Archivio per maggio, 2012

ARI @ SF gara 3 (4-1): Bochy aveva scommesso sulla sconfitta?

Posted in Resoconti on 31 maggio 2012 by Mat

Ebbene sì, nel pieno dello scandalo scommesse sul calcio, vi lancio questa notizia recuperata da una fonte che non posso rivelare: anche Bochy potrebbe venire indagato per aver scommesso sulla sconfitta dei Giants in gara 3 contro i D’Backs. Le prove a suo carico sembrano essere evidenti, su tutte l’ingresso di Edlefsen nell’ottavo inning con la squadra sotto di solo un punto, ma anche il bunt chiesto a Theriot con 2 uomini in base nel 6° inning potrebbe venire preso dall’accusa come testimonianza della frode compiuta.

Ovviamente si scherza, non si sa mai che volino denunce di chi non l’avesse capito, ma resta il concetto base di una partita sostanzialmente equilibrata nella quale si è deciso, causa palese incompetenza, di alzare bandiera bianca prima della fine naturale dei nove inning. Questo perchè, lo schierare Steve white flag Edlefsen è un segnale di quanto si possa essere sprovveduti nel compiere delle scelte, ed è anche cosa buona e giusta che le cose non possano sempre andar bene in modo che si dica “visto che c’avevo azzeccato?”. Eh no caro Bochy, qui si tratta di un bell’equivoco: Edlefsen non è un giocatore da MLB, dato di fatto, e il solo averlo a roster implica il fatto di utilizzarlo in qualche occasione. Primo errore. Il secondo errore è quello di utilizzarlo in situazioni di punteggio complicate come lo stare dietro di un punticino, che sappiamo tutti essere potenzialmente recuperabile con uno swing di mazza. Se invece vogliamo fare di tutto per perdere, allora quella è la strada, non giustificata dal fatto che Romo e Casilla ieri non fossero disponibili. Obiezione respinta, dunque.

Come detto, è il bunt a Theriot l’altro aspetto di cui voglio parlare, consapevole del fatto che alcuni di voi (com’è giusto che sia) in questo caso possano essere in disaccordo, vuoi perchè “amanti” del bunt, vuoi perchè chiederlo ad un giocatore che batte pochissimo può essere una buona idea. In questo caso io resto sempre contrario, opinione personale chiaramente, perchè digerisco male il bunt di avanzamento (non quello per battere valido) a meno che non si tratti del pitcher (o di Burriss, ma questo è un caso unico al mondo). Inoltre, chiederlo ad un giocatore che hai messo per secondo nel lineup (a proposito, non si capisce questa insistenza di continuare a mettere per secondi giocatori che battono poco) e che proprio ultimamente stava dando qualche segnale in più di vitalità mi pare un controsenso. E, aggiungerei, ad un giocatore che avrà mille difetti ma che va poche volte strikeout quindi avrebbe potuto mettere la palla in gioco. Beh, discorso inutile visto che il bunt è fallito; chiramente non se ne sarebbe accorto nessuno se avesse avuto l’effetto sperato. Ma ribadisco che a mio avviso l’errore più grave è stato quello di inserire white flag.

L’altro aspetto importante del match riguarda Lincecum, finalmente giunto ad una prova dignitosa che ha parzialmente messo da parte le ansie e preoccupazioni evidenziate finora. Non è arrivata però la vittoria, cosa fondamentale, anche se avendo la possibilità di scegliere, ci può stare con la serie sul 2-0 di barattare una prestazione con una sola earned run rispetto ad una vittoria magari con sette punti a suo carico. Serviva una prestazione confortante ed è arrivata, il prossimo passo è abbinare una prestazione così ad una vittoria. Forse ci potremo arrivare tra non molto.

Purtroppo ogni pitcher ha la sua bestia nera e chi pensava che per lui fosse Ryan Howard dei Phillies, ora dovrà spostare l’attenzione verso Paul Goldschmidt, che in soli 13 turni di battuta in carriera, gli ha sparato ben 4 home runs, altre tre valide e 6 RBI. Quello di ieri è stato l’homer del 2-1 e pare piuttosto chiaro che, nonostante lo small sample size, Goldschmidt abbia una certa facilità a leggere i lanci di Tim. Quindi mettiamola come sfortuna nostra, ci può stare una cosa del genere, mentre nel frattempo ne approfitto per elogiare lo stesso Goldy, giovane slugger che mi piace davvero tantissimo, pur da avversario, tra l’altro con un’ottima efficienza difensiva in prima base. Bravo lui, dunque.

Ultimo aspetto da sottolineare, Melky Cabrera. Ieri non è stato il migliore dei nostri, ma all’ultimo at-bat del mese ha messo la valida che è servita a raggiungere quota 51 nel mese di maggio, raggiungendo il mai dimenticato Randy Winn nellla classifica del top della valide battute in un mese. Un record meritato per lui, che speriamo possa continuare a dar fuoco alle sue polveri anche ora che maggio se n’è andato. E ci mancherebbe che crollasse; certo, così tanto è impossibile, ma possiamo ancora credere che possa darci una grande mano come successo finora.

Riassumendo il tutto, andiamo con le note del match, partendo da quelle positive:

– Lincecum: come appena scritto, Goldschmidt a parte, la sua prova è stata discreto-buona, anche se quelle 4 BB (quella intenzionale non la conto) non sono poche. A volte perde troppo il controllo dei lanci, con la palla che cade per terra o troppo lontana dalla zona di strike per essere swingata da un simil-Francoeur. Però ci sono note positive, su tutte il fatto che la sua fastball non è scesa di velocità con l’andare della gara.

– Blanco: ormai sapete che potrei metterlo nelle note positive anche quando va 0 su 4, però in questo caso la sua prova è stata positiva per davvero. In questo caso come in molti altri, chiaramente. Se appare assodato che contro i mancini soffra un po’, così non è contro i destri qual è il Kennedy che ha affrontato stavolta, battendo un singolo e un triplo. Ha anche commesso un errore in difesa, facendoci sfuggire la palla dal guanto nella fretta di tirare verso casa per evitare una sacfly. Ma come direbbe Totò, sono quisquilie.

– Theriot: dopo la mia crociata anti-bunt, vi avviso che sto diventando un suo simpatizzante, non perchè è andato 2 su 4 con 1 RBI nè perchè stia battendo chissachè. Semplicemente perchè è il male minore, e vederlo al piatto sapendo che ci potrebbe essere Burriss è una cosa che mi consola. Poco cambia se il risultato è simile, anche se credo che sia un piccolo upgrade. Quanto basta per farmelo preferire.

