Archivio per aprile, 2012

SD @ SF gara 3 (1-4): Vittoria arrivata per Aria(s)

Posted in Resoconti on 30 aprile 2012 by Mat

[Articolo scritto da Giorgio Sigon]

Un pomeriggio da Giants porta una bella vittoria nella Baia. Il 4-1 di ieri, oltre a farci vincere la serie contro i Padres, racconta di una squadra solida, attenta e produttiva in termini di punti portati a casa in relazione alle valide messe a referto. Davvero poche le sbavature degli arancioneri che si portano a 12 vinte e 10 perse. Los Angeles resta ancora lontana ma siamo all’inizio e a meno che non tifiate Royals, Twins, Cubs o Astros, l’importanza della classifica è davvero relativa, anche se in qualche caso aiuta col morale.

I nostri vogliono subito mandare un messaggio forte e chiaro ai Padres: la nostra difesa vuol tornare subito quella di un tempo. E così dopo il singolo di Venable, arrivano contemporaneamente uno strikeout su Headley e un’ assistenza in seconda di Sanchez che fulmina il runner di San Diego.  I Giants mettono subito Pagan in prima con un singolo. Angelino nostro viene poi omaggiato di due basi causa pickoff errato. Tocca a Cabrera che va per la sac fly. Venable l’acchiappa ma poi pasticcia nella presa. Risultato: passeggiatina di Pagan a casa e 1 a niente per noi che diventa subito 2-0 grazie a un solo shot del Panda. Arriva anche un 2 out single da parte di Pill ma poi Richard chiude l’inning.

Nel secondo MadBum incassa il doppio di Guzman che viene poi spostato in terza dalla flyout di Maybin. Bumgarner concede la prima (e unica) base ball di giornata a Bartlett prima di chiudere la ripresa con l’out su Parrino: nell’occasione molto bravo Theriot a controllare una rimbalzante non semplice. Più controllata invece la parte bassa del terzo (nella bassa del secondo noi non andiamo neppure in base): K su Richard, valida un po’ fortunella di Denorfia, e con 2 out sul conto arriva un altro K, questa volta a Headley. Richard dal canto suo, dopo un primo inning complicato, continua con i suoi 1-2-3 inning. Nella parte bassa del quarto però Posey spedisce la pallina nel gap tra gli esterni e arriva comodo comodo in seconda (con 0 out). Il povero Buster però viene incatenato al cuscinetto visto che nè Pill, nè Sanchez, nè Arias riescono a smuoverlo.

Parte alta del 5°: Madison ha già oltre 60 lanci sul groppone e deve vedere Bartlett che si accomoda in prima grazie a una rimbalzante su Sandoval che spara la pallina sopra Posey appostato in prima. Niente extra base per Bartlett che resta fermo. Le cose sembrano riaggiustarsi per noi visto l’out su Parrino e il K su Richard che non riesce ad effettuare il sac bunt. Tocca a Denorfia che sul conto pieno la spara abbastanza lontana: Pagan arretra ma la pallina lo supera di poco e così entra il punto del 2-1. L’out su Venable chiude poi la ripresa. Tocca a noi e le cose sembrano mettersi subito bene con il doppio di Theriot. Bumgarner va per il bunt di sacrificio ma ne esce una mezza schifezza che permette a San Diego di eliminare Theriot in terza. Madison è in prima ma ci rimarrà visti gli out di Pagan e Cabrera.

Nel 6° il tassametro di Bumgarner “rallenta”: per eliminare i tre battitori che gli si parano innanzi servono solo 8 lanci, uniti all’apporto difensivo di Sandoval, Pill e Arias. Noi invece esordiamo con l’out sul Panda, con un walk su Posey ma sopratutto con un doppio di Pill. Ci ritroviamo con un out sul conto e due corridori in posizione punto. Arriva Sanchez e la sua grounder ci fa cascare le braccia. Per fortuna ci pensa Gioacchino che manda per Aria(s) il primo lancio di Richard. Palla contro il muretto per un triplo grosso così che porta a casa due punti vitali. 4-1 per noi. L’inning si chiude con l’intentional walk su Theriot che porta in battuta MadBum che finisce strikeout.

Poco da segnalare nel settimo: Padres a secco e per noi solo un singolo di Cabrera vanificato dal doppio gioco difensivo innescato da Sandoval. La parte alta dell’ottavo si apre con un singolo di Hudson. Madison però mette due out sul conto grazie a due groundout che spostano però Hudson in terza. Bochy evita che il braccio del nostro pitcher si stacchi dalla spalla e dopo 117 lanci finisce la gara di MadBum. Entra Romo che necessita di soli due lanci: Headley gira la mazza e la sbatte lontano, non abbastanza però da evitare l’out al volo di Schierholtz a poco più di un metro dal muretto. Nella parte bassa zero problemi per il rilievo dei Padres Thatcher che si sbarazza velocemente di Posey, Schierholtz e Sanchez.

Casilla va per la salvezza e l’inizio è da sballo: tre lanci e Hundley finisce K. Guzman alza un poppone comodamente raccolto da Theriot. Mentre la fine della gara viene rimandata vista la base ball concessa a Maybin. Sul piatto di presenta  Bartlett: Santiago necessita di 7 lanci prima di ottenere lo strikeout che chiude la gara.

Note positive del match:

Bumgarner: chiude con 7.2 ip lanciati, 6 valide concesse e 6 strikeout per la sua quarta vittoria di fila. A volte sembra un robot: zero emozioni, braccio sempre caldo e gran sicurezza trasmessa alla squadra

Arias: il suo triplo con 2 RBI è il momento chiave del match. Dopo che Sanchez aveva fatto lievitare a 2 il conto degli out senza spostare i corridori Joaquin ha spezzato in due la gara contribuendo in modo decisivo alla vittoria.

Pill: un 2-3 con un punto segnato che fa tanto morale. Dopo il super esordio dell’anno scorso Brett sta continuando a dimostrare di essere necessario per questo attacco. E la sua media (.320) lo dimostra.

Note negative del match:

Bochy (?): solo tra qualche giorno potremo capire se i 239 lanci combinati della coppia Lincecum-Bumgarner avranno ripercussioni. Quindi la decisione è sub judice.

Oggi day off per i nostri che domani ospiteranno i Marlins. Il match up sarà tra Cain e Nolasco.

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SD @ SF gara 2 (1-2): il centimetro che fa la differenza

Posted in Resoconti on 29 aprile 2012 by Mat

Questione di centimetri: forse addirittura solo di un centimetro. Questa la differenza che passa tra la vittoria e la sconfitta di gara 2 contro San Diego. Differenza che ha permesso di portarci a casa una W, tanto desiderata, ma che per lunghi tratti pareva un obiettivo quasi irrangiungibile, anche se gli avversari, come logicamente si evince dal punteggio, non sono mai stati in vantaggio pesante.

