Are you ready?

Pronti alla grande avventura della stagione 2012? è ormai finito il tempo delle ipotesi, degli esperimenti e delle teorie, da domani si gioca per la classifica, per “un posto in Paradiso”, come dicono quelli bravi.

Ieri è stato annunciato il roster dei 25 uomini facenti parte di quella che possiamo definire “prima squadra”; l’attesa per questo elenco è stata ripagata da una serie di scelte piuttosto interessanti e nel complesso approvabili. Per esempio sono stati esclusi i due catcher di fatto titolari del 2011 (post-infortunio di Posey), ovvero Whiteside e Stewart. Quest’ultimo è stato addirittura ceduto agli Yankees in cambio del rilievo George Kontos. Al loro posto è stato premiato Hector Sanchez, autore di un ottimo spring training. Hector “il torello” è giovane e pare sappia battere, ora ha una chance importante.

Gli altri nomi erano più o meno scontati, ma alcuni uomini come Belt, Pill o Blanco non erano sicuri del posto; ora invece ne abbiamo la conferma, per fortuna. Quest’anno, al di là degli errori di Sabean, c’è un tentativo, con quello che si ha, di avere maggior produzione al piatto. Ma resta il fatto che il nostro punto di forza è il pitching, e l’estensione di Cain (5 anni + opzione per il sesto) è un chiaro e positivo segnale.

Ma vediamo uno per uno come si presentano all’opening day i 25 eletti.

STARTING PITCHERS

Madison Bumgarner: forse è il pitcher più in forma del lotto, anche se il magnifico duo Lincecum-Cain gli è davanti nella rotazione. Ma lui è deciso a non partire in maniera disastrosa come l’anno scorso (ovvero con una lunga serie sfortunata di sconfitte) e lo ha già messo in chiaro nello spring traning. Sta anche confermandosi macchina da strikeout; zitto zitto, tra pochissimo rischia di diventare tra i migliori 5 pitcher di tutta la lega.

Matt Cain: l’estensione lo rende e ci rende più sereni. Ma l’impressione è che ci siano ben poche cose che lo scalfiscano; il monte è il suo ufficio e una produzione minima da lui è garantita. Non possiamo che esserne lieti ed essere piuttosto sicuri che la sua sarà l’ennesima stagione di livello.

Tim Lincecum: mese di marzo a fasi alterne per lui, a tratti è stata la solita macchina, altre volte si è un po’ inceppato. Nessun allarme ovviamente; la velocità della sua palla è sempre la stessa, i movimenti pure; qualche tempo fa avevamo sollevato qualche perplessità per il suo futuro. Ora (e speriamo a tempo indeterminato) queste perplessità le lasciamo nel cassetto, da Tim ci aspettiamo ancora tantissimo, perchè lui è il migliore. No way.

Barry Zito: ah, le dolenti note. Per qualche ragione a me sconosciuta, lui resta nel roster, come quinto della rotazione (o quarto, visto che Vogelsong è ancora out) ma le ragioni paiono piuttosto inspiegabili. Se nei primi anni del suo mega-contrattone aveva comunque reso un minimo (pur non per il valore dello stesso) ora pare stia peggiorando sempre più; ogni giorno lancia peggio del giorno prima. Francamente ritengo sia comunque un errore tenerlo a roster, sebbene Vogelsong sia fuori, sebbene lo sia pure Surkamp, sebbene partenti provvisori siano un po’ latitanti. Ma partire con lui vuol dire essere almeno sotto 4-0 prima di iniziare il match; piuttosto parto con Mota, con Loux, con il magazziniere, ma Zito basta. Ah, ovviamente nella prossima partita lancerà come minimo un no-hitter.

RELIEF PITCHERS

Jeremy Affeldt: non uno spring training brillantissimo per lui, ma non c’è da allarmarsi quando si tratta di rilievi. L’anno scorso la sua è stata una stagione positiva, quest’anno al momento non c’è ragione di pensare il contrario; certo non è il nostro miglior rilievo, ma offre discrete garanzie. Ci sarà bisogno anche di lui.

Santiago Casilla: la solita variabile impazzita, capace di mettere strikeout chiunque, come di mettere 12 ball consecutivi. Negli anni abbiamo imparato ad abituarci a lui; anche per questa stagione ci aspettiamo che faccia complessivamente bene.

