LAD @ SF gara 1 (5-3): retrogusto amaro

Durante una stagione di baseball si perdono una quantità di partite che in altri sport probabilmente servirebbero 7 o 8 stagioni per eguagliarne il numero. Per cui siamo piuttosto ferrati a sopportare le sconfitte, ben sapendo che ci stanno e soprattutto che di norma dopo 24 ore o anche meno, arriverà una nuova sfida. Alcuni match però lasciano il retrogusto fastidioso per molte ore dopo la fine della partita stessa; bene, questo è il caso di gara 1 contro i Dodgers, persa per 5-3 al decimo inning.

Ci sarebbe molto da dire su questo match, complessivamente divertente ed equilibrato, che ha visto noi Giants passare quasi subito in vantaggio per poi venire rimontati e successivamente a nostra volta ri-rimontare nel finale e portare il match agli extras. Il succo però sta alla fine, certo un dulcis in fundo per la franchigia losangelina, e di conseguenza di gusto esattamente contrario per gli arancioneri. Parliamo appunto della decima ripresa, nella quale con Romo sul monte, è arrivato il 2-run home run del nuovo arrivato in casacca blu, Hanley Ramirez.

Il problema sta nel battitore precedente, visto che Ethier era stato messo strikeout looking da Romo. Per quei centimetri che l’arbitro non ha visto, è arrivato il walk (si era con 2 out) e poi il fuoricampo di Hanley. Certo, siamo proprio italici ad attaccarci all’arbitro, ma quando sai che una decisione influisce sull’esito del match, non si può fare a meno di avere forte rammarico. Per fortuna, aggiungiamo, dall’altra parte dell’oceano non fanno una questione di Stato per certe cose, e bisogna dire che questo è un lato che apprezzo particolarmente. Nel mio piccolo però, l’amarezza è notevole.

Aggiungiamo poi un po’ di pepe al discorso. Hanley Ramirez è un burlone, per alcuni si potrebbe definire un buffone, nel senso che da sempre ha abituato i compagni a festeggiare le proprie imprese con gesti molto appariscenti, che all’occhio dei giocatori e tifosi avversari possono suonare come prese in giro. Sono convinto che non è così, nel senso che i suoi sono semplici gesti di goliardia da felicità, però sta di fatto che ci sono regole non scritte nella MLB che sottintendono di lasciar perdere, ove possibile, manifestazioni appariscenti di gioia facilmente equivocabili. Pertanto il gesto degli occhiali mimato da Hanley è risultato chiaramente provocatorio e non necessario, anche se probabilmente nelle intenzioni di Ramirez stesso non era così.

Visto che però le due squadre, eufemismo, non si stanno molto simpatiche (e Hanley si è calato nella rivalità da pochissimo) c’è da pensare che questo gesto non passerà inosservato agli occhi dei Giants, che un po’ come tutte le franchigie, sono molto orgogliosi e cercano di non farsi mettere i piedi in testa da chicchessia. Per cui stiamo a vedere se in gara 2 o 3, a punteggio tranquillo (se ci sarà questa occasione), arriverà una sorta di “vendetta”. Non sarebbe la prima volta nè l’ultima che accade. Visto che è prassi, seppur molto poco sportiva, non sarei del tutto contrario a mandare un messaggio di avvertimento al buon Hanley, giusto per fargli capire come funziona da queste parti. Insomma, teniamo d’occhio quello che accadrà stasera e domani, anche se la vittoria avrà la priorità su ogni genere di dispetto.

Bene, ora che abbiamo parlato degli aspetti più interessanti del match, veniamo alla fredda e breve cronaca, che racconta di una sfida nella quale Cain è imploso nel 5° inning, andando maluccio pure nel 6°, ma tutto sommato concedendo solo 3 punti a LA.

Nel 2° inning sbloccavamo l’incontro, grazie al leadoff single di un inaspettatamente caldo Belt, che dava seguito al doppio di 48 ore prima contro i Padres, battendo un singolo fortunoso tra seconda e terza base. Arrivava un walk per Crawford e una valida di Cain che caricava le basi, poi Scherholtz evitava il doppio gioco solo grazie alla propria velocità, consentendo pertanto l’1-0 a Belt stesso. Dopo un paio di attacchi tranquilli, nel 4° avevamo l’occasione per incrementare il bottino, con 2 uomini in base e ancora Schierholtz al piatto; la battuta di Nate era lunga ma Kemp era bravissimo a raccattarla al volo a poca distanza dal muro di esterno centro.

