Archivio per luglio, 2011

SF @ CIN gara 3 (0-9): come da copione

Posted in Analisi, Resoconti on 31 luglio 2011 by Mat

     Un “bel” piatto servito caldo di domenica sera: uno sweep. Era piuttosto scontato alla vigilia, eppure ci siamo approcciati alla partita belli speranzosi che potesse andare diversamente, invece no; è stato un pronostico rispettato in maniera così netta da rimpiangere di non essere andati in qualche agenzia di scommesse a puntarci 4 soldi.

A cosa era dovuta questa convinzione di non farcela? dal match-up, ovviamente. Zito-Cueto era fortemente sbilanciato dalla parte di Cincinnati, con il pitcher dei Reds con un’ERA sotto il 2 e incapace di concedere più di 3 runs a partita per ogni sua uscita; di Zito invece, che dire, abbiamo scoperto essere state dei bluff le sue partenze positive dopo l’infortunio, il vero Zito è uscito alla distanza e le prestazioni sono state quelle ormai risapute. Non ha fatto eccezione questa domenicale, nella quale per la terza volta su tre partite siamo affondati già nel primo inning. La sindrome del 1° inning, era il titolo del post su gara 2, ma avrebbe potuto valere anche per gara 3.

Il lineup vedeva la novità di Orlando Cabrera, al debutto dopo l’arrivo da Cleveland, e la buona notizia del trasferimento a Fresno (come prevedibilmente annunciato nel post precedente) di un Crawford davvero incapace di aver una dignitosa media battuta in MLB. Tuttavia Bochy ha dichiarato che è probabile il nuovo call-up per settembre, ci auguriamo che avvenga con medie importanti (dubbi su questo) piuttosto che per grazia ricevuta.

L’altra notizia riguarda il mercato; è una non-notizia dato che non abbiamo acquisito nessuno nell’ultimo giorno di mercato disponibile, pertanto il bilancio vede gli arrivi di Keppinger, Beltran e Cabrera a fronte delle partenze di Sosa, Stoffel, Wheeler e Neal. Pur apprezzando lo sforzo di Sabean, restiamo perplessi di fronte al fatto di approcciarci ai playoff (ammesso che ci si arrivi) con 2 catchers del calibro di Whiteside e Stewart, soprattutto avendo avuto 2 mesi di tempo sia per giudicarli che per trovare dei sostituti che rappresentassero un upgrade. La perplessità resta latente nell’aria e, se viene spiegato che ci hanno chiesto prezzi troppo alti per avere un catcher, il dubbio resta. A questo punto, a meno di un improbabile arrivo via waivers, ci giocheremo la restante parte della stagione con questi 2 catchers; c’è da fidarsi? le prove le avremo sul campo.

Detto questo, credo di fare cosa saggia a risparmiare ai lettori la cronaca di un match nel quale abbiamo subito 3 punti nel 1° inning, abbiamo realizzato 3 hits totali per il complete game del pitcher avversario, abbiamo concesso il primo home run in carriera a Frazier e concesso un walk in 4 lanci al pitcher (con media battuta di .037); questo per dire 4 cose che spiegano la nostra gara.

Note negative dell’incontro:

– Zito: forse è stata la sua ultima partita in maglia Giants, francamente ce lo auguriamo. Se non si guarda il contrattone forse un po’ di tenerezza la mette perchè sono sicuro che Barry non merita tutto ciò, di sicuro ci terrebbe tantissimo a fare una grande partita, ma di fatto è un danno alla squadra, poco da aggiungere. La prossima volta se lo rivediamo sul monte ce la prendiamo con Bochy; è il momento di dire basta, definitivamente.

– l’attacco: se Zito fa pena, l’attacco non contribuisce, tutt’altro; averlo rinforzato con gli innesti di mezza estate sembra in realtà aver causato un danno al lineup, pur sapendo che così non è. In generale possiamo dire con sicurezza di aver aumentato la media battuta con i nuovi arrivi, solo che questo non si concretizza in questo match. Eppure Beltran batte valido, piccola buona notizia all’interno di un contesto grigio.

– il bullpen: poveracci, spremuti come limoni in queste partite e gli inseriamo anche nelle note negative. Di fatto la nota negativa è proprio che Bochy abusi di loro, Mota lancia molto per la seconda volta in 3 giorni mentre Ramirez fa addirittura 3 su 3. Ovviamente non possiamo pretendere che lancino bene.

Note positive:

– la trade deadline: la vedo come una buona notizia anche se forse a noi tifosi dispiace il fatto di poter più sognare il colpo che ti fa vincere il campionato. Ma di fatto è meglio per la squadra, meglio per Bochy e meglio per tutti, questi sono gli uomini e con questi ci giocheremo la division, e poi chissà. Siamo sufficientemente attrezzati per competere, per giocarcela, poi vedremo come finirà.

Le ultime dichiarazioni di Sabean ci dicono che Freddy Sanchez probabilmente non lo rivedremo fino al 2012 mentre alla domanda sul catcher il nostro GM ha risposto che non ha trovato quello giusto che rappresentasse un upgrade rispetto ai nostri. Inoltre Bochy ha dichiarato che Zito potrebbe ancora partire venerdì prossimo.

Lasciamo queste dichiarazioni senza un giudizio e pensiamo alla serie da lunedì contro Arizona; si inizia a fare sul serio, servono i Giants dei grandi appuntamenti.

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SF @ CIN gara 2 (2-7): la sindrome del 1° inning

Posted in Resoconti on 31 luglio 2011 by Mat

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E anche la seconda a Cinci se ne va; eravamo così gasati dall’aver vinto la serie a Philadelphia che ritenevamo molto più abbordabile questa contro i Reds, forti anche del fatto di vedere una classifica deficitaria da parte dei nostri avversari. Ovviamente, nulla di più sbagliato; i Reds ci travolgono (nel punteggio) per 7-2 aggiudicandosi anche gara 2, al termine di un match molto più equilibrato di quello che dice il risultato ma che abbiamo compromesso subito all’inizio, per colpa di quel maledetto 1° inning. Non si potrebbe abolirlo e iniziare direttamente dal 2°?

