Archivio per agosto, 2012

SF @ HOU gara 3 (8-4): Remontada y Sweep

Posted in Resoconti on 31 agosto 2012 by Mat

 

[Articolo scritto da Giorgio Sigon]

E sweep fu: i Giants lasciano Houston con la terza vittoria in altrettante gare e la contemporanea sconfitta dei Dodgers contro Ariziona rende il nostro sorriso ancora più ampio. E dire che le cose non si erano messe benissimo per gli arancioneri, costretti ad incassare 4 punti nei primi 3 inning. Poi, come un bel diesel, siamo venuti fuori alla distanza ed è arrivato il 6 cappotto della stagione (su 16 tentativi). Quando l’attacco ha iniziato a carburare non c’è stata più storia, visto che anche il monte di lancio ha svolto al meglio il proprio lavoro. In trasferta stiamo andando davvero bene, siamo la seconda squadra MLB per media di punti segnati e il buon Arias continua il suo momento d’oro (4° fuoricampo, tutti i trasferta). Le cose, ma lo diciamo sottovoce, si stanno mettendo davvero bene.

Come dicevo, l’inizio non è stato dei migliori: Lyles esordisce con un 1-2-3 inning mentre Vogelsong deve pagare dazio. Altuve va subito in base con un leadoff single; arrivano poi due eliminazioni prima che Castro indovini il doppio del vantaggio Astros. Il 2-0 è opera del giro di mazza di Paredes e i nostri devono già rincorrere.

La risposta dei ragazzi della Baia potrebbe arrivare già nel secondo inning: Posey, Pence e Belt mettono a referto un singolo a testa che riempie le basi con 0 out sul conto. Purtroppo però Blanco viene messo K (con un paio di strike discutibili), Crawford gira verso la prima e permette una facile assistenza a casa base, mentre Vogelsong gira bene la mazza ma la sua linea finisce, un po’ fortunosamente, nel guanto di Lyles. Risultato: 0 punti segnati!

Il triplo di Dominguez e la sac fly di Bogusevic aumentano il vantaggio dei texani che si portano sul 3-0, che diventa 4-0 nella parte bassa del terzo quando Greene realizza un solo shot.

Nel 5° i Giants escono dal letargo. Arriva il singolo di Blanco, poi tocca a Vogelsong materializzare una bella chiamata del dugout. Con 1 out sul conto, Ryan finge il bunt e poi gira un singolo (piccolo aiuto dell’arbitro di seconda che copre la visuale a Greene che non ci arriva). Pagan mette il primo punto sul tabellone grazie a un bel doppio; tocca a Scutaro che porta a casa un singolo piuttosto strano (Lyles sembra poterla prendere tranquillamente ma sbaglia l’altezza del guantone) e siamo 2-4. Il punteggio si deve aggiornare nuovamente dopo la sacfly del Panda che fa entrare a casa Pagan.

Una volta rotto il ghiaccio, i Giants fanno i Giants: nel 7° sul monte c’è Rodriguez e le cose sembrano mettersi bene per lui visto che non ci sono arancioneri sulle basi e il conto alla voce out recita 2. Poi però arriva il doppio di Scutaro che unito al singolo di Sandoval (palla sfuggita al guantone di Paredes) portano il punteggio sul 4-4. Posey ottiene una base ball dopo che un wild pitch di Rodriguez aveva fatto avanzare in seconda il Panda. Un altro lancio pazzo di Fernando mette sposta i corridori in posizione punto e Hunter Pence fa il resto: il suo singolo fa entrare il Panda e Buster. Vantaggio Giants 6-4!

Nonno Mota concede solo un walk nel suo turno di lancio; lo stesso non si può dire per Rhiner Cruz che si trova subito a fronteggiare Joaquin Arias. Il più caldo Giant del momento non s’inceppa: in vantaggio 2-0 sul conto, la spara alta e lunga. Il solo shot è servito!

Javi Lopez è una sentenza e nell’8° non c’è trippa per Houston. Il definitvo 8-4 arriva nel 9° grazie al walk su Pence e al doppio di Belt.

