LAD @ SF gara 1 (0-5): belli come il sole

     “Beat LA” avevamo auspicato: eccoci serviti per gara 1; una bella vittoria al termine di una bella partita, il più scontato degli aggettivi per quella che è stata una sfida come al solito intensa (quale tra questa due franchigie non lo è?) ma che ci ha visto vincere convincendo, direi che meglio di così non si può chiedere, no?

C’è da dire che avevamo sul monte la nostra stella, non per modo di dire, perchè Ryan Vogelsong dall’inizio della stagione (più precisamente dallo spring training) sta dimostrando solidità e grande continuità, per cui partivamo consapevolmente avvantaggiati. Siamo stati bravi a meritarci questo vantaggio psicologico, offrendo una buona prova anche in attacco, supportando molto bene la buona prestazione del nostro Vogey. Va anche aggiunto che a livello psicologico (che sappiamo bene comunque non contare troppo nel baseball) siamo anche abbastanza tranquilli alla vigilia delle partite, sapendo che la situazione di classifica non ci richiede la vittoria a tutti i costi; questo a mio parere può essere una piccola spinta in più per fare bene.

Comunque, siamo partiti bene, con un 1-2-3 inning nei primi 2 da parte del nostro partente mentre in attacco non sfruttavamo nel 1° il singolo del Panda e il doppio di Schierholtz (sempre loro). Nel 3° i Dodgers mettevano due uomini in base, il primo grazie ad un walk, il secondo per un errore di Tejada in fase di controllo palla; l’inning poi scivolava via senza danni anche se Tejada doveva abbandonare la contesa per un infortunio muscolare (non grave, si presume dalle prime indicazioni). Al suo posto entrava Crawford.

Nel 4° correvamo qualche rischio ma Ryan dava il via ad un doppio gioco che ci salvava capra e cavoli; subito dopo il Panda sparava in tribuna il siluro dell’1-0, era l’home run numero 9 per un giocatore davvero ritrovato in questa stagione. Il vizio del girar tutto quello che passa dalle sue parti ormai non lo si può togliere più ma se i risultati sono questi ce lo prendiamo volentieri così.

Nel 6° si ripeteva quanto accaduto due inning prima, ovvero Dodgers che mettevano due uomini in base ma cadevano in un double-play (Kemp) e uscivano dall’inning senza punti. Subito dopo i punti li facevamo noi, ed erano quelli che mettevano in ghiaccio l’incontro: tre singoli consecutivi (Fontenot, Sandoval, Schierholtz) ci davano il 2-0, Huff andava K ma Ross provvedeva con un doppio a far aumentare di altri due punti il bottino. Mattingly lasciava colpevolmente il suo partente ancora in campo così anche Crawford lo puniva trovando lo spiraglio giusto per far correre Ross in base, era il 5-0. Unica cosa che ancora non capisco: tutta questa ammirazione che percepisco da parte del pubblico per Crawford, giocatore francamente a mio parere molto modesto al piatto.

Il 7° inning era l’ultimo per Vogelsong che veniva sostituito dopo il ground-rule double di Carroll; Ryan si toglieva il cappello dinnanzi alla meritata ovazione del pubblico. Al suo posto entrava Affeldt che dopo aver riempito le basi dando un walk a Furcal eliminava il battitore successivo con facilità dopo la grounder.

Gli ultimi due inning erano all’acqua di rose: in attacco il nostro lavoro l’avevamo terminato, sul monte non avevamo alcun problema sia con Affeldt che con Ramirez, il quale, eliminava in modo molto convincente tutti e 5 i battitori affrontati, dimostrando di sapersi riscattare dopo la brutta prova di gara 3 contro San Diego. Nessuna tortura finale dunque, la vittoria arrivava comoda.

Note positive del match:

– Vogelsong: garanzia di affidabilità, poco altro da dire. E’ il partente con la miglior ERA ma anche senza guardare questo dato si intuisce che sta facendo meglio degli altri, anche di Lincecum che è un talento pazzesco ma che ha toppato partita in qualche caso. Lui invece quasi mai, il suo standard 2011 è questo, speriamo solo che fino a fine stagione mantenga questo rendimento, e il cappello ce lo toglieremo stavolta noi.

– Sandoval: partita dalle 3 hits tra cui l’home run del vantaggio, siamo pazzi di questo Panda, che sta mantenendo una continuità invidiabile raggiungendo medie davvero importanti. La continuità in questo sport è tutto e lui sta dimostrando di esserci, oltre al fatto che quel duro lavoro per perdere due tonnellate in inverno è servito a qualcosa.

– Ramirez: 1.2 inning di qualità, senza mettere nessun avversario in base. Come detto qualche riga sopra, si fa perdonare della partitaccia di San Diego, pur restando complessivamente tra i rilievi meno affidabili dimostra che quando vuole può dire la sua. Bene così.

Note negative:

– Tejada: la nota negativa una volta tanto è per l’infortunio piuttosto che per la prestazione. Per fortuna pare non grave, perchè quando esce per far posto a Crawford di fatto abbassiamo la media battuta. Se deve stare lontano dal lineup è bene che lo sia per scelta tecnica piuttosto che per infortunio.

– Huff: qui si potrebbe aprire un lungo capitolo ma preferei glissare, se no pare che ne prendo di mira alcuni piuttosto che altri, oltretutto nel prossimo match come minimo mi sparerà due grandi slam, e mi toccherà arrampicarmi sugli specchi per trovare le parole di giustificazione alle critiche che gli vorrei rivolgere. Però qualcosa me la fa dire: ora mi sembra il Tejada di inizio stagione, il che non è un complimento. Leggendo vari pareri di alcuni tifosi bloggers in loco, in molti vorrebbero il call-up per Belt, che sta facendo benissimo a Fresno, per mandare addirittura giù Huff. Forse eccessiva una mossa del genere, però….

Gara 2 sarà tra Bumgarner e De La Rosa, speriamo di restare belli come il sole, o almeno di non smentire tutti i complimenti rivolti finora.

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2 Risposte to “LAD @ SF gara 1 (0-5): belli come il sole”

  1. I tifosi forse hanno ammirazione x Crawford, xché è nato nella San Francisco bay area…

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