Qual è stato dunque questo centimetro? precisamente nell’inning numero 7. Dopo il doppio di Melky arrivavano due out veloci, dopodichè si presentava Schierholtz al piatto. la sua grounder veniva raccolta da Hudson che tirava in prima con leggera imprecisione tanto da costringere Alonso ad allungarsi al massimo delle proprie capacità. L’arbitro di prima chiamava salvo Nate, e il replay evidenziava il piede di Alonso lontano dal cuscino forse di un centimetro, o almeno così è apparso all’arbitro. Quel centimetro che ha permesso a Nate di essere salvo ha poi dato modo a Belt di sparare il doppio del sorpasso, così da 0-1 siamo passati al 2-1 che sarebbe poi stato il risultato finale.

Un centimetro (o forse qualcosa di più) ha fatto anche la differenza per la prima hit della nostra partita, arrivata nel sesto inning con già 2 out. Oltre ad essere la prima valida, è stata anche la prima volta che un uomo andava in base; e chi l’ha messa? Tim Lincecum. Proprio lui era infatti l’autore della grounder vincente che per questione di centimetri veniva raccolta con difficoltà da Parrino, che falliva l’assistenza vincente in prima. Che beffa per un Bass fino a quel punto perfetto, nel vero senso della parola. Confesso che lo spettro del perfect game iniziava a diventare reale. E già pensavo a tutti gli elogi spesi per il nostro attacco nei giorni precedenti, quanto sarebbero stati svalutati con un match senza valide.

Per fortuna, quei centimetri che hanno salvato Tim per la prima valida, hanno poi aperto un varco per l’inning successivo. Bass è diventato toccabile, Melky l’ha punito con un doppio e poi ci ha pensato Belt a punire, forse al di là di ogni demerito, il partente dei Padres. Buon per noi, logicamente.

Altro centimetro importante nel 9° inning: Casilla va per la salvezza ma pasticcia sulla soft grounder di Alonso di leadoff. Riesce comunque a raccattare la palla e a tirarla verso Belt che la prende dopo il rimbalzo anticipando il tocco del cuscino da parte di Alonso, per una frazione di secondo, forse per un centimetro. L’arbitro lo chiama però salvo e l’inning si rischia di complicare terribilmente anche perchè poi Alonso arriva in seconda con 1 out. Ma per fortuna Casilla si comporta benissimo e chiude il 9° senza altre difficoltà. Centimetri che non pesano.

Insomma, è bastato poco, un piccolo dettaglio, un piccolo particolare, a fare tutta la differenza del mondo. Aggiungerei che l’arbitro a mio parere ci ha dato una piccola mano in quel 7° inning, visto che vedendo e rivedendo il replay non sarei così sicuro che Alonso non tocchi il cuscino. Ma se così è stato deciso, va bene, e bravi siamo stati ad approfittarne, dato che le occasioni stavolta sono state davvero poche. Il 2 su 7 con RISP ce lo spiega.

E Lincecum? un po’ faticosa la sua partita, ma nel complesso buona. Il lato migliore sono le valide concesse, appena 3 in 8 inning, della quali 2 infield hit e una su bunt. Su questo niente da dire, ottimo lavoro. Questo maschera un po’ i lati negativi, ovvero i 4 walks concessi, i due miracoli di Melky nel 4° quando andava a prendere due palle difficilissime in warning track e la solita velocità della fastball, sempre più lenta rispetto a quanto eravamo abituati (88-91 il range della notte). Sappiamo che questa velocità minore, al di là delle cause su cui stavolta possiamo soprassedere, ha le conseguenze di effettuare meno strikeouts e di concedere più flyball che si possono rivelare pericolose. In questo caso è andata bene, 1 punto in 8 inning è oro, sia chiaro, però c’è da stare sempre all’erta anche perchè non tutti i giorni affrontiamo il lineup dei Padres.

La cronaca del match è quindi di fatto già conclusa, avendo raccontato il succo di una gara breve (2 ore e 18 minuti) e decisa di fatto in uno o due inning. Nel 3° il vantaggio dei Padres è arrivato grazie ad una sac-fly dopo due walks e un errore di Belt in fase di assistenza. Poi, come detto, la rimonta è arrivata nel 7° con il colpo decisivo di Belt, inning nel quale abbiamo battuto la metà delle valide dell’intero incontro. Buon inning anche l’ottavo, con il bunt singolo di Pagan e un altro doppio di Melky prima di rovinare tutto con il Panda che sciaguratamente girava il primo lancio ponendo fine alla sua striscia di valide.

Poi nel 9° ci pensava Casilla, nonostante la chiamata errata dell’arbitro, a guadagnarsi la terza salvezza stagionale.

Note positive:

– Cabrera: è lui che riesce a leggere meglio i lanci di Bass, nonostante si becchi due K nei primi due at-bat. Ma al terzo tentativo sfodera il doppio che poi sarà il punto del pareggio, e replica nell’inning successivo con un altro doppio. Inoltre salva Tim nel 4° andando a recuperare due palle  molto profonde. Bravissimo.

– Belt: quello che ci si aspetta da questo ragazzo. Corridori agli angoli e due out, c’è bisogno di far punti. E lui spara lunga una palla che vale 2 punti. Stupendo lavoro. E poco importa che poi si faccia eliminare al piatto, credendo di poter prendere alla sprovvista un impacciato Alonso. Il suo l’aveva già fatto.

– Alonso: ma come, lui non gioca con noi. Sì, lo so, ma praticamente è dei nostri. Giocatore da American League, se ce n’è uno, perchè è tra i peggiori difensori che abbia visto giocare. Pasticcione come pochi, in difficoltà su ogni palla, buca il cuscino di prima su assistenza comunque larga di Hudson (quindi colpe non tutte sue in questo caso). Già l’anno scorso a Cincinnati veniva messo in outfield combinandone di tutti i colori, qui a San Diego viene piazzato in prima per far meno danni ma non ci si riesce. Anche stasera, se gioca, pregasi battere nella sua direzione.

Note negative:

– Sandoval: nell’ottavo lo si vede on deck con 2 out e pare di poter leggere il suo pensiero “voglio avere un’altra occasione di battere”. Melky lo accontenta e lui si presenta al piatto, ma va out girando il primo lancio. Così fa per 3 delle 4 volte in cui si presenta, chiudendo l’hitting streak. Va bene l’aggressività al piatto ma così è davvero troppo.