Battute a parte, abbiamo pagato ancora caramente un pessimo inizio, con un Bumgarner frastornato dai colpi ricevuti dagli hitters dei Reds. Pareva lo stesso inizio della partita del 21 giugno, quella interna contro i Twins, con la differenza che in questo caso il primo lancio dell’incontro di Bumgarner era già un groundout. Inizio soft, si direbbe. Neanche per sogno; dopo il primo out grandivano palle in ogni dove: doppio, singolo, singolo, hit by pitch, singolo, singolo, walk, sac-bunt, walk. Una striscia infernale che chiudeva l’inning sul 5-0. Buonanotte a tutti.

Il problema tra l’altro era che Bumgarner difficilmente poteva essere subito sostituito così come accaduto il 21 giugno in quanto i 13 inning del giorno prima avevano spremuto totalmente il bullpen, pertanto Bochy giustamente decideva di far “marcire” il proprio starter sul monte (peraltro in quella sfida contro i Twins Bumgarner aveva lanciato anche peggio). Con 40 lanci nel solo 1° inning però la situazione è divenuta subito complicata e il miglioramento avvenuto negli inning successivi è servito solo a contenere un blowout da parte dei Reds.

Molti rimpianti, dunque. Rimpianti che aumentano se guardiamo il totale delle valide complessive, 11 per noi contro 7 dei nostri avversari, segno di un attacco nostro produttivo al punto giusto ma incapace di raccogliere le occasioni giuste (la bellezza di 23 left on base contro 9), insomma tutto quello che poteva andare storto è andato.

A nulla è servita la grande gara del solito Panda, autentico trascinatore del reparto offensivo, il suo solo-shot nel 2° inning ci ha dato una fiammella di speranza per il resto della gara ma come abbiam detto prima, si sono sprecate troppe occasioni per tornare sotto: sempre nel 2° con un uomo in seconda e 1 out, nel 5° con un uomo in terza, nel 6° con un uomo in seconda e 1 out e poi con un uomo in terza, nel 7° con basi piene e 1 out, nell’8° con un uomo in terza, nel 9° con un uomo in seconda e uno in terza. In tutte queste occasioni abbiamo totalizzato punti zero, questo spiega tutto.

Inoltre bisogna aggiungere una cosa, Carlos Beltran. Ho la vaga sensazione che ci aspettiamo che sia il salvatore della patria, il clutch-man, l’uomo che batte valido quando serve, bè, al momento siamo ben lontani da questi standard. Intendiamoci, ha giocato 3 partite e la sua carriera ultra-decennale parla per lui, però una mini-mini delusione al momento c’è. Teniamo conto che puntiamo su di lui per questa stagione, che l’investimento è fatto per puntare a vincere ora, non tra 3 stagioni, per cui è chiaro che pretendiamo subito qualcosa. Però, ci vuole un attimo di pazienza; qualche partita almeno di pazienza per capire se sia stato un buon affare oppure no. Lo dico per primo a me stesso perchè pretendo già molto, e vederlo battere un pop in situazione di basi piene e 1 out è un po’ frustrante. Stiamo calmi.

Note della gara, partiamo con le negative:

– Bumgarner: la sua ERA scorporata per inning è chiara, nei primi 3 prima del match era a 5.25, nei successivi era di 2. Differenza abnorme quindi, amplificata da quanto successo in quest’ultima partita. Fattore psicologico o meno, qualcosa va fatto. La battuta fatta qualche tempo fa, ovvero di fargli lanciare qualche inning a parte fingendo che sia la vera partita, non potrebbe essere del tutto peregrina. Di sicuro iniziare così un incontro è frustrante sia per noi che per lui.

– Beltran: di lui abbiamo scritto poche righe fa, la sua terza partita in maglia Giants è ancora negativa. Calma e sangue freddo.

– Crawford: per dirla più gentilmente possibile, prego Brandon, si accomodi a Fresno. Voragine gigantesca del lineup, come vedremo tra qualche riga si è intervenuto per tapparla, o almeno per provarci.

– Casilla: parte bene in sostituzione di Bumgarner, poi affonda nei walks, 3 consecutivi prima che arrivasse Affeldt a farlo uscire dalla buca. Quando parte a lanciare ball, diventa inarrestabile. Non è un complimento.

Note positive:

– Sandoval: ha l’unica colpa di non saper battere valido in una situazione di basi piene, anzi, ha anche la colpa di sbagliare un facile assist in prima consentendo così il punto del 6-1. Quindi a pensarci bene entrerebbe nelle note negative; no, perchè è l’unico di cui fidarci davvero al piatto, 3 valide tra cui un home run, e quando non batte valido gli va di sfortuna perchè le palle cadono nei guanti avversari. Il Panda è in estinzione, cerchiamo di conservare il nostro.

– Keppinger: altra partita multi-valida, nulla di trascendentale ma una mano nel momento del bisogno lui la dà. Facendo un mini-mini-bilancio, al momento è un acquisto assolutamente azzeccato.

Note a margine: nella notte siamo intervenuti sul mercato portando in casacca Giants lo shortstop colombiano 36enne Orlando Cabrera, preso dagli Indians in cambio del 24enne Thomas Neal, in forza a Fresno finora. Posto che perdere un prospetto (un po’ smarrito come prospetto però) è sempre una mossa che si può discutere, possiamo dire di apprezzare lo sforzo fatto per sostituire una posizione che nel lineup è considerata un buco spaventoso, dato che sia Fontenot che Crawford non battono nulla, il primo forse per uno slump lunghissimo, il secondo proprio perchè non può andare oltre.

