SF @ SEA gara 3 (1-2): andarono per suonare… e vennero suonati

Per fortuna dopo gara 1 il sottoscritto aveva sentenziato che la serie di Seattle non era così impossibile, e che affrontavamo una squadra tutto sommato battibile. Alla faccia del bicarbonato di sodio, direbbe Totò, Seattle ci ha bastonato in gara 2 con il solito Lincecum giù di tono (a proposito, che aspettiamo a dargli del riposo?), mentre in questa gara 3 è arrivata la sconfitta che ci ha fatto perdere anche la serie.

Per fortuna che i Mariners ce li dovevamo mangiare a colazione; niente di tutto questo, anzi, in questo rubber game i suonati siamo stati noi, spreconi all’inverosimile soprattutto nel 9° inning, quando con basi piene e 1 out, siamo andati strikeout con Melky in 3 lanci e groundout con Schierholtz, arrivato fino al conto di 3-2 con quindi la possibilità di guadagnarsi il ball del vantaggio. Ma nulla da fare, la partita è andata dalla parte sbagliata (dal nostro punto di vista, ovviamente) e Seattle ci ha punito nella bassa del 9° con il singolo di quel Justin Smoak che nel draft del 2008 fu in ballottaggio fino all’ultimo con Posey per la nostra prima scelta. Nessun rimpianto ovviamente, anzi, ma Smoak ci ha “voluto” punire con l’RBI della vittoria.

Peccato anche perchè il duello tra Bumgarner e King Felix è stato assolutamente alla pari e, anzi, il nostro MadBum ha condotto la squadra per un inning in più del suo collega, concedendo poco, se non due singoli, un doppio, un walk e la sacfly del provvisorio pareggio dell’1-1, nel 2° inning. Poco prima, ovvero subito nel 1° inning eravamo stati illusoriamente efficaci, con 3 valide contro Felix, una delle quali era stata l’RBI single di Pagan che aveva spedito il Panda scivolante a pancia in giù, verso casa base. Il punto come detto era solo una mera illusione, visto che le occasioni pur arrivando, non venivano mai concretizzate, pur cercando di fare lanciare il più possibile Felix per farlo scendere prima dal monte (cosa riuscita dopo il 7°).

Ma se nelle prime due partite non avevamo messo neanche un punto al cospetto del bullpen dei Mariners, abbiamo voluto ripeterci anche nella terza. Nell’ottavo, Hector, con due corridori in base, veniva privato di un RBI con una prodezza difensiva di Smoak; nel 9° come detto, sprecavamo la madre di tutte le occasioni, venendo puniti subito dopo. Per un totale di 1 su 8 con RISP. Non benissimo.

Veniamo alle pagelle, con un po’ di spunti piuttosto interessanti:

– Blanco: 1 su 4 per lui con un singolo che poi non si trasforma in punto, mentre nel 9° si prende un prezioso walk nell’episodio più curioso della giornata. L’arbitro dietro al piatto, Joe West, entrato in sostituzione dell’umpire infortunatosi poco prima, si dimentica il conto e dapprima manda Blanco in base, poi torna sui suoi passi e telefona alle alte sfere per un aggiornamento della situazione, revocando la base su balls che comunque arriva al lancio successivo. Che Joe West sia il peggior arbitro della MLB è una cosa risaputa da un pezzo, perchè sia ancora lì è un mistero. Voto per Blanco: 6+

– Sandoval: come Blanco, va 1 su 4 con un walk preso nel 9°. E per lui, che ha il virus del giratutto innestato nell’organismo dalla nascita, è già tanta roba. Preciso in difesa. Voto 6+

– Melky: batte una valida ad inizio match, e spreca una super occasione nel 9° andando strikeout in 3 lanci. Inoltre ha l’occasione di eliminare Kawasaki che corre verso il 2-1, ma lo colpisce. Da lui tutto ciò non ce l’aspettavamo, succede, ma dispiace ugualmente. Anzi, forse pure di più. Voto 5

– Posey: terzo DH diverso in 3 partite, stavolta l’onere è il suo. Risponde con 2 valide, prima di farsi incomprensibilmente sostituire da Christian come pinch-runner nell’ottavo. Da quando si cambia il DH con il pinch-runner? forse da mai, anche perchè nel 9°, con tutto il rispetto per Schierholtz, avremmo preferito vedere lui al piatto. Voto 6,5

– Christian: entra da pinch-runner ma non corre perchè Hector va out. Nulla da dirgli. Senza voto.