Nel 5° come detto, arrivava l’implosione di Cain, e iniziava a sorpresa con 2 out e nessuno in base, grazie addirittura al doppio del suo collega Fife, alla prima base hit in carriera. Alla valida di Fife, seguiva il doppio di Hairston e il singolo di Mark Ellis, che consegnava il 2-1 ai Dodgers e i primi punti messi da LA a tabellone contro di noi dopo 31 innings di digiuno. Sì, forse parlare di implosione per Cain era troppo, anche se nel 6° proseguiva il suo momento non eccelso, quando arrivava il doppio di Ethier e i singoli di Loney e Cruz, che stava a significare 3-1 Dodgers.

Matt usciva dall’inning e riusciva anche a lanciare un perfetto 7°, mentre il nostro attacco si prendeva una lunga pausa, senza mai rendersi pericoloso.

Nell’8° però le cose cambiavano nuovamente: singolo di Melky e ground-rule double di Pagan, e Belt al piatto con 2 uomini in posizione punto con 1 solo out. Stavolta Belt non tradiva (ed era ora!) battendo il singolo che portava alla causa Giants i due punti del pareggio. Tutto da rifare per LA. A dire il vero c’era anche la possibilità di passare davanti, visto che Belt rubava la seconda, ma, sempre con 1 out, nè Arias nè Crawford riuscivano a battere valido.

Nel 9° Affeldt concedeva un leadoff single a Rivera per poi farsi rimpiazzare da Casilla. Bochy ordinava l’intentional ball ad Abreu (questa non l’ho capita, al di là del fatto che Abreu è mancino, ma non mi pare una valida giustificazione) per affrontare Hairston, senza dubbio più pericoloso del battitore precedente. Ad ogni modo Hairston swingava il 4° ball, permettendo ai nostri di uscire indenni dalla ripresa. Il nostro 9° era totalmente anonimo, mentre dell’alta del 10° abbiamo già parlato.

C’era vita per noi anche nella parte bassa della decima ripresa, visto che sia Melky che Buster producevano due valide senza outs. Sia Pagan, che Belt, che Arias, avevano la possibilità di vincere il match con un walk-off home run, ma arrivavano rispettivamente due K e un groundout. Buonanotte.

Note negative del match:

– Schierholtz, Theriot, Arias: raggruppo assieme la parte peggiore del lineup di questo match, con un 1 su 14 totale. Se pensiamo che i primi due sono anche i primi due battitori del lineup, è presto detto, facciamo gran fatica. Nate fa una fatica enorme a vedere i lanci, oserei dire che ne capisce più o meno uno su 5, mediamente, mentre gli altri li swinga così a casaccio. Theriot se è in giornata batte di tutto, quando non lo è non c’è verso di fargli battere qualsiasi palla. Arias mi sta deludendo, visto che sono sempre meno le partite nelle quali brilla offensivamente. Nulla da dire sulla sua difesa, ma in attacco fa una fatica enorme.

– Cain: non buona partita, visto che quanto combina nel 5° e 6° inning è troppo “grave” per poter dire che abbia giocato un buon match. Nulla di grave, si intende, ma con lui siamo abituati a partite di maggior spessore. Siamo anche abituati bene, va detto.

Note positive:

– Belt: per una volta lo metto tra i migliori, anche se quel K preso nel 10° è un neo importante del suo incontro. Ci sono però anche 3 valide e un barlume di luce in fondo al tunnel. Ora serve solo una cosa, un briciolo di continuità, altrimenti si dovrà ricominciare tutto daccapo, come spesso è accaduto sinora.

– Melky: quando tradisce lui? praticamente mai. Altra partita con 3 hits, semplicemente grandioso come sempre.

– Posey: due valide, altra partita in ufficio per lui, quasi sempre efficace. Lui e Melky sono le uniche due certezze di questa squadra, parlando di produzione offensiva. Il Panda, anche quando in forma, non lo definirei tale.

Abbiamo un movimento di mercato, visto che è arrivato un nuovo giocatore tra i nostri, quell’infielder che ci mancava. Parliamo di Marco Scutaro, 36enne in arrivo dai Rockies in cambio di Charlie Culberson e soldi. Scutaro ha la sua età, ma va anche detto che perdiamo molto poco, visto che Culberson pur essendo 23enne è assolutamente spendibile, avendo dimostrato più volte di avere un potenziale non troppo promettente. Insomma la trade ci può stare, e soprattutto prendiamo un giocatore in grado di fare qualcosa meglio, a livello offensivo, di Crawford ed Arias, nonostante l’età avanzata. Potrebbe giocare addirittura già stasera.

A proposito di stasera, alle 22 gara 2, con la sfida tra Zito e Billingsley. Come sabato scorso, la cronaca toccherà alla Fox, sperando vada meglio di quanto accaduto coi Phillies, in riferimento alla telecronaca. Non sarà facile, ma è nostro dovere provare a portarci a casa questo match.

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