COL @ SF gara 1: ottanta di questi giorni

     Say Hey Kid: era questo (lo è ancora) il soprannome di Willie Mays, indimenticato e indimenticabile leggenda della storia dei Giants, da New York a San Francisco, che ieri festeggiava il suo ottantesimo compleanno proprio all’AT&T Park. Ieri i nostri hanno onorato il compleanno del nostro miglior Hall Of Famer con una vittoria in walk-off all’ultimo inning, cosicchè da Say Hey avremmo potuto scrivere Say Win; win che è arrivata nel modo più emozionante ovvero una rimonta coronata dal punto decisivo per la festa di tutta la squadra ad abbracciare Freddy Sanchez, autore del colpo finale.

Eppure il nostro inizio non è stato eccelso, tutt’altro, per larghi tratti della partita abbiamo pensato di non cavare un ragno dal buco, con il nostro attacco come sempre stitico e capace di produrre pochissimo, andando in base specialmente grazie ai walks concessi da Jimenez e non per evidenti meriti propri. Però, quando la partita si avvicina alla sua conclusione, ecco che tiriamo fuori il carattere e colpiamo bene, andandoci a prendere una vittoria che è oro colato.

La cronaca in breve: dopo un primo inning in cui Cain ne elimina 3 su 3 con altrettanti pericolosi fly-out (il terzo su miracolo assoluto di Rowand) nel 2° il leadoff è Tulowitzki reduce da un periodo lunghissimo per lui di slump. Beh, secondo lancio e bomba oltre il muro del left field; 1-0. Siamo molto abili a far uscire dallo slump i giocatori avversari, oltre alla già innata abilità di dare ritmo a qualsiasi starter con un’ERA di 6.00 o più.

Nel 3° dopo un singolo di Iannetta e un HBP su Fowler arriva il singolo di Herrera per il 2-0 ospite a cui segue immediatamente la battuta di CarGo che viene presa al volo da Rowand ma è talmente profonda che diventa un sacrificio per Fowler che segna il terzo punto. Tutto questo mentre noi racimoliamo walks, strikeouts e nulla più.

Nel 4° rompiamo il no-hitter di Jimenez con un doppio del redivivo Huff ma anche lì chiudiamo senza punti; nel frattempo Cain dopo l’inizio molto stentato ingrana le marce giuste e non concede altro al lineup di Colorado. Noi invece andiamo a segno nel 6° con prima il triplo del nostro miglior slugger (Fontenot) e poi con l’RBI groundout di Posey che manda lo stesso Fontenot a punto. Pare un fuoco di paglia ma il bello arriverà in seguito.

Nell’alta dell’8° viene chiamato Affeldt a far danni sul monte, ed infatti dopo aver eliminato stranamente in modo facile i primi due, riempie le basi ma se la cava senza danni. Noi invece facciamo più sul serio nella parte bassa dell’inning: prima un singolo di Posey poi un doppio di Burrell portano due uomini in posizione punto con 2 out. Al piatto si presenta Schierholtz che non tradisce la fiducia e piazza una grounder radente che non viene raccattata dal terza base ospite e manda a punto sia Posey che il subentrato Ford, è 3-3.

Viene mandato Wilson sul monte nel 9° seppur non sia una save situation e la scelta si rivela azzeccata visto cosa combina Brian (3 eliminati in 7 lanci) e quello che succederà dopo. Con Paulino sul monte entra Ross nel double-switch operato da Bochy e lo stesso Cody batte un doppio che lo porta zon zero eliminati in posizione punto. La prima chance ce l’ha Rowand il quale viene però eliminato via strike, la seconda è nella mazza di Freddy Sanchez che al terzo lancio spara una rimbalzante dritta per dritta che Tulowitzki non può raccogliere. Ross vola a casa base per il 4-3 che decreta il walk-off. Happy birthday Willie.

Note positive del match:

– Schierholtz, Sanchez, Fontenot: li raggruppo tutti assieme perchè come un sol uomo danno la vittoria ottenendo il massimo colpendo bene al momento giusto. Nessuno è autore di un multi-hit game ma quando si batte al momento giusto si merita una menzione in più. Nate e Freddy sono stati l’emblema della clutchness, Mike col suo triplo dimostra di essere caldo come non mai. Il tutto in mezzo ad un attacco che ha faticato ancora, ma a volte faticare fa bene se il risultato finale è questo.

– Wilson: quando si entra in un match dove non ti giochi la salvezza puoi pensare che non sei abbastanza motivato. Invece Brian spara 7 lanci e ne fa fuori 3. Autoritario.

– Cain: entra per il rotto della cuffia in questo raggruppamento per gli ultimi 4 inning lanciati, ovvero dal 4° al 7°, riprese nelle quali concede in totale 2 hits e un walk, numeri molto incoraggianti. Prima non aveva fatto bene e devo dire che mi aveva fatto un po’ preoccupare sulle sue condizioni, invece è uscito alla distanza guadagnandosi un’abbondante sufficienza.

– Willie Mays: è bello vedere festeggiata una leggenda come lui, un’icona che non ho mai visto giocare ma che rappresenta i Giants in tutto e per tutto, per cui gli va portato un rispetto profondo perchè questo sport ha una storia strepitosa e lui rappresenta la storia stessa. Chi l’ha visto con continuità dice che è stato il migliore di sempre, i numeri parlano per lui, l’affetto e il rispetto che lo circonda sono un’evidente segnale di ciò che ha saputo dare alla franchigia e a tutto il baseball. Ottanta di questi giorni.

Note negative:

– Tejada e Affeldt: nel dubbio metto sempre loro, che non si sbaglia mai. Dai, sono stato un po’ cattivo in quanto nemmeno loro hanno fatto così pena da meritarsi un bruttissimo voto. Certo Miguel resta una bella voragine nel nostro lineup e non vedo l’ora di vedere qualcun altro al suo posto però ieri tutto sommato qualche pallina l’ha vista. Affeldt tutto sommato non ha subito punti nell’inning lanciato quindi lo salviamo.

Gara 2 sarà tra Rogers @ Bumgarner. Madison è a caccia della prima W stagionale.

p.s. comunchiamo lo sbarco anche sulla piattaforma Twitter ( http://twitter.com/#!/Sfgiantsitalia ). Dopo Facebook, webradio, blog e ora Twitter dovremmo fermarci qui (anzi, mi sa che stiamo esagerando) :-)

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Una Risposta to “COL @ SF gara 1: ottanta di questi giorni”

  1. Matteo Says:

    Torture again and again and again!

I commenti sono chiusi.

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