SF @ ARI gara 3 (7-3): Blanco, Melky e fantasia

E alla fine, chi l’avrebbe detto, si va a vincere partita e serie in casa di quei disgraziati di Arizona. Disgraziati perchè in 3 partite abbiamo potuto constatare in quale orribile periodo si trovino, senza nulla togliere alle nostre prestazioni tutto sommato molto soddisfacenti. Dico la verità, dopo gara 1 temevo un altro sweep, ma per fortuna le cose, come capita spesso in questo sport, si sono ribaltate in men che non si dica.

Ora godiamoci questo nuovo approdo a quota .500, ben consapevoli che i Dodgers sono in fuga e soprattutto che tra pochissimo si torna di nuovo in campo. Non ci sarà da fermarsi, dunque.

Questa gara 3 è stata una vittoria un po’ particolare, nel senso che a vedere il lineup in pochi avrebbero dato fiducia ai nostri; ma come accade molte volte, a lineup all’apparenza più scarso, corrisponde una prestazione migliore del previsto. Alla vigilia c’era stato l’ennesimo cambio nel roster: bradipo Gillaspie rispedito a Fresno, da dove veniva chiamato per la prima volta quel Charlie Culberson, 23enne seconda base figlio del Charlie senior che venne draftato dai Giants stessi nel 1984 (prima di fare una breve carriera arrivando al massimo in AA). Con questa mossa Bochy continuava la razzia verso i poveri Grizzlies, ormai abituati a vedersi scappare un uomo a settimana; già che ci siamo, segnaliamo che ne abbiamo almeno altri 2, Christian e Kieschnick, che stanno battendo come matti. Preparatevi ragazzi perchè tra un po’ potrebbe toccare a voi.

Battute a parte, Culberson stesso partiva subito titolare (andando 1 su 4) e la cosa più inquietante è che assomigli vagamente a Crawford, speriamo solo fisicamente e non come produzione offensiva. Ad ogni modo il lineup fantasia prevedeva un day-off per Posey e per Belt, con ancora un Blanco leadoff e un Crawford che veniva mandato in campo nonostante l’illusoria dichiarazione di Bochy del giorno prima. Poi Zito sul monte dà sempre l’impressione di poter fare una partitaccia prima o poi. Era questa l’occasione? no, forse perchè era il suo compleanno o forse perchè lo sottovalutiamo, ma ne è uscita una partita notevole, da Zito agli altri, con 14 valide totali (season-high) e una prestazione di livello.

Vediamo dunque che è successo in questo match, inning dopo inning.

1°: nessuno in base per noi con Saunders sul monte, mentre Zito all’inizio fa pensare ad una giornataccia, dopo un out arrivano infatti un doppio e un walk e, dopo il K su Goldschmidt, Montero viene colpito per cui le basi si caricano. Inizio della fine? no, perchè Ransom va groundout; pericolo scampato.

Il 2° è ancora buio per noi mentre Arizona va in vantaggio; sono due walks che permettono a Kubel di battere il singolo che dà l’1-0 ai suoi. Zito arriva dunque già a 3 walks in 2 inning ma per fortuna sua e nostra non ce ne saranno più nel match.

3°: Culberson esordisce al piatto con un flyout mentre Crawford smentisce tutti i suoi detrattori battendo un doppio nel giorno che doveva essere per lui di day-off. Dopo che Zito spinge il nostro shortstop in terza arriva la validona di mazza rosa Blanco, che ci regala il pareggio. Poi la valida di Arias non viene raccolta da McDonald e il nostro Gregorio può avanzare in terza e subito dopo a casa grazie a chi? Ma sempre a lui, Melky Cabrera, che batte il singolo del 2-1 per noi. Poi Pill va flyout chiudendo la ripresa. Zito stavolta fa bene il suo con un comodo 1-2-3.

4°: si parte battendo: due singoli di fila di Pagan ed Hector ci permettono di aver corridori agli angoli senza out con Culberson al piatto. Il giovane Charlie con la sua grounder riesce solo a far avanzare Pagan in seconda. Poi a Crawford viene data un’azzardatissima IBB per consentire a Zito di battere. Zeets prova il safety squeeze che però non ha l’effetto sperato: Pagan infatti viene eliminato per pochi centimetri a casa base. Tocca però a Gregorione Blanco che batte valido e permette l’arrivo di altri 2 punti sul tabellone; siamo 4-1 e il flyout di Arias chiude la parte alta dell’inning. In difesa si parte con un leadoff single di Roberts, poi arriva un K e un bunt di sacrificio di Saunders. Pollock poi batte un lungo doppio che vuol dire anche punto numero 2 per i D’Backs. Altro battitore (Kubel) e altro doppio con RBI, il nostro vantaggio si riduce ad un punto, 4-3 per noi.