Note negative:

– Edlefsen: stesso discorso che facevo per Burriss qualche giorno fa. Sono convinto sia una bravissima persona, per cui, poveraccio, non ha mica colpe lui. Le colpe sono di quei caproni che lo mettono in campo, non so se Bochy, Righetti o tutti e due o qualcun altro. Cavolo Bochy, hai un figlio che sta facendo benissimo nelle minors, magari in futuro sarà il nostro closer, ma piuttosto chiama su lui! (iperbole). E poi, ma qualcuno ha notizie di Brad Penny? non trovo nulla a proposito. L’avranno rapito assieme a Freddy Sanchez.

– Belt, Arias, Crawford: parte bassa del lineup con un bellissimo zero su undici, da mani nei capelli. Visto che Crawford proprio non ce la fa per cui è fuori classifica, mi aspetterei molto di più dai primi due, dotati di talento quando accendono l’interruttore. Ma mi sa che qui hanno tagliato la corrente.

Ora un giorno di dayoff, prima della serie da venerdì a lunedi (da 4 quindi) contro i Cubs, reduci dallo sweep ai Padres dopo averne perse 12 di fila. Mentre non è il caso di esultare per il nuovo infortunio di Kemp, possiamo invece parzialmente rallegrarci della situazione dei Dodgers, per la prima volta sconfitti per 3 partite consecutive. Questo almeno vuol dire che sono prendibili, ammesso e non concesso che noi si sbagli poco e si facciano meno errori, dai giocatori allo staff.

Tornando alla serie contro i Cubs, la prima sfida sarà tra Bumgarner e Maholm, match-up piuttosto alla portata nel quale affrontiamo un pitcher nel complesso molto toccabile. Da segnalare la gara numero 2, quella di sabato, nella quale entrambe le squadre vestiranno le throwback jersey del 1912, nel quale i Giants erano a New York. Avremo pertanto il simbolo NY sulla maglia, con le pinstripes simili a quelle degli Yankees e con il logo NY non dissimile da quello dei Mets. I Cubs invece quando indossavano quella maglia, già avevano vinto le loro ultime World Series. Poveracci, detto con simpatia, visto che mi sono simpatici per davvero. Non però nelle prossime 4. Forza ragazzi!

Annunci

ARI @ SF gara 2 (1-3): Melky continua a battere, i Giants continuano a vincere

Posted in Resoconti on 30 maggio 2012 by Mat

[Articolo scritto da Angelo Cappa]

Mays è stato superato.
Mi riferisco al numero di valide battute in un singolo mese, nell’era di San Francisco. Con il sontuoso 3 su 5 della notte passata, Melky Cabrera registra la cinquantesima valida di Maggio, superando il grande Willie Mays, a quota 49. Numeri impressionanti per il nostro Melk Man.
Era da tempo che non si vedeva, all’AT&T Park un giocatore così. “Sono molto felice di aver superato il record di Willie Mays, e forse un giorno sarò io stesso un
Willie Mays” dice Cabrera al termine del match. La media di Cabrera si alza ancora, siamo a quota .376 (.435 a Maggio), e nelle ultime dieci partite ha battuto 22-42.

Ma nella notte è stata giocata anche una partita, la seconda gara della serie contro Arizona. La partita è stata vinta per 3-1.

Iniziamo subito benissimo, con 3 strike outs di fila di Vogelsong, preludio all’ottima serata del nostro partente. Ma il nostro attacco è in riposo, almeno al primo giro, infatti fino al quarto inning non battiamo assolutamente niente.

Nel frattempo, però, i D-Backs passano in vantaggio nel secondo inning. Vogelsong concede una BB a Young, e con un wild pitch gli regala la seconda base. Riesce poi ad eliminare Goldschmidt con una ground ball, ma purtroppo Bell batte una valida che permette a Young di segnare il punto dell’1-0.

Un po’ di difficoltà , per Vogelsong, anche nel quarto, in cui prima Upton batte un doppio, e poi Vogelsong colpisce Montero. Prima e seconda occupate, e Young batte un pop che viene facilmente preso al volo da Pagan. Goldschmidt però riempie le basi con il suo infield single. Ma ci salviamo con il secondo pop out dell’inning, questa volta di Bell, e un ground out di McDonald. Bene.

Nel quarto il nostro attacco finalmente si sveglia. Arriva il primo singolo della nostra partita. Da parte di chi? Ovvio, di Cabrera. Seguito a ruota da Posey. Pagan batte però una ground ball che porta all’eliminazione di Buster in seconda, ma riusciamo comunque a riempire le basi con il walk di Pill. Arias però finisce strike out. Fine dell’inning.

Ma è nel sesto che arriva finalmente il nostro primo punto. Ancora una volta, dopo il singolo di Cabrera con 1 out, Posey batte un doppio che ci fa pareggiare la partita sull’1-1. Il nostro catcher riuscirà anche ad arrivare in terza dopo il singolo di Pagan. Belt, chiamato al posto di Pill, si prende una base on balls. Sembra la fotocopia del
quarto inning, e infatti ha la stessa fine, con l’eliminazione di Arias.

Nel frattempo la partita di Vogelsong continua bene, tra il quinto e l’ottavo inning infila la bellezza di 5 strike outs, concedendo qualcosa solo nel sesto, ma senza subire punti.

Il match gira nella parte bassa dell’ottavo, in cui diamo la zampata decisiva che ci porta alla vittoria. Theriot arriva immediatamente in base con 4 balls. Cabrera batte la terza valida del match, un singolo che porta Theriot in terza. Posey non è Arias, non sprechiamo l’occasione e con la sacfly andiamo in vantaggio per 2-1. Arriva poi anche il singolo di Pagan. A questo punto Arizona decide di mandare volontariamente in base Belt, per affrontare Arias. Il nostro 3B batte una
ground ball che gli permette di arrivare in prima, ma solo dopo l’eliminazione di Belt in seconda. Nel frattempo Cabrera dalla terza ha tutto il tempo di andare a segnare il 3-1.

Casilla chiude il match senza concedere nulla.

Note positive del match:

– Cabrera: non trovo più parole per descrivere il giocatore più caldo del pianeta. Per la venticinquesima volta mette a segno più di una valida, il totale adesso è a 77. Nessuno come lui in MLB.

– Posey: 2-3 con 2 importantissimi RBI. Si fa trovare pronto quando serve, il doppio del pareggio è stato fondamentale.