L’acquisizione di Cabrera quindi in tal senso si può rivelare una mossa fatta per dare ossigeno al lineup, onde evitare di considerare le ultime 3 posizioni di battuta (intendendo come quella del catcher e del pitcher le ultime 2) dei battitori di fatto regalati agli avversari; bene così, dunque. Certo Cabrera non è un grosso upgrade, anzi, è un giocatore a fine carriera con medie tutt’altro che esaltanti in questa stagione. Bochy ha già dichiarato che sarà lo SS titolare, e questo punto viene da chiedersi: “e Tejada?” dovrebbe uscire tra pochissimo dalla DL per cui dovrebbe essere arruolabile per giocare, c’è curiosità pertanto di capire come saranno gli ultimi movimenti.

Occhio che alle 22 chiude il mercato e c’è ancora possibilità di prendere qualcuno, si vocifera di Bourn, outfielder degli Astros (servirebbe veramente?), così come della famosa posizione di catcher (Barajas? per carità). Non mi sorprenderei se vedessi qualche altra mossa sul fotofinish. Ad ogni modo, solo a fine mercato potremo dare un giudizio finale, in modo da capire bene tutte le mosse in seno al roster. Dopodichè, ce la giocheremo fino alla fine con questi uomini.

Intanto, alle 19 mission impossibile, evitare lo sweep. Zito contro Cueto. Non so come si possa fare ma ci si prova anche stavolta.

SF @ CIN gara 1 (3-4): il dispiacere arriva dall’ex

Posted in Resoconti on 30 luglio 2011 by Mat

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Affrontare una squadra reduce da uno sweep subito di 4 partite interne è sempre pericoloso e ce ne siamo accorti a nostre spese la scorsa notte, quando i Reds ci hanno superato per 4-3, dopo 13 combattuti inning.

E’ stata una partita molto divertente e sudata, forse inadatta per i deboli di cuore nelle fasi finali, seppur mancasse quell’ingrediente fondamentale che è rappresentato dall’importanza della partita stessa; infatti bene o male la vita non è cambiata nè a noi nè a loro dopo questo risultato, certo che però una volta che arrivi alla fine ci tieni tantissimo a portare a casa il match. E i Reds hanno potuto festeggiare la vittoria in walk-off.

Beffardo poi perdere per mano di quell’Edgar Renteria che nove mesi fa ci faceva esultare piazzando l’home run della vittoria ad Arlington; proprio lui è stato infatti fautore della giocata decisiva, l’RBI singolo che ha permesso a Cincinnati di realizzare il punto del match, sebbene fosse piuttosto chiaro che in difesa stessimo barcollando. E dagli e ridagli, è arrivato il punto del match.

Andiamo con la cronaca dato che è davvero molto ricca: nel 1° inning eravamo bravi ad aprire le marcature entrando nel match con il giusto piglio. Dopo il doppio piuttosto casuale di Rowand, Keppinger veniva colpito e finalmente Beltran partecipava attivamente all’attacco girando il primo lancio di Willis e mandando Rowand a casa base; l’arbitro però ci regalava l’1-0 dato che il tag del catcher dei Reds arrivava poco prima della slide di Aaron. Regalo accettato.

La fase difensiva però non iniziava così brillantemente come l’attacco; un Vogelsong giù di tono infatti andava in tremenda difficoltà fin da subito riempiendo le basi senza eliminati. Tutto sommato gli andava anche bene dato che erano solo 2 i punti subiti, “solo” tenendo conto della difficoltà nel mettere a segno anche un solo out.

Nel 2° inning, mentre noi in attacco non pungevamo, i Reds continuavano a martellare Vogelsong, il quale pareva non riprendersi dal brutto inizio; il primo battitore (Janish) veniva centrato sulla schiena, il secondo (il pitcher Willis) batteva valido, il terzo (Stubbs) batteva in modo da dare il 3-1 ai suoi, dopodichè ottenevamo un altro omaggio, stavolta dall’arbitro di seconda che segnalava un colto rubando a Stubbs, quando il replay mostrava il contrario. Un regalo che consentiva al nostro Ryan di uscire dall’inning senza ulteriori danni (ma con 6 hits, 1 walk, 1 hit by pitch in soli 2 inning).

Lì la partita si stabilizzava un po’ e Vogelsong tornava quello conosciuto fino ad oggi, concedendo pochissimo nei 4 inning successivi. In attacco nel 6° andavamo ancora a segno, pur con rimpianto; infatti due walks e un singolo (del Panda) ci consentivano di riempire le basi senza out. La sac-fly di Huff valeva il 2-3 ma non arrivavano altri punti dati gli out successivi di Whiteside e Fontenot.

Ecco l’8° inning, quello del pareggio; con Huff in prima, infatti, toccava a Whiteside colpire la palla meglio di tutti in serata, riuscendo a mandare Huff senza più ossigeno a casa base. Era il doppio che voleva dire 3-3, quindi il match era tutto da rigiocare.

A quel punto entravano in gioco i bullpen delle due squadre. Noi ci giocavamo il 9° con Ramirez e non rischiavamo più di tanto, mentre nel primo extra-inning avevamo l’occasione migliore per passare con due uomini in seconda e terza (Huff e Sandoval) frutto di altrettanti singoli e successive rubate. Al piatto con 2 out si presentava Whiteside che otteneva un walk riempiendo le basi; l’appuntamento con la storia ce l’aveva quindi Fontenot che per la seconda volta sciupava la situazione di basi piene, stavolta andando K. Ah Mike!