Nella parte bassa del 9° Javi resta sul monte. Il secondo out va raccontato: Marwin Gonzalez gira, palla diretta verso Lopez che la tocca col piede mandandola verso la terza, accore Sandoval che raccoglie la palla e la tira in prima (tra la “raccolta” e l'”assistenza” il Panda fa un pallonicino con la gomma da masticare!). Out facile sulla presa di Belt ma Gonzalez arriva sul cuscinetto mettendo male il piede e facendo un capitombolo preoccupante. Dopo alcuni minuti Marwin esce dal campo un po’ zoppicante. Javi però non finisce la gara visti i due sinolo in sequenza di Dominguez e Bogusevic. Tocca a Romo portare a casa la SV e Sergio non fallisce. K su Maxwell e tutti a casa.

Note positive del match:

Belt: eguaglia il suo career-high con uno sfavillante 4-5 di cui due doppi.

Arias: Dr Jekyll e mr.Hyde. Entra di nuovo come PH e la spara subito sulle tribune. Decisamente meglio come Mr. Hyde.

Scutaro-Pence: ancora una volta nei momenti chiave rispondono presente. Chiudono con un complessivo 4/9 con 3 RBI.

Note negative del match:

Crawford: l’unico a non mettere a referto una valida. I tifosi chiedono a gran voce Arias come SS titolare….

Stanotte inizia la serie con i Cubs: la sfida sul monte sarà tra Bumgarner (14-8, ERA 2.93) e Volstad (1-9, ERA 6.28). Go Giants!

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SF @ HOU gara 2: (6-4): chi la dura la vince

Posted in Resoconti on 30 agosto 2012 by Mat

Come facilmente prevedibile, la trasferta di Houston si sta rivelando tutt’altro che una comoda passeggiata di salute, nonostante i texani siano di gran lunga la peggiore squadra della lega. Ma le vittorie agevoli per noi sono rare come le oasi nel deserto, pertanto si tocca arrivare fino all’ultima palla del match per tirare un bel sospirone di sollievo.

Sta di fatto che il momento della stagione prevede una cosa soltanto: la vittoria; e che essa sia ottenuta con facilità o con fatiche immani non è un aspetto rilevante. L’unica cosa è infatti portarci a casa gli incontri, senza badare al come. Per cui in questa occasione la missione l’abbiamo portata a termine, esattamente come in gara 1, forse con un pizzico in meno di sofferenza ma pur sempre con fatica. E che fatica; basti pensare che abbiamo battuto appena 5 valide a fronte di 6 punti segnati e di 10 hits dei nostri avversari. Una vittoria piuttosto ignorante quindi, di quelle che mi piacciono particolarmente. Il vantaggio pertanto resta di tre partite e mezzo sui Dodgers, mentre Arizona si allontana sempre di più; e queste due squadre si affronteranno nella prossima serie. Inutile dire che non potendo tifare per un pareggio, tiferemo per la vittoria di Arizona, ben più staccata.

Veniamo al match. Come spesso è accaduto nelle ultime vittorie, è bastato partire forte nel primo inning per sistemarci il match. Subito un doppio di Pagan da leadoff, al quale seguiva un sac-bunt di Scutaro e una velenosa del Panda che mandava il nostro Angelo a sbloccare l’incontro. Dopo il walk preso da Posey arrivava il più classico dei fuoricampo degli ex, ovvero di Pence che si svegliava dal suo letargo cosmico smazzando un’autentica bomba che cozzava contro il muro ben oltre la linea gialla che delimita la linea del fuoricampo. Il 4-0 ci metteva tranquilli, Zito permettendo.

Zito appunto. Se nel 1° concedeva solo un doppio che non portava punti, nel 2° si aprivano le porte alla rimonta Astros. Doppio del catcher Snyder e singolo vincente di Barnes che inviava a casa il compagno per il primo punto dei locali. In questo caso l’asssitenza di Pagan non era perfetta, peccato perchè Posey sarebbe stato in tempo, nel caso di servizio ottimale, a taggare out l’avversario.

Nel 3° Zito si esibiva nella sua specialità: concedere di tutto agli avversari. Su cinque battitori affrontati, 4 battevano valido e uno batteva una sac-fly per un punteggio totale che si stabilizzava sul 4-3. A quel punto, Bochy si rendeva conto che era troppo anche per lui, toglieva Zito e inseriva Kontos. Mai scelta fu più azzeccata. Kontos chiudeva i rubinetti facendo fuori 8 battitori su 8, ovvero chiudendo il 3° inning e lanciando alla perfezione 4° e 5°, prima di essere rimpiazzato dal rientrante nonno Mota nel 6°.

