SF @ ARI gara 2 (4-5): altro giro, stesso esito

E anche la seconda se ne va a donne di facili costumi, per dirla con eleganza. Ok, loro sono sulla carta più forti, ok, sono i campioni in carica della division, ok, sono le nostre bestie nere (il parziale degli ultimi match è schiacciante a loro favore), ok, abbiamo perso ancora. Niente panico però, la stagione come sappiamo è immensamente lunga e se iniziamo subito a sfogare rabbie e frustrazioni con sentenze tranchant, arriviamo a settembre che ci tocca seguire le partite dalle corsie del reparto psichiatria di qualche ospedale.

Calma dunque, si è perso, ma non abbiamo sfigurato nemmeno stavolta, pur facendo complessivamente peggio di gara 1. Qualche consolazione però la possiamo trovare, una per tutte quella di un attacco ancora tutto sommato piuttosto vispo e producente, nonostante le 6 valide totali. Pensate cosa sarebbe stato se ci fossimo trovati nella stessa situazione di zero vittorie e due sconfitte, ma con due L per 1-0 con 3 singoli ad incontro (cose che nel 2011 capitavano spesso, ricorderete). Probabilmente avremmo dato di matto, preteso le dimissioni di tutto lo staff in blocco e saremmo scesi in piazza per chiedere subito una rivoluzione. Invece pur essendo a secco di W, possiamo dire di aver visto qualcosa di buono, di diverso, di leggermente migliore rispetto agli sfaceli del 2011, di aver perso con onore e lottando fino all’ultimo out. Non è molto, va bene, ma essere catastrofisti dopo due partite non è il caso. Sappiamo quanto sia umorale questo sport.

Veniamo alla fredda cronaca: il primo inning rifletteva l’andamento della partita precedente, ovvero il nostro partente steccava di brutto e dopo non aver concesso neanche un home run in tutto lo spring training, capitolava due volte in due inning, per giunta con lo stesso uomo, al secolo Aaron Hill, tutto, ma proprio tutto fuorchè un grande hitter. Questo è il baseball. Oltre alle bombe di Hill però, era tutto il resto a farci iniziare in salita e con preoccupazione, visto che MadBum metteva in base uomini a ripetizione, vedasi Upton con un walk, vedasi Montero con un singolo, vedasi Young con un doppio e RBI, vedasi il pitcher Hudson con un singolo, vedasi ancora ancora Upton con un singolo. Tutto questo in 2 inning.

Il 4-0 dunque ci cadeva come un macigno in testa, una montagna già troppo ripida da scalare mentre nel frattempo noi non avevamo ancora messo nessuno in base. Il primo infatti era proprio Bumgarner che metteva un singolo nel 3°.

E proprio come in gara 1, ad un certo punto suonava il risveglio da parte nostra: Bumgarner lanciava il terzo senza difficoltà, mentre noi nel 4° iniziavamo a farci sentire, singolo di Cabrera e home run di Sandoval. Tutto d’un tratto eravamo 2-4, la gara iniziava a prendere forma trasformandosi in una sorta di fotocopia del match disputato meno di 24 ore prima. Lì avevamo trovato il pari dopo essere andati sotto per 3-0, qui la situazione era un po’ più difficile ma grossomodo l’andamento si rivelava simile.

Nel 5° debuttava in Major League Dan Otero, il che voleva dire che il match del nostro starter era già finito (Schierholtz era entrato prima da pinch-hitter). Il rilievo al suo esordio concedeva un singolo a Montero e un doppio al caldissimo Young. Il risultato si fissava sul 5-2 e gli inning restavano sempre meno per recuperare. Nel 7° però arrivava un’altra scossa elettrica a nostro favore, walk a Belt e bomba di Brett Pill, alla sua prima apparizione al piatto del 2012. Stessa situazione dell’anno scorso, prima presenza al box di battuta e boom per Pill, che subito faceva tornare alla mente la situazione nella quale avrebbe potuto entrare in gara 1 piuttosto che far battere quella mezza sciagura di Huff. Intanto ci tenevamo questi due punti, punteggio di 4-5 e ancora due attacchi per provarci.

In difesa Casilla e Lopez se la cavavano senza danni (meglio Lopez, inning perfetto) mentre le nostre due ultime fasi offensive avevano le polveri bagnate, ahinoi. Nell’8° solo il Panda si produceva in un singolo (terminava anche la hitting streak di Posey), mentre nel 9° non serviva l’ingresso di Gregor Blanco. Anche lui infatti andava strikeout come Belt che lo precedeva, mentre Crawford chiudeva il match battendo una fiacca grounder. Zero vinte e due perse, amarezza.

Note negative del match:

– Bumgarner: pare scontato dire che non ci aspettava una prestazione tanto deludente da parte sua. L’inizio del 2011 è ancora vivo nei ricordi e l’incubo che quest’anno si ripeta di certo non è stato scacciato da questa prestazione. Peccato perchè il suo talento è davvero grande ma a volte pare che abbia l’interruttore spento, cosa accaduta ieri in 3 inning su 4. Speriamo di vederlo diversamente già dalla prossima uscita.

– Pagan: delusion. Finora è 1 su 9, sample size ridottissimo, sia chiaro, però ecco, il leadoff dovrebbe dare qualcosa di più. Già per gara 3 è infatti previsto un avvicendamento nel lineup titolare, lui probabilmente sarà il primo ad accomodarsi tra quelli che guardano, almeno all’inizio.

– Crawford: l’unico con zero valide in due match. Anche per lui vale il discorso che il sample size è misero e c’è da aggiungere che in difesa compie spesso giocate interessanti. Bisogna attendere la produzione offensiva, che ha dimostrato durante lo spring training e che in due match è mancata. Aspettiamo.

Note positive:

– Sandoval: alla faccia del peso e della sua millantata grassezza, il Panda ha ricominciato da dove aveva finito. Prima bomba dell’anno e tutte le illazioni si cancellano con un colpo di swing. Benissimo.

– Pill: dal manuale del perfetto pinch-hitter, capitolo 1, entrare e sparare un siluro fuori dal campo. Missione compiuta. Potenza devastante, quando prende bene quella palla non ce n’è per nessuno. Se mette un minimo di continuità abbiamo risolto tanti tanti problemi. Belt va in outfield e lui se ne resta in prima. E non vediamo più Huff. Non fermarti Brett.

– Lopez: il rilievo più abusato del west entra nell’ottavo inning e non manda nessuno in base. Bochy si fida fin troppo di lui e Javi ripaga la fiducia del manager con il suo dovere che svolge senza errori. Capita spesso.

Terza partita questa stasera, e già siamo chiamati ad una prova d’appello, già dentro o fuori, già vivi o morti. Beh, forse esageriamo, però la differenza tra uno sweep e una nostra vittoria rischia di essere notevole, visto che alla fine della stagione quelle caselline di W-L  contano un pochino. Per cui non dobbiamo sbagliare, Cain-Collmenter il match up. Dai ragazzi.

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