SF @ SD gara 1 (5-6): Edlefsen, basta la parola

Ci sono delle partite nelle quali giochiamo bene, andiamo sotto ma rimontiamo e ce la giochiamo fino alla fine, per magari arrivare agli extra-innings lottando su ogni palla, poi chi vince vince, pace e amen. Ma a volte arriva Edlefsen, e basta la parola. Il match se ne vola via in men che non si dica. Neanche il tempo di pensare “oh, vediamo come lancia stavolta”, che il match è già finito.

Basta la parola, riprendendo lo slogan del Carosello riferito al lassativo Falqui. In effetti Edlefsen ha l’effetto di un farmaco lassativo, con il vantaggio di non introdurre nulla nel nostro corpo. A pensarci bene verrebbe fuori anche un bel business per tutti i tifosi Giants sparsi per il mondo che soffrissero di stitichezza; lo svantaggio è che gli effetti collaterali si ripercuotono anche su pazienti sani, come lo è il sottoscritto e molte altre migliaia di fans. Purtroppo, l’effetto colpisce tutti.

Pertanto ci troviamo qui a commentare una partita che tutto sommato non lascia nemmeno troppo l’amaro in bocca, pare assurdo, ma il fatto di aver battuto bene fa stare un po’ più tranquilli e poi, dico la verità, quando ho visto l’home run di Forsythe che ha deciso in walk-off la gara, il primo pensiero è stato “gli sta bene”. Ovviamente mi riferivo a Bochy che ha deciso di mandare White flag sul monte, sperando che questa sia stata l’ultima volta. Probabilmente, aveva un impegno per la seconda serata visto che San Diego, avendo la fortuna di averci personalmente messo piede, offre locali notturni molto interessanti e il nostro skipper non voleva prolungare la partita agli extra-innings.

Ok, stop con le cattiverie; si scherza eh, ragazzi.

Partita persa, dunque. E con Lincecum sul monte siamo 2-10; non esattamente dei grandi numeri, anzi, anche se bisogna dire che la malasorte si accanisce un po’ troppo su di lui in questa stagione. Una prova tutto sommato dignitosa, anzi praticamente perfetta per 5 su 6 inning lanciati (solo un doppio concesso). Nella seconda ripresa è arrivato però quel tracollo, o forse solo quel big inning dei Padres, che ha permesso ai padroni di casa di andare avanti 4-0, in un inning tutto sommato non dissimile da quello lanciato da Vogelsong il giorno prima. Solo che era costato due punti, qui 4, poi decisivi alla luce del risultato finale.

Ma se al termine del secondo iniziavamo a pensare tutto il male possibile per Tim (ovvero, “mettiamolo in DL”, “facciamolo riposare”, “non tornerà mai più quello di una volta” e via dicendo), le riprese successive sono state invece caratterizzate da una prova assolutamente valida, anzi, perfetta se non fosse per il doppio di Quentin nel 6°, che però non ha portato punti con i battitori successivi. A proposito, caldo non poco questo Quentin, che avremmo potuto prendere agevolmente in offseason. Potenza di livello superiore, ci avrebbe garantito quegli home runs mancanti. Aggiungiamo però che in difesa è parecchio scarso e che il nostro reparto di outfielders attuali è assolutamente all’altezza; anzi, è oltre la media della lega.

Ad ogni modo, grande cuore dei nostri, spinti anche da un pubblico fantastico che ci ha fatto sentire praticamente in casa. Un punto nel 3° grazie alla premiata ditta Blanco-Theriot e pareggio di giustezza nel 6°, ancora con la spinta iniziale di Gregorio e The Riot per arrivare ai punti del 4-4 con le due sacfly prima di Posey e poi di Belt. Non ci siamo poi fermati al pari visto che nel 7° abbiamo messo la freccia, ancora con un Theriot d’annata, capace di spingere Crawford battendo l’RBI del 5-4. Ahinoi, non è bastato. Affeldt nell’8° è incappato in super-Quentin, capace di battergli in faccia il suo secondo home run di serata, mentre nel 9° il suicidio è arrivato con Edlefsen, già messo a scaldare poco prima, presagio di sventura poi puntualmente verificatasi venticinque secondi dopo il suo ingresso in campo.

Prima però, nella parte alta del 9°, avevamo sprecato una grande occasione, con il solito Blanco capace con 2 out di battere un doppio importante. In seguito era arrivato un walk preso da Theriot e una fortunosa infield hit di Melky. Così Buster si era presentato a basi piene ma era andato groundout girando sciaguratamente il primo lancio. Poi, come detto, Edlefsen, e basta la parola.

