CIN @ SF gara 2 (5-1): non è sempre festa

Non finisce mai di stupire questo sport, ma proprio mai, e non è un’iperbole. Dopo 36 inning senza subire un punto ci si approcciava alla seconda sfida contro i Reds ancora carichi di entusiasmo e con un Matt Cain da presentare sul monte, proprio quello del perfect game di pochissime settimane fa. Insomma, il pensiero di un altro shutout era francamente poco verosimile però, ecco, alla vigilia, una vittoria non era un pronostico così surreale. Invece niente vittoria, e cosa decisamente incredibile, fine dello shutout al primo lancio dell’incontro. No, non al quarto lancio, o al terzo battitore, o al secondo inning, o simili, proprio al primissimo lancio. Roba che nemmeno ci eravamo seduti in poltrona che già si era sotto 1-0.

Beh, bel ritorno sul pianeta Terra dunque; dopo essere stati su Marte per quattro giorni siamo stati teletrasportati sul pianeta nel quale vivono gli esseri umani. Comunque, non dobbiamo certo farne un dramma, seppur a quel leadoff home run di Cozart, ne è seguita una partita piuttosto fiacca da parte di Cain e una partita senza infamia e senza lode da parte di un attacco che, come spesso capita, ha gettato via qualche occasione di troppo con i corridori in posizione punto.

Capita dunque, e ci mancherebbe; non potevamo illuderci che improvvisamente saremmo diventati una squadra devastante. Siamo sempre noi, con i nostri pregi e i nostri difetti, e le partite si perdono anche, ci sta tranquillamente. L’importante è la consapevolezza che all’interno della NL West ce la giocheremo, su questo credo non ci siano troppi dubbi sebbene ci sia ancora più della metà del percorso da terminare. Intanto, i nostri amici Dodgers continuano a disconoscere il significato della parola “vittoria”, mentre i D’Backs proseguono piano piano la loro risalita. Ci sarà da fare i conti con queste due squadre, però noi ci siamo e ci saremo, con i normali passi falsi come capitato stanotte.

In questo match c’è mancato poco che lo shutout lo subissimo noi, visto che siamo rimasti a secco di punti fino al 9° inning quando il Panda ha schiodato quota zero con un home run in zona McCovey Cove. Ma la partita era di fatto già volata via da un bel pezzo, visto che oltre al fuoricampo iniziale, i Reds erano stati capaci di martellare il nostro Cain fin dall’inizio, chiudendo il primo inning avanti 3-0, grazie anche ai doppi di Votto e Bruce, con quest’ultimo che avrà poi totalizzato un 4-hits game.

Noi abbiamo pagato questo inizio in salita, non riuscendo mai a trovare la retta via. E’ pur vero che in tutti i primi 5 inning abbiamo messo almeno un uomo in posizione punto, non riuscendo però mai a trovare la strada giusta per portare quest’uomo a casa base. Nell’ordine, nel 1° Posey andava groundout con Theriot in seconda, nel 2° Crawford andava lineout (con imprecazione) con il Panda in terza, nel 3° Melky batteva una mozzarellina con Blanco in seconda, nel 4° Belt cadeva in un doppio gioco con Posey in seconda e con un double-play chiamato dall’arbitro visto che il Panda nella scivolata si era scorrettamente aggrappato alla gamba di Cozart; infine nel 5° Theriot andava groundout con Crawford in terza.

Con queste occasioni gettate al vento, c’era ben poco da fare e il morale ovviamente procedeva verso il basso, tanto più che nella parte alta del 6° inning era il pitcher Leake a trovare il secondo home run stagionale. Niente male questo Leake, e nella fattispecie la sua partita, visto che ha lanciato il primo complete game della carriera (come Bumgarner il giorno prima) e soprattutto ha dimostrato grande efficacia anche al piatto, quasi fosse un hitter ordinario. Giusto per la cronaca, quest’anno ha 10 hits su 28 at-bats, con 2 home runs, niente male per un pitcher.

Nel 7° arrivava l’ultimo acuto dei Reds, che avavano già comunque fatto abbastanza per superarci. Ci pensava ancora Bruce a sparare un doppio che mandava Phillips a casa base per il 5-0. Lì finiva la partita di Cain e iniziava quella di Hensley, che si salvava dal subire il 6-0 solo grazie ad un eccesso di pigrizia di Bruce, che tronfio per le 4 hits, evitava di scivolare a casa base venendo pertanto taggato in tempo da Posey, il quale aveva ricevuto una lunga assistenza da Melky. In questa occasione il Panda aveva anche bucato la palla, ma alla fine dei conti un out era pur sempre un out.

Il finale era garbage time senza cronometro. Hensley e Kontos lanciavano dignitosamente ottavo e nono inning, mentre come detto nel 9° ci pensava il Panda ad evitare la legge del contrappasso, ovvero un shutout subito. Belt provava il back-to-back home run, ma la palla non andava abbastanza in là, mentre il K su Crawford chiudeva la contesa.

Oggi torniamo alle note, magari esprimete nei commenti se preferite note del match o pagelle. Così, per sondare.

Note miste, negative e positive:

– Cain: c’era da aspettarselo un match normale da parte sua, dopo decine di partite tra l’ottimo e lo strepitoso. I Reds battono bene, lo sapevamo, e lo hanno dimostrato in pieno. Non per niente, rischiano seriamente di vincere la loro division (anche se, confesso, simpatizzo per i poveri Pirates in NL Central). Matt ha accusato le mazze di Cincy, subendo 11 hits tra cui 3 doppi e 2 home runs in poco meno di 7 inning. Pazienza, suvvia.

– Sandoval: in attacco  è stato il migliore, per cui sicuramente queste sono buone notizie per noi. Tra l’altro un home run per lui mancava dall’1 maggio, stentavo a credere a questa statistica perchè la sua efficacia al piatto mi aveva un po’ fuorviato facendomi credere che avesse battuto molti più fuoricampo. Due altre cose da segnalare, la scivolata con la quale fa fuori Cozart appendendosi alla gamba dell’avversario era davvero evitabile, mentre l’errore nel 7° inning è piuttosto goffo.

Gli altri sono stati più o meno sulla sufficienza, o forse poco sotto, con una valida battuta da tutti i position players ad eccezione di Belt (però un po’ sfortunato nell’AB del 9°).

Veniamo a gara 3, questa sera alle 22, con Zito opposto a quel Latos che ci trovavamo spesso di fronte quando era nei Padres e che, ricordo sempre, disse “Odio San Francisco”. Beh anche oggi sarà dura aver la meglio su di loro, perchè Latos è comunque buono e con Zito bisogna vedere con quale versione avremo a che fare. Però ecco, ricordare nuovamente a Latos perchè odia San Francisco non sarebbe male. Magari bastonandolo a suon di valide. Forza!

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: