SF @ SEA gara 1 (4-2): Vogey chiama, l’attacco risponde

Eccoci a parlare della prima delle nove trasferte di interlega che ci vedono e ci vedranno impegnati in casa delle squadre della AL West, ad eccezione di Texas, già affrontata a domicilio. La prima tappa, quella di Seattle, è sulla carta la più agevole visto che affrontiamo una non irresistibile squadra che oltretutto in casa, svantaggiata da un ballpark amico dei pitchers, combina veramente poco.

Con le dovute scaramanzie in vista delle prossime due partite da giocarsi nella città di smeraldo, possiamo dire che quantomeno la prima sfida è volata via piuttosto agevolmente dalla nostra parte, anche se il risultato suggerisce che non è stata proprio una scampagnata. Però, ecco, non facciamo gli schizzinosi, serviva una vittoria dopo il passo falso dell’ultima partita casalinga contro Houston, e vittoria è stata, grazie ad una bella prestazione combo Vogey + attacco.

I ragazzi non mi hanno entusiasmato, lo devo dire, dando spesso l’impressione di avere fretta al piatto, come accade molte volte, girando il prima possibile i lanci e consentendo così al partente locale, Vargas, di sciropparsi ben 8 inning nonostante le 10 valide concesse ai nostri. Mi pare strano che non ci sia nessuno che possa far capire a chi va a battere che l’obiettivo sia quello di andare in base e non necessariamente di battere valido, e che per andare in base il walk è un opzione da considerare. D’altro canto non penso nemmeno ci sia una strategia specifica che chiede aggressività al piatto visto che c’è qualche elemento (vedasi Gregor Blanco) che è dotato di disciplina e che vediamo swingare molto raramente al primo lancio che vede (e non a caso è leader di walk presi e secondo in OBP solo all’irreale Melky). Non voglio nemmeno pensare che non ci sia nessuno che guarda con cura queste statistiche.

Ad ogni modo, poche sottigliezze, la partita si è vinta anche grazie alla partenza sprint dei nostri che buttavano la palla fuori con Buster Posey da leadoff nel 2° inning. Vogelsong, come detto, ha mostrato la consueta solidità soffrendo solo a tratti. Nel 2° inning una palla battuta da Saunders veniva letta malissimo da Montero, autore di un doppio poco prima, il quale scattava verso casa base ignorando che Pagan c’era arrivato al volo. Double-play inconsueto 8-4 e spavento passato per noi. Nel 3° Posey stesso faceva dimenticare il precedente homer cascando in un doppio gioco con 1 out e corridori agli angoli. Nel 4° arrivava invece il 2-0 per noi con una sacfly battuta da Arias che permetteva a Pagan di realizzare, anche perchè prima era arrivato un bel doppio del caliente Belt.

Sempre nel 4°, questa volta in fase difensiva, arrivavano le prime difficoltà per Vogey, il quale concedeva due walks per iniziare la ripresa ma riusciva ad uscirne pulito visto che per chiudere la ripresa i nostri giravano uno stupendo doppio gioco sull’asse Theriot-Arias-Belt. La parte centrale del match scorreva via senza problemi con Vogelsong che ne ritirava 11 di fila mentre noi presi inspiegabilmente dal virus del giratutto, facevamo fare un figurone a Vargas, che impiegava rispettivamente 6, 8 e addirittura solo 4 lanci per 5°, 6° e 7° inning.

Per fortuna nell’8° le cose andavano meglio con il leadoff single di Blanco e il pepitone di Melky che cadeva appena al di là del muro; era il 4-0 che ci faceva stare tranquil…. ehm, non troppo, dato che nella parte bassa le cose si complicavano. Due singoli per i primi due battitori mandavano giù dal monte il comunque ottimo Vogelsong a beneficio di Lopez, entrato per affrontare Ichiro ma che si vedeva Wells prima di lui. Javi concedeva un singolo a Wells prima di affrontare il giapponese a basi piene e nessun out. In questa situazione molto pericolosa, arrivava un force out in seconda sulla palla di Ichiro, con conseguente punto del 4-1. Per fortuna entrava Romo, la cui sola presenza ci dava fiducia e serenità; il primo battitore affrontato, Gutierrez, veniva messo out consentendo il 4-2 anche se il Panda non era perfetto in quanto avrebbe potuto dare il via ad un non impossibile double-play. L’ultimo battitore veniva eliminato con facilità da Sergio. Romo power.

Nel 9° dentro Casilla per sigillare la W. Missione compiuta in 15 lanci e nessuno mandato in base. Ben fatto. Win.

Pagelle:

– Blanco: le sue due valide vanno a referto anche stavolta, dando un punto in più all’homer di Melky nell’8°. Solita presenza difensiva e solita disciplina al piatto che me lo fa apprezzare più di tutti gli altri. Voto 7

– Theriot: base hit! esclama Jon Miller nel 3° dopo la sua linea, peccato lì ci sia Ichiro. Resta quindi a secco ma la sufficienza la prende comunque per come innesca un bellissimo doppio gioco. Voto 6

– Melky: non si è smarrito il Melkman di maggio. Eccolo ancora lì, con un doppio gioco che fa storcere il naso ma soprattutto con un singolo e un bel fuoricampo da punti 2. Non chiediamo di meglio. Voto 7+

– Posey: parte fortissimo con l’home run dell’1-0, poi non combina altro, cadendo anche in un brutto doppio gioco con un uomo in terza. Non è impegnato ad impedire rubate visto che i Mariners non azzardano. Voto 6,5

– Pagan: posto che quando corre tra le basi semina il terrore tra noi tifosi, quando invece è al piatto sappiamo che spesso combina qualcosa di positivo. Anche in questo match, valida e walk. Voto 6+

– Sandoval: la sua inesistente disciplina al piatto non me lo farà mai amare alla follia, però la sua hit la scrive anche stavolta sul tabellino, pur girando un ball di mezzora. In difesa rivedibile. Voto 6

– Crawford: sta fuori ad eccezione del 9° inning difensivo. Meno lo si vede al piatto e meglio stiamo. Senza voto.

– Belt: in 4 partite contro mancini mi piazza 3 home runs nelle prime 3 e 2 valide di cui un doppio in questa sfida. E se batteva contro destri? stanotte lo vogliamo vedere, allora. Voto 7

– Arias: un singolo arriva, così come un’importante sacfly. Ho sempre paura che faccia così poco al punto che Bochy si metta a preferirgli Crawford. Il minimo sindacale per fortuna c’è ancora. Voto 6

– Christian: arriva da Fresno laddove ha medie da urlo e si presenta qui con l’onere e l’onore di fare il DH. Va zero su 3, sample size ridottissimo ma per Bochy forse è già eccessivo. Rimandarlo subito a Fresno! avrà pensato. Beh, forse non è il DH che tutti sognano, per non parlare della posizione nel lineup, ultimo. Fa sorridere. Voto 5,5 di incoraggiamento.

– Schierholtz: entra come pinch-hitter del battitore designato e fa vedere a Bochy che era lui che avrebbe dovuto fare il DH, altro che Christian, vergogna! (ironia eh). Un singolo al primo lancio che vede, robe che se fosse finito groundout me lo sarei mangiato. Voto 6,5

– Vogelsong: lui c’è! e lo sappiamo bene; 11 partite su 11 arrivando almeno al 6° inning. Qui se ne va all’ottavo prendendosi sì 2 punti ma anche la meritata vittoria. Di lui non amo l’atteggiamento da condannato al patibolo che tiene nel dugout tra un inning e l’altro, ma evidentemente gli serve per concentrarsi e se i risultati sono questi, ben venga la faccia da condannato a morte. Bravissimo. Voto 7,5

– Lopez: poveraccio, gli fanno affrontare un destro e incassa la valida (seppur una grounder), poi rimedia eliminando col brivido Ichiro. Voto 6+

– Romo: San Francisco è sempre più #romosexual, quando c’è lui sul monte siamo tranquilli come con nessun altro. Voto 7

– Casilla: bravo Santiagone, non si perde in chiacchiere e walks, non ne manda nessuno in base. Very good. Voto 7+

Per gara 2 non abbiamo da fare previsioni in quanto la sfida è tra Millwood e il nostro Lincecum, neo 28enne. C’è da sperare che per una buona volta ci faccia vedere che possiamo vincere anche con lui sul monte. Roba che se avessi scritto questa frase solo l’anno scorso, non ci avrebbe creduto quasi nessuno. Speriamo in bene, via.

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: