per le emozioni che ci regala e per la magia intrinseca in ogni aspetto dello stesso, ma quando in pochi giorni si passa dallo sconforto per un infortunio pesante alla gioia per aver “scoperto” un nuovo eroe, allora la meraviglia del baseball assume la sua massima dimensione.

Nella prima sfida del Miller Park contro i lanciatissimi Brewers abbiamo trovato Brandon Crawford, 24enne interbase californiano, chiamato in fretta e furia da San Jose per l’infortunio di Fontenot e il giovane ragazzo alla sua prima presenza in MLB ha saputo mettere la propria impronta, e che impronta. Dopo un fly-out e un’eliminazione in doppio gioco al suo terzo at-bat si è presentato con le basi piene e nessun eliminato, nel 7° inning con la situazione di punteggio che recitava 3-1 Brewers. Nel primo lancio ricevuto Brandon piazzava un siluro oltre le recinzioni nell’outfield centro-destro che significava grand-slam home run, 4 punti, sorpasso Giants. Alla prima valida della carriera.

Tutto questo per giocatore che non ha mai disputato una singola partita non solo nelle Majors, ma nemmeno a Fresno, nel triplo A. Arriva direttamente da San Jose, laddove aveva disputato solamente 14 partite dato che la rottura di un dito della mano durante lo spring training gli aveva fatto posticipare il proprio debutto stagionale. Se aggiungiamo che è solamente il sesto giocatore nella pluricentenaria storia della MLB a realizzare un grand-slam come prima hit in carriera si può capire la portata dell’evento. Attenzione però, non vorrei ora che ci aspettassimo di aver trovato il nuovo Barry Bonds; le statistiche non mentono e Crawford è sì un buon prospetto ma nulla di fantascientifico. Chiaramente l’impatto è stato enorme e questo gli servirà per giocare più tranquillo (anche in difesa) ma non dobbiamo certo pensare che ci troviamo davanti ad un fenomeno; lasciamogli il tempo di fare altre partite (perchè inevitabilmente ancora ne farà) prima di capire quello che potrà dare alla squadra.

Al di là di questo fatto, abbiamo anche giocato una partita, e l’abbiamo fatto piuttosto bene, nonostante all’inizio fossimo imballati come non mai in attacco, con un Marcum assolutamente intoccabile che ci dava la sensazione di non poter andare a punto nemmeno per sbaglio. La prima valida la si metteva con Lincecum nel 3° inning e quando nella parte bassa della stessa ripresa Weeks sparava un fuoricampo da 2 punti sembrava che la partita si fosse già messa troppo male per noi. Inoltre nel 5° inning il simpatico Morgan andava a punto per il 3-0, aumentando la sensazione di impotenza per il resto della gara. Eppure nella seconda parte del match arrivava il Gran Risveglio che iniziava con il punto dell’1-3 grazie all’RBI singolo di Freddy Sanchez che mandava Torres a punto dopo che quest’ultimo aveva rubato la seconda base, mossa risultata fondamentale per arrivare salvo a casa base.

Nel 7° inning di leadoff un doppio di Huff seguito da un singolo di Schierholtz e da un walk concesso a Tejada riempivano le basi con nessun out, poi arrivava Crawford che sparava il missile del quale abbiamo già raccontato, era 5-3 per noi. Il finale era tutt’altro che tranquillo con un 8° inning thrilling: prima Romo eliminava agevolmente i primi 2 battitori (2 K) poi dava una BB al terzo e veniva rimpiazzato da Lopez per eliminare Fielder (scelta concettualmente corretta di Bochy). Javi però concedeva il walk a Fielder e Ramirez prendeva il suo posto; dapprima un singolo riempiva le basi poi Lucroy metteva un’altra valida che permetteva a Braun di andare a punto per il 4-5 e a Fielder di correre come un carro armato verso casa base per il pari. Cody Ross però tirava benissimo verso Whiteside e l’impatto tra il nostro Eli e il colosso brewer era fortunatamente senza conseguenze (perdere due catcher in 3 giorni sarebbe stato troppo) se non quella piacevole per noi della terza eliminazione senza punto del pareggio.