– Vogelsong: 7.0 IP, 6 H, 1 ER, 8 SO. Il nostro miglior lanciatore nell’ultimo mese è lui, senza dubbio. Chiude Maggio con un totale di 7 punti subìti in 6 partenze. E la sua ERA scende a 2.36.

– Pagan: anche lui mette a segno due valide. Il nostro Angel si dimostra sempre in forma.

Menzione d’onore a Hensley e Casilla che hanno lanciato bene.

Note negative del match:

– Crawford: 0 su 4 con 2 K. Continua a non battere, è un disastro al piatto.

– Arias: ok, la sua ground ball nell’ottavo permette di segnare il punto del 3-1, e ha fatto anche un bel contatto, ma si potrebbe fare di più. Arriva alla battuta in situazioni delicate, lo strike out nel quarto con le basi piene rischiava di essere disastroso.

– Blanco: stranamente non fa assolutamente nulla, in attacco. 0-4 e mai in base.

Questa notte, ore 4.15, il terzo match della serie. Lincecum – Kennedy i partenti. Non sarà affatto facile. Ma noi crediamo in Tim…

ARI @ SF gara 1 (2-4): la turbo-partenza vale la vittoria

Posted in Resoconti on 29 maggio 2012 by Mat

Eccoci qui a raccontare di una bella vittoria, ottenuta nonostante gli sfavori del pronostico dato da un match-up all’apparenza complicato, ovvero Zito contro Cahill. Invece lo Zito che tanto aveva deluso nel match precedente, o forse che era tornato sui propri standard, ha ricominciato a funzionare quasi per magia in questo, tornando sui livelli dignitosissimi di inizio stagione.

Il resto della truppa ha dato supporto al proprio starter, dando la netta impressione di aver approcciato la gara nel modo giusto. Anzi, non è stata solo un’impressione, visto che i punti sono fioccati tutti nei primi 2 inning, in particolare nel 1° nel quale abbiamo subito messo la freccia andando a segno 3 volte. In particolare si è visto un Gregor Blanco da urlo con 2 doppi nei primi due at-bat e una fantastica rubata di casa base in cooperazione con la rubata della seconda da parte di Pagan. “Ho ascoltato Tim Flannery” ha dichiarato a fine match Blanco, “che mi ha detto di provare a rubare casa base se Montero avesse tirato in seconda, e così è stato”. E bravi tutti, dunque. Poi Gregorio ha suggellato l’ennesima sua ottima partita, con una non facile presa per il terzo out del 9° inning, decretando pertanto la vittoria.

Con questa prima vittoria nella serie, ci avviciniamo leggermente ai capoclassifica Dodgers, i quali rimangono comunque ancora a parecchie partite di vantaggio. Ma non credo sia questo il momento di preoccuparci della classifica, primo perchè essere a fine maggio sopra .500 (anche se di poco) può comunque andare, secondo perchè se ci mettiamo adesso a fare calcoli non ne usciamo più. Ad ogni modo è bene iniziare a darci qualche occhiata e dato che i primi sono al momento lontani (ma basterebbe poco per poterli riprendere) pensiamo a mettere più distanza possibile tra noi e i diretti avversari che ci seguono. Per cui il lavoro svolto in gara 1 contro Arizona ha questa doppia valenza e sarebbe ottima cosa proseguire nelle successive due sfide, azzardando uno sweep o almeno vincendone un’altra su due.

Tornando alla gara 1 contro i Diamondbacks, andiamo a vedere come si sono succeduti i punti: come detto, siamo partiti in tromba, come si suol dire. Gregorio, da perfetto leadoff, batteva un doppio mentre Crawford con il bunt lo spingeva in terza base. Arrivava un insolito strikeout (looking) per il caldo Melky ma stavolta con RISP eravamo feroci: walk a Pagan che dava poi il via al già citato double-steal che valeva l’1-0 firmato Blanco. Subito dopo Hector indovinava la grounder centrando il buco tra prima e seconda e consegnando il 2-0 a Pagan. Battitore successivo e alla festa partecipava anche Belt, che sparava lungo lungo il suo triplo, regalando ad Hector il punto del 3-0. Nell’inning successivo uscivamo indenni da un leadoff double di Kubel, mentre il punto del 4-0 portava la firma ancora di Blanco che con il suo doppio spingeva a casa Burriss dopo che quest’ultimo aveva incredibilmente battuto valido.

Il punto del 4-1 arrivava nel 3°, nell’inning più difficile per Zito; Justin Upton era infatti autore della terza valida della ripresa, rappresentata da una ground-rule double rimbalzante non lontana dal cuscino di terza. Da qui in poi la partita si addormentava, sia per il nostro attacco sia per il loro, anche grazie ad un ottimo Zito che ne faceva fuori ben 10 di fila. Nel 7° Zito usciva ancora indenne da un leadoff double, mentre nell’ottavo veniva rispedito sul monte solo per affrontare un battitore, McDonald, che la sparava fuori dando il punto del 2-4 ai D’Backs. C’erano quindi altri 6 out da piazzare e venivano divisi tra Hensley (nell’8°) e Casilla (nel 9°). Santiago però faticava un po’ tantinello, concedendo due singoli con 1 out e procurandoci qualche brivido in Wilson-style. Ma il finale era dolce, prima infatti lo strikeout su Montero poi il flyout di Roberts ci faceva trattenere il respiro ma ci portava la meritata W.

Note positive del match:

– Zito: parto da lui stavolta perchè dopo un’ultima uscita tanto negativa, tutto mi aspettavo tranne una partita così buona di fronte agli slugger di Arizona, capaci di far male come pochi altri. Invece è andato davvero bene e questo gli va dato atto. Sembra più sereno rispetto agli anni scorsi e non escludo che parte del merito sia anche di Hector dietro al piatto, che gli fornisce maggior tranquillità (senza nulla togliere a Posey che è un ottimo catcher). Comunque, al di là dei motivi, l’importante sono i risultati, e questo è stato molto apprezzabile. Avanti così.

– Blanco: non so se su queste pagine l’ho già scritto ma baseballisticamente sono innamorato di lui. Adoro soprattutto la pazienza al piatto, mi fa impazzire quando uno non ha fretta e aspetta i lanci giusti, oltre al fatto che ha un buon occhio ed è difficile vederlo girare lanci molto fuori dalla zona di strike. E poi il baserunning, splendido quasi sempre (ieri una piccola ingenuità), veloce ed efficace. Insomma con lui sono sfacciatamente di parte e il fatto che a marzo fosse considerato un rincalzo da triplo A e che si sia guadagnato il posto a forza di grandi prestazioni, è la dimostrazione di quanto abbia fatto bene. E’ uno dei pochi a non farmi arrabbiare quando va K, vuol dire che ha molto credito nei miei confronti.