Nella bassa del 10° ecco che sembra finita: i Reds mettevano un uomo in terza con nessun out prima della battuta di Bruce sul guanto di Schierholtz, niente sac-fly e 1 out. Mota sostituiva Lopez sul monte, facendo passeggiare in prima Cairo, basi piene e 1 out. Frazier batteva lungo in zona Schierholtz, poteva stavolta essere la sac-fly del match ma l’assist di Nate era talmente perfetto da consentire il tag a Whiteside. Mota e la panchina saltavano in aria di gioia, poteva essere la spinta morale del successivo sorpasso; ma non è andata poi così.

Anche nell’11° rischiavamo; la palla di Stubbs infatti finiva a un metro dall’home run del walk-off. Anche in questo caso ce l’eravamo cavata per un nonnulla. Peccato che in attacco si dormivano sonni profondi; Chapman infatti lanciava 2 inning perfetti (11° e 12°) con 4 strikeouts mentre nel 13° Arredondo chiudeva il suo turno con 4 lanci per 3 battitori. No dico, 4 lanci per fare un 13° inning. Beltran inoltre, dopo il singolo del 1° inning, non batteva più nulla finendo il suo match con 1 su 5 di cui ben 3 strikeouts. Non verrà messo nelle note negative per pudore.

Giustamente, nella bassa del 13° venivamo puniti; era Wilson a combinare la mezza frittata iniziando col concedere un walk a Bruce per arrivare al singolo del pitcher Arredondo (al primo at-bat in carriera). Dopodichè arrivava Renteria, singolo in esterno destro e partita finita.

Dopo questa lunga cronaca, spazio alle note, iniziando da quelle negative:

– Fontenot: slump devastante il suo. Zero su 22 negli ultimi at-bat, 8 uomini lasciati in base ieri (di cui 2 volte a basi piene) e 2 strikeouts. Peccato perchè l’alternativa a lui al momento è Crawford, forse l’unico nella MLB che batte di meno. Ebbene sì, siamo a chiedere a Tejada di tornare presto (e infatti il suo rientro è vicino) perchè così siamo davvero pessimi nel ruolo.

– Ross: va 2 volte in base grazie ad altrettanti walks, è l’unica notizia positiva. Per il resto il suo slump sta assumendo proporzioni Fontenottiane (neologismo), se non peggio.

– Vogelsong: Ryan stecca il suo match, o meglio, stecca i primi 2 inning del suo match, perchè i successivi 4 sono tutto fuorchè brutti. Ma 3 punti a carico iniziali diventano pesanti, pare una versione riveduta e corretta di Zito. Cose che capitano però, all’interno di una stagione finora da incorniciare.

– Wilson: l’uomo che vorresti a salvare la tua vittoria (Romo permettendo) non è l’uomo che vorresti in situazione di parità nel 13° inning. Certo per Bochy non c’era più molto da pescare, ma la sensazione di capitolare era evidente fin dall’inizio della sua prova.

Note positive:

– Sandoval: “dont’t swing at first pitch!” gli abbiamo scritto su twitter, ma lui non ci ascolta (o meglio, su 6 at-bat ha swingato 3 volte al primo lancio). Però va bene così, altra partita multi-valida (3) e sensazione di esser sempre pericoloso. Panda, swinga quando vuoi.

– Keppinger: una vita da mediano ci piace sempre più. Si dice abbia conquistato lo spogliatoio con la sua umiltà, a vederlo in faccia pare proprio così, non lo smuove nessuno. In difesa è tranquillo e fa il suo, in attacco mette due doppi; io non chiederei di più.

– Romo: 3 battitori, 2 strikeout 1 flyout. What else?

Gara 2 nella notte, sfida tra Bumgarner e Leake. Per un finale diverso.

SF @ PHI gara 3 (4-1): i compagni di Beltran

Posted in Resoconti on 29 luglio 2011 by Mat

sports.yahoo.com

Metti una sera al Citizens Bank Park di Philadelphia, una sera nella quale c’è Lincecum sul monte e si disputa la “bella” della serie da 3 contro i favoriti della National League. Metti una sera nella quale esordisce in maglia Giants il nuovo arrivo Carlos Beltran, arrivato dai Mets e pronto a dare una mano all’attacco abulico dei nostri. Una sera entusiasmante dunque, nella quale succede che il nuovo arrivato non batte valido ma i suoi compagni gli fanno capire di essere forti e di poter comunque vincere le partite. Un plauso grande ai neo-compagni di Beltran, quindi.

Finalmente dunque è arrivato; dopo una trattativa che pare essere durata giorni, ieri era il grande giorno dell’esordio, il numero 15 dei Giants (Bochy gli ha ceduto il numero) poteva debuttare titolare e schierarsi in difesa in esterno destro, spostando Schierholtz a sinistra e panchinando un Ross in crisi negli ultimi tempi. La serata di Carlos è stata tutt’altro che produttiva al piatto, zero su quattro con 2 strikeouts, non il miglior modo per salutare i nuovi compagni; però il giocatore è di valore e sappiamo che potrà fare certamente meglio e da una parte possiamo anche dire che sia andata meglio così dato che la partita l’abbiamo ugualmente portata a casa. S’è fatto comunque notare in difesa con una bella presa acrobatica che ha sollevato una gran zolla sul terreno rischiando oltretutto un infortunio che avrebbe avuto del beffardo, a dir poco.

Abbiamo quindi rinunciato a Wheleer, dandolo ai Mets in cambio di Beltran. La trattativa come detto ieri è approvabile essendo che Beltran può essere “sfruttato” subito per provare a rivincere il titolo, certo privarsi di un prospetto è sempre doloroso, noi auguriamo comunque le migliori fortune a Zach e personalmente penso che diventerà forte; forse, come dicevo ieri, non un fenomeno assoluto ma un giocatore di livello potrà diventarlo. Bè, ora non pensiamoci più.