Qualche brivido, seppur inferiore, lo correvamo anche nel 9° inning ma Wilson si limitava a concedere un singolo al pinch-hitter Kotsay prima di cappare Weeks per la vittoria finale.

Note positive del match:

– Crawford: fino a 2 giorni fa lo conoscevamo a malapena (chissà se l’abbiamo mai nominato nei nostri report delle minors), ora è l’idolo assoluto, il salvatore della patria, l’uomo su cui costruire presente e futuro della franchigia. No, non esageriamo. L’emozione che ci ha dato è grande, ora speriamo che prosegua a fare bene, che non si monti la testa e che ci regali altre soddisfazioni. Benvenuto nella Big League, Brandon.

– Sanchez: il buon Freddy è uno di quelli che sta battendo meglio in assoluto, la sua media ora sfiora i .300, anche ieri 2 valide e un RBI. La solita garanzia.

– Huff: stimolato dall’essere scivolato sotto Tejada nella media battuta ha pensato bene di battere 2 valide tra cui un bel doppio superando immediatamente Miguel. Tra l’altro il Miller Park è un campo buono per lui, visto che anche l’anno scorso battè come un matto. Forza Aubrey non ti fermare.

Note negative:

– Burrell: zero su 4 con 2 strikeouts, media battuta che scende pericolosamente. Gli home run latitano da un po’, in difesa litiga con una palla mettendoci un quarto d’ora a raccoglierla; al momento non c’è molta ragione per preferirlo a Cody Ross.

– Tejada: il solito, indissolubile Miguel. Zero su tre e poco altro. Anche in difesa non fa miracoli sebbene un mezzo salvataggio nell’8° inning limiti i danni. Ma in attacco siamo alle solite.

Nota su Lincecum, più positiva che negativa (sebbene non eccezionale rispetto a ciò a cui ci ha abituati), partita normale la sua: 7IP 6H 3ER 0BB 4K. Certo se l’avesse fatta Vogelsong staremmo parlando di un partitone, però sappiamo che da Timmy ci aspettiamo sempre quel qualcosa in più. Ottimo il dato delle zero BB, peccato per quell’home run a Weeks, comunque la W è sua.

Stasera ore 22.10 italiane Jonathan Sanchez @ Wolf. Dai Brandon, un altro grand-slam! (che incontentabili…)

FLA @ SF gara 3: contraccolpo morale

Posted in Resoconti on 27 maggio 2011 by Mat

     Dopo 3 sweep casalinghi consecutivi ecco arrivarne un altro, con la differenza che questa volta è uno sweep subito, dopo una serie iniziata con una sconfitta che ci poteva stare e proseguita con altre due partite più equilibrate nelle quali ce la siamo comunque giocata fino all’ultimo out.

Sicuramente questa serie verrà ricordata come quella nella quale abbiamo perso Posey e bisogna dire che la sua mancanza non s’è fatta attendere nemmeno una partita; infatti in questa gara 3 abbiamo battuto la bellezza di tre singoli e due doppi, andando in base 7 volte complessivamente includendo i due walks concessi da Anibal Sanchez. Insomma poca, poca roba, anche se era abbastanza inevitabile pensare che sarebbe andata così. Oltretutto, abbiamo “scoperto” infortunarsi anche Fontenot e Ford (entrambi messi in DL) e richiamato Belt e Stewart (quest’ultimo già ieri debuttante come pinch-runner) da Fresno, oltre al giovane Brandon Crawford da San Jose.

La situazione senza Posey se subito dopo l’infortunio pareva disperata, facendo un bilancio di gara 3 è parsa critica, però non possiamo permetterci di piangerci addosso nè di recriminare sulla Bochyata di gara 2. Bisogna leccarci le ferite e ripartire, il nostro roster è comunque competitivo e non dimentichiamoci che abbiamo la fortuna di giocare in una division nella quale ad oggi c’è anarchia assoluta, ovvero noi siamo i meno peggio al cospetto di avversari che stanno deludendo parecchio. Basti pensare che i D’Backs ci sono vicinissimi, e credo che in pochissimi avrebbero scommesso (e scommetterebbero tuttora) su di loro.

