LAD @ SF gara 2 (3-0): nè Giants nè Gigantes

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Non c’è verso; ieri, nella noche latina, i nostri Giants erano in versione spagnoleggiante, ovvero Gigantes, ma ahinoi la musica non è cambiata. Purtroppo se il cambio della scritta avesse avuto il potere di una bacchetta magica, ci sarebbero state troppe cose da modificare, per cui anche il lavoro di mago per questa squadra sarebbe stato troppo complicato; pertanto la situazione è rimasta immutata, abbiamo disputato la consueta partita orribile, continuando a renderci sempre più desiderosi che questa stagione si concluda.

Avevamo sul monte Vogelsong, che, come ogni suo collega, doveva affidarsi a tutti i santi del paradiso per sperare di portare a casa una vittoria; alla fine dei conti, nemmeno un perfect game sarebbe bastato per vincere non avendo noi smosso quota zero dal tabellino dei punti segnati. Per cui il lavoro di Ryan, pur non eccelso ma nemmeno pessimo, si è rivelato ancora una volta inutile.

Bochy proponeva un lineup abbastanza consueto, per queste ultime partite, con Christian leadoff, Pill in prima base e il “reintegro” di Belt spostato però in esterno; l’unica “novità” era rappresentata da Hector Sanchez dietro al piatto. Il minestrone suonava come extrema-ratio ma non sortiva alcun effetto data l’orda di zombie che si presentava al piatto e che tutto sommato non avrebbe fatto alcun male a Eveland, pitcher losangelino.

Le nostre “soddisfazioni” in questo match duravano lo spazio di metà inning, ovvero l’alta del primo, nel quale Vogelsong con due strikeout chiudeva agevolmente con un 1-2-3; poi iniziava subito la sofferenza. Nel nostro primo attacco totalizzavamo nessun uomo in base, mentre nell’alta del 2° i Dodgers iniziavano a far male con una palla di Loney che cadeva nel pieno della Triples’ Alley. Immediatamente dopo, il rookie Sands rompeva la mazza nella propria battuta ma consentiva un facile approdo a casa base da parte del compagno: era l’1-0.

Nella bassa del 2° l’AT&T esplodeva in boato fragoroso, grand-slam home run? no, singolo. Era Belt a metterlo, ma restava l’unico acuto dell’inning. Le uniche note di cronaca arrivavano dalla sponda Dodgers ed era il 4° inning a segnare la svolta. Kemp, battente leadoff, trovava una palla beffarda in esterno destro che sorprendeva un Beltran lento e goffo, era un triplo per lo slugger losangelino. Poi seguivano 3 singoli consecutivi piuttosto fortunosi, con delle grounder che trovavano gli spiragli giusti; si andava sul 2-0 con basi piene. Lì Vogelsong commetteva un’ingenuità grossolana, un balk evidente, concedendo quindi il 3-0; protestava più per la frustrazione che per l’episodio, che pareva molto netto. Sta di fatto che la situazione di punteggio ora si faceva complicata, per i nostri standard più che complicata si poteva dire irrecuperabile; fortunatamente l’inning si concludeva senza ulteriori danni con 3 out piuttosto agevoli.

Il danno però era fatto e una mini-reazione la provavamo a metter giù nell’attacco successivo con (udite udite) un singolo e un doppio consecutivi (Sandoval e Pill gli autori) con 2 out ai quali però non faceva seguito la valida di Belt, che avrebbe potuto portarci un punto.

Dal 5° inning in avanti la cronaca ve la posso anche risparmiare, dato che accadeva pochissimo. Vogelsong chiudeva otto inning mettendo uomini in base negli ultimi 3 ma non subendo punti mentre noi in attacco eravamo talmente anoressici da non crearci praticamente mai pericolosi, mica una novità da queste parti. L’unico inning che vedeva qualche segnale di vita era l’8° nel quale Bochy rimescolava il tutto facendo entrare DeRosa, Huff, Burriss e Torres (gli ultimi due da pinch-runner) e un walk e un singolo mettevano due uomini nelle basi, addirittura uno in prima ed uno in terza con nessun eliminato. Bè, almeno un punto qui? neanche a parlarne. Huff K, Keppinger K, Beltran groundout. No comment.

Nel 9° si concludeva l’opera; non subivamo punti seppur a fatica grazie al lavoro di ben 4 rilievi (Edlefsen, Runzler, Ramirez, Lopez) mentre in attacco un walk preso dal Panda e un singolo di Cabrera mettevano altri due sulle basi. Burrell però con 2 out si faceva kappare, la sua specialità, e l’incontro finiva qui. Con frustrazione.

Note negative del match:

– Beltran: il suo periodo miracoloso sembra essere già sfumato. Di lui in maglia Giants resterà un pallido ricordo deludente.

– Keppinger: se così si vuol guadagnare la riconferma per la stagione prossima, sta facendo passare il messaggio che vuole cambiare squadra. Ha 17 partite per dare altri segnali.

– Christian: non c’è che dire, siamo conciati male.

– Ramirez: entra nel 9° come terzo rilievo e colleziona 2 walk e un wild pitch. Non proprio la miglior prestazione della sua vita.

Note positive:

– 17 partite: in fondo sono poche, dobbiamo solo resistere. Ad ogni modo vincendole tutte, chiuderemmo 92-70, quindi il record dell’anno scorso. E cosa ci vuole? cominciamo da stasera, Bumgarner-Kuroda.

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