– Belt: due valide di cui un triplo e un singolo. In attesa del suo primo pepitone della stagione, per il momento ci accontentiamo di una prestazione efficace e positiva, seppur delle volte sparisca dalle partite e non imbrocchi nulla per qualche at-bat di troppo, swingando il nulla. Se solo fosse più continuo sarebbe straordinario, ma occhio che prima o poi ci arriva.

– Hensley: tolto uno specialista delle curve come Zito, ne entra un altro che sa come lanciare. Traiettoria meravigliosa della sua curveball, e letta molto difficilmente dagli avversari. Al momento (sono consentite scaramanzie) è uno dei rilievi più affidabili del lotto.

Note negative:

– Crawford: unico position player hitless, inevitabilmente finisce tra le note negative. Beh, a ben vedere qualcosa di buono l’ha fatto, un intelligente bunt nel 1° e una partita priva di errori difensivi, che dovrebbe essere sì la norma ma che di fatto lo è stata ben poche volte. Il disco è sempre lo stesso: devi battere, Brandon.

Gara 2 si gioca nella notte e prevede un match-up tra Vogelsong e Saunders, sulla carta sostanzialmente equilibrato. Ma a darci ulteriore carica sono le parole di Blanco: “dobbiamo crederci tutti assieme perchè siamo a casa nostra e qui nessuno ci può fermare”, ottimista il ragazzo. Speriamo che a queste parole di carica seguano dei fatti altrettanto positivi per proseguire il buon periodo. Avanti Giants!

SF @ MIA gara 4 (3-2): The Melkman Show

Posted in Resoconti on 28 maggio 2012 by Mat

Un uomo solo al comando e la sua maglia è arancionera; questa la versione riveduta e corretta della mitica citazione di Mario Ferretti riferita al grande Fausto Coppi. Ora, non vorremmo essere irriverenti nei confronti dell’inarrivabile Fausto però va detto che per noi Giants fans la stagione di Melky Cabrera sta realmente diventando importante. E voglio rimanere morigerato negli aggettivi perchè c’è il rischio che mi faccia trasportare e inizi a montarmi la testa, pensando di avere a che fare con un fuoriclasse assoluto.

Il buon Melky ha 28 anni ed è probabilmente all’apice della propria carriera, iniziata da poco più che ventenne in maglia New York Yankees. Dopo una prima stagione molto positiva si è progressivamente spento e non gli bastò un rimbalzo alla quarta stagione per entrare nei cuori dei tifosi dei bombers. Venne così ceduto ad Atlanta in una trade che portò il buon Javi Vazquez nella grande mela ma lì in Georgia fece anche peggio al punto da venire rilasciato dai Braves. Così se lo accalappiarono i Royals laddove disputò un’ottima stagione. Poi arrivò Sabean e, in quella che già oggi si può definire una trade azzeccata (rarità per Sabean, sulla quale millanterà il proprio credito per almeno altri 5 o 6 anni) lo portò da noi in cambio di BB-man Jonathan Sanchez che sembra essere perso più di quello che era qui da noi.

Beh, qui il buon Melky sta rendendo al di sopra delle aspettative, anzi, sta combinando cose esplosive. Medie surreali, valide una dietro l’altra e, soprattutto, parecchie line-drive, non groundballs che magari per colpi di fortuna trovano lo spiraglio giusto. No, valide vere e proprie, senza possibilità di cattura da parte dei difensori avversari. “E’ uno scherzo” dichiara Blanco, “è ridicolo” (accezione positiva in inglese) dice Cain, “è un mostro” ribatte Crawford, “mai visto nulla di simile” aggiunge Romo. Insomma, anche i compagni sono estasiati da queste performance che ieri ha visto un 4 su 4 con un home run, per cui più della metà delle valide di squadra (7). Ci vuol poco a concludere che senza un Melky così saremmo molto più indietro in classifica. Però Melky è dei nostri, per cui non andiamo avanti con i se, altrimenti anche senza i Blanco e i Pagan di maggio saremmo più indietro, come saremmo più avanti con un Lincecum che avesse fatto il Lincecum e con una maggiore concretezza con corridori in posizione punto.

Ad ogni modo, oltre a questo Melky da record (numeri a livello della leggenda Willie Mays, e ancora migliorabili visto che abbiamo 3 partite da disputare in questo mese), ieri abbiamo avuto modo di apprezzare anche Matt Cain, partente che garantisce quell’affidabilità che appartiene praticamente solo a lui, con tutto il rispetto per gli altri nostri starters, tutti più o meno dignitosi nel loro ruolo. Ma Cain offre maggiori garanzie e i numeri lo stanno lì a dimostrare. Solo singoli concessi ieri, oltre ai due punti, anche se sul secondo c’è la complicità di quello in panchina che l’ha tenuto per un battitore di troppo.

Vediamo un po’ la successione dei punti: primo inning e già 1-0 per noi con il già pluricitato Melky che sparava il suo secondo homer della serie, anche questo in right field ma più netto rispetto a quello vicino alla zona di foul di gara 2. Dopo una fase tranquilla e dominata da Cain da una parte e Nolasco dall’altra, arrivava il nostro raddoppio nel 4°, per merito di chi? beh, ovviamente di Melkman. Suo infatti il singolo da leadoff, al quale seguiva una rubata, il singolo di Buster che portava in terza lo stesso Melky, e la sac-fly di Pagan. Era il 2-0 e altri punti non arrivavano nella ripresa visto che Huff cadeva nella sua specialità: il doppio gioco.

Nel 5° i Marlins si rifacevano sotto dopo che un walk e un singolo avevano portato due uomini sulle basi senza out. La valida dell’1-2 veniva battuta di Coghlan ma l’inning si risolveva senza ulteriori danni per noi, che anzi andavamo sul 3-1 nella ripresa successiva con la marcatura messa a segno ancora una volta da Melky, spinto però dal gran doppio di Posey, non lontano dall’home run. In questa ripresa c’era anche da segnalare un groundout di Huff, che riusciva a farsi eliminare correndo fermo, nonostante la difficoltà nel recuperare la palla da parte di LoMo.