Inoltre pare inizi già a muoversi qualcosa sul fronte mercato; se Sabean legge questo blog (avrei qualche dubbio al riguardo) sa che richiediamo con forza degli interventi da ben prima dell’infortunio di Buster; bè, ora abbiamo una grande ragione in più e anche lui lo sa. I primi rumors ci danno interessati a Ivan Rodriguez, catcher 39enne dei Nats mentre l’ex Bengie Molina, interpellato, ha risposto che sarebbe disponibile a tornare in maglia Giants. Non credo sarebbero questi dei movimenti azzeccatissimi (anzi) ma quantomeno sarebbero il segno che si vuol tappare la falla; non va altresì escluso il fatto che una volta tornato Posey possa giocare stabilmente in prima base data l’entità del suo infortunio. Non dimentichiamoci anche un altro fattore: il Panda nasce catcher, per cui non escludiamo di vedere anche lui dietro al piatto quando tornerà (e manca poco). Vediamo.

In quest’ultima sfida contro i Marlins, il nostro Vogelsong se l’è cavata ancora bene (a proposito, qualcuno nel pianeta pensa ancora che Zito gli debba soffiare il posto?) ma non ha ricevuto supporto offensivo. La partita si è decisa nel 6° inning quando dapprima Coghlan ha battuto un doppio di leadoff, è avanzato in terza per merito del bunt di Bonifacio ed è andato a realizzare il punto grazie al singolo di Morrison. Noi dopo un inizio appena sufficiente non siamo riusciti più a battere e nel finale facevamo quasi tenerezza al cospetto di un Anibal Sanchez dominante. Come al solito nel 9° inning abbiam provato a tirare fuori le unghie quando con 1 out Freddy Sanchez ha sparato un bel doppio ed è avanzato in terza dopo l’out subito da Huff. Ross ha avuto sulla mazza la palla del pareggio (bastava un singolo) o addirittura della vittoria (un home run) ma è groundato out con facilità estrema e la partita è volata via.

Note negative del match:

– Whiteside: per quanto vogliamo bene ad Eli, bisogna ammettere che vedere lui al piatto piuttosto che Buster sia piuttosto frustrante. La differenza c’è e si vede e non possiamo chiedere al nostro neo-catcher titolare di fare quello che non ha mai fatto, ovvero battere con costanza e regolarità. Possiamo chiedergli di migliorare quella media di .185, quello sì.

– Huff: ora che è avvenuto il sorpasso su Tejada (in negativo però, Huff media .215, Tejada .221) possiamo dire le peggio cose anche su di lui. Sta battendo pochissimo e male, l’unico lampo l’ha avuto con la palla che ci ha dato il pari nel 9° inning in gara 2. Dato che poi è costata un infortunio, potremmmo prendercela con lui anche per questo. Perchè non è andato strike? … si scherza, ovviamente, ma deve assolutamente far meglio.

– Tejada: se Atene piange, Sparta non ride… si suol dire. In questo caso Atene è Huff e Sparta è Tejada. Infatti il buon Miguel va zero su 3 con 2 K sul groppone; giusto per ricordargli che non gli conviene bullarsi di non essere più il nostro peggior battitore.

Note positive:

– Vogelsong: 8IP 8H 1ER 1BB 3K. Altra buona partita per lui, forse non eccezionale, ma nulla di meglio possiamo chiedere ad un nostro quinto starter. D’altronde se chiudi il tuo match e subisci un punto, hai fatto un’ottima partita. Il dato delle BB poi mi piace sempre molto quando si limita a 3 o meno, stavolta ne ha concessa una sola quindi benissimo. Zito? pussa via.

Si va a Milwaukee per affrontare una squadra reduce da 9 W consecutive in casa. Marcum @ Lincecum per gara 1. Andiamo lì a rompere le uova?

