SF @ FLA gara 2 (3-0): l’uomo del monte ha detto Win

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Eh sì, credo che valesse la pena ritornare ad uno di quei titoli stupidi per “celebrare” una vittoria tanto agognata, quasi come fosse una cosa così difficile da ottenere… eppure in effetti ultimamente era proprio così. Abbiamo vinto un match, nulla di più, per cui possiamo abbozzare un sorriso pur tenendo ben presente che senza continuità non si va da nessuna parte perciò è necessario proseguire con un ritmo vincente.

Precisiamo anche un’altra cosa: abbiamo vinto grazie ad un uomo, The Freak, al secolo Tim Lincecum, che ha saputo annullare completamente l’attacco locale consentendoci così di fare quel poco che bastava per vincere. E in effetti ci è bastato proprio poco in attacco: un home run nel 1° inning (il più classico dei solo-shot, siamo a 21 consecutivi, record che continua), un wild pitch avversario (quindi un omaggio) e un RBI double fortunoso. In totale sei valide, poca, pochissima roba offensivamente come quasi sempre capita, che però diventa improvvisamente abbondante se sul monte hai un dominatore assoluto. E avere un dominatore assoluto vuol dire tanto.

La vigilia del match è stata caratterizzata da un movimento, uno di quelli che ci si auspicava nel post precedente, ovvero il reintegro di Belt nel roster, anche se non a discapito di un DFA a caso, bensì di una DL, quella di Torres, ai box per 15 giorni per una contusione alla gamba causata da una palla battutasi addosso. Posto che perdere un giocatore di questi tempi innocuo come Torres ci sta, è sempre spiacevole avere un giocatore in DL, anche se il reintegro di Belt dovrebbe farci felici; speriamo solamente non sia l’ennesimo caso nel quale il povero Brandon stia nel roster per qualche giorno salvo poi essere rispedito a Fresno, ormai è la terza volta che arriva il call-up e francamente stiamo diventando piuttosto imbarazzanti con questo continuo chiamare e richiamare lo stesso giocatore. Belt deve ritagliarsi il suo spazio a San Francisco e speriamo che un giorno possa essere un everyday player, che credo sia un obiettivo alla portata; forse servirà un peggioramento ulteriore delle prestazioni di Huff (se è possibile) per convincere testadura-Bochy a “rischiare” un po’ di più. Ma il ricambio dovrebbe avvenire automaticamente.

Il match della notte: partivamo subito in vantaggio con il classico home run da 1 punto, anche se stavolta non era il Panda a piazzarlo bensì Jeff Keppinger, al primo homer in maglia Giants. Il fuoricampo come al solito si rivelava un oasi in un deserto nel quale il nostro attacco non si rendeva più pericoloso per un bel pezzo, ovvero fino ai punti successivi, nel 5° inning. Nel frattempo Vazquez prendeva un ritmo da fuoriclasse e il nostro possente attacco contribuiva a far salire di livello la sua prestazione; avrebbe infatti concluso con ben 10 strikeouts in 7 inning, contro una media di 6.6 per 9 inning. Nulla di nuovo, no?

Quell’1-0 firmato Keppinger però ci bastava, e ci sarebbe bastato col senno di poi anche fino alla conclusione, dato che da parte nostra avevamo una macchina lanciapalle che dettava legge dal monte; Bochy abusava dei suoi lanci e Tim, complice un pitch-count piuttosto elevato già dai primi inning (qualche problemino di controllo), chiudeva 7 inning con 119 lanci e 6 uomini in totale messi in base: 3 walks, 1 hit-by-pitch e solamente 2 valide (entrambi singoli); e soprattutto 10 strikeouts, che mi permetto di dire hanno più valore di quelli di Vazquez, dati ovviamente gli uomini affrontati.

Noi nel frattempo aumentavamo il bottino nel 5° e 6° inning; dapprima era un wild pitch di Vazquez a darci il 2-0 dopo un doppio di Schierholtz agevolato da un errore avversario, poi un doppio di Huff in esterno sinistro non veniva raccolto da Morrison (a fine match rispedito a sorpresa nelle minors) per il 3-0 realizzato da Ross.

Dopo i 7 inning di Lincecum toccava ad Affeldt e Wilson e, nonostante un minimo di sofferenza nel 9° come sempre (2 uomini in base con 1 out), ce la si cavava senza danni per concludere finalmente con una W.

Note positive del match:

– Lincecum: non si può dire che abbia vinto da solo perchè l’attacco un minimo (ma proprio minimo) l’ha fatto, però la definizione non è lontana dal vero. Dominante, decisivo… nasconde la solita magra prova offensiva con il suo match facendoci sembrare una squadra fuori dalla crisi. Speriamo sia quantomeno una molla per riprendere a battere; intanto lui ha fatto il suo in maniera eccellente.

– Keppinger: dopo qualche giorno buio lui almeno rientra nei ranghi di buon battitore con 2 valide tra cui l’home run del vantaggio; era importante che il suo mini-slump durasse poco e a quanto pare è così. Se avesse iniziato anche lui a non battere più saremmo stati per davvero nel fango.

– Affeldt: ottimo lavoro per un rilievo che ultimamente aveva accusato un piccolo calo ma che ora torna a far bene in un momento molto importante. E’ preferito a sorpresa a Romo per lanciare nell’ottavo e si comporta da perfetto set-up man non mandando nessuno in base. Ben fatto.

Note negative:

– Sandoval: giorno di ferie per lui con 2 strikeouts e nessuna valida messa a segno. Non poteva scegliere giorno migliore dato che la squadra riesce comunque a portare a casa il match. Lui sappiamo che tornerà prestissimo a far male.

– Cabrera: altra giornata hitless per lui. Per il momento continuiamo a preferirlo abbondantemente a Crawford ma non vorremmo iniziare a cambiare idea; è comunque innegabile che il suo contributo offensivo sia pressochè inesistente.

Arizona vince per cui restiamo a meno 2, mentre guadagniamo una partita su Atlanta per la WC portandoci a meno 5; consoliamoci col fatto che l’anno scorso di questi tempi eravamo a 3 partite e mezzo di distanza dai Padres, poi sappiamo com’è finita. Questa sera Vogelsong-Volstad per un match che va vinto; non basta una vittoria ogni tanto. Forza!

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