SF @ ARI gara 2 (5-2): Matt Cain, magna cum laude

Gara 2 contro Arizona: serviva assolutamente una vittoria, e vittoria è stata. Avevamo sul monte il nostro miglior uomo (Lincecum ci perdonerà ma ora come ora c’è una bella differenza tra i due) e proprio lui non ha deluso le aspettative, per l’ennesima volta. Per l’ennesissima volta, se esistesse questa parola. Sono veramente infinite la partite nelle quali Matt è stato di livello clamoroso in carriera e la cosa più bella è che non sono ancora terminate. In questo caso ha posto fine ad una striscia di sconfitte al Chase Field che ci vedeva a quota otto, davvero troppe. Delle bestie nere (ieri pure di nero vestite) che avevano bisogno di essere sconfitte, et cum magno gaudio, per restare nel latino, ce l’abbiamo fatta.

Non solo Cain ha martellato come suo solito sul monte; ha pensato bene che per guarire l’attacco malato doveva dare una mano lui, fisicamente. Così sì è preso la squadra sulle spalle e ha swingato due belle valide, tra cui un doppio che ci ha consegnato due punti, dando quasi lezione a chi non batte nemmeno per sbaglio (vero Burriss e Crawford?).

Con questa vittoria, passano un po’ sotto silenzio le prestazioni di alcuni dei nostri, sempre i soliti, quelli già menzionati nella parentesi precedente, ma non temete, me ne ricorderò al momento delle note negative.

Per ora, sotto con la cronaca:

Pronti via e siamo subito avanti grazie ad una specie di bonus offertoci dagli avversari: 4 lanci e altrettanti ball verso Blanco che va addirittura in terza per un errore nel tentativo di pickoff, poi Belt con il suo groundout lo spedisce a casa. L’inizio è di quelli che fanno morale e viene confermato dal walk su Posey e dal doppio di Pagan. Con 2 corridori in posizione punto però Arias batte piano e non entrano altri punti.

Cain pensa di restituire il favore agli avversari, con un walk in 4 lanci al leadoff. Le cose però vanno diversamente rispetto al nostro precedente attacco perchè arriva un colto rubando a cui segue uno strikeout. Non ha effetto nemmeno l’hit by pitch successivo visto che un altro strikeout chiude la ripresa.

Il 2° è un comodo 1-2-3 per entrambi i pitcher, il 3° è comodo solo per loro dato che noi andiamo out ancora senza mettere alcuno né alcunchè in base. In difesa invece subiamo un triplo del leadoff Hill, il quale diventa il punto del pari con la sac-fly battuta da Bloomquist. L’inning non termina senza soffrire, arriva infatti una ground-rule double di Parra che probabilmente se non fosse uscita sarebbe stato un triplo, poi Upton andando strikeout pone fine a questo difficile turno per Matt.

Nel 4° dopo il groundout di Posey, finalmente torniamo a mettere qualcuno in base, il singolo è dello stesso Pagan che aveva messo l’altra valida fin qui. Poi Angelo ruba la seconda e si trova anche Arias in prima grazie al terzo walk concesso da Cahill. Tocca a Burriss che non perde occasione per dimostrare la propria inefficienza ottenendo un force out in seconda. Con corridori agli angoli arriva Crawford che a proposito di inefficienza ha solo lo stesso Burriss come principale rivale. Il suo è un bunt stile pitcher per far arrivare in seconda il corridore, il problema è che ci sono già 2 out quindi l’attacco si chiude tristemente lì.

Cain è bravo a concedere un 1-2-3 prima di ripresentarsi leadoff del 5° dove batte anche un bel singolo. Poi Blanco batte un force out salvandosi in prima ma eliminando Cain in seconda; è bravo però a rubare la seconda con Belt al piatto, che però va sciaguratamente K. Tocca a Melky battere una grounder veloce in territorio buono a ridosso del cuscino di prima e l’idiota di turno ferma la palla impedendo a Melky stesso un possibile triplo. Ad ogni modo è l’RBI del 2-1 per noi. Poi Posey chiude la ripresa con il suo lineout.

Arizona apre il suo attacco con un walk preso da Kubel poi Arias è bravissimo con un barehand play ad eliminare Hill che aveva tentato il bunt a sorpresa. Nessun problema per l’eliminazione di Cahill, né per quella di Bloomquist che va strikeout.

Il 6° si apre con la terza valida su altrettante battute per Pagan, che Arias però annulla cascando in un double-play un po’ sfortunato, poi accadde l’incredibile, Burriss va in base! Ovviamente non per meriti propri ma per un hit by pitch, il quale si ripete subito dopo con Crawford (probabilmente lo stesso Cahill mosso da compassione ha pensato che fosse l’unico modo per vedere in base i nostri middle infelders). Tocca a Cain, che mostra come si fa a battere, oltre che a lanciare: doppio che porta a casa le nostre due sciagure per il 4-1 che fa scendere dal monte Cahill in luogo di Breslow, che elimina Blanco con un flyout.

Cain resta ottimo anche in difesa con 2 strikeouts, un singolo concesso e un groundout finale.