Giusto nel 6° andavamo a mettere lo strattone decisivo all’incontro. Il doppio di Scutaro veniva seguito dal walk preso dal Panda e dal doppio gioco nel quale cascava Posey. Poi Pence riusciva ad arrivare salvo in base grazie ad un errore banale in fase di assistenza da parte del terza base Moore e Arias aveva l’opportunità di fare male al piatto. Gioacchino coglieva bene l’occasione battendo una flyball che l’esterno Martinez non riusciva a cogliere al volo in tuffo, pur essendone convinto in un primo momento. Entravano così due punti per un 6-3 molto più tranquillo per noi.

Nonno Mota nel 6° concedeva singolo e walk prima di essere sostituito da Mijares. Il nostro rilievo mancino concedeva l’RBI single del 4-6 ma questo diventava l’ultimo punto di Houston. Affeldt infatti lanciava un perfetto 7°, Casilla un perfetto 8°, mentre concedeva un singolo da leadoff nel 9°. Entrava così Javi Lopez con 1 out e al nostro rilievo bastava affrontare un battitore per chiudere il match. Doppio gioco infatti su Castro e tutti a casa felici e contenti (tutti noi, chiaramente).

Per quanto riguarda le note del match, segnalazione d’obbligo per Kontos, alla prima vittoria in carriera e soprattutto autore di una prova magistrale, da rilievo perfetto. Otto battitori su 8 affrontati ed altrettante eliminazioni, con ben 4 strikeouts. Bene anche Affeldt autore di un inning immacolato, Casilla (pur con un singolo concesso) e Lopez, capace di far chiudere il match con la stessa velocità con la quale lui ne è entrato. Male invece Zito, sempre più titubante. Chissà se Bochy lo escluderebbe dal roster nel caso raggiungessimo i playoffs, come accaduto nel 2010.

In attacco invece l’uomo più decisivo è stato Pence, autore dell’homer da tre punti (lungo 442 piedi) che ha di fatto deciso l’incontro a nostro favore. Sempre caldo Arias, ancora una volta capace di lasciare il segno, mentre Belt e Peguero sono rimasti a secco. Quest’ultimo poi non è ancora stato in grado di battere la prima valida della sua carriera. Sarebbe ora che avvenisse, prima o poi.

Stanotte si chiude, prima del trasferimento a Chicago. Match-up tra Vogelsong e Lyles; un’altra occasione da sfruttare, senza guardare in faccia a nessuno, con la consapevolezza che a questo punto della stagione ogni vittoria può rivelarsi fondamentale.

SF @ Hou gara 1 (3-2): I Giants hanno un PH elevatissimo (per fortuna)!

Posted in Resoconti on 29 agosto 2012 by Mat

 

[Articolo scritto da Giorgio Sigon]

Dopo la sconfitta in gara 4 contro i Braves comincia il giro lontano da casa. Al Minute Maid Park di Houston i Giants presentavano un curriculum fatto di 14 vinte e 5 perse lontano dall’ AT&T Park. Il dato si riferisce al dopo All Star Break. L’altra faccia della medaglia è rappresentata da Cain che nel ballpark nemico “vanta” uno 0-2 con un ERA oltre il 6. Siamo nel momento cruciale della stagione: quello dove tutti schiacciano sull’acceleratore per arrivare alla post season e sappiamo quanto sia stato durissimo il mese di agosto per i nostri. Quest’anno sta andando decisamente meglio: 12 mesi fa al Minute Maid Park incassavamo l’inside-the-park hr di Altuve alla prima ripresa e tornavamo da Houston quasi disperati. Che la gara di ieri possa cambiare lo scenario rispetto allo scorso anno? Speriamo!

Norris parte concedendo qualcosina ma non tanto da permetterci di mettere punti sul tabellone. Notevole invece quel che succede nella parte bassa del primo: Castro alza un poppone in territorio di foul, accorre il Panda che acchiappa la palla ma si sbilancia e sta per cadere. La pallina balla nel guanto e Sandoval la spara in aria, arriva Crawford che in tuffo la prende al volo per il terzo out. Un sicuro play of the week!!!