Nel 5° subito valida del solito Melky, poi arriva Pill e “Boom”, palla in tribuna per i due punti del 6-3. L’inning poi si chiude senza altri punti ma da segnalare c’è la prima valida di Culberson junior, con il singolo numero 1 della sua carriera MLB. Zito stavolta va via comodamente senza mettere nessuno in base.

Se il 6° è un 1-2-3 sia per il subentrato Collmenter che per Zito, nel 7° battono i soliti noti: Melky e Pagan, ai quali si aggiunge Hector che pur rompendo la mazza batte valido portando Melky stesso a realizzare il 7-3. Con i corridori agli angoli e 1 out non portiamo altri punti alla causa con il K di Culby in 3 lanci e il facile groundout di Crawford.

Nella parte bassa entra Hensley che concede inizialmente un walk salvo poi guadagnare 2 out in un colpo solo con il doppio gioco 3-6-1. Il groundout successivo sistema e chiude l’inning.

L’8° è un 1-2-3 per Collmenter al quale risponde in altrettanto modo Affeldt, sul cui ultimo out è bravissimo il solito Arias versione difensiva.

Ecco il 9°: per noi va in base Melky, ribattezzato la macchina sparavalide, per la quarta valida in partita e la quattordicesima di squadra, per difendere la vittoria invece tocca a Sergione Romo. Inning strepitoso per lui, 3 strikeouts in altrettanti battitori con 11 lanci per riuscirvi, ovvero appena 2 lanci oltre il necessario per la perfezione assoluta. Ad ogni modo è vittoria, serie portata a casa.

Note positive del match:

– Melky: 4 su 5, praticamente ogni giorno si sta migliorando. Non vorremmo che esagerasse altrimenti il giorno che va 0 su 4 gli tiriamo addosso i pomodori per disapprovazione. Sta di fatto che ci sta abituando benissimo, batte in continuazione ed è sempre decisivo. Vai macchina sparavalide, non fermarti qui!

– Blanco: dallo spring training sulla nostra pagina twitter abbiamo proposto l’hashtag #Blancosempretitolare,  che riassume un po’ il pensiero nei suoi confronti. Non stiamo parlando di un fenomeno, sia chiaro, ma questo ragazzo ha una voglia e una capacità di baserunning che lo rendono perfettamente all’altezza per risultare importante nella nostra squadra. Poi ieri ha arricchito la sua prova con 2 valide e 3 RBI, in un momento clutch che è risultato decisivo per il match. The white shark si è conquistato il posto a suon di hits nello spring training ed è ancora lì, che non molla.

– Zito: altra buona prestazione, altra quality start, pensate che ne ha 4 in più di Lincecum. Robe da matti. Di sicuro per lui è l’inizio migliore da quando veste la jersey dei Giants, e chi l’avrebbe detto dal 2007 che l’anno migliore sarebbe stato il 2012? forse nessuno, e forse non è detto che andrà così. Ma intanto continuiamo a pensare che prima o poi il miracolo Zito salterà, che magari nel frattempo ci infila altre buone prestazioni. Lo dirò dunque per scaramanzia.

Note di merito anche per Pagan ed Hector, partita con 2 valide per loro.

Note negative:

– nessuno: sì, avete letto bene, nessuno è andato sotto la sufficienza. Rarità come la neve nel deserto, ma è andata proprio così; tutti i position players titolari hanno battuto almeno una valida, pure quella sciagura di Crawford. Non l’ha battuta solo Huff, unico pinch-hitter del match ma poveraccio, fa quasi tenerezza a vederlo così raramente. Certo, tornare a metterlo titolare resterebbe un errore. Bene anche il bullpen, anzi benissimo: 3 inning divisi tra Hensley, il reintegrato Affeldt e l’ottimo Romo, con nessuna valida concessa. Meglio di cosi, cosa chiedere?

Si riparte dall’AT&T Park, per due miniserie, la prima contro i Rockies, la seconda contro i campioni del mondo Cards. Per gara 1 contro i Rockies, la sfida sarà tra Vogelsong e il rookie Friedrich, che ha debuttato in MLB proprio settimana scorsa nella vittoria contro i Padres. Ammetto di non conoscere per nulla questo lanciatore, per cui non mi esprimo su quello che potremo fare; nel primo e unico match ha lanciato bene, ad eccetto del primo inning, che quindi può essere una buona occasione per farsi sentire.

Ma la cosa sulla quale dobbiamo puntare è la squadra dei Rockies, presa nella totalità. Stanno attraversando infatti una crisi paurosa, battono poco e vincono ancora meno; se Vogey lancerà come sa fare avremo buone possibilità di portarci a casa questo match. Certo, i pronostici in questo sport sono fatti per essere smentiti, per cui per gara 1 do favoriti loro. Tiè!

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