SF @ ATL gara 2 (1-2): si salvi chi può

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Forse per la prima volta nella storia, ieri al momento della sconfitta arrivata in walk-off all’undicesimo inning, non ho provato nè rabbia nè delusione, nè lo sconforto tipico di una sconfitta bruciante che dura qualche minuto. Nulla di tutto questo, anzi, c’era un misto di rassegnazione e addirittura di serenità, proprio perchè quando tutte le sfortune possibili si accaniscono su una squadra già di per sè non fenomenale, c’è poco da fare, e prendersela non serve.

Ieri, è stato una sorta di injury-day, ovvero una giornata “dedicata” agli infortuni, una vera ecatombe: se prima della partita andavano in DL Beltran e Romo con tempi di recupero completamente ignoti (e il reintegro di Tejada e Runzler), nell’immediata vigilia dell’inizio del match arrivavano le notizie di ulteriori problemi fisici, a Schierholtz e Keppinger, entrambi fuori dal lineup iniziale. Non bastasse, durante il match Jonathan Sanchez si distorce una caviglia ed esce prematuramente, rimpolpando un’infermeria già stracolma. E noi che possiamo fare in tutto questo? niente se non allargare le braccia. Giustamente, quando inizia ad andare storta una cosa, arriva una sorta di effetto domino, per cui anche la partita è andata male, persa ancora in walk-off; e, per terminare, Arizona proprio nel 9° inning raggiungeva e sorpassava la corazzata Phillies a domicilio, ottenendo la settima vittoria consecutiva. Giants a meno 3,5 partite dai D’Backs e a meno 6 dalla wild card; potrebbe andar peggio?

Ecco, obiettivamente forse no, per cui possiamo guardare avanti ora con l’ottimismo di chi non ha più nulla o quasi da perdere; ci giocheremo le nostre carte fino alla fine, sapendo che assi nella manica ne abbiam ben pochi ma che, complessivamente, non possiamo rimproverarci troppo, pur con le dovute critiche a chi ha un basso rendimento. Al termine del match sono arrivate notizie incoraggianti su Schierholtz e Keppinger che probabilmente eviteranno la DL, per cui almeno su loro potremo ancora contare; va detto che in pratica tutti i position player quest’anno hanno conosciuto una sosta più o meno lunga per guai fisici, e quando la sfortuna si accanisce in questo modo diventa dura vincere una division.

Il titolo quindi è riferito a quelli che ancora riescono a calcare il diamante: i prossimi potreste essere voi, mettetevi al riparo! scherzi a parte, ora vediamo tutto nero (o grigio) però possiamo ancora sperare di invertire la rotta, seppur queste prime due sconfitte con Atlanta non alzano il morale.

Quest’ultima partita, poi, è stata caratterizzata da una pochezza di valide tra entrambe le squadre che davvero ha vinto chi ha fatto meno peggio; noi a momenti stavamo riuscendo a far lanciare un no-hitter a Delgado, alla sua seconda uscita in carriera dopo aver fatto male nella prima. L’home run del pareggio di Cody Ross è infatti arrivato nella settima ripresa, come prima valida di tutto l’incontro da parte nostra, mentre la seconda è giunta a fine ottavo; insomma, davvero poco o nulla, peggio del solito, ma l’aver nel lineup un duo così produttivo come Tejada e Cabrera contemporaneamente aggiunto ad altri position player completamente fuori posizione (Sandoval in prima base, Huff e Belt outfielder) certamente non ci ha agevolato. La produzione offensiva è stata quindi minimal (1 uomo soltanto in scoring position in 11 inning) mentre come spesso accade ce la siamo cavata sul monte, nonostante Jonathan Sanchez abbia dovuto abbandonare la contesa nel 3° inning, dopo aver incassato l’1-0 (RBI singolo di Bourn) ed essersi stortato la caviglia a causa di una scivolata sul terreno per raccattare la palla da tirare in prima. Mota lo ha rimpiazzato alla grande, lanciando oltre 3 shutout inning, mentre anche Affeldt e Casilla pur con qualche fatica hanno portato a termine il loro lavoro. Lopez invece no, e il singolo di Prado nell’11esimo è stato fatale. Altro giro, altro doloroso walk-off.

Note negative del match:

– gli infortuni: come detto, è la cosa che più ci amareggia, dover rinunciare ad una serie di giocatori per problemi fisici e non per scelte tecniche. Beltran non si riprende più dal problema al polso e dopo qualche settimana può aumentare il rimpianto per aver dato via, a questo punto gratis, un grande prospetto come Wheeler (ma mica sapevamo che Beltran si facesse male). E poi tutti gli altri che cadono come mosche; il lineup proposto era quanto di peggio si sia visto negli ultimi 2 anni e il risultato finale è stata una sconfitta con un quasi no-hitter del pitcher avversario. Non un caso.

– Fontenot, Huff, Belt, Cabrera: il primo 0 su 4 con 2K, il secondo idem, il terzo 0 su 3 con 2K (subito a Fresno!), il quarto 0 su 4. Beh, loro c’erano, e potevano/dovevano fare qualcosa di più. Una nota di merito però per Huff e Belt che si sono disimpegnati bene in outfield, ruolo non loro, specialmente Huff, irritante come sempre al piatto, si è reso protagonista di una grande presa nel 9°, sulla quale non avremmo scommesso un centesimo.

– Lopez: con lui sul monte arriva la vittoria dei Braves. Prima rischia nel 10° (ci salviamo con un double-play) poi cede nell’inning successivo. Bocciato.

Note positive:

– dunque… vediamo cosa c’è di positivo in tutto ciò… non mi viene in mente nulla. No, forse una cosa c’è, stanotte saremo ancora in campo e tutto ciò che è accaduto finora ovviamente diventerà passato, in fondo basta una vittoria per farci ripartire. Cain contro Jurrjens. Se nessuno oggi andrà in DL potremo dire che sarà stata una giornata migliore di questa.

2 Risposte to “SF @ ATL gara 2 (1-2): si salvi chi può”

  1. Ciao sono con un amico in giro per il west e dopo 5 giorni nella baia ci siamo appassionati ai Giants, con tanto di giro all’At&t park.

    Oggi e’ andata bene, vittoria ad Atlanta e sconfitta dei ‘backs…

    Come dice lo spot una volta che li incontri sono sempre con te!

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