SF @ COL gara 4 (12-5): pioggia di fuoricampo

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Il ferro è caldissimo e bisogna dire che lo stiamo battendo come meglio non si potrebbe: addirittura gara 4 si è trasformata in una spettacolare slug fest. Si è completato così lo sweep a Denver, sweep di 4 partite, cose che dalle parti di Coors Field non accadevano per noi da ben 8 anni.

Insomma, la squadra sprizza salute da tutti i pori e, anche se va aggiunto di aver trovato una squadra piuttosto allo sbando quali dei Rockies con un pitching raffazzonato e un lineup privo in parte di fenomeni quali Carlos Gonzalez e Tulowitzki, bisogna altresì aggiungere che in passato avevamo mal figurato, anzi, fatto davvero pena al cospetto di pitcher e squadre altrettanto scadenti. Per cui lo stato di forma dipende da noi, come ci siamo addormentati per lunghissimo tempo non trovando più la retta via, ora abbiamo recuperato il bandolo della matassa e anzi siamo così lanciati che di inerzia potremmo andare a prenderci le World Series. Già, peccato che davanti ci siano due o tre squadre che ci impediscono l’accesso ai playoff e la rimonta si fa sempre più complicata dato che le partite sono sempre di meno.

Ricapitolando la situazione, siamo a meno 5 da Arizona (complice la vittoria dei D’Backs contro i Padres nell’ultimo match) e a 4 dai Braves, non dimenticandoci che abbiamo mezza partita da recuperare anche nei confronti dei Cardinals. E’ difficile, resta ai limiti dell’assurdo una rimonta, ma tuttora possibile: come detto già nei post precedenti, per sperare un po’ dobbiamo arrivare alla sfida del weekend contro i D’Backs con il margine di 5 partite (cioè quello di oggi) oppure, possibilmente, meno. Dopodichè c’è da attuare uno sweep nel loro domicilio; certo, non è come dirlo. Bisogna vincerne 3 di fila e sappiamo che una piccola variabile impazzita può sconvolgere un match. Dando per scontato che se ne vincano 3, tocca poi sweeppare Colorado in casa e contare sul fatto che Arizona non ne vinca più di una contro i Dodgers, questo può anche accadere.

Altrimenti, c’è il piano B, come Braves. Questa strategia gode di una falla importante, ovvero non abbiamo uno scontro diretto per poter guadagnare in modo sicuro contro di loro, però c’è anche da dire che ultimamente anche loro sembrano avere qualche tentennamento e possono incappare in qualche stop inaspettato. E poi hanno un calendario piuttosto interessante: i Marlins fuori (serie che inizia stanotte), squadra capace di perdere da tutti ma anche di vincere contro tutti, i Nationals fuori (il primo match contro il fenomeno Strasburg) e i Phillies in casa, squadra che seppur giocherà in ciabatte dati gli imminenti playoff, dovrà pur fare un po’ di batting practice agonistica, oltre a mettere in conto che quando una squadra vince così spesso, solitamente basta molto poco per fare bene, per vincere quasi in “automatico”. Insomma, non è così assurda come ipotesi; certo, c’è da superare anche St. Louis ma diamo per scontato che una volta raggiunti i Braves saremo davanti anche ai Cardinals, proprio perchè per superarli dovremo comunque mantenere un ritmo altissimo di vittorie. Diciamo 8 delle prossime 9; ecco, con questo bilancio avremmo qualche possbilità concreta.

Finito di sognare? sì, passiamo a parlare del match di ieri, che ci ha visto battere tutto quanto passava in zona. Quando capitano partite così (molto raramente per noi) ci si riconcilia con il baseball, che comunque amiamo a prescindere, ma che ci è più “simpatico” quando i nostri battitori fanno così male. Noi poi abbiamo un background di partite sofferte, di punteggi risicati, di pitching fortissimo e di attacco magrissimo; quando invece si batte con facilità, siamo molto più sereni. Ieri poi siamo andati molto oltre media; ben 6 home run battuti, uno addirittura col pitcher (Cain era stato l’ultimo pitcher a battere un HR, nel 2008) e anche 4 in un solo inning, il 4° per la precisione. Per tornare a dei dati simili bisogna risalire di 50 anni, era il 1961 infatti quando i Giants batterono più di 4 HR in un solo inning (in quell’occasione furono 5 nel 14-0 ai Reds con le prestigiose firme di Cepeda e Mays). Inoltre solo 4 volte nella storia avevamo battuto più di 6 home run in un solo incontro. Insomma, robe davvero incredibili.

Poco dunque da raccontare, o forse moltissimo, però diciamo che la partita è stata segnata dai fuoricampo e in special modo dal big inning (il 4°) nel quale abbiam messo 8 punti. Protagonista assoluto è stato il Panda, che ha piazzato 2 bombe andando a migliorare quello che stava quasi diventando il secondo cycle nella serie, visto che aveva piazzato un triplo e un fuoricampo nei primi 2 turni di battuta. Nel terzo però, tra l’altro nello stesso inning del suo primo HR di giornata, ci ha riprovato con lo stesso risultato, piazzando un siluro da 3 punti. Coors Field, rimarrai uno stadio insopportabile, ma in questa serie sei stato oltremodo dolce e generoso.

Andiamo con le note del match, quelle positive:

– Sandoval: come detto, 2 bombe per lui, un ciclone assoluto. A questo punto ho paura che voglia dimagrire troppo nell’inverno, dati gli effetti sortiti; se perde ancora peso perde potenza e non mi homerizza più. Scherzi a parte, davvero enorme il Panda, in tutti i sensi, anche se meno enorme dell’anno scorso, nel senso della mole.

– Fontenot: toglie lo zero a zero dal tabellino già nel primo inning con il suo HR da 2 punti, un ottimo bentornato tra i titolari per lui non certo abituato ai fuoricampo. Ah, poi piazza il suo consueto errore, facendoci rimpiangere il tranquillo Keppinger difensivo.

– Crawford: beh, se anche lui la butta fuori, allora vuol dire che davvero ci va tutto bene. Terzo home run della stagione unito ad un doppio che gli fa raggiungere quota .200 nella batting average. Che numeri…

– Wilson: bentornato anche al nostro barbuto closer, che stavolta non in quei panni lancia un tranquillo 8° inning con 2 K e un miracolo assoluto in difesa di Christian. Se si è rivisto sul monte, vuol dire che non siamo gli unici a credere nella rimonta.

Note negative:

– Cain: nonostante il suo home run, sorprendentemente mi tocca bocciarlo. Infatti non è nella sua miglior giornata e la vittoria stavolta non è merito suo, seppur porti 2 punti alla causa. Ma fa una fatica immane sul monte, concedendo 4 walks in 5 interminabili inning, nei quali lancia addirittura per 111 volte, quasi un record per un’uscita così corta. Tra l’altro Bochy lo tiene sul monte nonostante la difficoltà evidenti nel 5° inning, probabilmente per dargli la W; in questo caso la scelta di Bochy, se davvero ha pensato così, è censurabile oltre che denotare una colpevole superficialità.

Oggi day-off nel quale ci toccherà gufare pesantemente D’Backs, Braves e Cardinals, dopodichè martedì affronteremo i Dodgers in casa loro, Lincecum-Kershaw primo match-up. Non molliamo!

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