FLA @ SF gara 2: dalla rimonta al dramma

Posted in Resoconti on 26 maggio 2011 by Mat

     Gara 2 contro i Marlins, una sfida che, ahinoi, ricorderemo a lungo nell’arco della stagione 2011, purtroppo per un motivo amaro, molto amaro, ovvero il terribile infortunio di Buster Posey. Correva il 12° inning quando i Marlins con le basi piene e 1 out battevano una fly-ball con Bonifacio che cadeva nel guantone di Schierholtz; il nostro esterno tirava a casa base verso Posey che cozzava contro l’accorrente Cousins. L’impatto era violentissimo e il nostro Buster era costretto ad uscire; purtroppo abbiamo ancora notizie frammentarie ma pare che ci sia la frattura della gamba con interessamento dei legamenti della caviglia, non escludendo nemmeno il ginocchio coinvolto. Chiaramente a breve ne sapremo di più ma ciò che è assodato è che il nostro Buster ha terminato la sua stagione nel modo più brutto possibile.

Con questa notizia orribile, non c’è alcuna voglia di parlare della partita, della sconfitta (arrivata con il punto decisivo proprio nell’occasione dell’infortunio di Posey) dopo una rimonta ai confini dell’incredibile e di ciò che ne sarà della nostra squadra, a cui viene a mancare un supporto di fondamentale importanza, anzi, direi l’unico giocatore con un talento superiore del nostro roster (escludendo il reparto pitchers).

Ora vengono richiamati Belt e Stewart da Fresno, quest’ultimo con l’incarico di catcher di riserva vice-Whiteside, il quale sarà il nostro uomo dietro il piatto per il resto della stagione a meno di interventi sul mercato. Dei quali interventi, ora davvero credo non sia il caso di parlarne, proprio perchè prevale lo shock della botta subita. Eppure il baseball è uno sport meraviglioso anche perchè ti dà la possibilità giocando di pensare alla partita che viene, e come in questo caso, noi tra poche ore saremo già in campo per gara 3; credo sarà difficile evitare lo sweep data la botta morale, ma noi siamo una squadra dalla mille risorse che saprà farsi valere, ne sono convinto.

Una volta assimilata questa legnata troveremo la forza di lottare fino al termine per l’obiettivo playoff, nonostante tutto ancora raggiungibili; tra poco torna il Panda, poi Belt ha una nuova importante chance di fare bene, insomma ce la giocheremo, suvvia! Sicuramente Buster ci mancherà moltissimo, questo è sicuro.

Peccato anche perchè avevamo per la milionesima volta compiuto una rimonta pazzesca, sotto di 4 nel 9° inning quando sembrava che ormai non ci fossero più speranze, eravamo stati fantastici a trovare il pareggio, nella solita devastante reazione d’orgoglio, qualità numero uno di questi ragazzi. Ahimè sono arrivati danno e beffa… e ce ne faremo pur una ragione.

Una cosa mi va di aggiungere nel finale: non voglio imputare l’infortunio di Buster a Bochy, è davvero esagerato, ma se è successo ciò è perchè siamo arrivati al 12° inning. E come ci siamo arrivati a questo 12° ? con una colossale, colossale Bochyata. Nell’8° infatti Romo ha impiegato 10 lanci per mandare strikeout tutti e 3 i battitori affrontati, nel nostro successivo attacco non avevamo da cambiare pitcher avendo nell’ordine di battuta Huff, Posey e Ross. Nel 9° per i Marlins si presentano 2 destri su 3 e Bochy cosa fa? mette Lopez per Romo? ma perchè? ma perchè? ma perchè? se fossi un giornalista glielo chiederei per due ore e alla sua giustificazione glielo chiederei ancora. Non c’è alcuna giustificazione per questa cosa. Nessuna. Ma nessuna proprio.

Gara 3, ore 21.45, Anibal Sanchez @ Vogelsong, vincere per Buster!

FLA @ SF gara 1: non è sempre festa

Posted in Resoconti on 25 maggio 2011 by Mat

     E fu così che dopo 5 vittorie consecutive e altrettante 9 casalinghe perdemmo una partita; bè, nessun dramma per la sconfitta ovviamente, specie se per consolarci guardiamo in casa altrui. Colorado nel doubleheader una ne vince e un’altra ne perde, rimontandoci una partita ma perdendo per la stagione De La Rosa, pitcher sicuramente importante per loro. Ovviamente non tiferemmo mai per gli infortuni, di qualsiasi squadra siano, pertanto auguriamo di tornare presto al pitcher dei Rockies (che comunque starà fuori un anno causa Tommy John) ma sta di fatto che anche nel giorno in cui usciamo sconfitti abbiamo motivi per restare ottimisti per il resto della stagione. E ci mancherebbe pure il contrario.

