SF @ PHI gara 3 (3-4): Super-Nate non basta ai Giants

Esattamente come nella trasferta di Atlanta, sciupiamo la possibilità di ottenere un bello sweep in trasferta e ci facciamo battere dai padroni di casa, in questo caso al 12° inning in walk-off, modalità sempre piuttosto indigesta nei confronti della squadra che perde, in questo caso la nostra. Pazienza, che dobbiamo farci, non è sempre festa no?

Resta comunque la soddisfazione, alla luce del road trip di 6 partite, di aver impresso (almeno apparentemente) un ritmo diverso al nostro campionato, finora piuttosto brillante in casa e, al contrario, magro in trasferta. Stavolta torniamo in California con un bilancio di 4-2, non forse esaltante ma nemmeno negativo, anzi, avremmo firmato alla vigilia per vincere entrambe le serie per 2-1. Se a questo aggiungiamo che siamo ancora davanti in classifica (seppur di un pelo, visto che i Dodgers si stanno tirando su) e che nelle prossime partite ne giocheremo 36 in casa e 31 in trasfera c’è da stare ottimisti. Sempre i Dodgers invece ne giocheranno 32 in casa e 34 in trasferta. Insomma, piccole differenze che potrebbero, appunto, fare la differenza.

Tornando a quest’ultimo match, c’è da registrare l’ottima prova di Nate Schierholtz, che ultimamente sta vedendo il campo sempre più spesso, con l’iniziale probabile intenzione di metterlo in vetrina per coinvolgerlo in una trade. Date però le sue ultime prestazioni, c’è ragione di pensare che loi staff voglia tenerlo, per dargli sempre più spazio, probabilmente a discapito di giocatori in slump quali Pagan e Blanco, per dirne due che giocano nel suo ruolo. Ieri Nate è stato davvero letale, due home runs, dei quali il primo subito in partenza, da leadoff (e non si capisce bene perchè metterlo primo nel lineup, dato che la potenza per sbatterla fuori non gli è mai mancata) e anche una gran presa difensiva, senza timore di andare a cozzare contro il muro alle sue spalle (vero Pagan?).

Insomma molto bene il buon Nate, che sta riprendendo posto nel cuore di noi appassionati dopo aver anch’egli attraversato un momento un po’ oscuro. E, a proposito di momenti oscuri, come non parlare di un caso da lettino dello psicanalista, quello di Brandon Belt, il cui caso tra un po’ sarà oggetto di psichiatria più che di psicanalisi. Baby-Giraffe non sta battendo mai, nemmeno per sbaglio, forse anche se gli arrivasse addosso una mongolfiera sarebbe capace di evitarla cercando di colpirla, non si capisce francamente cosa si debba fare. Il suo slump è praticamente eterno, visto che da inizio stagione ha infilato 10 giorni molto buoni, mentre tutto il resto è stato deprecabile. Ci si interroga sul da farsi, farlo giocare nonostante tutto (rischiando di avere un uomo in meno, perennemente), rispedirlo a Fresno (e tanto varrebbe inviarlo da un bravo psicologo) o tradarlo (col rischio di vederlo esplodere dopo 5 minuti dall’approdo nella nuova squadra e venirci rifilato un pacco peggiore).

Per fortuna non siamo nei panni di chi decide; ieri a domanda specifica, Bochy ha detto di non saperlo, e ha aggiunto di aver appena ricevuto un messaggio da Sabean. Se fosse ironico o meno non si sa, ad ogni modo chissà cosa gli avrà scritto Sabean in quell’sms. Il testo è oggetto di scommesse, al momento il più probabile sembra essere: “taci baffo Moretti, ci penso io a sistemare la situazione, sono il Mino Raiola d’America”. Bene, vedremo.

Cronaca del match: partita speculare direi, oltre che praticamente a specchio. Ovvero, ciò che combinava una squadra, lo faceva anche l’altra, fino alla rottura definitva del match nel 12° inning. Il vantaggio nostro era, come detto, immediato, con il fuoricampo di Schierholtz, pareggiato però immediatamente dal triplo di Utley che mandava a casa Victorino, reduce dall’essersi preso il walk di un Zito complessivamente discreto. In questa occasione Pagan non raccattava una palla tutto sommato prendibile, intimorito dalla vicinanza del muro, cosa poi non accaduta più avanti a Schierholtz.