Pagan ci prova va viene giustamente declassato: il suo giro di mazza porta in dote un triplo ma la palla rimbalza in campo e poi tocca il palo che delimita il fuoricampo. E’ “solo” un ground rule double (non arriveranno punti comunque). Norris e Cain continuano a mietere vittime al piatto sotto forma di strikeout. Pence trova un doppio nel quarto (con un out sul conto) ma arrivano 2 k che chiudono l’inning. Stessa situazione nella parte bassa: doppio di Wallace (e per fortuna che siamo al Minute Maid perchè in quasi ogni altro ballpark sarebbe stato fuoricampo) vanificato da due out al volo. Notevole il tuffo di Pagan sulla linea di Greene che chiude la ripresa.

Nel quinto sembra che il pitcher di Houston sia in pieno controllo ma dopo altri due strikeout arriva la mazzata di Angel Pagan che mette a referto un solo shot per l’1-0 SF. Il vantaggio dei nostri però dura poco: nella parte bassa Fernando Martinez punisce la slider di Cain spedendo la pallina al secondo anello. Arriva poi il singolo di Gonzalez e l’errore sul pickoff di Cain che regala due basi al terza base di Houston. Ci sono zero out sul conto, corridore in terza e grossi problemi in vista. La difesa dei nostri però alza le antenne, accorcia le distanza e le tre rimbalzanti di Barnes, Norris e Altuve si trasformano in altrettante eliminazioni senza che il fido Gonzalez possa arrivare salvo a casa base.

Nel sesto il buon Matt si ritrova uomini in prima e seconda con un solo out. La ricetta è semplice ed efficace: 2 strikeout e tutti nel dugout!

Tra una baseball e uno strikeout si arriva all’ottavo e siamo sempre 1-1. Nella parte bassa però un walk e un signolo degli Astros complicano la situazione visto che ci sono zero out. Il sac bunt di Castro sortisce l’effetto desiderato ovvero di spostare tutti i corridori in posizione punto. Al piatto arriva Greene che sul conto pieno lascia incassa il 4° ball. Ma è un lancio pazzo di Cain che non può impedire il vantaggio Astros. Sul 2-1 per loro entra Santi Casilla che trova subito il secondo out con un pickoff sul tentativo di rubata di Greene in prima. L’out su Gonzalez chiude un inning molto complicato.

La sveglia arriva all’ultima chance: nel nono sale sul monte Wright che incassa subito il singolo di Belt. Altro pitcher, stessa storia: Wilton Lopez affronta Arias (PH) che gira un gran doppio che porta a casa Brendon per il 2-2. Dopo il K su Crawford tocca ad un altro pinch-hitter risolvere il match: Hector Sanchez gira un mini blooper che va a cadere nella terra di nessuno. Arias arriva comodamente a casa e passiamo in vantaggio 3-2.

A chiudere la gara ci pensa Sergione nostro: per Romo un K, un groundout e un poput. E tanti saluti ai Dodgers che cadono contro i Rockies.

 

Note positive del match:

Pagan: 2/4 con un HR, un 2B e una BB. In difesa si distingue per un bel tuffo che toglie le castagne dal fuoco. Bravo Angel

Arias: nel mese di agosto sta battendo qualcosa come .431. Chi lo ha visto per tutto l’anno penserà di avere le traveggole ma finchè dura… è tanta roba.

Scutaro: altro multi-hit game. E’ l’ottavo nelle ultime 13 partite. Per lo sprint finale serve che siano tutti al meglio. E il buon Marco sta facendo vedere di contribuire spesso alla causa

Note negative del match:

Crawford: bene in difesa ma 0/4 in attacco. Non gira la mazza sul conto pieno nel 9° su una palla dritta per dritta. Rivedibile

Blanco: un po’ troppi giri di mazza a vuoto e a caso nell’ultimo periodo. La sua media si assesta a .238 dopo il nulla su 3 di ieri.

Stasera si replica con la sfida Zito-Keuchel. Vietato fallire!