Tempo di pagelle, via:

– Blanco: 2 singoli, 1 triplo e 2 punti messi a segno con il suo volare tra le basi. Dopo il day-off del giorno prima, rientra più carico che mai e come al solito produce alla grande. Sempre più idolo. Voto: 7,5

– Theriot: ogni giorno che passa mi sta sempre più simpatico e tiene sempre più lontano Burriss dal campo. Forma strepitosa, 3 hits tra cui un doppio, 2 walks e una base rubata (anche un colto rubando). Quasi perfetto. Voto 8

– Melky: rimedia 2 valide delle quali una è un bunt for single che ha l’effetto sperato e l’altra è una infield hit molto importante nel 9° ma piuttosto fortunata visto che scappa dal guanto di Street. Pare terminata la sua magia, anche se le due hits sono comunque un segno che la sorte è ancora dalla sua parte. Voto 6

– Posey: il primo at-bat va a pochissima distanza dall’home run, poi però smette di produrre e soprattutto spreca l’occasione del match nel 9° quando gira il primo lancio a basi piene finendo facilmente out. Perchè così poca pazienza al piatto quando il giorno prima si era preso 4 walks? Voto 5,5

– Pagan: altra partita con 2 valide, continua a dimostrare affidabilità, battendo valido praticamente sempre. Inoltre dà grande carica al gruppo, lo si denota anche dal suo atteggiamento grintoso. Mi piace parecchio questo comportamento. Voto 7

– Belt: si prende un RBI con un buon at-bat che diventa una sacfly ma resta a secco di valide. Ancora lontano da essere un fattore importante per la squadra, anche se preferibile (ovviamente) ad Huff. Voto 5

– Arias: l’unica valida che batte risulta inutile visto che Pagan prova a correre in terza ma viene di poco taggato e quindi eliminato. Per il resto viene graziato dall’arbitro quando perde una palla banale dopo l’assistenza di Belt. Voto 5,5

– Crawford: non sbaglia in difesa, e già questo va bene. Poi batte un singolo importante da leadoff nel 7°, meglio che niente. Voto 6

– Lincecum: non una partita super, ma nemmeno tragica visto come si era messa dopo il 2° inning. Comunque, la grande prestazione ancora manca in questo 2012, questo è un dato di fatto. Di lui però mi piace l’atteggiamento che ha nel dugout, non depresso nonostante tutto, bensì sempre sorridente e di compagnia, questo può solo fargli bene; preferisco pitcher come lui piuttosto che quelli che si mettono in un angolino con l’asciugamano in testa tra un inning e l’altro come se andassero al patibolo. Un po’ di serenità, cavolo! Bravo quindi Tim. Voto 6,5

– Hensley: il suo 7° è una dimostrazione di efficienza. Dapprima concede un singolo e un walk, poi lancia un 1-2-3 che non lascia scampo ai Padres. Ottima uscita dalla buca. Voto 6,5

– Affeldt: sarebbe perfetto il suo 8° se non incappasse Quentin. Ciò costa il punto del pareggio. Voto 5,5

– Edlefsen: basta la parola. Voto 4

– Bochy: mettere Edlefsen nel 9° in situazione di parità è un’idiozia, e non mi importa che fosse (e non è neanche vero) l’unico rilievo disponibile perchè solo il fatto di farlo giocare in MLB (come detto più volte) è un errore drammatico. Sconfitta al 90% sua. Voto 3.

Questa notte, mezzora dopo la mezza, gara 2 con Bumgarner contro Richard. Diciamo che ai Padres abbiamo concesso già abbastanza con gara 1, ora non dobbiamo più fare sconti, visto che i Dodgers hanno ripreso a vincere in quel di Philadelphia. Per cui niente scherzi stavolta, mi raccomando.

Capitolo draft: dopo la scelta di Chris Stratton, ecco tutti gli altri giocatori draftati dai nostri.

2° giro: Martin Agosta, pitcher con 2.18 di ERA nella scorsa stagione

3° giro: Jonathon Williamson, outfielder da Wake Forest, .287 con 17 HR l’anno scorso

4° giro: Steven Okert, 3.26 ERA ad Oklahoma

5° giro: Ty Blach, pitcher mancino

6° giro: Stephen Johnson, closer con ottime capacità di produrre K

7° giro: Eduardo Encinosa, altro rilievo

8° giro: Joseph Kurrasch, partente, 2.05 ERA l’anno scorso

9° giro: Shilo McCall, outfielder

10° giro: Trevor Brown, catcher e prima base, .322 ad UCLA

11° giro: Ryan Tella, .360 l’anno scorso, già scelto dai Twins nel 2011

12° giro: Jeremy Sy, shortstop, .330 di media battuta

13° giro: Ryan Jones, seconda base con media di .352 quest’anno

14° giro: Tyler Hollick, outfielder canadese, di Calgary

15° giro: Leonardo Rojas, catcher e prima base.

Questo è tutto per ora, ma il draft continua oggi. Poi bisognerà vedere quanti di questi firmeranno.

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