7°: Belt subito out al volo, poi solita valida del solito Melky, e Posey, omaggiato di un errore di Roberts, arriva in prima spingendo Melky sul cuscino successivo. Pagan va in base per la quarta volta su 4, stavolta grazie ad un walk, così le basi si riempiono con 1 out. E’ il turno di Arias che va ad un millimetro dal secondo doppio gioco consecutivo; l’eliminazione di Melky sulla strada per casa base dà occasione a Burriss di redimersi, visto che è il suo turno di presentarsi a basi piene. Ma che lo dico a fare, Burriss va K looking.

Sul monte tocca a Lopez sostituire Cain, il primo battitore va strikeout poi Kubel batte un doppio che si trasforma in un avanzamento in terza per un errore di Melky in fase d’assistenza. Entra Hensley per Lopez e il nostro rilievo destro manda K Hill prima di concedere una grounder a Goldy sulla quale c’è però Crawford che regala base e punto ai D’Backs, 4-2. Un’altra grounder chiude l’inning.

8°: Zagurski sul monte lancia un 1-2-3 mentre per noi sul monte tocca a Romo; subito un out millimetrico al quale segue una valida di Upton. Dopo il K su Montero arriva the play of the game, è una fantastica eliminazione di Arias su Roberts, dal quoziente altissimo di difficoltà.

9°: Baby-Giraffe cancella lo zero dalla casella delle valide di giornata (in attesa di cancellare quello degli home runs stagionali) con il leadoff triple che butta giù dal monte Zagurski per far spazio a Ziegler. Tocca a Melky che trasforma in oro tutto ciò che tocca battendo il doppio che regala il punto del 5-2 ai nostri. Posey va groundout e Pagan, temuto per la sua serata positiva, viene fatto passeggiare in prima per far battere Arias. Gioacchino viene eliminato ma fa avanzare i due corridori in posizione punto e Burriss ha l’ennesima occasione per farsi valere. Nulla da fare, la rimbalzante è comoda per gli infielders di Arizona.

Tocca a Santiago ottenere la salvezza con 3 punti di vantaggio: missione che compie concedendo solo un singolo e risollevandosi da un pericoloso conto di 3-0 su Hill con uomo in base. Giants win.

Note positive del match:

  • Cain: magna cum laude come nel titolo, fa pentole e coperchi, canta e porta la croce, insomma ditelo come più vi garba, ma l’idea che rende è grossomodo la stessa, ovvero è semplicemente decisivo. Sei inning con 109 lanci nei quali concede appena 2 singoli, un doppio e due walks con un punto, registrando però 8 strikeouts e 2 RBI offensivi nelle due valide del match, una delle quali è appunto il doppio che ci porta dal 2-1 al 4-1. Tanta roba.
  • Melky: probabilmente è quello che ha più presenze nel paragrafo delle note positive, in pratica c’è quasi sempre, non per niente ha la migliore media battuta del roster. Partita al solito produttiva, efficace, preziosa per la squadra. Melky c’è e si fa sempre sentire. Se ce ne fossero un altro paio col suo rendimento offensivo, avremmo 5 o 6 sconfitte in meno.
  • Pagan: batte talmente bene che alla sua quinta apparizione al piatto gli danno una IBB, merce rara per lui visto che gli è successo solo 12 volte su 2129 at-bat in MLB. Prima era andato in base 4 volte su 4, con un doppio, due singoli ed un walk. Molto bene.

Note negative:

  • Crawford: la sciagura numero uno. Ebbene sì, cari lettori, mi voglio sbilanciare e me ne prendo le responsabilità: l’esperimento è fallito completamente, bisognerebbe prenderne atto, rispedirlo nel triplo A che è il massimo al quale può ambire un giocatore così. Spiace dirlo, ma è completamente dannoso nell’economia di una squadra che lotta (o dice di lottare) per i playoffs. Non batte mai, e questo già lo sapevamo, inoltre in difesa continua a latitare, altro errore da mani nei capelli. Quando rientrerà il Panda si prega di toglierlo, trasferendo Arias da shortstop, il quale non sarà un fenomeno ma quanto a talento puro non c’è paragone. Attenzione però, per gara 3 Bochy ha dichiarato: “Crawford avrà un day-off”. Caspita che intuizione.
  • Burriss: la sciagura numero due. Mi chiedo spesso perchè un pinch-runner che gravita nel roster da ormai 5 anni, sia ancora in mezzo ai piedi e continui a battere regolarmente. Battere nel senso che si presenta al piatto, perchè di battere non se ne parla. Va bene, andiamo pure avanti con lui, faremo strada. Come no.

Per il rubber game si fa dura, avendo come match-up Zito contro Saunders. Conoscendo i bombardieri di Arizona e la tendenza alle fly-ball da parte di Zito, prevedo una slug-fest per i padroni di casa, ma sarei felicissimo se mi sbagliassi.

Di contro abbiamo un pitcher che sa il fatto suo, ma comunque toccabile. La chiave però si chiama Barry Zito, se concede poco ce la possiamo giocare, altrimenti ciccia.

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