ATL @ SF gara 4 (7-1): la maledizione dell’ultima partita della serie

Posted in Resoconti on 27 agosto 2012 by Mat

[Articolo scritto da Angelo Cappa]

Arriva un’altra sconfitta, la seconda consecutiva. Nulla di cui allarmarsi, soprattutto in vista delle prossime trasferte. Atlanta è una squadra solida e con forti ambizioni da playoffs, abbiamo pareggiato la serie e alla fine può andare bene anche così. Se fossimo a fine Settembre sarei un po’ più tranquillo, ma purtroppo siamo ancora al 27 Agosto, quindi rimbocchiamoci le maniche e pensiamo alle prossime partite. Due partite di vantaggio sui Dodgers sono nulla.

In questo Sunday Night (il primo quest’anno per i Giants) giocato ad un orario inusuale per il pubblico di San Francisco, alle 5 del pomeriggio, non c’è stata storia per noi, subito in svantaggio e senza alcuna speranza di rimonta.

Guardo il calendario e vedo che siamo ancora nel 2012, e questo vuol dire che Lincecum non è una sicurezza per noi. O meglio, lo è, ma in negativo. Va bene, forse sto esagerando, c’è stata qualche buona partita di Tim in questa stagione, ma il match lanciato contro i Braves è un riassunto di quello che è The Freak in versione 2012.
Per la cronaca il match è finito 7-1 per Atlanta.

Partiamo subito in svantaggio. Nel primo inning Lincecum effettua la bellezza di 32 lanci, manda in base due battitori gratuitamente con 4 balls e subisce due singoli (Heyward e McCann). A metà del primo inning siamo in svantaggio di 2-0, nulla di preoccupante, ma dalla reazione del nostro attacco si capisce come sarebbe stato il prosieguo della partita. Hudson sale sul monte con la tranquillità del vantaggio, effettua sette lanci e chiude l’inning. Nell‘ordine sono arrivati i due flyouts di Pagan e Scutaro, e il ground out di Sandoval, che gira al primo lancio.

Il 3-0 per i Braves arriva nel quarto inning con il fuoricampo di Francisco. Il nostro attacco, frattanto, a parte qualche isolato singolo (Pence nel secondo inning,
Crawford nel terzo e Posey nel quarto), non si rende pericoloso. La partita di Lincecum finisce dopo 5.0 innings.

Nel sesto inning entrano altri due punti di Atlanta che si porta sul 5-0. Mijares manda in base con 4 balls Prado, a cui segue il singolo di McCann. E’ però Janish a mandarli a
casa con un triplo.

Nel settimo sembra arrivare la sveglia per i ragazzi. Posey e Pence battono due singoli con zero out. Blanco poi prende un walk che riempie le basi. Con un solo out Crawford
batte una sac fly che permette a Posey di arrivare salvo a segnare il 5-1. Belt chiude l’inning con un ground out.
Dovevamo produrre di più, non c’è dubbio.

Il finale 7-1 arriva nel nono inning, con due home runs consecutivi di Heyward e Freeman.

Note negative del match:

– Lincecum: poco controllo, troppi balls, quasi sempre in svantaggio, e subisce anche un fuoricampo da più di 400 piedi. 5.0 IP, 5 H, 3 ER, 4 SO. Tim, sta arrivando Settembre, dobbiamo riprenderci.

– Hensley: dopo un buon inizio di stagione, sembra che sia in netto calo. Nel nono inning subisce due fuoricampo consecutivi che uccidono la partita. Male.

Note positive del match:

– Pence: in pochi hanno battuto, dei nostri. E per Hunter sono arrivate tre valide. Tre singoli, due dei quali battuti senza nessuno in base.

– Posey: è lui l’altro uomo che batte, nel lineup. 2 su 4 con un punto segnato.

Da martedì siamo impegnati in una serie da tre contro gli Astros, a Houston. Cain contro Norris è il matchup per la prima gara della serie. Dobbiamo obbligatoriamente vincerla.