Quanto alla partita, bisogna dire che un Lincecum che ripara bene le spalle è buona cosa. Buona cosa perchè permette all’attacco di vincere anche senza strafare; in questo caso abbiamo colpito bene e al momento giusto, ho perso il conto di quante volte in quest’anno ho scritto quest’ultima frase, segno evidente ormai di una chimica giusta trovata nell’assemblaggio di questa squadra, nonostante alcune scelte del lineup (vedi Belt sempre fuori) non possano essere del tutto condivisibili.

Nel 2° inning il Panda sbloccava la situazione con il decimo fuoricampo stagionale che cadeva dopo il muro in esterno sinistro; il solo-shot dell’1-0 veniva rimpolpato nel 4° quando, dopo il doppio di Huff, ci pensava il solito incomparabile Nate Schierholtz a trovare lo spazio giusto per consentire la marcatura. Mentre Lincecum continuava a disimpegnarsi con costanza (pur con 4 walks concessi globalmente) nel 7° si poteva arrotondare il bottino: con un bel hit&run Stewart mandava Schierholtz in terza, dopodichè Rowand batteva un singolo in terza base che Martinez non consegnava con precisione in prima. Schierholtz poteva segnare il 3-0 e Stewart, approfittando della confusione difensiva di Phila, correva a casa base anticipando di un soffio il tag, era il 4-0 che ci faceva stare piuttosto tranquilli per il finale.

Il bullpen infatti non correva grossi rischi; certo sei in trasferta contro una grande squadra per cui qualcosa devi pur metterla in conto, infatti nella bassa del 7° Affeldt concedeva il punto dell’1-4 (earned run a carico di Ramirez, però). Gli ultimi due inning scorrevano invece via piuttosto lisci con l’ottimo lavoro di Affeldt, di Romo (e che lo dico a fare) e di Wilson, che metteva in base un uomo ma piazzava anche 2 piacevoli (per noi) strikeouts.

Note positive del match:

– Lincecum: 7 inning con 7 baserunners a carico, dei quali 3 hanno battuto valido e 4 hanno potuto passeggiare in prima. Il dato dei walks resta sempre un po’ altino e il nostro Tim deve in parte ringraziare Utley che ha girato a vuoto un lancio rimbalzante sul conto di 3-2 nel 3° inning con 2 uomini già sulle basi; sarebbe stata probabilmente una situazione molto complicata. Però, tutto è bene quel che finisce bene.

– Schierholtz: quanto è importante nell’economia di questa squadra questo Nate? no, ditemi, da zero a dieci? cento? domanda retorica ovviamente, ma che pone l’accento su quanti punti siano merito suo, su quante volte con 2 strike sul conto lui riesca a battere valido. Prezioso, anzi, di più.

– Rowand: il pinch-hitter che tutti vorrebbero, questo è l’Aaron versione ultimi giorni di Luglio. Quando è chiamato in causa, riesce a farsi valere e anche ieri, pur aiutato da un errore della difesa Phillies, dà il via all’azione del 4-0. E pensare che qualcuno lo vorrebbe DFA (cosa ieri capitata a Hall). Io direi di usarlo fino a fine stagione, con moderazione, ma usarlo.

Note negative:

– Crawford: ieri gli ultimi 3 del lineup rappresentavano una voragine mica da poco: Crawford, Stewart e Lincecum. E pensare che gli ultimi due hanno battuto addirittura una valida, cosa che non capita (quasi) mai a Crawford. Si riesce a fare qualcosa per evitare tutto ciò? non voglio essere cattivo nei confronti di quello che comunque è ancora un ragazzo però obiettivamente va tolto dal lineup; senza se e senza ma.

– Beltran: ma come, appena arrivato e mi caschi nelle note negative? bè, senza rancore Carlos, però noi tifosi pur conoscendoti ci aspettavamo due home run e un doppio, come minimo, per festeggiare l’esordio. Invece va 0 su 4 intristendoci un po’; nulla di grave logicamente, il bilancio dell’utilità di questo acquisto si farà certamente più avanti, ma siamo certi che ci darà soddisfazioni, magari già dalla prossima serie.

Prossima serie che si terrà a Cincinnati, con Vogelsong-Willis come primo match-up. Per non perdere il vizio di vincere.

SF @ PHI gara 2 (2-1): yes we Cain

Posted in Resoconti on 28 luglio 2011 by Mat

sports.yahoo.com

La seconda sfida in Pennsylvania ha dimostrato che siamo ancora noi, che tutto sommato non siamo malaccio se schieriamo un pitcher di talento qual è Matt Cain, che nonostante un attacco che batta il minimo indispensabile possiamo comunque vincere le partite… yes we can, yes we Cain, come suggerivano i tifosi Giants.

L’avere di fronte la squadra con il record migliore della National non ci ha messo più in imbarazzo del dovuto e siamo riusciti ad affrontare i nostri avversari ad armi pari, ovvero con uno starter di tutto rispetto (senza nulla togliere a Zito, però obiettivamente…) e un attacco forse globalmente inferiore a quello di Phila ma che aveva già dimostrato di saperci fare quando conta.

E bisogna dire che abbiamo fatto una discreta figura, vincere al Citizens è sempre una bella sensazione che non può non richiamare alla mente la vittoria dell’anno scorso nelle NLCS, quando fu Wilson, esattamente come accaduto la scorsa notte, a chiudere un match nel quale avevamo mandato sul monte come rilievi anche i partenti Bumgarner e Lincecum. Ieri sera invece ha fatto quasi tutto da solo Cain, facendosi aiutare nel finale solo da Lopez prima che la palla passasse a Wilson per la sua salvezza; chiaro che l’esito era molto meno importante rispetto a quella partita d’ottobre, ma bisogna ricordarci che se vogliamo provare a rivivere quelle notti magiche, è d’obbligo passare anche per questi match, e così abbiamo fatto in questo caso.