Il 6° era un inning interessante per la nostra difesa: prima Pagan andava a recuperare una palla senza averne capito la traiettoria (e non era la prima volta che capitava in questo ballpark al chiuso) andando prima indietro, poi avanti, poi ad effettuare un basket-catch. Per l’ultimo out, con un uomo in seconda e uno in terza, arrivava invece una gran giocata di Theriot in Jeter-mode. Nel 7° invece Pagan rimediava al non-errore precedente commettendo una sciocchezza, ovvero facendosi passare una palla a due all’ora in mezzo alle gambe. In questo modo Petersen arrivava in seconda e poteva realizzare il punto del 2-3 con il singolo vincente di Reyes, arrivato dopo un walk conesso da Cain, sul quale Bochy avrebbe dovuto alzarsi. Invece il coach si alzava un battitore dopo. Vabbè.

Per fortuna nel computo totale del match non andavamo a pescarci la beffa da parte dei pesci della Florida. Romo chiudeva bene il 7°, poi sistemava in comproprietà con Lopez l’ottavo fino al secondo out, mentre il terzo lo faceva fuori Casilla, chiamato ad una 4-out save. Prima della bassa del nono andavamo però a sprecare un’opportunità preziosa dopo il leadoff triple di Pagan. Uno squeeze bunt che avevano capito pure gli spettatori, coglieva Pagan tra la terza e casa base, causandone l’eliminazione. Fosse arrivata la beffa, ci saremmo mangiati il cappello, come diceva Rockerduck, ma il buon Casilla completava il lavoro concedendo sì un singolo con due out, ma eliminando Reyes via grounder e sigillando così la vittoria.

Note positive del match:

– Ted Williams… ops, volevo dire Melky Cabrera: già detto tutto. Per quanto continuerà così? mettiamoci in testa che così è irreale, deve scendere per forza. Ma per ora godiamocelo finchè dura.

– Cain: come detto, garanzia di sicura affidabilità. Basta un run support ancorchè minimo e la vittoria è sicura nel 90% dei casi (ok, sono percentuali a spanne). Molto bene, as usual.

– Posey: oscurato dal factotum Melky, lui dà un’ottima mano da cleanup hitter, spingendolo a casa base per il punto del 3-1. Ridendo e scherzando, le sue medie sono molto buone, ma potrebbe anche far meglio, per esempio restando più tranquillo quando è indietro nel conto, visto che tende a swingare anche palle molto fuori dalla zona di strike. Sì, so che non è facile, ma lui ha i mezzi.

Note negative:

– Huff: che dire? come non ho esagerato nei superlativi con Melky, ora non voglio accanirmi con lui che, poveraccio, vede la carriera volgere al termine. Certo è che quando batte mi chiedo sempre perchè lui e non Belt, poi batte Belt e mi chiedo perchè lui e non Pill, poi batte Pill e mi chiedo perchè lui e non un altro. Che forse abbiamo dei problemucci in prima base? già, anche la seconda non se la passa benissimo, visto che tra Burriss e Theriot è dura sperare in grandi cose.

– Pagan: sa battere e sa far male, questo è un punto a suo favore. Ma non è un ottimo difensore (ieri un errore marchiano e una presa che non sa nemmeno lui come) ed è un pessimo baserunner, questo è assodato. Una mina vagante quando si trova a correre tra le basi, anni e anni di MLB e commette ancora delle ingenuità che ci si potrebbe aspettare da un ragazzino. Non c’è speranza in tal senso. Ad ogni modo, finchè produce qualcosa, va ancora bene.

Visto il Memorial Day Weekend, oggi si fa festa e si gioca di giorno. Che per noi saranno le 23 italiane per gara 1, in casa contro i maledetti D’Backs. Non che abbia voglia di insultarli, ma hanno questo viziaccio di avercela con noi anche quando passano dei brutti momenti in classifica. Ora sono indietro, ma occhio a darli per morti, nel modo più assoluto. La serie è da vincere anche se il match-up di gara 1 non è dei migliori (Zito-Cahill). Sarà dura, soprattutto pensando a quello che potrà dare Zito.

Ottimismo, suvvia.

SF @ MIA gara 3 (3-5): brutti, lenti e svogliati

Posted in Resoconti on 27 maggio 2012 by Mat

[Articolo scritto da Giorgio Sigon]

La prolungata sosta in Florida deve aver avuto effetti soporiferi per i Giants. La gara di ieri è stata alquanto surreale: non tanto per episodi strani o super giocate, quanto per il fatto che Miami ha vinto con il mimino sforzo, mentre noi abbiamo perso perchè eravamo sdraiati a South Beach a prenderci il sole della Florida. Il fancazzismo Giants si esaurisce nel nono quando il povero Bell riempie le basi di arancioneri. Un punticino giusto per far vedere che le sacfly le sappiamo ancora fare ma nulla più.

Dopo un inizio fatto di un singolo di Blanco, vanificato dal doppio gioco di Theriot, è Miami a mettere punti sul tabellone: nel secondo infatti Giancarlo Stanton si “limita” a un doppio (visto che 24 ore prima l’aveva scaraventata fuori questa benedetta pallina). Con un out sul conto è Solano che indovina il singolo che porta a casa Stanton per l’1-0 Marlins.

I Giants si destano dalla siesta solo per tornare in pari. Burriss decide che è arrivato il momento per mettere il suo primo doppio  a referto (ci sono volute solo una quarantina di partite dai…). Con due out è un uomo in posizione punto vuoi mai che riusciamo a segnare? Per fortuna Blanco è ispirato e mette il suo secondo singolo portando a casa Burriss che arriva salvo sulla collisione con il catcher. Theriot non rappresenta un problema per Buehrle e siamo punto e capo.

I sospiri e le imprecazioni arrivano nel terzo inning. MadBum si sbarazza di Buehrle ma incassa il bloop single di Reyes. Bumgarner viene toccato anche  da Infante. Un out e uomini in prima e seconda. A questo punto arriva la classica giocata che Miami fa ogni volta che può, ovvero la doppia rubata. Posey però non è perfetto nell’assistere in terza e c’è la doppia rubata. Tocca a Ramirez che mette un singolo. I nostri sembra che abbiano un blocco di cemento armato tra i piedi e la rimbalzante a metà tra shortstop e terza si trasforma nel vantaggio Marlins. Tocca a Stanton che incassa 4 ball filati, l’ultimo dei quali gli passa a 3 centimetri dal gomito. Basi piene e un solo out: al piatto c’è Morrison che gira la classica mozzarella da doppio gioco e pernacchia ai Marlins viste le basi piene. solo che accade questo: Pill va da Burriss per l’eliminazione in seconda e Burriss prova ad andare da MadBum in prima; palla lanciata però  “leggermente” sulla destra. Forse Morrison sarebbe arrivato salvo lo stesso ma Bumganer non trattiene la pallina permettendo l’ennesimo regalo: altro punto segnato da Miami e siamo 4-1 senza un vero perchè.