ATL @ SF gara 3 (7-3): un pit-stop, in attesa di ripartire

Posted in Resoconti on 26 agosto 2012 by Mat

Dopo 5 vittorie consecutive, vuoi per la legge dei grandi numeri, vuoi perchè di fronte abbiamo una squadra fatta e finita, è arrivata la sconfitta che ci riporta a +2 sui Dodgers, nostri immediati inseguitori. Rispetto ad una settimana fa comunque la situazione resta sensibilmente migliorata, per cui non è una partita persa che ci deve deprimere, anzi. Stanotte poi avremo gara 4, con una sfida interessante tra Lincecum ed Hudson; l’ostacolo pare ancora una volta insidioso, soprattutto tenendo presente che mandare Tim sul monte equivale quest’anno ad una puntata alla roulette, sul rosso o sul nero. C’è infatti il 50% di probabilità che the freak disputi un’ottima partita lasciando le briciole agli avversari, ma c’è anche la stessa probabilità che ne esca un mezzo disastro.

Sta di fatto che questo match è un bel crocevia, perchè approcciarci alla settimana prossima sarà molto importante ed essere avanti di una partita o due potrebbe essere cruciale. Nella settimana che inizierà martedì per noi, avremo forse le due trasferte sulla carta più semplici in assoluto; forse anche le più pericolose, proprio per il fatto che sembrano semplici, ma sicuramente da dover sfruttare per mettere assieme un po’ di vittorie. Andremo infatti prima a Houston poi a Chicago, squadre che hanno quasi interesse a perdere per aver più vantaggi nei prossimi draft. Ovviamente sappiamo che in MLB non si perde apposta, però obiettivamente avremo di fronte due squadre molto modeste, pertanto l’idea di un bottino pieno non sarebbe così peregrina. Vediamo cosa combineremo; intanto pensiamo al match di questa domenica.

Due parole su quanto accaduto nelle ultime ore, anche se non ci riguarda direttamente. Ovvero il mega-scambio tra Red Sox e Dodgers. I Dodgers hanno dimostrato di avere parecchio denaro da spendere grazie alla nuova proprietà, visto che si sono sobbarcati contrattoni pesanti. E, aggiungerei, hanno anche sacrificato dei prospetti interessanti. Cos’hanno ottenuto? un grande giocatore rispondente al nome di Adrian Gonzalez (peraltro non un giocatore che fa riempire gli stadi ed esalta le folle, cosa non da poco, visto che gli incassi hanno il loro peso), un giocatore sicuramente valido ma rotto (Crawford), un pitcher assolutamente in crisi da tempo e chissà se potrà rilanciarsi in NL (Beckett) e un giocatore che ha ben poco da dire (Punto). Essendo obiettivi, il loro lineup inizia a fare piuttosto paura, visto che può contare ormai su 4 elementi di spessore, però, ecco, potrebbe non bastare. Noi innanzitutto dobbiamo pensare a noi e sono convinto che se continueremo su questa strada potremo restargli davanti. Abbiamo ancora 6 partite da giocare contro di loro, e presupponendo comunque un certo equilibrio, viene comunque da concludere che ce la possiamo ancora fare.

Sicuramente il loro livello, rispetto all’inizio della stagione è cresciuto molto, ma non è detto che questo basti per vederceli davanti a fine stagione. Le loro mosse mi sono oltretutto sembrate una via di mezzo tra movimenti-panico e movimenti per dimostrare che la nuova proprietà porta giocatori nuovi, chiunque essi siano (vedi Blanton, tutto tranne un fenomeno). E poi il fatto di aver sacrificato già parecchi prospetti può essere visto positivamente per noi, che probabilmente li vedremo competitivi decisamente per un paio di anni, per poi però saperli alle prese con contrattoni da dover pagare e farm mezza svuotata. Insomma, come detto prima, pensiamo a noi stessi e a vincere le nostre, il resto si vedrà.

Terminata la breve analisi sui Dodgers, veniamo a questa partita, che per la verità non ha molto da raccontare per quel che ci riguarda, visto che il match è stato sempre dalla parte di Atlanta, brava anche a chiudere nuovamente l’incontro non appena riaperto da noi. Ma, più che brava Atlanta, direi pollastri noi a farci del male con le nostre mani, con un Bochy che ovviamente smentiva i miei elogi del giorno prima cambiando rilievi un po’ a casaccio e ritrovandosi quelli meno in forma ad affrontare i migliori del loro lineup.