Prima di tornare a parlare del match, è doveroso parlare dei movimenti di mercato, anche perchè si avvicina la deadline, fissata per domenica 31 alle 22 italiane. Ormai pare fatta per l’ingaggio di Carlos Beltran, outfielder dei NY Mets, al momento nel quale scrivo siamo in attesa dell’ufficialità che dovrebbe arrivare a momenti. In cambio pare che venga dato Zach Wheeler ai Mets, pitcher destro di 21 anni in forza ora a San Jose e scelto nel 2009 all’amateur draft. Se lo scambio fosse questo direi che si può accettare, Wheeler è sì un buon prospetto ma non pare un fenomeno assoluto per il futuro e comunque qualcosa si deve pur dare per ottenere un giocatore che ci possa far fare quel salto di qualità al piatto. Personalmente preferisco veder partire lui piuttosto che giocatori che mi “stuzzicano” di più quali Gary Brown o Eric Surkamp, per dirne due, per non parlare dei giovani già titolari del roster quali Belt o Bumgarner; per cui la trade, diciamo così, può essere approvata.

C’è altresì da aggiungere che, una volta acquisito Beltran, non dovremmo più provvedere ad altri innesti, seppur rimangano parzialmente scoperte le posizioni di catcher e di shortstop. Non so quanto sia saggio rinunciare a prendere un catcher, francamente, mentre per il ruolo di shortstop bisogna capire che probabilmente ci chiederebbero troppo. Chiaro che per un Reyes una mezza follia sarebbe da fare, anche perchè se l’obiettivo dev’essere quello di poter vincere, tanto vale provarci da subito, essendo comunque in situazione favorevole al proseguimento della nostra stagione una volta terminata la regular season. Comunque restiamo in attesa di aggiornamenti che come sempre saranno pubblicati in tempo reale sulle nostre pagine di facebook e di twitter.

Torniamo ad occuparci di Phillies-Giants, partita che ci ha visto in vantaggio dal 3° inning dopo che nei primi due non avevamo combinato nulla in attacco. E invece il primo uomo in base andava anche a punto; la valida di un soffio di Whiteside diventava infatti preziosissima in quanto Rowand batteva un bel triplo in esterno destro che poteva condurre a casa base il nostro Ely, per l’1-0 Giants.

Cain sul monte era eccelso e, pur riuscendo in un solo strikeout in oltre 7 inning, concedeva pochissimo all’attacco Phila, il quale ad eccezione del 2° inning, non metteva mai più di uomo sulle basi. Anche l’unico doppio concesso, a Martinez nel 3°, si rivelava poco pericoloso ed innocuo per il nostro starter.

Così, nel 7° potevamo allungare: era Keppinger ad aprire l’inning con un doppio poi, dopo il walk su Ross, Hamels concedeva un altro doppio, stavolta a Schierholtz, che consentiva al nuovo arrivato da Houston di realizzare il 2-0. A quel punto sprecavamo una grande occasione: Whiteside veniva colpito da un lancio di Hamels il quale caricava così le basi con nessun out. Al piatto si presentava Cain che, bontà sua, batteva un poppone facilmente neutralizzabile; subito dopo Rowand cadeva in un sanguinoso doppio gioco facendo chiudere così l’inning senza ulteriori danni per i locali.

Questa occasione mancata ci poteva essere fatale nell’attacco successivo di Phila, quando aprivamo l’inning con errore sesquipedale; il pop di Victorino di leadoff era infatti facilmente raccoglibile ma sotto il campanile si presentavano sia Cain che Whiteside ostacolandosi a vicenda e la palla cadeva in terra. Oltretutto Victorino approfittava dell’imbarazzo avanzando in seconda e dando nuova linfa all’attacco Phillies. Da questo attacco ne scaturiva poi un punto (singolo di Brown) che avrebbe potuto essere fatale nel caso di una nostra sconfitta; fortunatamente non è accaduto.

Nel finale prima Lopez poi Wilson svolgevano egregiamente il loro compito; nessuno andava in base e potevamo così aggiudicarci questo match.

Note positive del match:

– Cain: solido come l’acciaio il buon Matt. Sette inning di qualità con un solo K ma tanti buoni lanci e tante palle facili per i nostri difensori. Cosa chiedere di più? nulla, davvero.

– Keppinger: l’uomo che non va mai strikeout in realtà va strikeout in quasi tutti i match ma può anche non essere un problema. Non lo è se infatti si dimostra efficace; un bel doppio che dà il via al 2-0 e un walk conquistato. Finora nulla di eclatante ma tanta legna, come un buon mediano, direbbero nel calcio. Tutte cose da apprezzare per noi.

– Wilson: da quando è partita la campagna “Romo closer” sul blog bisogna dire che Brian sta rispondendo bene sul campo, ed è così che deve fare. E’ il campo che deve parlare bene di lui, non come si veste o come si concia la barba o altro; se fa parlare il campo come sta facendo, ha già fatto il 99% del suo lavoro.

Note negative:

– Ross: non so voi ma io di questo Ross farei volentieri a meno; non batte mai e in difesa pare aver paura delle palle che gli piovono in zona. Un outfielder si giudica per le palle difficili che riesce a prendere, non per quelle che gli cascano sul guanto. Al momento abbina inefficienza in attacco con una difesa insignificante, comincia ad irritare un po’. Occhio che con l’arrivo di Beltran gli spazi per lui rischiano di ridursi di molto.

Gara 3 nella notte, esordirà Beltran? Lincecum lo vedremo finalmente in campo? poco importa, perchè tanto sarà l’home run di Ross a decidere il match.

