SF @ PIT gara 2 (1-3): il McDonald ci è indigesto

In questo periodo nel quale l’America si sta schierando contro il junk food noi giustamente abbiamo deciso di stare al passo; ovvero, dato che siamo stati costretti nostro malgrado a sorbirci il McDonald, lo abbiamo rigettato con disprezzo, dimostrando chiaramente di non gradire quello che aveva da darci. Per la serie “le solite metafore stupide” ecco stavolta trasferita la cosa su un campo da baseball, con il pitcher dei Pirates, tale James McDonald (con una “s” in meno di quello della famosa catena alimentare) in grado di irretirci e di concedere talmente poco al punto che la nostra partita si è trasformata in un pianto, dal 1° al 9° inning, quindi anche in assenza dello starter dei padroni di casa.

Partita anonima la nostra, giocata con quella sufficienza non da Giants, quel piattume che non vorremmo mai vedere. Eppure è andata così; come detto, McDonald ci ha fatto vedere ben poche volte la palla, mandandoci strikeout ben 10 volte, delle quali 8 swinging. Non ci abbiamo capito un accidente, dunque, e men che meno nel primo inning nel quale il partente dei Bucs ha lasciato spazio al rilievo Jason Grilli, l’ottavo. Grilli infatti ha affrontato 3 battitori e li ha messi K tutti e tre, con un’autorità da Cy Young. Eppure non stiamo parlando del rilievo del secolo; proprio Grilli fu draftato dai Giants nel lontano 1997, arrivando a giocare al massimo a Fresno prima di intraprendere una carriera MLB altrove, senza mai fare sfracelli. Per noi sembrava imbattibile, così come appunto McDonald per i 7 inning precedenti. Morale della favola, 3-1 e tutti a casa.

La prova di Vogelsong sul monte è invece stata piuttosto scadente, anche se devo ammettere che dicendo così mi dimostro un po’ troppo pretenzioso verso un pitcher che comunque si è comportato benissimo fino ad ora e tutto sommato neanche così male ieri sera. Però i Giants di ieri richiedevano una prova più vicina al perfect game che ad altro, per poter vincere, mentre il nostro Vogey ha concesso qualcosina di troppo, 8 hits in 7 inning e soprattutto 5 extra-basi tra cui un home run (a McKenry) nel 4° inning. Non è una novità dire che i Pirates quest’anno sono una squadra, non un gruppo di giocatori messi lì a caso, ed hanno qualità al piatto, essendo dotati di mazze molto ma molto pericolose quali McCutchen (il pubblico gli grida, forse un po’ troppo generosamente, MVP MVP), Pedro Alvarez (dotato di potenza imbarazzante) e McGehee, per dirne tre. Insomma non abbiamo affrontato dei poveracci, quali potevano essere i Bucs da un paio di anni fa andando a ritroso, ma una vera squadra. E l’abbiamo capito, così come l’ha capito Vogelsong.

Sta di fatto che siamo 1-4 in questo roadtrip e 20-23 in trasferta (26-16 in casa). Posto che sarebbe bellissimo giocare 162 partite tutte in casa, bisogna prendere atto che esistono anche le trasferte, nelle quali veramente in questa stagione per ora siamo modesti. Ci vorrebbe un cambio di passo e speriamo di svoltare da dopo la pausa per l’All Star Game.

Venendo alla cronaca del match, i primi inning scorrevano via senza punti, ma se noi nei primi due non mettevamo alcun baserunner, loro battevano due doppi in altrettente riprese, autori Walker e McKenry, ma nessuno di questi si trasformava in punto. Nel 3° il primo uomo in base per noi era Crawford, che batteva un singolo poi infruttuoso dato che non accadeva altro. Vogelsong invece commetteva il peccato originale di concedere un walk al pitcher (leadoff) anche se la palla lanciata sul conto di 3-2 non era strike solo per l’arbitro dietro al piatto. Walk ad ogni modo, che, ahinoi, si trasformava nel punto dell’1-0 con il secondo doppio del match di Walker, arrivato due battitori dopo.

A quel punto arrivava un acquazzone a mitigare i 37 gradi umidi di Pittsburgh e mandava tutti a riposare per una mezzora. Alla ripresa entrambi i partenti erano ai loro posti e Vogelsong poteva chiudere l’inning senza altri problemi. Il 4° si apriva con il singolo di Theriot ma Melky sciupava tutto andando a cascare in un double-play. I pirati invece non sciupavano nulla perchè nella bassa della stessa ripresa ci pensava McKenry a sparare il pepitone del 2-0.

Se anche nel 5° inning non combinavamo nulla, ecco che almeno nel 6° mettevamo il naso fuori dal piatto con il singolo di Blanco, arrivato con 2 out. Un wild pitch di McDonald aiutava il nostro Gregorio ad arrivare in seconda mentre subito dopo Theriot, molto clutch, batteva il singolo up the middle che consegnava il punto a Blanco per l’1-2 che ci offriva qualche speranza in più. Melky poi andava K chiudendo la ripresa.

Nella parte bassa del 6° i Pirates riaggiustavano le distanze grazie al doppio di Pedro Alvarez che, sfiorando di pochi centimetri il 2-run shot, consegnava comunque a McCutchen il punto del 3-1. Per noi il 7° e l’8° erano inning di buio assoluto, mentre nel 9° le ultime speranze ce le giocavamo con il leadoff bunt single di Blanco, che grazie ad un’assistenza errata del catcher dei Bucs, poteva arrivare indisturbato in seconda. Gregorio però non si muoveva da lì visto che arrivavano due bellissime giocate dello shortstop Barmes ad annullare le battute di Theriot e Melky, mentre la flyball di Posey era pur buona ma veniva intercettata al volo da Jones. Game over.

Note negative del match:

– Belt: vince il premio “non ci ho capito niente di questo match”, andando strikeout tre volte su tre, due delle quali looking. Visto che Huff nel rehab a San Jose stanotte ha battuto un home run, non vorrei che ora gli tornassero gli incubi di non avere la garanzia del posto fisso. Sta’ tranquillo Brandon, e pensa a battere.

– Melky: dura criticare uno che sta disputando una stagione così irreale come la sua. Stavolta però toppa la sua partita non battendo mai valido in 4 turni, con l’aggravante di un doppio gioco. Confidiamo in lui per il match di stasera, due partite negative forse non ci sono mai state quest’anno.

Note positive:

– Blanco: dopo due giorni di  riposo, anche se in gara 1 era entrato nello switch difensivo, rivede il piatto e paga la voglia di dimostrare di essere ancora titolare, finendo strikeout nei primi 2 turni. Nei successivi due trova però la base, con un singolo e con un bunt che sorprende gli avversari. C’è bisogno di lui, e lo dico da suo primo estimatore.

– Theriot: a parte un singolo che non dà frutti, ne batte un altro versione clutch-man, a conto pieno, che garantisce il punto dell’1-2. L’unico assieme a Blanco a dimostrare di poter combinare qualcosa.

Per gara 3 si profila una partita molto complicata tra Lincecum ed A.J. Burnett. Purtroppo non sappiamo quale versione di Lincecum prenderà posto sul monte, ma conoscendo la sua stagione fino ad ora non c’è da essere troppo ottimisti. Dall’altra parte abbiamo un giocatore molto disprezzato in maglia Yankees l’anno scorso, che a seconda di come si alzava dal letto era capace di lanciare benissimo oppure in maniera oscena. La NL però è meno complicata e A.J. in maglia Bucs sta disputando una stagione più che buona. Difficile dunque stasera, ma è da vincere se non vogliamo rendere questo roadtrip un mezzo disastro.

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: