NYM @ SF gara 3 (2-4): la scalata

La scalata: ecco il titolo (banale, a dire il vero) scelto per il post di oggi, che vuole un po’ racchiudere il riassunto del rubber game contro i Mets e la nostra situazione al termine della prima parte della stagione 2011 (seppur il giro di boa della regular season si sia già superato). La scalata è quella che abbiamo dovuto affrontare la scorsa notte, essendo impegnati severamente dai nostri avversari; il risultato parziale di 4-0 a fine 7° inning era infatti un po’ bugiardello, ovvero non lasciava intravedere la fatica impiegata per rimanere a secco di punti subiti. Nel finale i newyorchesi hanno tolto lo zero dal segnapunti, rendendo più verosimile il punteggio a quello che era stato il match, ma certamente è stata una sfida molto combattuta. La scalata per giungere dunque alla vittoria di questo match si è completata.

L’altra scalata, ovvero quella stagionale, è in corso d’opera, e possiamo dire di essere ad un buon punto della nostra salita e di esserci finalmente fermati un attimo per rifiatare. Il cammino intrapreso finora è stato come prevedebile irto di difficoltà, con una serie di infortuni che ci ha privato di uomini semplicemente fondamentali, eppure andiamo alla mini-pausa con un record di 52-40, di poco ma comunque migliore dell’anno scorso (la sosta arrivò con un 47-41 ma con lo stesso numero di partite eravamo 50-42) e con una situazione di classifica francamente invidiabile, pur avendo com’è giusto che sia la prima avversaria poco lontana. Arizona infatti con 49-43 è lì a 3 partite di distacco, ma è una squadra della quale non possiamo aver troppo timore, nel senso che sappiamo bene che, mantenendo un ritmo di vittorie regolare, difficilmente potrà fare molto meglio di noi; certo, noi non possiamo permetterci di rilassarci, questo è pacifico. Le altre sono molto più lontane, lo spauracchio Rockies è 5 partite sotto quota .500, margine al momento abbastanza tranquillizzante per noi (specifico, al momento, chiaro che se ci fermiamo ci vengono a riprendere), Dodgers e Padres sembrano completamente tagliate fuori.

Insomma, alla luce delle vicissitudini avute fino ad ora, la scalata pare essere ben riuscita, fermo restando che per raggiungere la cima serva ancora uno sforzo notevole. Speriamo di trovare qualche aiuto nel percorso, sotto forma di qualche nuovo innesto importante, ad ogni modo siamo certi che ci saremo fino alla fine per contenderci la vetta. Il calendario dei prossimi mesi non sarà semplice, abbiamo molte sfide contro i temibili Phillies, abbiamo Atlanta fuori casa e tutto il mese di Settembre dedicato alle rivali divisionali, insomma, sarà una bella avventura anche questa seconda parte. Ma ci saremo, e poi si vedrà.

Veniamo a gara 3 contro i Mets: dura dicevamo, con un Cain che ha chiuso senza punti subiti la sua fatica, lanciando 118 volte (massimo stagionale) per solamente 6 inning. Sei inning però molto faticosi se si eccettua il primo nel quale nessuno è andato in base. Riepilogando velocemente: nel 2° arriva un doppio di leadoff, nel 3° un singolo e due walks riempiono le basi con 2 out (poi Fontenot salva), nel 4° un triplo e un walk, nel 5° un doppio, nel 6° un doppio. La cosa curiosa è che tutte queste valide, dalla prima all’ultima, sono state battute in esterno destro, laddove presidiava il nostro Nate; la palla sembrava telecomandata da quella parte. Ad ogni modo comunque, il buon Matt se l’è cavata in ogni inning, lasciando la partita in mano al bullpen, il quale è riuscito a portare a termine l’incontro mantenendo la vittoria, pur dovendo concedere un home run con Affeldt e un punto con Wilson dopo il ground-rule double di Turner. A proposito, un po’ di mini-tortura finale l’abbiamo ancora vissuta, con un Wilson che dà sempre la sensazione di non essere al top; questa volta però è andata, pur tenendo presente che partire con 3 punti di vantaggio nel 9° è piuttosto rassicurante anche psicologicamente.

E l’attacco? non c’è male, grazie. Registriamo un periodo piuttosto brillante, il che non vuol dire necessariamente fare 20 valide e 10 punti a partita, ma quantomeno essere in grado di non mettere un uomo in base ogni 4 inning, bensì con maggior frequenza. Il Panda ha esteso la sua hitting streak a 21 partite, festeggiando al meglio la convocazione in extremis all’All Star Game a causa del forfait di Reyes (a proposito, mezza MLB in pratica vuoi per infortuni o altro è stata convocata per l’ASG, molto poco credibile come kermesse), Schierholtz è stato schierato per la seconda volta in carriera come cleanup e anch’egli ha festeggiato con una prova d’attacco maiuscola, ovvero 4 su 4 con un doppio e un RBI; inoltre Fontenot rientrava nel lineup titolare e anche il buon Mike ha avuto di che festeggiare con 3 su 5 e un doppio, con l’unica pecca di aver lasciato le basi piene nel 4° ma non facendo affatto rimpiangere Burriss, tutt’altro.

Tutto il lineup titolare ha comunque fatto il suo mettendo almeno una valida, da Torres a Rowand, da Tejada a Whiteside, insomma, tutti promossi per questa volta; menzione speciale anche per Sergio Romo, autentica macchina eliminatrice di battitori. Anche questa volta infatti un battitore affrontato e 5 lanci per lo strikeout, oserei dire che il posto di closer vice-Wilson debba forzatamente essere suo, e sappiamo bene che meriterebbe molto più spazio di quanto gliene venga concesso da Bochy. Un quesito: le statistiche di Romo sono migliori o peggiori di quelle di Wilson? non do la risposta, perchè è piuttosto sorprendente (rispetto a quello che ci si attenderebbe d’istinto) o forse scontata (rispetto a quello che abbiamo potuto vedere in stagione). Insomma, teniamocelo stretto il buon Sergio.

Dato che siamo in versione mini-pausa, evitiamo le note negative, per stavolta sono tutti promossi; un quesito per i lettori del blog: chi eleggereste come MVP della prima parte della stagione? ovviamente si tratta di un “titolo” provvisorio. Attendo le vostre risposte, con motivazione, oppure no, basta anche solo il nome.

Ora rifiatiamo, c’è il tanto atteso (da chi?) All Star Game; poi fermi tutti, o se andate al mare portatevi dietro il computer, la stagione entra nel vivo. Si inizia giovedì notte con la serie contro i Padres, questa volta a casa loro. Per riprendere la scalata.

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5 Risposte to “NYM @ SF gara 3 (2-4): la scalata”

  1. jeremy Says:

    Mi ha messo un po’ in crisi questa cosa dell’MVP: di istinto direi Schierholtz anche se il Panda ha numeri migliori ma io ho sempre avuto un debole per Nate (anche che prima che diventasse The great…) e sono contentissimo che sia finalmente esploso. Però come si fa a non considerare la sopresa Vogelsong o la solidità di Cain tanto più che il monte rimane il nostro punto di forza?

    • Eh non è per nulla facile eleggere il migliore, segno che è la squadra la nostra forza, meglio così. Vediamo se arrivano altre risposte, poi darò la mia :-)

      • Io direi Vogelsong, una bella sorpresa. Il panda ottimo, ma ha giocato poche gare x essere votato MVP…

  2. Angelo Says:

    Io direi Sandoval MVP, finora.

  3. Il mio MVP è Vogelsong, che oltre ad essere una sorpresa è stato per larghi tratti il pitcher più affidabile di tutta la rotazione. Al Panda darei il “titolo” di MIP, Most Improved Player, il più migliorato rispetto al 2010. Titoli da confermarsi a fine stagione!

I commenti sono chiusi.

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