La noia regna sovrana fino alla parte alta del sesto quando Blanco , dopo il K su MadBum, arriva salvo in prima dopo aver battuto su Buehrle. E quando dico “su Buehrle” il senso è letterale. Palla quasi in pancia e singolo senza conseguenze però per il pitcher dei Marlins. La cosa incredibile è che arriva anche il singolo di Theriot! Vuoi vedere che ci siamo svegliati? Macchè: tutta scena… visto che Cabrera a Posey continuano nel loro pisolino nel tepore della Florida.

I problemi finali arrivano nella parte bassa: non so perchè ma Stanton deve avercela con noi. Altro doppio per l’ispiratissimo Giancarlo a cui fa seguito il doppio di Morrison. Tutto troppo facile per la squadra di Guillen che va sul 5-1. E le braccia ci cascano poco dopo, ovvero quando Pagan mette un bel doppio, salvo poi farsi eliminare sulla rimbalzante di Pill. Angel non aspetta di vedere dove va la palla e rimane nella terra di nessuno chiuso ed eliminato dalla morsa Marlins. Non benissimo.

Nell’ottavo decidiamo di perdere con un po’ di onore. Theriot batte lungo e Coghlan prova il tuffo ad effetto con triplo avvitamento ed eliminazione del nostro. Per fortuna nostra arriva la spanciata del CF di Miami e il triplo per Theriot che viene portato a casa dalla grounder di Cabrera (eliminato in prima).

Miami risponde solo con un paio di singoli ma poi Affeldt ha la meglio. Arriviamo al nono. Oramai il sole non c’è più nelle spiagge (anche se giochiamo al chiuso…) e quindi i nostri decidono di attivarsi. Sul monte c’è il closer Bell che si trasforma in bagnino per SF. Pagan batte un singolo (avanzerà poi in seconda). Belt viene eliminato al volo ma poi la cosa si complica per Miami. Arrivano infatti due basi ball, su Arias e Huff, che riempiono le basi di arancioneri. Con un solo out c’è Schierholtz al piatto (Bell saluta ed entra Choate): sacfly sull’esterno destro e punto del 5-3 portato a casina.  Ultime speranze affidate a Blanco che però finisco K. Too little, to late cari Giants. Altra L in classifica.

Note positive del match:

Blanco: 3-5 e medaglia d’oro in sprint verso la prima. Con lui anche un out di routine (per la via 6-3) diventa un salvo in prima. Viene messo strikeout nel 9° ma è l’unico che non ha fatto il pisolino durante la partita…

Theriot (?): non avendo altri “migliori” lui rientra nei meno peggio anche se il suo triplo è frutto di un rischio mal ripagato da parte di Coghlan. E al primo AB si presenta con un doppio gioco….

Note negative:

Pagan: bene il 2-4 ma bruttissimo il suo errore di valutazione sulla rimbalzante di Pill. In difesa abbastanza comico il suo errore di valutazione su una flyball. Prima arretra (ricordo che non c’è vento…) e poi avanza. La palla gli cade 2 metri avanti.

Bumgarner: 5 valide e 4 punti. Il ragazzo non è fortunatissimo ma l’impressione è che la location di certi lanci non sia precisa come una volta. Di solito quando era in vantaggio sul conto, raramente subiva. Campanello d’allarme?

Posey-Cabrera: due ottimi slugger che chiudono con 0-8 e 1 rbi. Abbastanza impressionante.

Stasera ultima sfida (gara 4). Si va per il pareggio con Nolasco opposto a Cain. Vietato dormire. Grazie

SF @ MIA gara 2 (6-7): ancora non ci siamo, Tim

Posted in Resoconti on 26 maggio 2012 by Mat

[Articolo scritto da Angelo Cappa]

Brutta sconfitta. Bruttissima. Solita vecchia storia, battiamo bene ma perdiamo. 14 a 7 per noi, come ieri, ma quello di oggi è il conto delle valide battute. I punti segnati sono 7 per i Marlins, 6 per noi. Lincecum, al solito, si spegne dopo qualche inning. Oggi il disastro arriva nel sesto, in cui subiamo un sanguinoso home run da 3 punti che ci manda sotto. Abbiamo anche provato a rimontare, ma gli dei del baseball non sono stati dalla nostra parte.

Il match si  apre con il fly out di Blanco a cui segue un singolo di Crawfrod. Cabrera e Posey fanno però la stessa fine di Blanco. Miami inizia invece con il singolo di Reyes, che riesce anche a rubare la seconda base. Ma tre fly out consecutivi chiudono l’inning.

Nel secondo arriva il nostro primo punto. Pagan e Huff battono due singoli. Arias cade in un doppio gioco, ma Pagan, che dopo la valida di Aubrey era arrivato in terza, ha il tempo di segnare il punto dell’1-0 per noi. L’attacco si chiude con il ground out di Lincecum. Nell’attacco dei Marlins arriva il walk a Morrison, poi eliminato mentre tenta di rubare dopo un wild pitch di Linecum, ma un tiro perfetto di Posey lo fulmina. Petersen e Buck chiudono l’inning rispettivamente con un K e una ground ball facilmente raccolta da Arias e spedita in prima.

Nel terzo si parte con due singoli consecutivi, di Blanco e Crawford, a cui seguono i due fly out di Cabrera e Posey. Poi Pagan riesce a tener duro in una lunga lotta con Johnson, e alla fine batte un singolo nel centro del diamante. Blanco inizia a correre per segnare il 2-0, peccato che Crawford vada verso la terza base dove viene toccato da Ramirez. Fortunatamente Blanco arriva prima dell’eliminazione e il 2-0 viene registrato. La parte alta del terzo si chiude così. Coghlan, per Miami, batte una buona fly ball tra l’esterno centro e l’esterno sinistro. Ma Cabrera dopo una bella corsa riesce a prendere al volo la palla. Johnson invece batte una ground ball verso Huff, che raccoglie e tira verso Lincecum in prima. Altro ground out per Reyes e finisce l’inning.