Clay Hensley: qualche dubbio su di lui, più di uno. A marzo non ha convinto ed ha avuto anche qualche piccolo acciacco. Lo vedremo alla prova delle partite che contano ma personalmente tenderei ad impiegarlo solo a partite già chiuse (nel bene o nel male).

Javier Lopez: dal LOOGY per eccellenza ci aspettiamo che compia anche quest’anno la propria missione, eliminare quanti più mancini possibili. Contiamo sicuramente su di lui, specie quando la situazione si fa delicata.

Guillermo Mota: il nonno tra un po’ lo chiameremo il bisnonno, visto che ogni anno pare l’ultimo o che sia qui per caso. Invece ci sa stupire e sa ritagliarsi il suo posto nel roster. Non bisogna pretendere molto da lui, ma resta un prezioso mangia-inning.

Dan Otero: rilievo che dopo una lunga trafila nelle minors conosce la gioia della prima squadra. Non una stella, ma discreto braccio (destro) che può tornare utile; magari però non in situazioni di punteggio equilibrato. La sensazione comunque è che sia lì solo fino al recupero di Runzler (in DL).

Sergio Romo: bruttino il suo spring training, ma niente panico. Sappiamo bene quanto fa male la sua palla e i mal di testa che provoca ai battitori avversari; sappiamo altresì che aspettarci un rendimento così buono come quello dell’anno scorso sarà difficile. Ma lui è il setup-man, ci serve come il pane.

Brian Wilson: molto confortante il suo marzo invece, migliore delle previsioni. The Beard risulta sempre molto appetibile mediaticamente ma a noi interessa essenzialmente cosa combina lassù, nel posto in cui ogni uomo si sente solo e sperduto. Lui non ha paura, e con lui ci auguriamo ancora tante “tortures” a lieto fine.

CATCHERS

Buster Posey: la più bella notizia dello spring training, Buster è tornato e sta bene. Le sue prestazioni sono state molto buone in questo marzo appena concluso, ha ripreso confidenza sia con la mazza che con l’elmetto dietro al piatto. Ha dimostrato di poter stare tranquillamente anche in prima. E’ il vero nuovo acquisto del 2012; un’arma che ci darà soddisfazioni.

Hector Sanchez: dalle retrovie è spuntato lui e ha superato al fotofinish due candidati più quotati come Whiteside e Stewart. Ma nel baseball vince chi sa battere e lui ha dimostrato di saperlo fare molto meglio dei suoi due “rivali”. Non bisogna avere fretta con lui, nè rispedirlo a Fresno dopo due settimane qualora le cose non andassero subito bene. Può giocarsi le sue carte anche da pinch-hitter.

INFIELDERS

Brandon Belt: uno spring training di grande livello lo ha mantenuto a forza nel roster, nonostante ad un certo punto sono circolate voci di una “retrocessione” a Fresno. Ma sarebbe stato folle, è uno dei pochi che sa fare male per davvero. Pregasi evitare balletti del tipo 2011, ovvero Fresno-San Francisco e viceversa. Crediamo in lui e non ci deluderà.

Emmanuel Burriss: lui è passato di livello, bisogna dirlo, da “perfetto inutile” a “prezioso”, e credo che in pochi l’avrebbero detto. Che in difesa sia atletico e piuttosto affidabile già si sapeva, che fosse veloce e in grado di rubare basi anche, ma che sapesse battere spesso anche oltre il singoletto sporadico no; questo ha dimostrato in marzo. Ora deve trasferire tutto ciò nella regular season, dove spesso le cose cambiano. Sarà una reale trasformazione? incrociamo le dita.

Brandon Crawford: altro giocatore (come il precedente) che non ho mai visto di buon occhio, ma sarò felice di smentirmi. C’è da dire che sembra migliorato al piatto, laddove sta iniziando a far valere una certa continuità. Anche per lui vale il discorso fatto per Burriss; la prova del campionato sarà decisiva, però sicuramente sembra cambiata in meglio la considerazione verso di lui. Forza ragazzo.

