SD @ SF gara 3 (5-6): il cuore oltre l’ostacolo

Gara 3: si era nel 6° inning quando l’RBI singolo di Johnson mandava Hudson a realizzare il punto per i Padres; si era 5-3 per San Diego.

Ancora 5-3?? no, non poteva finire ancora così, sarebbe stato troppo frustrante. Così, pescando le famose “risorse nascoste”, siamo riusciti a rimontare questo match, pareggiandolo nell’8° grazie al doppio del Panda, peraltro risorsa poco nascosta dato che portava a 17 partite la sua striscia di valide. Si andava agli extras, non concedevamo niente di niente all’attacco avversario e ci mangiavamo una-due-tre occasioni per vincere. Poi, Nate Schierholtz… boom, walk-off win.

Questo il sunto extra-small della nostra vittoria in gara 3, preziosa come poche altre, o forse preziosa come tante altre, ma un filino più importante proprio perchè eravamo reduci da 2 sconfitte contro la stessa squadra, e stavamo per “assaporarne” la terza. C’erano alla vigilia i presupposti per vincere, con un Bumgarner reduce da 2 partenze molto convincenti con i 2 carrier high di strikeout; come al solito però, il verdetto del campo ribaltava completamente i pronostici. MadBum infatti, ci ha capito poco o niente ed è stato infilzato più volte da un attacco Padres in forma luccicante; poi, una volta uscito il nostro partente, abbiamo scoperto di avere ancora un bullpen all’altezza (e che altezza) e l’attacco Padres è potuto tornare sul pianeta Terra.

Poi, certo, anche l’attacco si è messo a battere; nella prima fase del match non abbiamo mai battuto (come i “vecchi” tempi), poi è saltato fuori il carattere e la voglia di vincere e ciò è bastato per sovvertire la tendenza negativa. Due uomini su tutti: Schierholtz e il solito Sandoval. Se quest’ultimo continua la sua striscia positiva, il buon Nate dimostra di esserci ancora, battendo 2 home run l’uno più importante dell’altro. Se a questo aggiungiamo anche un Torres dalle 3 hits e un salvataggio grandioso, il quadro generale sembra sostanzialmente positivo. Non dimentichiamoci però di tutto ciò che non va, ne accenneremo un po’ tra le note del match.

Velocemente vediamo la successione delle marcature: 2-0 per San Diego nel 1° con 3 hits consecutive (per un attimo si è rivissuto “l’incubo” Twins), l’ultima delle quali era un doppio di Ludwick che metteva a referto i 2 RBI. Nella bassa del 1° riuscivamo ad accorciare con l’RBI groundout del Panda che mandava Torres a casa base dopo il doppio di leadoff di quest’ultimo.

Nel 3°, durante l’ospitata televisiva di Posey in telecronaca col duo Kruk&Kuip (a proposito, buone notizie da Buster, ti aspettiamo con ansia!), i Padres allungavano sul 3-1 con la sac-fly di Headley. Nel 4° si andava sul 4-1 con il doppio di Guzman che mandava Maybin, reduce da un triplo, a punto. Fortunatamente riuscivamo ad accorciare le distanze nella bassa del 4°: ci pensava Nate con un siluro nel McCovey Cove; erano i 2 punti del 3-4, quantomeno la speranza poteva rimanere viva.

Come detto all’inizio, era nel 6° inning che San Diego si portava sul 5-3; Bumgarner chiudeva poi l’inning e il suo match con un bilancio tutto fuorchè positivo: due singoli e un doppio nel 1°, un singolo nel 2°, un doppio nel 3°, un triplo e un doppio nel 4°, un walk nel 5°, due singoli nel 6°. Già l’arrivare fino al 6° è stato troppo, certo col senno di poi è stata una mossa saggia altrimenti non avremmo avuto più rilievi negli extra-innings.

Nell’8° si pareggiava: il Panda batteva lungo e, sfruttando la presenza in base di Torres e Crawford, entravano i 2 punti del 5-5. Oh, si cominciava a ragionare. Poi, un bullpen supremo lasciava le briciole agli avversari mentre noi provavamo a vincerla: prima nel 12° (leadoff double di Schierholtz che poi andava in terza con 1 out) poi nel 13° (2 uomini in base con 1 out) avevamo le occasioni giuste ma non c’era nulla da fare. Per fortuna arrivava ancora Nate al piatto, che come primo battitore del 14° metteva la palla di poco al di là del muro, sempre in zona McCovey Cove. Walk-off.

Note positive del match:

– Schierholtz: decisivo. Tre valide delle quali un doppio e due home run, cosa chiedere di più? cento di questi Nate.

– Sandoval: non si ferma più, di gran lunga è il più in forma del roster. Oltre alla sua prova offensiva della quale ho già raccontato, voglio sottolineare una delicatissima giocata in difesa nel 9°, con 2 out e uomo in terza. Una presa fantastica che salva letteralmente quello che avrebbe potuto tranquillamente essere il punto della vittoria dei Padres. Grande, in tutti i sensi.

– il bullpen: 8IP 2H 2BB 13K. Numeri che se appartenessero ad un solo giocatore vorrebbero dire partita meravigliosa. Appartenendo a 5 lanciatori assieme forse hanno ancora più valore; Ramirez (da lui i 2 walks), Mota, Wilson (da lui le 2 hits), Romo, Lopez. Menzione particolare per gli ultimi 2 che lanciano 4 inning (2 a testa) con zero valide concesse e 6 strikeout; enormi.

Note negative:

– Bumgarner: abbiamo vinto questo match nonostante la sua presenza. Duole dirlo perchè rimane un grande pitcher e nettamente tra i miei preferiti ma la realtà di questa partita (badate, di questa) è così. Toccato duramente in ogni dove e in ogni inning, Bochy lo lascia in campo comunque e alla fine ha tutto sommato ragione ma la sofferenza è stata palese. Alla prossima, Madison.

– Stewart: a parte la solita faticaccia (eufemismo) al piatto (zero su 4), commette due grossolani errori nel tentativo di eliminazione di baserunners in seconda. Certo, lo perdoniamo se non batte (insomma…) ma se inizia anche a tirare a caso, il problema si ingigantisce.

– Hall & Burriss: due discorsi diversi racchiusi in un unico punto. Hall sta diventando il Jose Guillen del 2011, inutile e dannoso. Burriss sta emergendo per quello che (mi) sembra, ovvero un battitore scadente. Spero di sbagliarmi in entrambi i casi.

Gara 4, Zito contro Luebke. Walk-off home run di Hall dopo il doppio RBI-triple di Burriss.

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