Arriva il quarto inning. Huff leadoff guadagna una base on balls, Arias segue con un singolo. Theriot rovina tutto battendo una debole palla che viene raccolta da Ramirez per un doppio gioco. 2 outs e Huff in terza, e c’è Lincecum alla battuta, che riesce a portarsi sul conto pieno, ma va ground out. Ora tocca a Miami. Infante viene subito mandato out con una palla presa al volo da Pagan. Subito dopo Tim manda strike out Ramirez. Ma poi c’è Stanton, che purtroppo per noi si dimostra caldo battendo il secondo fuoricampo in due partite. Arriva infine il secondo K dell’inning ai danni di Morrison. 2-1 per i Giants alla fine del quarto.

Il quinto inizia con gli strike outs di Blanco e Crawford. Cabrera però è anche più caldo di Stanton. Spara una line drive verso l’esterno destro che sbatte nel palo della zona di foul. Home run!!! Posey chiude l’inning con uno strike out. 3-1 Giants. L’attacco di Miami parte con il flyout di Petersen. Buck, con pazienza, riesce ad arrivare in prima
con 4 balls, e poi anche in seconda dopo un wild pitch di Lincecum, che poi concede il secondo walk dell’inning a Coghlan. Alla battuta arriva Dobbs (PH per Johnson) che batte una palla verso Huff. Arriva l’eliminazione in prima, ma i due corridori vengono portati in terza e seconda. L’inning si chiude con 3 ottimi lanci di Lincecum che manda Reyes strike out. Ottima ripresa per Tim.

Sesto inning. Pagan, Huff e Arias non battono niente. Lincecum deve affrontare Infante, Ramirez e Stanton, lavoro non facile. Si parte con il doppio di Infante, Tim risponde con un K a Ramirez. Arriva poi il singolo di Stanton che porta i Marlins sul 2-3. Continuano però le difficoltà per Lincecum, che manda Morrison in base con 4 balls,
e poi concede un altro singolo, questa volta a Petersen. Basi piene. La volata di sacrificio di Buck porta a casa il punto del pareggio. Ma il disastro arriva con Coghlan alla battuta, che batte un fuoricampo da 3 punti. 6-3 Marlins. Il match di Lincecum finisce così, con un disastro. Comunque ci pensa Loux a chiudere l’inning con un fly out ai danni di Mattison.

Nel settimo c’è da registrare il doppio di Blanco, che purtroppo arriva con 2 outs. Crawford infatti batte un pop preso al volo da Morrison, che pone fine al nostro attacco.
Mentre noi tentiamo la rimonta, l’attacco dei Marlins decide di approfittare di ogni nostro errore. Loux concede un walk ad Infante, e nel tentativo di pickoff la palla sfugge a Belt e Infante riesce ad arrivare in terza. Arriverà poi il singolo di Ramirez. 7-3 Miami.

L’ottavo si apre con il triplo di Cabrera, seguito dalla palla battuta in diamante di Posey che gli permette di segnare il 4-7. Ma ci fermiamo qua, perchè Pagan viene mandato strike out e Schierholtz fly out. La parte bassa vede tre ground out ai danni di Morrison, Buck e Coghlan. Tra loro c’è anche Petersen che riesce ad arrivare salvo in prima dopo un errore di Theriot, ma non subiamo altro.

Nel nono proviamo con la risalita. Si inizia con Arias e il suo doppio. Si prosegue con il ground out di Theriot, ma Arias riesce ad arrivare in terza. Belt batte il singolo del 5-7, e subito dopo arriva il doppio di Blanco che spinge Belt in terza. Basterebbe un singolo per portarci in parità. Crawford però batte una volata di sacrificio che vale il 6-7. Il match finisce con lo strike out preso da Cabrera, a mio parere alquanto dubbio. Ma è così che va.

Note negative del match:

– Bochy: nel sesto si rischia di andare sotto, c’è un Lincecum che ha perso controllo e che non promette nulla di buono, e Bochy cosa fa? Lo tiene sul monte. Io pensavo: “Se in questo inning prendiamo solo 2 punti, è un lusso” Invece ne sono arrivati 5. Per me si doveva sostituire Tim dopo il singolo di Petersen.

– Lincecum: peccato, perchè non era partito male. La fastball è arrivata anche a 93 mph. Nelle ultime partenze era stato il quarto inning, quello del disastro. Oggi, invece, il sesto. Che nelle prossime partenze sia l’ottavo? Speriamo solo che in caso di difficoltà venga tolto subito.

– Loux: quell’errore nel tentativo di pickoff è costato caro.

Note positive del match:

– Attacco: battiamo bene. Blanco con 3 valide, Crawford con 2, così come Cabrera, Pagan e Arias. Una valida arriva anche per Huff, Belt e Theriot. L’unico del lineup partente a non battere niente è Posey, ma non mi sento di metterlo tra le note negative, tutto sommato non ha giocato male, considerando anche la difesa. Ma sarebbe meglio, la prossima volta, battere qualche valida.

Non siamo davanti ai Giants dell’anno passato che perdevano male, senza battere e senza idee per risolvere i problemi. Ma le sconfitte, purtroppo, arrivano anche con l’attacco in forma, dobbiamo risolvere il problema, e il prima possibile.
Questa sera, ore 22.10 italiane, gara 3 della serie. Bumgarner vs Buehrle il matchup.

SF @ MIA gara 1 (14-7): il festival delle hits è vinto dai Giants

Posted in Resoconti on 25 maggio 2012 by Mat

[Articolo scritto da Angelo Cappa]

Inizia il week end a Miami. Città delle belle donne (non che a San Francisco non ce ne siano, anzi…) e della vitta notturna, ma noi siamo al Marlins Park, a giocarci la serie contro i Miami Marlins.
Partita strana, si vede anche dal punteggio finale. Un 14-7 che ti fa chiedere: possibile che abbiamo segnato 14 runs in soli 9 innings? Possibile che abbiamo subìto altre 7 runs in 9 innings? Beh, si. Partita strana, dicevo, tecnicamente non bellissima, con velenose e piccoli errori che sono costati cari ai Marlins (fortunatamente non a noi).

Veniamo alla cronaca del match.

Si inizia con lo strike out di Blanco seguito dal pop out di Crawford, per finire la parte alta del primo con una bella fly ball battuta da Cabrera, che purtroppo finisce nel guanto di Coghlan. Vogelsong non inizia benissimo, concedendo una base ball a Reyes, ma si riprende con tre outs consecutivi ad Infante, Ramirez e Dobbs.