Aubrey Huff: lo definirei “il Barry Zito dei position players”, anche se obiettivamente rende un pochino meglio rispetto al mancino Barry (e soprattutto non è pagato tanto). Provato sia da prima base che da left-fielder, quello che ci si aspetta da lui è però un miglioramento al piatto rispetto al ripugnante 2011. Molti dubbi su di lui, francamente. Ma stiamo a vedere che combina; di chance ne ha avute, ne ha e ne avrà ancora. Più di così…

Brett Pill: un po’ a sorpresa è stato inserito nel roster, forse perchè non ci si fida molto di quello che può dare Huff (e ci mancherebbe il contrario). Avrà le sue chance da pinch-hitter oppure troverà un posto nel lineup titolare se proprio le prestazioni di chi lo precede saranno negative. Ha una potenza disumana nel braccio, ma la sfrutta un po’ poco rispetto alle volte nelle quali va al piatto. Migliorasse un po’, non lo smuoverebbe nessuno dalla prima base.

Pablo Sandoval: il Panda resta il nostro miglior hitter e se replicasse il 2011 ne saremmo felicissimi. L’importante è che non replichi l’anno prima (il fatto che si sia vinto il titolo non inganni) e francamente un po’ di timore aleggia nell’aria. Per ora però restiamo sereni e contiamo tantissimo su di lui.

Ryan Theriot: ad un passo dal taglio anticipato, alla fine è riuscito a guadagnarsi la pagnotta per essere inserito nel roster titolare. Quanto possa durare però non si può sapere, visto che c’è un Freddy Sanchez alle sue spalle. Di certo se batte come allo spring training vedrà poco il campo, alla faccia dell’esperienza, del fatto di avere appena vinto un titolo e di tutte queste cose inutili prese come metri di valutazione. Deve produrre, altrimenti è out.

OUTFIELDERS

Gregor Blanco: a inizio spring training non se lo filava nessuno, ma lui ha deciso di far parlare il campo, il quale ha detto che un posto tra gli eletti se lo merita eccome. Giocoforza in calo nella seconda metà di ST rispetto all’inizio irreale, ha comunque mantenuto alto il proprio livello, battendo e rubando basi, oltre che difendendo a modo. Forse non partirà titolare, ma avrà ancora le sue occasioni e se le saprà sfruttare come ha fatto a marzo, l’outfield diventerà casa sua.

Melky Cabrera: noi speriamo di ricordarlo per un giocatore che sappia battere con continuità piuttosto che per l’uomo preso in cambio di Jonathan Sanchez. Per il momento si è fatta strada la prima ipotesi, il suo marzo è stato molto positivo e il suo posto tra i titolari è garantito. E se fosse meglio di come pensavamo? ben venga. San Francisco è pronta ad innamorarsi di Melky.

Angel Pagan: abbiamo ceduto una sorta di “ferrovecchio” (parlo di Torres) e rischiamo di ritrovarci uno che batte ancora meno di lui. Almeno a giudicare dal suo spring training. Le ultime prestazioni però ci hanno un po’ rincuorato per cui proviamo ad avere un po’ più di fiducia in lui, consapevoli che se farà male, verrà probabilmente in fretta rimpiazzato. Ma al momento dovrebbe rientrare nella lista del lineup iniziale.

Nate Schierholtz: chi guarda la MLB con occhi distratti può pensare che Nate sia un giocatore normale, nulla più. Invece noi sappiamo quanto vale, sia al piatto che con quel cannone che si ritrova al posto del braccio. Non è un fenomeno, onde evitare di creare illusioni, ma un’annata sulla falsariga di quella passata ci accontenterebbe. Ovviamente anche per lui la prova del campo stabilirà il quantitativo delle volte che lo vedremo titolare.

Una parentesi va aperta per coloro che sono in DL, ovvero i due pitchers Vogelsong e Surkamp, il rilievo Runzler e il seconda base Freddy Sanchez. Per tutti e 4 non vi sono problemi gravi, soprattutto per Vogelsong e Freddy, già rientrati nei ranghi durante lo spring training. Ma serve ancora un po’ di tempo per loro; quello che è certo è che ci servono dannatamente. Li aspettiamo presto.

Domani si parte da Phoenix, in casa di quelli che ci sono finiti davanti l’anno scorso. Per quanto una, due o tre partite all’inizio possono voler dire poco, c’è da dimostrare che quest’anno siamo più cattivi, più forti, più vogliosi di loro. La National League West vogliamo portarla a casa noi, per cui è bene cominciare con il sorriso.

LET’S GO GIANTS!!!

 

 

2 Risposte to “Are you ready?”

  1. L’ho letto adesso, bello il no-hitter su Zito. Quasi… :-)

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