 

SF @ PHI gara 1 (2-7): c’è Zito, non c’è la vittoria

Posted in Resoconti on 27 luglio 2011 by Mat

daylife.com     Finalmente ecco di fronte i Phillies per la prima volta in stagione, degna rivale l’anno scorso nelle NLCS e favorita numero uno quest’anno per andarsi a prendere quel titolo della National League che è sfuggito loro nella passata stagione. Sfida abbastanza sentita ultimamente questa, in primis perchè loro vogliono dimostrare di essere più forti dei campioni in carica e di potersi giocare il titolo, in secondo luogo perchè noi ci teniamo a far bella figura di fronte alla corazzata della Pennsylvania, oltre al fatto di poter mettere alla prova le nostre ambizioni per quest’anno. Certo, una sfida (o anche una serie intera, contando le prossime due) vogliono dire poco, però quando uno ci tiene ci tiene, suvvia.

Avevamo in scaletta il nostro piatto forte, Tim Lincecum, il cui nome mette forse più paura agli avversari di quanto sia il suo effettivo rendimento di quest’anno (che, per carità, è abbondantemente sufficiente anche se inferiore per esempio a quello di Vogelsong). Però il nostro Timmy è stato bloccato da un problema di stomaco (pare) per cui ha lasciato il testimone a Barry Zito, originariamente in programma per gara 2. La buona notizia è che Zito non lancerà nè in gara 2 nè in gara 3, avendolo fatto in gara 1, la cattiva… è che abbiam perso nettamente gara 1, restando in partita solamente per un attacco, il nostro primo, nel quale abbiam messo un punto, salvo poi subirne subito 4 nel primo attacco Phils.

Purtroppo il fattore Zeets inizia a pesare in casa Giants; se infatti sapevamo già nel momento del rehab che non poteva certo essere diventato un campione tutto d’un colpo, bisogna dire che c’eravamo piuttosto illusi che tutto sommato non fosse poi tanto male, salvo tornare sulla terra nelle ultime uscite. A questo punto mi chiedo se non sia il caso di rituffarci in Jonathan Sanchez, che avrà la capacità di complicarsi maledettamente la vita con i suoi ball, ma globalmente ha sempre avuto un rendimento migliore di quello di Zito. Personalmente non esiterei in questa mossa.

Chiaro che è facile scaricare tutto sul nostro strapagato partente di ieri, e ci può anche stare, ma dando uno sguardo all’attacco, non possiamo evitare di parlare di quanto ieri sia stato abulico. Tre hits, un doppio di Torres illusorio di leadoff nel 1°, un singoletto di Keppinger e un home run di Rowand da pinch-hitter. Il resto è stato un nulla con un po’ di sfortuna se vogliamo dirla tutta (9 flyout) che però non giustifica la prestazione. Cinque strikeouts (tuti looking peraltro) e un walk preso completano il quadro, certo non brillante, della situazione. Chiaro che anche in una giornata di grazia difficilmente avremmo realizzato 8 punti però si poteva far meglio al cospetto di Worley, al primo complete game in carriera, che quindi ci regala per i prossimi match un bullpen di Phila bello riposato (anche il nostro, Mota a parte, è comunque fresco).

Velocemente, la successione dei punti: lo 0-1 era frutto di una sac-fly del Panda nel 1° inning ma come detto, era di brevissima durata. Con 2 out, infatti, già nella bassa del 1° Phila infilava i suoi punti, prima con un doppio di Howard che mandava Utley a punto poi col pesante home run da 3 di Ibanez.

I Phillies andavano sul 5-1 nel 4° con un altro fuoricampo, stavolta di Mayberry, ad interrompere una parziale serie positiva di Zito; giusto per fargli capire che non poteva durare. In seguito, nel 6°, arrivava l’inside-the-park di Utley, che sorprendeva i nostri outfielders dormienti, con Torres che si schiantava sul muro e la palla che si allontanava da lui, e Schierholtz che sopragiungeva troppo tardi per impedire la segnatura. La quale segnatura peraltro arrivava di un millimetro in anticipo sul tag di Whiteside, almeno così pare dalla visione del replay.

Sul 6-1 c’era tempo ancora per un home run a testa, nell’8°: prima era Rowand poi Howard su lancio di Mota a chiudere l’incontro per il 7-2 finale.

Note negative del match:

– Zito: siamo stati un po’ cattivi sia nel titolo che in quanto scritto poche righe fa però 6 punti a carico sono pur sempre 6 punti, non poco quindi. Sarebbe anche una partita dignitosa se non fosse che dei 6 punti subiti, 3 di questi sono home run, uno di questi da 3 punti. Questo per dire che non è stata una partita nella quale è stato infilzato in ogni dove, anzi, ha mostrato anche una certa qual abilità; ma quando è stato toccato lo hanno punito per bene. Complessivamente però ormai lui è un’arma che non fa più paura agli avversari, duole dirlo.

– Fontenot: prendo lui perchè ha subito 2 strikeout looking ma avrei potuto prendere anche Huff, Schierholtz, Sandoval, Ross, Whiteside… tutti titolari e tutti incapaci di battere valido. Che dire, se non si batte è dura eh. Una volta abbiamo vinto 1-0 con un balk del pitcher avversario, ma non capita esattamente tutti i giorni.

Note positive:

– Rowand: l’unico a cui si può dare una piena sufficienza per questa partita, anche perchè fa il suo esattamente come deve, un at-bat, un home run, per giunta l’home run del mai dimenticato ex. E’ già la seconda volta che succede in pochi giorni, il ruolo di pinch-hitter pare calzargli bene.

Gara 2 nella notte, vediamo se potremo disporre del nostro Tim (contro Hamels) almeno per giocarcela, anzi, per vincere.

MIL @ SF gara 3 (1-2): Madison il cecchino

Posted in Resoconti on 25 luglio 2011 by Mat

daylife.com

Eccoci a commentare il rubber game contro Milwaukee, gara che ci ha visto per la ventisettesima volta in stagione (leggasi, 27!) vincere una partita col minimo scarto nei contronti dei nostri avversari, segno di una concretezza e capacità di gestire i momenti importanti davvero invidiabile.