– Crawford & Burriss: 0 su 6 complessivo per i due infielders, ci risiamo? speriamo di no, speriamo di doverlo imputare alla super giornata di Bass. Ad ogni modo, i back-up Arias e Theriot sono pronti a prendere il loro posto.

Questa sera gara 3 alle 22.10, match-up tra Bumgarner e Richard. Un rubber game da portare a casa, sperando di riuscire a toccare con più frequenza il pitcher avversario.

SD @ SF gara 1 (5-3): i Padres aggirano l’Hacker

Posted in Resoconti on 28 aprile 2012 by Mat

Eh sì, ormai mi conoscete abbastanza per capire che quando ho la tentazione di proporre un titolo stupido non mi lascio sottrarre; e quale miglior occasione per la prima (e forse ultima) partenza da parte nostra di un giocatore che si chiama Hacker? Sicuramente avrei preferito celebrarlo con una vittoria (del tipo “i Giants Hackerano i Padres”) invece mi tocca raccontare una sconfitta, ma non per questo il titolo naif sfugge alla mano del blogger di turno.

Purtroppo, come detto, siamo qui a parlare di una partita persa, forse piuttosto prevedibile alla vigilia date le incognite sul monte, ma in ogni caso non priva di rimpianti. Voglio sottolineare che nonostante il nostro record sia tutt’altro che blillante (10 W – 10 L) per quest’anno, almeno finora, ho delle sensazioni positive che non se ne vogliono andare nonostante le sconfitte. Forse sono dovute all’attacco, che rimane vivo e producente, e probabilmente è talmente elevata la frustrazione che mi ha lasciato dentro l’anno scorso quando non battevamo MAI, che preferisco perdere mettendo a referto almeno tante valide quante gli inning giocati. Certo non preferisco perdere che vincere, ma se proprio devo perdere, è meglio farlo dimostrando vitalità offensiva, fiducioso sul fatto che il monte conoscerà giorni migliori, anche perchè abbiamo tuttora una rotazione da far invidia a quasi tutta la MLB.

Stavolta però sul monte non c’era nessuno dei magnifici 4 (per decenza escluderei Zito nonostante l’inizio ottimo di stagione). Causa double-header di lunedì scorso toccava ad Eric Hacker salire nel luogo più solitario del mondo, in una prima partenza della carriera MLB che si preannunciava sì difficile ma fattibile in qualche modo visto che affrontava un lineup piuttosto magro, non fisicamente, ma proprio a livello di efficacia al piatto.

Hacker complessivamente si è comportato in modo discreto, subendo sì 8 valide in 6 inning ma tutto sommato soli 3 punti, un margine complessivamente accettabile. Ha mostrato di avere un buon controllo (solo un walk unintentional) e di soffrire realmente molto solo in un inning, il 4°. Poi di nuovo il bullpen non ha fatto un granchè per congelare il punteggio avversario, dato che Affeldt ha confermato lo stato di scarsa forma concedendo altri due punti nel 7°. Purtroppo questa mancanza di solidità del bullpen pare essere la chiave di lettura tra un record ampiamente positivo e un record del 50% di vittorie, oltre ovviamente ad altri fattori, come gli errori difensivi (anche ieri 2) e la mancanza di concretezza con runners in posizione punto (1 su 9 in questo match).

I cambi nel roster per portare su Hacker hanno rimandato Otero in triplo A, mentre Wilson è stato messo nella 60-day DL. Ora, dopo la prova di Hacker, c’è la possibilità che lo stesso partente di ieri notte venga subito rispedito a Fresno e, dato che devono passare 10 giorni prima di poter eventualmente ripescare Otero, probabilmente toccherà a Edlefsen tornare in maglia Giants dopo le infelici prove dell’anno scorso. Per quanto riguarda i position players, il recupero di Freddy Sanchez è molto vicino, già ieri era nel dugout mentre nei giorni scorsi è stato impegnato a San Jose, mentre sarà possibile a breve riavere nel roster anche Huff, che obiettivamente non potrebbe guarire meglio da malattie come ansia e depressione se non stando assieme ai compagni di squadra piuttosto che standosene in solitudine. Resta quindi da capire chi verrà sacrificato per far posto a Freddy e ad Huff. I nomi più indiziati a mio avviso sono quelli di Arias e Blanco: il primo è stato appena chiamato da Fresno e pare di intuire fosse soltanto per una questione momentanea, il secondo sarà un nome giocoforza sacrificabile, dato che purtroppo per lui le medie battuta fanno breccia nella mente di Bochy. Posto che io Blanco me lo terrei nel roster, credo sia difficile ipotizzare che possa restare.

Ad ogni modo, devo dire di aver gradito il lineup di ieri, messo anche appositamente per affrontare il mancino Luebke. Hector catcher e Posey in prima è una mossa che mi piace, soprattutto perchè Hector sta dimostrando e continua a dimostrare di saper battere oltre che di svolgere un ottimo lavoro dietro al piatto (2 colti rubando su 4 tentativi Padres). Theriot non sarà uno slugger fenomenale ma tutto si può dire tranne che sia un downgrade rispetto a Burriss, mentre Arias, beh Arias può battere, magari non ai livelli stellari di Fresno però ha capacità per far male, seppure abbia già scritto che Crawford offra maggiori garanzie difensive. Buona anche la mossa di Pill in outfield, ieri hitless ma dotato di potenza tale da indurre in errori i difensori avversari; in questo caso è giunto in base addirittura due volte grazie ad errori degli infielders di San Diego.

Insomma, un lineup apprezzabile, peccato che la partita sia andata storta.

Veniamo alla successione di punti della partita: nel 1° inning gli ospiti passavano subito con l’RBI double di Hundley (4 su 4 alla fine per lui) che mandava a casa il quasi omonimo Headley. L’1-0 restava tale visto che Alonso veniva mandato strikeout.

Subito pari nella bassa del 1°; Pagan iniziava da dove aveva finito il giorno prima a Cincinnati, là ultimo at-bat e home run, qua primo at-bat e home run, il 4° in carriera da leadoff per una hitting streak che poteva proseguire. 1-1. Oltre a questo nell’inning arrivavano due errori difensivi per San Diego, che si confermava la peggior difesa della National League; purtroppo non ne approfittavamo visto che Arias lasciava i corridori agli angoli e il punteggio invariato.

Nel 3° altri rimpianti, grossi stavolta. Pagan dopo la sua valida veniva spinto in seconda dal groundout di Melky ma si faceva pickoffare come un fesso nel tentativo di rubare la terza. Pessimo baserunning di Angelo, che potevo sì perdonare ma non potevo fare a meno di mandare comunque a quel paese, visto la grande occasione mancata. Tanto più che subito dopo il Panda batteva valido per la 20esima partita consecutiva e quello che sarebbe stato il punto del 2-1 diventava solamente una celebrazione per l’hitting streak ininterrotta di Pablo.

La punizione si acuiva nel 4° quando San Diego metteva 4 singoli di fila per riportarsi avanti sul 3-1; solo lo strikeout di Parrino chiudeva la difficile pratica per il nostro starter.

Nel 5° eccoci nuovamente sotto: il 2-3 arrivava con un bel colpo di Posey che battendo un doppio quasi preso da Venable poteva spingere a casa Melky per la nostra marcatura. Poco prima anche lo stesso Melky aveva battuto un doppio, recuperato dal solito idiota che in prima fila raccattava la palla buona. In questi casi mi chiedo sempre come si faccia ad essere così stolti da interferire con il gioco, per cui la giusta punizione è venire portati a guardare la partita altrove dove non si possa rompere le scatole.

Nel 7° con Affeldt sul monte i Padres passavano sul 5-2: prima un singolo vincente di Headley poi un wild pitch di Affeldt stesso con Alonso in battuta erano i due punti per gli ospiti. A questo punto diventata realmente dura, e una bomba di Posey nell’8° poteva restituire nuovo vigore alle speranze dei nostri. Ma non combinavamo nulla e dopo l’home run di Buster mettevamo insieme solo un singolo di Hector nei due attacchi finali. Game over.

Note negative del match:

– Affeldt: posto che Hacker non lo metterei nè tra le note negative nè tra quelle positive, Affeldt invece lo vedo con meno giustificazioni. Altra prova sottotono per lui, con due punti che alla fine dei conti pesano parecchio nell’economia della partita. C’è la sensazione che il bullpen quest’anno sia parecchio più carente rispetto all’anno scorso, sebbene gli uomini siano grossomodo gli stessi.

– Errori e RISP: ecco, come dicevo qualche riga fa, altri due fattori che si possono definire concause della nostra sconfitta. Due errori ufficialmente decisi dagli scorers, ma tante altre piccole disattenzioni, che sommate possono costare care. Tra tutte l’orrendo baserunning di Pagan, giocatore che già nei Mets combinava pasticci tra le basi, per cui sappiamo quello che può combinare. E poi la scarsa concretezza quando abbiamo corridori in posizione punto: che sia un caso oppure no, è un aspetto che si deve migliorare.

Note positive:

– Posey: si mantiene tra le medie più alte della MLB e nel contempo aumenta la propria slugging percentage con un doppio e un home run. Dolce swing il suo e spesso in grado di far male. Giocatore di livello incredibile.

Altra nota positiva è l’attacco in genere, tutti i position players sono arrivati almeno una volta in base, ma non menziono nessuno in particolare a parte il già citato Buster visto che nessuno ha saputo disputare una partita di livello superiore agli altri. Serve qualcosina di più.

In gara 2 il match-up sarà tra Lincecum e Bass. Obiettivo far precipitare l’ERA di Tim che ora viaggia oltre gli 8 punti. Serve una vittoria, che nel frattempo sappia anche convincere. Sperando di non pretendere troppo.

SF @ CIN gara 3 (6-5): l’Angelo della vittoria

Posted in Resoconti on 27 aprile 2012 by Mat

Correva il 9° inning e già erano volati parecchi improperi, parecchie imprecazioni, parecchi sbuffi e brontolii di disapprovazione per una trasferta che non ne voleva sapere di andare dritta. Per il secondo anno consecutivo stavamo subendo una spazzata a Cincinnati, al Great American Ballpark, e confesso che già iniziavo a pensare a come titolare il post del giorno, che facesse rendere l’idea di quanto fossi stufo di vedere i ragazzi perdere in questo stadio.

Poi, quasi per magia, ecco accadere l’imprevisto, il dolce imprevisto. Angel Pagan, da Rio Piedras, Portorico, mette la mano sul match e lo cappotta con un semplice swing. Siluro terra-aria da 3 punti, vantaggio Giants e partita improvvisamente a nostro favore.

Questa è la sottile differenza tra un’annata no e un’annata sì, senza che questa debba per forza esserla. Ma un segnale dall’alto (ed mischiando sfacciatamente sacro e profano è stato proprio uno dal nome di battesimo Angel) ha permesso un’inversione di tendenza, ci ha regalato un sussulto di emozione che solo questi ragazzi ci sanno offrire. Insomma, forse è solo una semplice W, ma ottenuta in questo modo sembra valere di più di quello che realmente conta.

Dicevo della trasferta a Cincinnati, che fino al pepitone di Pagan aveva sostituito quella di Coors Field quanto a disgusto personale. D’altronde arrivavamo da 5 perse consecutive (3 l’anno scorso, 2 quest’anno), da 12 perse delle ultime 16 e ci si accingeva a perderne un’altra dopo un match tutto sommato accettabile, anche se forse su un livello più basso degli altri due precedenti. Ma i match precedenti li avevamo persi, pertanto in questo caso sarebbe servita anche una vittoria ignorante, purchè vittoria.

Poi proprio lui, che tanto aveva fatto male nello spring training al punto da pensare ad un clamoroso taglio o almeno ad un rapido panchinamento, sparava il missile del sorpasso e il mondo mi è sembrato migliore tutto d’un colpo. Angelo con questo colpo è entrato nel cuore di noi fans, e ha maggior valore il fatto che non è stato un colpo estemporaneo, ma conseguenza di un periodo al piatto fortunatissimo, che gli sta propiziando la migliore hitting streak in carriera. Preferisco precisare dato che pure l’anno scorso dopo un colpo da walk-off di Miguel Tejada (contro i Cardinals) scrissi che Miguel stesso era entrato nel mio cuore con quel colpo; il problema è che rimase l’unico suo lampo di un anno disastroso per lui. Ma d’altronde qui si vive di emozioni, oggi sei un fenomeno, domani sei un brocco, dopodomani un campione e così via. Per cui mi tocca chiedere scusa in anticipo a Pagan per la prossima imprecazione nei suoi confronti quando andrà K lasciando le basi piene.

Veniamo al lineup: Bochy si giocava la carta Arias come shortstop lasciando per la prima volta Crawford fuori dai titolari. Belt partiva in prima base con Huff ancora fuori per problemi personali (ufficialmente per ansia anche se si parla di depressione); ad ogni modo il rientro del buon Aubrey, che tanto ho criticato per le sue prestazioni sul campo ma a cui non augurerei mai del male, pare fissato già per sabato. Volendo fare una battuta, Huff potrebbe denunciare Bochy visto che dopo averlo messo in seconda base ha iniziato a soffrire di ansia. E ti credo.