Dopo un primo inning difficile da parte di Bumgarner ma comunque senza punti subiti, ecco che il match si sbloccava nel 3° con il 3-run shot da parte di Heyward, primo mancino della stagione a buttarla fuori all’AT&T con Bumgarner sul monte. Il suo homer valeva tre per colpa di due walks consecutivi concessi dal nostro starter, uno dei quali addirittura al collega Minor. Tenendo conto che MadBum di solito concede pochi walks in generale, già l’averne concesso uno al pitcher dava dimostrazione di come questa non fosse la sua giornata.

Una nostra risposta arrivava nel 5°, con Pence colpito ed Arias capace di battere un bel doppio. Belt al piatto finiva groundout via 4-3 ma consentiva a Pence di segnare senza problemi per un 1-3 che che ci dava un po’ di ossigeno e speranza. Sprecavamo anche qualcosa nella stessa ripresa, visto che l’esordiente Peguero si presentava al piatto con 1 out ed Arias in terza. Il suo strikeout era piuttosto deprimente mentre il flyout successivo battuto da Bumgarner chiudeva l’inning.

Nel 7° i Braves riportavano le distanze a quota tre punti, questo grazie ad un inconsueto doppio del pitcher Minor al quale seguiva il singolo vincente di Bourn. Bochy cambiava Bumgarner con Kontos il quale pasticciava incredibilmente regalando una base a Prado. Poi Mijares chiudeva la ripresa senza ulteriori guai.

Nella bassa del 7° ecco il moto d’orgoglio Giants: singolo di Posey da leadoff e bel doppio di Belt con 2 out. Entrava Blanco a sostituire Peguero (e Durbin per Minor) e il buon Gregorio batteva un bel doppio a filo cuscino di prima che portava due punti ai nostri per un 3-4 che ci dava nuovo vigore. Purtroppo Blanco restava in seconda visto che l’altro PH (Theriot) finiva flyout.

Lo svantaggio era però minimo e restavano due inning per provare un aggancio non impossibile. C’era però da non subire punti e questo non accadeva; Hensley si dimostrava ancora una volta inefficace visto che riempiva le basi con un solo out. Bochy faceva entrare Affeldt il quale dapprima otteneva il secondo out grazie ad una grounder che Belt assisteva a casa base, poi però concedeva due walks consecutivi a basi piene, una volta giunto sul conto di 3-2. Il punteggio di 6-3 risultava quindi troppo complicato per noi e per giunta si arricchiva di un altro punto nell’ultima ripresa grazie al doppio di Johnson su lancio di Hacker. La bassa del 9° era tutta di Kimbrel che si sbarazzava del nostro attacco senza alcuna difficoltà.

Per quanto riguarda le note del match, abbiamo pochi elogi da fare, visto che come abbiamo potuto notare, si è fatto ben poco per mettere in discussione la vittoria degli ospiti. Buone indicazioni da Blanco che si dimostra discretamente in forma e che a questo punto dovrebbe essere fatto giocare un po’ di più, senza provare gli esperimenti Peguero senza motivo. Bene anche Belt che finisce strikeout sempre meno volte. Sul monte poche garanzie, da un Bumgarner poco efficace a dei rilievi quasi disastrosi, Hensley ed Affedlt su tutti. Bene invece Mijares che finora ha avuto un buon impatto. In attacco continua a deludere Pence che sta continuando ad abbassare le proprie medie battuta. Lo swing più brutto del West continua a tentennare, speriamo che non si svegli in inverno perchè a baseball in quella stagione non si gioca.

Sunday Night di Espn, finalmente siamo protagonisti; poco “finalmente” però perchè si gioca alle 2 di notte. Speriamo che Tim avverta l’importanza della diretta nazionale e abbia l’adrenalina in circolo per dimostrarsi protagonista come nell’ultima notte contro i Dodgers.

ATL @ SF gara 2 (3-5): ingranata la quinta!

Posted in Resoconti on 25 agosto 2012 by Mat

“Battiamo il ferro finchè è caldo” abbiamo suggerito nell’ultimo post. Già, battiamo il ferro e soprattutto battiamo il legno delle mazze, visto che la loro temperatura in questi giorni resta decisamente alta. Quinta vittoria di fila dei nostri, nulla di fantasmagorico, ok, ma tanto di buono si è visto in queste cinque partite, contro avversari di elevata caratura che si sono sempre piegati di fronte agli arancioneri.