Nel 4° tornavamo in vantaggio grazie al Panda, finalmente produttivo, che batteva una mina contro il muro permettendo a Posey di correre a casa partendo dalla prima, visto che Victorino e Mayberry si trovavano a rincorrere la palla rimbalzante con forza sul muro. Anche in questo caso il vantaggio durava il tempo di cambiare disposizione della difesa, ovvero nella ripresa successiva Mayberry trovava la battuta che scavalcava tutti e terminava la sua corsa in tribuna, 2-2.

Dopo un altro periodo di pausa e di pochi baserunners, Zito concedeva un altro homer, nel 7°, ancora a Mayberry, tra i pochi nel complesso a salvarsi di una squadra composta da bolliti, anziani e sopravvalutati. Lui però ci sa fare, e il suo secondo homer di giornata voleva dire 3-2. A questo punto parevano essere poche le speranze di rimonta per noi, non tanto per il vantaggio, visto che era minimo, ma proprio perchè stavamo battendo davvero col contagocce. Una di queste speranze però si chiamava Nate Schierholtz, che sparava anch’egli il suo secondo fuoricampo di giornata, nell’8°, dandoci il punto del pareggio. Sempre in questo inning avevamo un’altra grande possibilità di punto, che avrebbe potuto dire sorpasso, visto che Theriot batteva un doppio e Melky veniva fatto intenzionalmente passeggiare in prima per far battere Posey (Manuel, questa non l’ho capita). Buster batteva bene e lungo, ma arrivava in tempo Pence a soffocare il grido di esultanza, per un vantaggio sfumato davvero di nulla.

I nostri Lopez e Romo poi svolgevano molto bene il loro compito, mentre nel 10° sprecavamo l’opportunità di andare a segno, con un singolo e rubata di Christian, che però non si spostava più dalla seconda visto il popout di Theriot. Nella bassa del 10° e nell’11° i nostri rilievi, Affeldt ed Hensley, andavano via lisci e tranquilli mentre era nella parte alta del 12° che per noi passava l’ultimo treno. Arrivava infatti il leadoff double di Crawford, ottima notizia vero?? in teoria sì, peccato che dopo di lui arrivavano i nostri morti viventi, ovvero Belt e Burriss, protagonisti di due at-bat altrettanto penosi, terminati con degli ovvi strikeout. L’ultima chance era ancora Theriot, ma il suo flyout cancellava le nostre chance di rimonta.

Nella bassa del 12° la partita metteva la parola fine. Con Penny sul monte, Phila trovava le basi con il walk di Ruiz e il singolo del PH Nix, che mandava il catcher dei padroni di casa in terza base, con 1 out. Con una base aperta veniva fatto battere Rollins (forse una IBB sarebbe stata più funzionale, ma è senno di poi) che, ignorando il fatto di essere nato e cresciuto a San Francisco, ci castigava con la sua valida, mandando tutti a casa per il 4-3 finale.

Note negative del match:

– Belt: su tutti è lui che risalta, visto che è protagonista di una partita nella quale pare non capirci assolutamente nulla in attacco, oltre al fatto che anche in difesa pareva mezzo dormiente. Abbiamo già scritto qualche riga fa su di lui, attendiamo ora eventuali mosse dello staff. La più scontata sarà quella di piazzarlo in panca e farlo giocare come PH ogni tanto.

– Pagan: trova sì una valida ma per il resto resta in slump, poco produttivo e anche incapace di leggere i lanci, visto che resta fermo davanti a dozzine di palle in mezzo al piatto. In difesa si conferma poco adatto alle grandi prese, quale sarebbe stata quella del triplo di Utley.

– Penny: non possiamo pretendere troppo da lui, il suo inning comunque è abbastanza sconfortante. Poco controllo e facile lettura dei suoi lanci. Il risultato è il walk-off dei Phillies.

Note positive:

– Schierholtz: una partita old-style per lui, finalmente efficace per davvero. Se ora avrà bisogno di playing time per continuare a rendere così, credo che Bochy non farà fatica a fornigliene.

– Zito: concede qualcosa, ma è raro trovare partite nelle quali zittisce completamente l’attacco avversario. Complessivamente lasciare solo 5 valide all’attacco avversario in 5 inning è segnale di una buona prova, oltretutto ci piazza anche 7 strikeouts, season high. L’attacco non lo supporta a dovere.

Si torna tra le mura amiche per due serie contro squadre della nostra division, si parte con San Diego per finire con Los Angeles. Primi due match-up non proprio facilissimi per noi, Vogelsong-Richard, Bumgarner-Volquez, mentre la terza partita verrà partente Lincecum contro uno starter ancora da stabilire. Occhio perchè pur essendo molto staccati in classifica, questi Padres non sono troppo da buttare; per cui sottovalutarli potrebbe costarci caro.

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