Sul monte toccava a Vogelsong opposto a Bailey. L’inizio era piuttosto soft per entrambi ma già nel 2° iniziava a muoversi il punteggio, e non era il nostro. Dopo due singoli di leadoff timbrati Phillips e Bruce, Vogey riempiva le basi con un walk preceduto da un pop-out. A quel punto arrivava la sac-fly del catcher Mesoraco e addirittura la valida del suo collega Bailey, che valeva il 2-0 con il quale si chiudeva il 2° inning.

Nel 4° arrivava il nostro pareggio: singolo del Panda che allungava la sua striscia di valide a 19 partite e walk preso da Posey. Poi, dopo il K su Nate, arrivava il singolo vincente del redivivo Belt, che poteva spingere il Panda a casa per l’1-2. Seguiva Arias che batteva una palla passibile di double-play ma che si trasformava in un tutti salvi, con l’errore di Cozart in seconda (dubbio) e l’assistenza in ritardo in prima. Theriot pertanto si presentava a basi piene e gli era sufficiente battere una sac-fly per garantire il pari ai nostri.

Quinto e sesto inning erano completamente silenti per noi mentre nella bassa proprio del 6° ci toccava nuovamente inseguire. Colpa dell’home run di Bruce che valeva due punti essendoci Phillips in base dopo il suo singolo; insomma partita prima in salita, poi ripresa e ora nuovamente in salita. Gli attacchi rimasti però erano solo 3 e le speranze iniziavano a scendere. Nuovo vigore però arrivava per noi subito dopo: nel 7° infatti si partiva con il doppio di Arias e il singolo di Theriot, così con corridori agli angoli senza eliminati si presentava Blanco. The White Shark si rendeva utile come al solito battendo una flyball in esterno destro che pur colta al volo valeva il punto del 3-4. Seguiva il singolo di Pagan che costava il monte a Bailey; Ondrusek lo sostituiva e zittiva le nostre speranze di rimonta mandando out sia Melky che Sandoval.

Altra botta morale dovevamo sopportare nella bassa del 7°: nonno Mota veniva subito battezzato con un home run di Rolen che riportava a due i punti di vantaggio dei Reds. Dopodichè subivamo altre due extra basi ma nella prima di queste l’azzardato tentativo di Stubbs di correre in terza veniva spezzato dalla bella difesa di Melky.

Il nostro ottavo attacco veniva cancellato dall’abilità di Ondrusek mentre ci si presentava al 9° con la parte bassa del lineup e con la testa già a voler dimenticare questa maledetta serie. Arrivava però subito un walk preso dal buon Arias e un singolo di Theriot, il che voleva dire due in base e zero out. Ci si poteva credere un po’ anche perchè arrivava al piatto Brett Pill, dotato di potenza sufficiente per far male. Strikeout per Pill.

Poi, con 1 out andava Angel, e la partita svoltava. E’ sembrato un gol decisivo al 94esimo o un tennista che sotto 6-1 5-1 riesce a tirarsi su improvvisamente e a ribaltare la partita, ma con un’emozione che solo il baseball sa dare. E meglio ancora se uno strikeout looking per l’arbitro era un ball; arrivava una sorta di compensazione divina per il mancato K su Phillips in gara 1. Tre punti e 6-5 per noi.

Il finale toccava a Casilla che castigava i 3 battitori Reds di giustezza. Tre strikeout e tutti a casa. Cincinnati sbancata, proprio nel finale.

Note positive del match:

– Pagan: è lui l’uomo del match, l’angelo della vittoria. Prosegue il suo ottimo periodo al piatto con il carrier high di valide consecutive e suggella il tutto con il colpo decisivo del match. Più di così non c’è altro da desiderare.

– Arias: benvenuto in Major League! non è un ragazzino (a settembre ne farà 28) ma è comunque un debuttante a questi livelli e dimostra di non temere la tensione del piatto. Arriva da una media notevolissima in questi primi match con i Grizzlies e conferma il suo momento caldo battendo singolo e doppio in questa gara 3. Già qualcuno parla di tenerlo in pianta stabile al posto di Crawford. Beh, è prestissimo per dirlo, e in ogni modo è sicuramente un downgrade rispetto alla difesa di Brandon. Certo, se va avanti a battere e nel contempo Crawford si dimostra sterile al piatto… non è detto. Keep going.

– Casilla: Wilson who? battute a parte, nono inning d’autore da parte di Santiago, nella giornata delle blown save in MLB lui non mostra alcun segno di debolezza, anzi, 3 up 3 down, tutti capponeggiati. Da notare che Wilson delle 171 salvezze in carriera ha messo K tutti e 3 i battitori solo in 4 occasioni. Santiago ha molte meno salvezze di Brian (14). Bravissimo. A proposito di Wilson, si è dichiarato molto soddisfatto della sua operazione al gomito; non ci dimentichiamo di lui, lo aspettiamo per lo spring training dell’anno venturo.

Menzione positiva anche per Belt e Theriot (2 singoli a testa). Ecco invece le note negative:

– Mota: brutto il suo inning che costa un punto e rischia di costarne altri se non fosse che Stubbs decide di cercare il triplo invece che accontentarsi del doppio. Le prestazioni di quest’anno sembrano in peggioramento, l’età è quella che è, lo sappiamo. Menzione anche per Lopez che si prende la W ma non convince a pieno, ancora una volta. Bravo però ad uscire da un inning che si stava mettendo male.

– Schierholtz: come detto già dopo gara 1, ha esaurito la sua riserva-valide a New York. Completamente hitless a Cincinnati, ha bisogno di una sveglia per uscire da un mini-slump. Non dimentichiamo che alle spalle c’è Gregorio, ormai pinch-hitter per definizione di Bochy, ma sempre scalpitante. Senza prevedere chissà quali rivoluzioni ad ogni modo, un day-off per Nate ora ci starebbe.

Si torna a casa dove ci attende la serie contro i Padres, che hanno iniziato la stagione come peggio non avrebbero potuto. Per cui non c’è motivo migliore per temerli, tanto più che negli ultimi anni ci hanno bastonato più e più volte. Per la partita di venerdì notte non è ancora ufficiale il partente, ma al 99%  sarà Eric Hacker, 29 enne destro che milita a Fresno, laddove in 4 partenze ha raccolto buoni numeri (specie nelle ultime 2). In totale ha disputato appena 5 match in MLB, 3 con Pittsburgh nel 2009 e 2 con Minnesota l’anno scorso, tutti da rilievo. Insomma sarà interessante vedere di cosa sarà capace, soprattutto ci sarà da tener bello sveglio il bullpen perchè potrebbe essere la volta di una lunga staffetta, speriamo proficua. Avanti Giants!