– Schierholtz: sua la responsabilità più grande del match; ha l’occasione per mandarci in vantaggio, ma batte un mozzarellone innocuo. Che dire, almeno è arrivato a conto pieno. Lo assolviamo, va. Voto 5,5

– Pagan: RBI dell’1-0 all’inizio, poi non si fa più vedere in attacco. In difesa lotta contro vento e sole, ma non fa pasticci. Voto 6

– Belt. altra partita discreta; 1 su 3 con un walk preso e un singolo importante nell’8°, peccato che poi non sia valso nulla. Ma si avverte la sua presenza al piatto, indubbiamente gli homers della settimana gli hanno dato fiducia. Voto 6,5

– Hector: suo il “record” di LOB giornalieri, ben 5, di cui 3 nel primo e 2 nell’ottavo. Sfortunato però, nel 1° batte comunque una flyball, nell’8° è Smoak è impedirgli il punto. Non voglio essere troppo cattivo con lui. Voto 5

– Crawford: nel 7° batte valido in una battaglia di 10 lanci con Felix, nel 1° però ci delizia con il 12esimo errore stagionale. Insomma. Voto 5,5

– Burriss: prima partita da titolare dal 28 maggio, e se fosse anche l’ultima per un altro mese non ci dispiacerebbe, francamente. Batte però valido nel 9°, un singolo che avrebbe potuto essere preziosissimo. Nel suo boxscore anche una base rubata. Voto 6

– Bumgarner: solido, 8 inning e solo 3 valide sono un ottimo bottino, anche se ottenuto non contro una squadra di sluggers fenomenali. Peccato che non goda di un run support adeguato, perchè la vittoria se la sarebbe anche meritata. Un punto a suo carico è evidentemente troppo. Voto 7+

– Romo: stavolta ci tradisce, concedendo due singoli di leadoff nel 9° inning, e il primo battitore ad andare in base è poi quello che diventa il punto della vittoria. Non è un robot e si è visto, ciò acuisce ancora di più l’amarezza. Voto 5

– Lopez: entra in una situazione complicata e dopo aver svolto il compito di non far avanzare corridori a seguito del bunt di Saunders, concede il singolo decisivo a Smoak. Evidentemente era scritto che doveva finire così. Voto 5,5

– Bochy: già proporre un lineup con un DH diverso ogni match può far storcere il naso, però lo accettiamo anche, interpretandolo come un giorno di riposo attivo per chi è chiamato a fare il battitore designato. Il colpo di genio della sostituzione di Posey con il pinch-runner Christian non l’ho però capito, anche perchè rinunciare a una mazza come Posey non mi pare una cosa da vivere a cuor leggero. Evidentemente ha voluto fare la mossa da grande coach, con le dovute conseguenze in caso di sconfitta. Qui la conseguenza è un voto negativo: 5.

Ora andiamo ad Aneheim, per una serie in trasferta che ricorda quella infauste World Series di una decina di anni fa. Ma non dobbiamo pensare a quello, bisogna pensare a vincere questa serie per non farci scappare nuovamente i Dodgers (che sono 5 partite avanti) e per dimostrare che quella a Seattle è stata solo una serie un po’ storta. Primo match-up tra Williams e Matt Cain, alla prima uscita post perfect-game. Oddio, non pretendiamo che faccia altrettanto, ci basta una vittoria, anche di quelle ignoranti.

 

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