SF @ STL gara 1: i Giants che non t’aspetti

     Gara 1 al Busch Stadium, nel giorno del Memorial Day: non so perchè ma ero convinto che avremmo fatto male, vuoi perchè eravamo reduci da una brutta trasferta a Milwaukee, vuoi perchè stavamo battendo poco e male (questo da sempre), vuoi perchè i Cards erano dati in palla, dominatori della loro division. Invece come spesso accade ho cannato il pronostico e ci siamo ritrovati una vittoria in saccoccia, oltretutto una bella vittoria con un match praticamente “chiuso” al 4° inning, senza sofferenza finale. Una rarità da mettere da parte e farne tesoro, quasi da farne un cofanetto DVD.

Abbiamo colpito ancora con un paio di home run, roba che le altre squadre MLB fanno tutti i giorni, ma non così spesso noi; soprattutto nel giro di pochi giorni è arrivato un altro grand-slam, questa volta di Andres Torres, a farci capire che sappiamo colpire nei momenti giusti, seppur questa sia una qualità mai rimproverata ai nostri ragazzi.  Diciamo che Bochy ha messo sul diamante un lineup molto più dignitoso rispetto a quello da spring training del giorno prima e, non a caso, i risultati si sono visti. Finalmente poi abbiamo trovato un Bumgarner supportato dall’attacco e, qualche pasticcio arbitrale che ha permesso il temporaneo pareggio ai redbirds, non l’abbiamo pagato caramente. Insomma molte buone notizie per questa partita.

L’incontro lo sbloccavamo ad inizio seconda ripresa quando Cody Ross, di leadoff e sul conto di 2-0, sparava il primo home run del pomeriggio statunitense, nei confronti di un McClellan che avrebbe disputato la sua peggior partenza stagionale. Nel 3° inning arrivava il raddoppio da parte nostra grazie a Tejada (!) che trovava lo spiraglio giusto per il singolo che mandava a casa Bumgarner, a sua volta autore di un bellissimo ground-rule double.

Il vantaggio però veniva sciupato in un amen quando, nella bassa del 3° inning con già 2 eliminati, i Cards trovavano 2 doppi e un singolo consecutivi che volevano dire due punti per loro e quindi pareggio; dobbiamo anche aggiungere che il doppio di Craig, ovvero quello dell’1-2, era frutto di una chiamata evidentemente errata, in quanto la palla era rimbalzata in zona di foul. “Foul è quando arbitro fischia” direbbe un Boskov sui generis del baseball, perciò la valida concessa ci era costata il pari.

Fortunatamente però, riuscivamo a riportare le cose in nostro favore subito dopo, con il walk su Ross al quale seguiva il bel doppio di Rowand. A quel punto, con un uomo in terza e uno in seconda (e zero out) al piatto spuntava il giovanotto, Brandon Crawford, ancora memore di quello slam di pochi giorni addietro. Brandon trovava la valida che spingeva Ross verso il 3-2 ma la beneficiata era solo all’inizio. McClellan concedeva un walk a Bumgarner (dopo il K a Whiteside) e Andres Torres trovandosi a basi piene sparava una bomba nell’esterno destro che superava le recinzioni. Era il grand-slam del 7-2, il primo in carriera per Andres.

Quasi non ci pareva vero aver messo 7 punti in quattro inning quando ne avevamo segnati altrettanti nelle precedenti 4 partite (36 inning dunque): ma il baseball è anche questo, fonte di sorpresa positiva in questo caso.

La cosa ancora più “bizzarra” è che la partita di fatto terminava lì con dei Cardinals incapaci di offendere e noi in controllo, con l’unica occasione sprecata da Bumgarner in attacco nel 5° quando si presentava con 2 out al piatto e basi piene. MadBum andava K ma sicuramente non si poteva incolparlo di ciò anche perchè sul monte era preciso e non concedeva altro. Anzi, nell’8° inning, una volta sostituito Bumgarner entrava Ramirez, il quale concedeva subito un home run a Pujols, il quale per fortuna essendo di leadoff non causava danni eccessivi e potevamo gestire il resto della partita senza patemi. Nel 9° poi ci pensava Romo a chiudere in scioltezza (ma guarda un po’).

Note positive del match:

– Bumgarner: 7IP 6H 2BB 5K. Buona la sua prova nonostante 3 delle 6 hits concesse sono state dei doppi; ad ogni modo buono sia il controllo che la gestione dei lanci, con l’unico passaggio a vuoto che ha causato il pari nel 3°. Ma tutto è bene ciò che è finito bene.

– Torres: un doppio e un grand-slam per la nostra gazzella leadoff, partita assolutamente splendida. Con basi piene e zero out, prima di vederlo, avevo giusto pensato che ci sarebbe voluto un bello slugger per sbattere fuori quella palla e, vedendo Andres, mi ero un pochino “sconfortato” (non è certo uno slugger). Bravissimo lui invece ad aver svolto il lavoro perfetto.

– Tejada: battere per secondo deve avergli dato una spinta emotiva particolare tanto è vero che ha messo addirittura 2 valide e 1 RBI; a volte capita anche questo. Ora sta a vedere che Bochy lo lascia fisso come secondo battitore (sarebbe beffardo).

Note negative:

– Whiteside: mamma mia Eli, se gli tirassero un pallone da spiaggia a 5 chilometri l’ora sarebbe forse capace di girare a vuoto. Momentaccio per il nostro catcher, che non riesce ad ingranare e mantiene una media imbarazzante. Ma non è uomo da .162, niente dubbi su questo.

– Freddy Sanchez: zero su cinque, nota negativa del match. Capita. Preso complessivamente resta uno dei migliori in assoluto.

Stanotte gara 2 con Vogelsong @ Carpenter, sempre più difficile, forza.

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