SF @ CIN gara 2 (2-4): Con Mutombo potevamo vincerla….

Posted in Resoconti on 26 aprile 2012 by Mat

[articolo scritto da Giorgio Sigon]

Gara 2 contro i Reds è stata completamente differente rispetto a gara 1. Questo perchè ce la stavamo facendo: il Great American Ballpark poteva finalmente tornare ad essere territorio di conquista. Invece no e a guardare meglio sembrava la classica partita a scacchi: un’apertura “Gambetto di Pagan”, una fase centrale ben gestita approfittando degli errori avversari e un finale sul quale dobbiamo riflettere. Morale scacco matto di Cincinnati in un inning che ci fa tornare a quota .500 in classifica e che ci apre scenari un po’ cupi sulla costanza di rendimento di alcuni elementi del nostro bullpen.

La sfida sotto la pioggia era tra Zito ed Arroyo. Il pitcher di casa subisce subito la valida di Cabrera condita da una rubata ma le eliminazioni di Sandoval e Posey lasciano in seconda il buon Melky. Più complicato l’inning di Zito che vede subito Stubbs arrivare in prima. Valdez innesca un doppio gioco che mette 2 out sul conto. Poi un paio di walk rischiano di complicare la situazione. Zito però ne esce bene con il K su Bruce. Totale lanci di Zito: 25!

Nel secondo Hector Sanchez esordisce con un singolo: dopo l’out di Schierholtz, Burriss innesca un doppio gioco ma la velocità di Emmanuel permette ai Reds di eliminare solo Sanchez. L’inning si chiude con Burriss che non fa in tempo a tornare in prima sul pickoff di Arroyo. Zero invee i problemi per Zito. Nel terzo andiamo sul tabellone: con due out sul conto, Pagan gira bene la change up di Arroyo e la sbatte fuori. Solo shot per Angel e uno a niente per noi. Arriveranno anche i singoli di Cabrera e Sandoval (che allunga ancora la sua striscia) ma nulla più. Cincy non risponde visto che la parte bassa del terzo è un 1-2-3 inning per il nostro ritrovato (ma diciamolo sottovoce) pitcher. Da segnalare la gran presa al volo di controguanto (sulla quale resta qualche dubbio) di Pagan su Stubbs.

4° inning con i nostri ancora protagonisti: singolo di Hector Sanchez, eliminazione al volo per Schierholtz ma poi arriva il gran bunt di Burriss che arriva salvo in prima con Sancy tranquillamente in seconda. Tocca a Crawford che questa volta non tradisce: singolo appena sopra la seconda base con Sanchez che si mette in moto e che gira la terza, complice anche un errore di Stubbs che tarda l’assistenza causa cattiva presa sulla palla. Il lancio a casa alla fine arriva ma il nostro catcher è bravissimo ad eludere il tag: 2-0 per noi con ancora uomo in prima e in seconda e un solo out sul conto. Scontato ma ben eseguito il sac bunt di Zito che sposta i corridori che però non arrivano a casa visto che Pagan gira ancora lungo ma non così tanto da sbatterla di nuovo fuori. Facile flyout e 3° out per i Reds che nella parte bassa nuovamente sono improduttivi. Zito è in totale controllo!

Nel quinto andiamo in base quando già ci sono due out sul conto: doppio di Posey e walk a Sanchez. Schierholtz però non ripete la fantastica prestazione contro i Mets e si fa eliminare al volo. Poco male (per ora) visto che Zito, a parte un paio 2 out singles, è ancora scoreless alla fine del 5°.

Nel sesto entra Hoover come rilievo che concede subito una base ball a Burriss ma nulla più visto che poi il bunt (e la lentezza) di Zito permettono un doppio gioco. Cincy risponde con un leadoff single di Valdez, poi però Zito continua il suo lavoro: 3 out in fila e si rimane 2-0.

Il nostro 7mo inning è un 1-2-3 per l’altro rilevo dei Reds, Arredondo, e un disastro per i nostri. Si parte con il primo fuoricampo di stagione per Scott Rolen che pone fine alla gara di Barry Zito. Entra Hensley che subisce il singolo di Ludwick, spostato in seconda dal sac bunt di Hanigan. Hensley va giustamente per l’eliminazione in prima dove c’è Posey…e non Dikembe Mutombo che non avrebbe avuto problemi a prendere una pallina lasciata a 4 metri d’altezza!! Il povero Posey cerca di acchiapparla ma ovviamente non ci riesce. Risultato: uomo in seconda e in terza….con zero out! Non benissimo. Harris batte un poppone per la prima eliminazione ma il walk su Stubbs riempie le basi di Rossi. A Valdez viene chiesta la volata di sacrificio: detto fatto. Schierhotlz però non è d’accordo e lancia un missile terra-terra in direzione di Sanchez che evidentemente toglie gli occhi dalla palla visto che praticamente gli buca il guantone. 2-2 e tutto da rifare. Entra Affeldt che deve eliminare Votto per chiudere l’inning. Invece regaliamo il vantaggio senza che il bombardiere dei Reds faccia giri la mazza. Wild pitch di Affeldt e 3-2 per loro. Il problema è che Votto sa anche girare la mazza e il suo doppio sul conto pieno ci fa sprofondare nel punteggio e nel morale. Il maledetto settimo inning si chiede con l’eliminazione di Phillips ma i buoi sono già scappati.

E’ Buster Posey a ridare vigore ai ragazzi venuti dalla Baia con un leadoff single nell’ottavo inning. Poi però il morale torna sotto al piatto (o al cuscinetto…fare voi) con due K consecutivi di Aroldis Chapman su Sanchez e Schierholtz. Entra Pill come PH e guadagna la prima (con Posey in seconda) causa hit by pitch. Ma non siamo neppure fortunati perchè il possibile singolo di Arias (anche lui PH) viene preso al volo da Champan che stava usando il guantone come riparo per evitare di essere colpito. A questo punto resta solo il 9° inning con Sean Marshall che opta per due groundout e uno strikeout per conquistarsi la salvezza e condannarci alla sconfitta.

Note positive del match:

Zito: continuiamo a dirlo sottovoce ma altra solidissima partita per Barry. Negli anni passati, di questi tempi, eravamo abituati a vederlo con un ERA e 4 cifre ma per il momento sta reggendo bene. Chiude gara 2 con 6.0 IP, 5H, 1ER, 2BB e 4K per un totale di 106 lanci

Parte alta del lineup: è incredibile quanto Pagan, Cabrera, Sandoval, Posey e Sanchez siano produttivi in queste ultime uscite in termini di Hits e, di contro, quanto poco tramutiamo in punti tale produzione. A lavorarci bene faremmo sfracelli.

Note negative del match:

Bullpen: avevamo parlato bene della reazione dei nostri rilievi dopo l’infortunio di Wilson. A tessere lodi ci si rilassa troppo. Allora cerchiamo di creare l’effetto opposto. Tutti insufficienti nella speranza di essere smentiti al più presto.

Le comiche difensive: altra gara decisa da errori più o meno clamorosi. Assistenze alte 4 metri, lanci pazzi nei momenti chiave della gara e purtroppo tanto altro.

Tra poco gara 3 con Vogelsong sul monte. Opposto a lui ci sarà Bailey. L’imperativo è sì quello di vincere ma anche quello di stare attenti! Suvvia….siamo i Giants!

 

SF @ CIN gara 1 (2-9): Cincinnati indigesta

Posted in Resoconti on 25 aprile 2012 by Mat

Esistono delle trasferte che col tempo impariamo ad apprezzare e a gradire ed altre che fatichiamo a digerire. Per esempio, quella appena terminata del Citi Field di New York è tradizionalmente piuttosto favorevole per noi, mentre solitamente quella del Coors Field, casa dei Rockies, risulta sgradevole, sebbene ultimamente le cose siano migliorate.

Sta diventando fastidiosa invece la trasferta al Great American Ballpark, casa dei Cincinnati Reds, che ci ha visto soccombere ieri per la sesta volta consecutiva e per la undicesima nella ultime 15 partite. Emblematica poi è stata la serie della stagione scorsa, uno sweep sanguinoso a fine luglio che ha dato in pratica il là al periodo più nero della stagione, di fatto entrando in un loop di sconfitte risolto solo una volta finita la stagione.

Per questo motivo, al termine dell’8° inning nella notte, con quel punteggio di 9-0 (stesso finale di gara 3 dell’anno scorso) sembrava materializzarsi lo spettro di un nuovo periodo buio. Fortunatamente è arrivato poi l’homer da 2 di Buster Posey a cambiare il risultato finale e a ricordarci che questa è un’altra stagione, che quindi può andare diversamente. Certo, la sostanza della sconfitta non è mutata, ma almeno è una piccola consolazione.

Altra consolazione è rappresentata dalla striscia del Panda Sandoval, giunto a 17 partite consecutive con almeno una valida a referto, ovvero tutte le partite giocate finora. Questo rappresenta il nuovo record di franchigia come partenza della stagione, avendo Pablo superato un certo Willie Mays che si fermò a 16 partite. Ricordiamo che il record assoluto di franchigia è di 33 partite consecutive, di George Davis, datato addirittura 1893, mentre per la città di San Francisco (o comunque dopo il 1900) il record appartiene a Jack Clark con 26 partite (datato 1978). Insomma ci vuole ancora un po’ per iniziare a crederci. Giusto per completezza, il record assoluto MLB appartiene all’irraggiungibile Joe Di Maggio, a quota 56 partite (nel 1941).

Bene, terminato l’excursus veniamo al match, messosi in salita già dal primo inning, con un Cain che doveva impiegare ben 38 lanci per uscirne, oltretutto con un passivo di 2 punti. Senza fare i soliti polemiconi arbitrali, possiamo comunque far notare che un mancato strikeout chiamato su Phillips ha costretto il nostro starter a 17 lanci in più del necessario, oltre ai 2 punti sul groppone causato dall’home run proprio di Phillips nel lancio successivo a quello del K non chiamato.

La nostra partita quindi iniziava storta e nel contempo non riuscivamo a pungere in attacco come accaduto negli ultimi match, anche perchè ipnotizzati da un Latos che generalmente lancia maluccio, ma quando vede le maglie di San Francisco si esalta come non mai.

Noi infatti combinavamo piuttosto poco, sebbene potevamo coltivare rimpianti avendo lasciato un uomo in terza sia nel 1° che nel 3°, ma né Posey né Melky riuscivano a spingerli a casa.

Cain, dopo le sofferenze del 1° si tirava su bene, migliorando i propri numeri seppur arrivando ad un pitch-count piuttosto elevato soprattutto a causa dell’eredità del 1° inning. Ma i Reds non gli facevano più male fino alla fine del 6°.

Noi proprio nel 6° spremevamo finalmente Latos come un limone quando, con 2 outs, Melky dapprima batteva un singolo, poi sia Sandoval che Posey ottenevano un walk dopo aver lottato rispettivamente con 9 e 10 lanci. Si presentava quindi Schierholtz al piatto ma il buon Nate aveva esaurito la sua riserva valide nella trasferta di New York, non lasciando nulla per questa gara 1; e in questo caso una valida avrebbe voluto dire pareggio. Invece altri 3 LOB.

Con Cain a 108 lanci arrivava la Bochyata del giorno, ovvero Cain ancora sul monte per il 7° con il pretesto non giustificabile di far risparmiare rilievi avendone utilizzati in massa nel double-header precedente. Cain, per l’appunto, si prendeva un home run al primo battitore incontrato (Ludwick) e dopo il groundout di Hanigan, veniva rimpiazzato da Otero.

Ahinoi, Otero faceva più danni di un tornado del Midwest, mettendo assieme una sequenza quale singolo, singolo, groundout, hit by pitch, walk, doppio, doppio. Alla fine del passaggio del tornado Dan, il punteggio indicava 8-0. Tanti saluti.

Il finale era una garbage time senza cronometro, con Otero che arricchiva la propria compilation concedendo ancora un singolo e un doppio per il 9-0, mentre nel 9° noi mettevamo i due punti della bandiera sul tabellone con la valida del Panda (giunta all’ultimo tentativo) e l’home run di Posey. Il doppio gioco su Burriss chiudeva la sarabanda.

Note negative del match:

  • Otero: vince l’MVP al contrario, ovvero il peggiore in campo. Ma poveraccio, non vorremmo nemmeno colpevolizzarlo troppo. Non è un nostro top rilievo e si vede, d’altronde entra sul 3-0 a partita già un po’ complicata e ok, non fa nulla per limitare i danni.
  • Burriss: non facciamo in tempo a tesserne gli elogi per quanto stia battendo bene che subito ci “ripaga” con un 0 su 4 e, peggio ancora, con il cascare in ben due double-play. Che sia questa l’eccezione e non la regola è una cosa che vorrei auspicare, se no ci risiamo.
  • Schierholtz: stava battendo come un disperato e rimane hitless stavolta, con la macchia di aver lasciato le basi piene nel 6°. Peccato perchè sarebbe stata un’occasione per recuperare questo match.