Arriva nel secondo la prima valida della partita, è un singolo di Posey. Peccato che Pagan batta una facile ground ball che porta al doppio gioco, accolta con gran piacere da Sanchez e da tutti i tifosi presenti allo stadio. Belt poi va strike out.
Leadoff nel secondo, per i Marlins, è Stanton. Il ragazzo è in gran forma, ormai ha preso l’abitudine di sparare le palle il più lontano possibile. Lunedì contro Moyer ha battuto un grand slam scaraventando la palla addirittura nel box score dell’esterno sinistro dello stadio, a 438 piedi di distanza dal piatto di casa base. “Bene” pensavo io “Vogey, stiamo attenti a Stanton”. Detto, fatto. L’esterno sinistro dei Marlins la spedisce di nuovo fuori verso l’esterno sinistro, questa volta a 434 piedi da casa base, 132 metri. Fortuntamente nell’inning non subiamo altro. 1-0 Miami alla fine del secondo.

Nel terzo, dopo il ground out di Arias, arriva il singolo di Burriss. Vogelsong prova a spingerlo in seconda con un bunt e 2 strikes sul conto, ma il bunt scivola in foul. Manny riesce comunque a rubare la seconda con Blanco alla battuta, mettendo un po’ di pressione a Sanchez, tanto che Gregor si guadagna un prezioso walk. Arriva Crawford. Strike out. Nell’attacco dei Marlins, da segnalare il singolo di Infante con 2 outs, a cui segue la rubata della seconda base. Ma recuperiamo la situazione con il fly out di Ramirez.

Arriva il quarto inning. Arriva Melky alla battuta. Singolo. Poi rubata. Uomo in seconda e 0 out. Posey però gira su un brutto lancio e viene mandato strike out. Ma c’è Pagan che non sbaglia e batte un singolo che ci porta sull’1-1, peccato che Belt cada in un doppio gioco che pone fine al nostro turno in attacco.
Per Miami arriva il singolo di Dobbs, seguito dallo strike out di Stanton e dall’eliminazione al volo di Morrison. Hayes batte però un altro singolo portando Dobbs in seconda. Vogelsong dice basta, e arriva il terzo out dell’inning con una fly ball battuta da Coghlan.

Quinto veloce per Sanchez, 1-2-3 ai danni di Arias, Burriss e Vogelsong. Nella parte bassa arriva il singolo di Infante con 2 outs, seguito da due walks consecutive a
Ramirez e Dobbs. Basi piene e Righetti va a fare una visita sul monte a Vogey per rimetterlo in riga. Stanton batte un pop in zona di foul raccolto al volo da Belt. Abbiamo rischiato parecchio, senza danni.

Arriva il sesto e si parte con un triplo di Blanco, seguito dallo strike out di Crawford. Cabrera batte una ground ball che viene raccolta da Sanchez, Blanco parte dalla terza per andare a segnare il punto, ma Sanchez tira la palla ad Hayes, Gregor a metà strada torna indietro e riesce a toccare salvo il sacchetto di terza base. Tutti salvi. Posey guadagna una base on balls dopo la rubata di Cabrera. Basi piene per noi, stavolta. Pagan si fa trovare di nuovo preparato e batte un doppio che vale 2 punti. Arriva poi il wild pitch di Sanchez che porta Posey a casa, a questo segue il singolo di Belt. 5-1 per noi. Il nostro attacco si chiude con le elminazioni di Arias
e Burriss. 1-2-3 di Vogelsong e finisce il sesto.

Blanco di nuovo alla battuta, con 1 out stavolta, e arriva un altro singolo, seguito dalla rubata. Crawford miracolosamente non va strike out e si guadagna un importantissima base on balls. Arriva Cabrera alla battuta e arriva l’ennesima valida, è un doppio (“MVP! MVP! MVP!”) da 2 punti. Posey batte un altro singolo che porta Cabrera in terza, Pagan batte una gound ball, l’assistenza in seconda elimina Posey ma Angel è veloce, arriva salvo in prima dando il tempo a Cabrera di segnare il punto dell’8-1. In difesa, dopo le due valide consecutive di Reyes e Infante, Bochy decide che la partita di Vogelsong termina qui. Al suo posto va a lanciare Hensley che manda immediatamente strike out Ramirez, poi però concede il singolo a Dobbs che porta Reyes a casa. A questo segue il singolo di Stanton. Basi cariche. Sostituzione sul monte e Affeldt è chiamato a chiuedere l’inning, ma con le basi piene lancia 4 balls a Morrison. Miami va sull’8-3.

Nella parte alta dell’ottavo arrivano altri 4 punti per noi. Con tutte le basi occupate e 1 out arrivano due doppi consecutivi, di Crawford (si, non sto inventando niente) e Cabrera. Poi Posey e Pagan vengono mandati strike out. 12-3 il punteggio. Quattro punti per noi, e altri quattro segnati dai Marlins, sempre nell’ottavo. Anche per loro, con
un solo out, ci sono le basi piene e Solano (PH) alla battuta. Batte un singolo e due corridori portati a casa. A questo segue il pop out di Murphy e il doppio di Stanton che vale altri due punti. Alla fine dell’inning siamo 12-7 per noi.

Nel nono, dopo i singoli di Schierholtz e Arias, l’errore di Infante ci regala un altro punto, permettendo a Nate di arrivare a casa base e ad Arias in terza. Il doppio gioco che coinvolge Pill permette proprio ad Arias di segnare il punto del definitivo 14-7. Edlefsen lancia un buon inning, per chiudere il match. Due ground out ai danni di Hayes e
Coghlan, seguiti dallo strike out finale a Mattison.

Note positive del match:

– Cabrera: non abbiamo già detto abbastanza su MelkMan? Altra partita con più di una valida, 3 su 5 con 4 RBI. Mostruoso.

– Blanco: 0-10 alla battuta nelle ultime due partite giocate contro Milwaukee. Si riprende alla grande, con una ottima prestazione. 2 su 4 con un triplo.

– Edlefsen: ottimo, il suo inning di chiusura. Certo, il vantaggio era notevole, ma non ha concesso niente agli avversari.

– Pagan: batte due importantissime valide, porta a casa 4 punti, e la sua media battuta sale a .297.

Partite buone anche di Posey (2-4) e Crawford (1-4 con 2 RBI)

Note negative del match:

– Bullpen: dovevamo mantenere un buon vantaggio, e a momenti rischiavamo di subire la rimonta. Ad esclusione di Edlefsen che ha lanciato bene, sia Hensley che Affeldt che Lopez prendono in 1.2 innings lanciati, ben 6 valide e 6 punti (2 dei quali su Vogelsong).

Questa notte, ore 1.10 italiane (7.10 pm di Miami) in programma la seconda gara della serie.
Lincecum vs Johnson. Grande sfida. Preghiamo per una buona partita di Tim.