SF @ HOU gara 2 (5-7): Houston, abbiamo (più di) un problema

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E anche la seconda sfida contro gli Astros se n’è andata, avvicinandoci sempre più a quella frase “lo sweep è d’obbligo”; sweep al contrario, però. Che dire, ormai ci pare di aver imboccato un tunnel senza via d’uscita e appena si riesce a cogliere uno o al massimo due successi, si sprofonda di nuovo nella mediocrità fatta di sconfitte, l’una dopo l’altra. Di ciò potremmo anche farcene una ragione se la squadra fosse sempre stata così e avesse disputato una stagione negativa anche dal punto di vista della classifica, ma il punto sta proprio nel fatto che abbiamo giocato 4 mesi buoni, con un attacco non sfavillante ma comunque accettabile e con un monte solidissimo, ma soprattutto con una classifica che ci ha visto sempre in vantaggio e sempre con molte più vittorie che sconfitte. Poi, si è spenta la luce e abbiamo imboccato una strada che pare non avere via d’uscita, se non forse il 28 settembre, ultimo giorno di regular season.

E a contribuire a quanto scritto prima, c’è ovviamente anche questa seconda gara giocata al Minute Maid Park di Houston; in pratica, quando il monte si dimostra solido, l’attacco non batte nulla (vedasi gara 1), viceversa, quando l’attacco colpisce decentemente, il monte tradisce completamente concedendo di tutto, questo è il caso di quest’ultimo match. Insomma, non ne va dritta nemmeno una , con il risultato che dopo l’ultimo out di ogni partita l’esito è sempre lo stesso: sconfitta.

Eppure, questa volta avevamo tutte le carte in regola per vincere: un Bumgarner sul monte, che poteva garantire una certa affidabilità e soprattutto un lineup finalmente convincente, con il recupero dagli infortuni di Sandoval e Keppinger e la presenza di Belt, oltre alle assenze di Tejada e Cabrera, due che è sempre meglio non averli piuttosto che averli al piatto. Niente, nulla di tutto ciò è servito per aver la meglio di una squadra che, giova sempre ricordare, è la peggior classificata di tutta la lega con un numero di sconfitte complessive che doppia quello delle vittorie; tanto per capire con chi abbiamo perso.

Vediamo com’è andata la partita: se il nostro primo attacco si rivelava anonimo, così non era per quello dei padroni di casa, che andavano subito a segno con il primo home run (oltretutto, inside the park) della carriera di Altuve, leadoff hitter. Ottimo il nostro inizio dunque; oltre ai primi 2 RBI della carriera di Shuck il giorno prima, ora arrivava il primo homer di Altuve, ci confermavamo squadra-beneficienza della MLB.

La nostra fase offensiva nel frattempo si faceva pericolosa sebbene non si riusciva mai a concretizzare quanto seminato; nel 2° inning due singoli non portavano a punti, mentre nel 3° un doppio di Keppinger e un walk preso riscuotevano lo stesso esito. Loro invece non facevano scrupoli e azzannavano la preda; già nel 3° due singoli consecutivi, un bunt e un doppio portavano altri 2 punti alla causa Houston e altre due valide alla fine dell’inning rimpinguavano il bottino per concludere l’inning con un devastante 5-0. Bumgarner dimostrava di essere completamente fuori dal match, senza stavolta limitarsi a deludere nel 1° inning salvo poi riprendersi dopo.

A quel punto, ad inizio 4° inning, bisognava scalare una montagna e piano piano ci si provava: due uomini in base venivano mandati a punto dal doppio di Ross per un 2-5 che ci portava un minimo di sollievo e speranza di credere ancora nella rimonta. Bumgarner continuava a faticare ma stavolta passava qualche inning senza subire punti mentre noi nel 7° accorciavamo ulteriormente le distanze con il solo-shot di Huff; era il 3-5 che ci poteva dare la carica per un assalto finale. Poteva, appunto, perchè il nostro Madison toppava ancora, concedendo prima un walk (e lì, Bochy, lo dovevi togliere) e subito dopo un home run a Martinez, per il 7-3 che voleva dire discorso in pratica nuovamente chiuso.

Un errore che costava caro dato che nel 9° inning provavamo comunque a tornare sotto, e a momenti si concretizzava pure la rimonta; il doppio di Sandoval ci portava infatti 2 punti per il 5-7, con un solo out e un uomo in (appunto, il Panda) in seconda. Huff e Schierholtz avevano la possibilità del pareggio con un homer oppure di portare un altro punto con una valida ma entrambi finivano groundout, ponendo così fine all’incontro. Ancora amaramente, dovevamo inchinarci ai nostri avversari.

Note negative del match:

– Bumgarner: male, malissimo, questa volta, ahimè. Undici valide concesse in meno di 7 inning completi sono davvero troppi per vincere un incontro, anche per un attacco che tutto sommato non ha fatto nemmeno pena come al solito. Come detto, non ne va dritta mezza, ed è ovvio che stavolta era il monte a dover mancare; allarghiamo le braccia.

– Belt: altra giornata hitless, arrivamo a 13 AB senza valide dopo i due home run di Miami. Iniziano ad essere un po’ troppi nonostante questa volta sia stato sfortunato avendo battuto un paio di fly-ball molto vicine ad essere palle molto dolorose per gli avversari. Ma tant’è; non vorrei sentisse troppo la pressione di dover battere valido per forza per timore di essere rispedito nelle minors. Come detto ieri, preferisco cento volte perdere con lui piuttosto che farlo con gente “vecchia” e senza futuro. Speriamo che non molli.

Note positive:

– Sandoval: nonostante stia aumentando ultimamente la percentuale di strikeouts presi, quando c’è da dir la sua in attacco, lui risponde presente. Giornata con 2 valide tra cui un doppio e 2 RBI. Eppure non troviamo molta consolazione in questi numeri, data la sconfitta finale.

– Keppinger: torna nel lineup e si fa subito notare con una partita simile a quella del Panda. Un infortunato recuperato è sempre una buona notizia, un infortunato recuperato che ci porti alla vittoria sarebbe una notizia ancora migliore.

Note a margine dall’infermeria: Wilson pare essere sempre più vicino alla DL (anche se il suo utilizzo in questi giorni sarebbe stato inutile) e tenendo conto che anche Romo è fuori, permane il problema del closer. Già, ma quando ci servirà un closer? Intanto Beltran ha almeno fatto un po’ di BP, pertanto il suo rientro pare non molto lontano. Inutile dire che ci sarebbe bisogno come il pane di un Beltran in forma.

Intanto occupiamoci di gara 3, Jonathan Sanchez è out per cui partirà Dan Runzler. No dico, Dan Runzler! Male che vada sapete come finirà? con una sconfitta.

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