Note positive:

  • Cain: promosso, nonostante l’inizio negativo, visto che è giustificato dall’errata decisione arbitrale. Rompe dopo più di 18 inning il suo shutout e, se questo era inevitabile prima o poi, dimostra ancora una volta solidità per gran parte del suo match. Poi subisce l’home run da Ludwick nel 7° ma su questo deve ringraziare Bochy che lo tiene in campo nonostante il pitch-count elevato.
  • Sandoval: elogio per il Panda e la sua striscia di valide sperando abbia le forze per non interrompersi qui. Batte con costanza e il bisogno che abbiamo di lui resta assoluto. Non fermarti Pablone!

Gara 2 nella notte tra Zito e Arroyo. Vediamo di dare un taglio a questa maledizione di Cincinnati, non fosse altro per dimostrare che questa è una stagione diversa dalla precedente.

SF @ NYM gara 4 (7-2): si batte bene, si vince bene

Posted in Resoconti on 24 aprile 2012 by Mat

[Articolo scritto da Angelo Cappa]

“L’attacco funziona.”
E’ la prima cosa che viene in mente dopo le due partite della notte contro i Mets. Ottenere due vittorie nella stessa serata è sempre bello, soprattutto se vengono dopo due
ottime prestazioni dei ragazzi. A questo si aggiunge la quarta serie vinta, dopo aver aperto la stagione con la sconfitta contro Arizona.
Per gara 4 la sfida è Bumgarner – Gee e portiamo a casa un’altra vittoria importante per 7-2.

Ma veniamo alla cronaca della partita.
Come qualche ora prima iniziamo di nuovo alla grande. Blanco (in campo al posto di Pagan) infila subito un singolo. Sandoval batte un fuoricampo mostruoso che ci porta
immediatamente sul 2-0 (attenzione, è la sedicesima partita consecutiva del Panda con almeno una valida, ne parliamo meglio dopo).
Ma non è finita qua.
Alla battuta arriva Schierholtz. Come esordisce, in questa seconda partita, secondo voi? Ovvio, con un bel triplo. Ci pensa Sanchez (riposo per Posey) a portarlo a casa con una volata di sacrificio. In difesa, Bumgarner infila il suo primo 1-2-3 inning della giornata.

Nel secondo non avviene praticamente nulla, in attacco. E Bumgarner manda strike out sia Bay che Hairston.
Cabrera apre il terzo inning con un singolo, a cui seguono un out forzato di Sandoval e l’ennesima valida della giornata di Schierholtz. Ma in attacco non segniamo punti.
In difesa Bumgarner concede il primo singolo di giornata ai Mets, ad opera di Nieuwenhuis, ma non subiamo altro, eliminando tre battitori consecutivi.
Nel quarto arrivano le valide di Pill e Burriss, ci pensa poi Blanco con un doppio a portarli a casa.
Nella parte bassa, Murphy si guadagna una base on balls, Wright batte una ground ball e riesce ad arrivare in prima, ma Murphy viene comunque eliminato in seconda. A questo segue la valida di Bay. C’è poi l’RBI single di Turner che porta a casa Wright. L’inning si chiude con l’out al volo di Nieuwenhuis.

Il quinto vede solo la seconda valida della partita di Sandoval (un singolo). In difesa Bumgarner, dopo la leggera esitazione dell’inning precedente, riprende in mano la
situazione non concedendo niente a Nickeas, Gee e Tejada. Arriva anche la valida di Crawford, nel sesto inning, ma in attacco non facciamo altro.
Burriss strike out, Bumgarner out con un bunt di sacrificio e Blanco con un’eliminazione al volo da Murphy.
Bumgarner concede solo un walk a Bay, non lasciando nient’altro ai battitori dei Mets.

Siamo al settimo inning. Sandoval va in base dopo 4 balls. Schierholtz va strike out. Ma arriva Sanchez che spara il suo primo home-run dell’anno. 7-1 Giants e partita quasi chiusa. 1-2-3 veloce per Bumgarner, in difesa.

Superiamo l’ottavo con qualche difficoltà sul monte. Entra Lopez al posto di Bumgarner, e arrivano subito il doppio di Duda e il singolo di Tejada. Poi Murphy con una volata di sacrificio porta a casa Duda. Il punteggio recita: 7-2. Lopez, non in grande forma, concede due walks consecutivi a Wright e Baxter. Bochy capisce che non è giornata e lo manda a sedersi. Sale Hensley che risolve la questione, pop out di Valdespin e strike out importantissimo a Davis.

Nella parte alta del nono prendiamo tre strike out: Cabrera, Sandoval e Sanchez. Ma in mezzo c’è il tempo di infilare l’ennesima valida di Schierholtz. Per noi, sul monte, Casilla sostituisce Hensley. Ground out di Nieuwenhuis. Ground out di Nickeas. Partita praticamente finita. Duda però non ci sta e batte un singolo che alimenta
quelle pochissime speranze Mets. Ma Casilla lancia bene, anche Tejada gound out e match finito.

Note positive del match:

– Nate the Great: oggi come non mai, è stato Grande. Altro 3 su 5, con un triplo. Mostruoso.

– Sandoval: arriva la sedicesima partita consecutiva con almeno una valida. Pareggia il record di franchigia di Mays. Oggi ha anche battuto un home-run sparando la palla sul
secondo anello del Citi Field. Quello di quest’anno sembra un Pablo più disciplinato al piatto. Guardarlo battere in questo modo entusiasma non poco.

– Bumgarner: si guadagna la terza vittoria dell’anno con un’altra buona partenza. 7.0 IP, 3 H, 1 ER, 2 BB, 4 SO.

– Attacco: stiamo battendo bene, arrivano le valide di Crawford (che si stia svegliando? Stiamo a vedere), Sanchez (HR), Cabrera (2 – 4), Blanco (2 – 4), Pill (2 – 3), Burriss.
Ottima anche l’aggressività mostrata dai corridori in base, una cosa che mancava l’anno scorso.

Note negative del match:

– Lopez: viene chiamato nell’ottavo inning, ma riesce ad eliminare un solo battitore. Concede 2 valide, 1 punto, 2 BB. Non era in giornata. Per fortuna, questa volta, Bochy lo
sostituisce prima della catastrofe.

Da questa notte inizia una serie da 3 contro i Reds, a Cincinnati. Cain vs Latos il matchup per gara 1 (ore 1.10). Latos ha lanciato male contro i Cards, la
settimana scorsa, ma in ogni caso non sarà una serie facile. I Reds sono reduci da una serie vinta contro i Cubs. Attenzione soprattutto a Votto e Bruce.