Il match è stato, come suggerisce il punteggio, in equilibrio dal 1° al 9° inning ma sono stati piccoli particolari a far pendere la bilancia da parte nostra e uno di quei piccoli particolari ha il nome e cognome di Madison Bumgarner. Il nostro giovane pitcher ha infatti raccolto la sua sesta vittoria stagionale e, se il dato W-L è quanto di più inutile esista, ci sono altri numeri che parlano per lui e che lo rendono grande. E’ stata infatti la 19esima partenza consecutiva per lui con meno di 3 walks concessi (ieri addirittura nessuno), un dato che personalmente mi piace moltissimo, segno di un grandioso controllo dei propri lanci. Solo un certo Juan Marichal, leggendario pitcher storico dei Giants, è riuscito a far meglio con 21, ma questo obiettivo può ancora essere raggiunto dal nostro MadBum.

Al di là dell’ottimo controllo, Madison si è arreso solamente a quel fenomeno di Braun, che nel 1° inning ha battuto il fuoricampo dell’1-0, esattamente come successo il giorno prima. Oltre a quell’home run, Bumgarner ha concesso un doppio al suo collega Gallardo mentre il resto delle hits sono state delle basi singole, senza dimenticare gli 8 strikeouts stampati all’attacco ospite. Il nostro starter è rimasto in campo per 7 inning e due terzi, prima di cedere il campo a Romo per l’eliminazione di Braun (solito ottimo lavoro per Sergio) e a Wilson per il 9° inning; anche Brian per il secondo giorno consecutivo ha ottenuto una salvezza senza sofferenze, con 15 lanci, nessuno messo in base e 2 strikeouts.

E l’attacco? pur non battendo chissà quanto, ha saputo essere concreto, ormai non si può più definire caso o fortuna. Se il lineup titolare ritrovava fortunatamente un Belt messo però rischiosamente in outfield, ritrovavamo un Huff a battere cleanup e il buon Aubrey ripagava quella che si poteva definire una scelta poco saggia di Bochy, infilando un match con 3 hits, o meglio 2 più un errore di fatto di Wilson che smarriva la palla nel sole sul poppone battuto dal nostro prima base.

Ad ogni buon conto però, sono entrati due punti, che alla fine hanno fatto la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Il primo è arrivato nel 3° inning, quando proprio Bumgarner metteva la prima valida dell’incontro dei Giants battendo un bel doppio in esterno centro; ci pensava il nuovo arrivato Keppinger a realizzare il primo RBI in maglia arancionera con il singolo che consentiva a Madison di anticipare di poco il tag e di realizzare quindi l’1-1.  Il vantaggio arrivava già nella ripresa successiva e tutto era nato da quel poppone di Huff non raccolto da Wilson in terza; più avanti nell’inning Belt batteva un singolo che faceva avanzare Schierholtz in terza, quindi, con 1 out, a Fontenot era sufficiente una sac-fly per consentire a Nate la facile realizzazione del 2-1, che sarebbe poi diventato il finale, anche perchè da lì in avanti nessun giocatore dei Brewers riusciva più a metter piede oltre la prima base.

Note positive del match:

– Bumgarner: già detto tutto su di lui, ottima la sua partita anche se concede 8 hits agli avversari tra cui un fuoricampo. Però il controllo è da fenomeno ed arriva all’8° inning senza mai soffrire tenendo un pitch-count molto basso. Inutile aggiungere che le nostre fortune, anche quest’anno, saranno dipendenti in larga parte dalle prestazioni di questi ragazzi (includendo gli altri starters) sul monte di lancio.

– Belt: questo Brandon versione 2.0 mi sembra diverso, in meglio, rispetto alla prima versione, quella del debutto stagionale, almeno questa è l’impressione. Ieri ha infilato una partita con 2 valide, la seconda delle queli decisiva per il punto successivo del 2-1, però al di là di questo dato parziale pare che i mesi trascorsi a Fresno gli abbiano giovato. Certo se continuerà a batter bene sarà dura per Bochy farlo giocare solo ogni tanto; l’unico cruccio può essere quello della sua posizione in campo, ieri è stato messo da outfielder (peraltro mai impegnato) però abbiamo già avuto modo di constatare che non è quello il suo ruolo. L’ideale è in prima base, se Huff è d’accordo.

– Huff: appunto, proprio lui. Sentendo forse la pressione di Belt oppure sentendo la responsabilità di battere cleanup (oppure nessuna delle due ipotesi) trova una giornata propizia con 2 hits (3 ufficiali) che danno un po’ di respiro alle sue medie. Inutile dire che ci sarebbe bisogno dell’Huff versione 2010 che quest’anno non si è ancora visto. Restiamo in fiduciosa attesa, consapevoli che si va verso le partite che contano e quindi non si può più aspettare nessuno.

Note negative:

– Sandoval: finalmente anche il Panda entra tra i “cattivi”, trovando una giornata nella quale non infila la solita valida quotidiana (rimedia però un walk, cosa bizzarra per lui). Personalmente, pur adorando questo giocatore, sopporto sempre a fatica la poca disciplina al piatto, vederlo girare qualsiasi cosa gli passi in zona (non necessariamente vicina) mi dispiace sempre un po’, pensando a cosa sarebbe questo giocatore se solo avesse un po’ di occhio in più per valutare i lanci da girare e quelli da evitare. C’è chi se n’è fatta una ragione, io non ancora.

Lunedì è un day-off, dopodichè si vola a Phila per affrontare la corazzata biancorossa, Lincecum-Worley, Zito-Hamels, Cain-Kendrick. Non avremo mica paura, eh?