Restando in casa nostra (che è quello che comunque va fatto al di là delle sbirciatine alle nostre rivali) possiamo dire di aver perso un match senza dare l’impressione di non giocarlo, tutt’altro, ma semplicemente di essere stati puniti da un inning molto sfortunato e da una serie di altri episodi in cui Florida ha dimostrato più sagacia e concretezza. Poco da dire in questi casi, onore ai nostri avversari (che non stanno affatto disputando una brutta stagione) e su col morale noi, visto che le partite in questo sport si vincono e si perdono con relativa regolarità.

Matt Cain ci ha “tradito”, ma le virgolette non rendono nemmeno troppo l’idea; è incappato in una giornata poco felice e non è stato supportato dall’attacco, pur non essendo assolutamente un colabrodo. Anzi, ma qui non vorrei suonassero come lamentele calcistiche, se l’arbitro fosse stato un attimo più preciso in quel 3° inning forse staremmo parlando di un altro match, dato che le non-chiamate sugli strike lanciati sono poi costate 3 punti sul groppone per noi.

La partenza è stata sprint per noi come d’abitudine ultimamente, con Torres subito a battere un doppio di leadoff ma questa volta non a realizzare l’1-0 pur riuscendo ad arrivare in terza. Nel 3° inning ecco il match sbloccarsi con Infante che batte un singolo ad inizio ripresa prima di riuscire ad ottenere 2 eliminati; in quel momento si spegne leggermente la luce al nostro Cain, ma nemmeno troppo dato che i due walks consecutivi con cui riempie le basi sono (come accennato prima) frutto di altrettante non-chiamate dell’arbitro su lanci molto dubbi. Soprattutto la seconda BB (concessa a Morrison) grida vendetta specie alla luce del fatto che subito dopo Gaby Sanchez batte il doppio che spazza le basi e porta 3 punti ai fish.

Nel 4°, pronti-via e Stanton al primo lancio la butta fuori, è 4-0; lì si fa dura per noi sebbene l’orgoglio non è certo una componente che ci sia mai mancata ma di fatto veniamo annullati da Nolasco, riuscendo a battere poco o nulla. Nel finale come sempre accadono le cose un po’ più emozionanti: nell’8° inning Runzler riempie le basi con nessun out e quando si respira l’aria della goleada per Florida ecco che riusciamo a cavarcela miracolosamente senza punti subiti (Mota aveva preso il posto di Dan). Nel 9° però è un wild pitch dello stesso Mota a dare il 5-0 prima che nell’ultimo moto d’orgoglio riusciamo a riempire le basi con un out e ad andare a punto con la sac-fly di Tejada. Ma non c’è aria di miracolo e il match si chiude con il fly-out di Burriss.

Note negative del match (quando si perde si parte così):

– l’attacco: degli 11 che vanno al piatto, solo in 4 riescono a battere valido, questo numero basta per spiegare la sconfitta; se aggiungiamo lo zero su otto in posizione punto, la spiegazione è completa. Giornata di sosta (bè, nessuno penserà che eravamo diventati una squadra dal grande attacco).

– Huff: doppia menzione (la prima è inclusa nella voce precedente); la sua media battuta è .222, il tanto bistrattato e pluricriticato Tejada è a .220, sono io ad accanirmi ingiustamente su Tejada oppure anche Aubrey sta battendo sotto le aspettative?

– Runzler: lancia un 7° inning da bel rilievo autoritario e nell’8° manda sul monte il fratello scarso. No, ma noi volevamo quello forte.

Note positive:

– Torres: continua a battere con facilità, soprattutto nell’inizio del match batte come una macchina, ovvero sempre. Non ho sottomano una statistica al riguardo, ma credo che come primo battitore del 1° inning ultimamente stia andando sempre a segno. E non si ferma al 1°.

– Posey: hitting streak che prosegue a 12 partite; le medie si alzano e lui sta bene. Si scalda Buster per quando ogni match sarà cruciale.

Gara 2 nella notte, Volstad @ Bumgarner. Per ripartire da subito.