Atlanta dunque è caduta per la seconda volta di fila, questo nonostante un inizio non dei migliori, con 2 home run nei primi 2 inning che hanno portato gli ospiti in vantaggio, reale oltre che morale. Confesso che sull’homer del 2-0, tra me e me ho pensato che questa volta ribaltare questo incontro sarebbe stato molto complicato, e come spesso accade, ho avuto completamente torto. Ho sottovalutato infatti la forza del nostro attacco di fine agosto che, pare paradossale ma è così, sembra aver addirittura goduto della vicenda Melky, quasi caricandosi di responsabilità che prima invece affidavano per la maggior parte a lui. Di fatto non è così, visto che il baseball è fatto di periodi buoni e meno buoni, quindi siamo di fronte semplicemente ad un momento di notevole brillantezza, però il paragone su cosa combinavamo quando Melky era dei nostri credo sia inevitabile.

Godiamo soprattutto di qualche uomo che fino a poche settimane fa era in slump oppure non era nemmeno nel roster. Per il primo caso, mi riferisco a gente come Pagan, Belt e anche Blanco, sui quali abbiamo avuto modo di lamentarci parecchio (specie Belt) e a lungo. Anche se infatti Pagan e Blanco non sono mai stati oggetto di critiche importanti, è indubbio che abbiano passato un periodo piuttosto lungo di slump; ora invece sembrano risorti come d’incanto. Per il secondo caso mi riferisco ad elementi nuovi, ovvero Marco Scutaro. Per lui gli elogi stanno piovendo in maniera continuativa da parecchio tempo, la sua produzione offensiva è ultra-soddisfacente, insomma abbiamo solo da congratularci con lui (e con Sabean che l’ha preso? uhm, non esagererei). Non dimentichiamo inoltre che abbiamo un Pence il quale ancora non si è espresso al top, pensiamo a cosa potrebbe essere questa squadra con anche lui in palla. Ci sarebbe da spellarsi le mani.

Insomma, è bene non esaltarci troppo, ma restare ottimisti; la corsa è ancora lunga e le buche lungo il cammino sono ancora numerose. Ma diciamo che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta.

Già che ci sono, mi voglio rovinare la (già scarsa) reputazione: voglio fare un elogio a Bochy per la lucidità con la quale sta gestendo i rilievi in quest’ultimo periodo. Il closer su commissione pare stia pagando dividendi alti, e francamente questa mossa non posso che elogiarla. Non ha molto senso infatti piazzare un uomo (che può essere Casilla, com’era prima) rigorosamente nel 9° inning a chiudere il match quando magari affronti 3 mancini del lineup avversario quando può andar meglio un Lopez o un Mijares. Bochy sta capendo questa situazione e sta arraggiando i pitcher a seconda di chi si debba affrontare. Bisogna dire che in questo senso la sua gestione è oculata, specie se confrontata con le porcherie che combinano altri manager della MLB. Ora, sappiamo che l’errore è dietro l’angolo, vero?

Dato l’orario di pubblicazione del post, e gara 3 prevista nella serata italiana, vi risparmio una cronaca dettagliata e racconto brevemente la successione dei punti: 1-0 Braves già nel primo quando Heyward, terzo nel lineup, la buttava fuori. Si replicava nel 2° con Freeman da leadoff, 2-0 e fantasmi per un Vogelsong in difficoltà per il terzo match di fila. Ma in realtà la sua partita andava molto bene: 10 di fila ritirati da quel momento e Giants che recuperavano il match nel 3° grazie ad un doppio del Panda (dopo il doppio di Pagan) ed a un wild pitch di Sheets che consentiva al Panda stesso di realizzare.

Nella ripresa successiva arrivava già il sorpasso; protagonista ancora Pagan (serata da 4-5, ad un fuoricampo dal cycle) con il triplo che mandava a segno Blanco. Poi Scutaro, da vero clutch-man, premiava il suo compagno, facendolo segnare con il singolo del 4-2.

5-2 nel 6° con il vincente di Posey, che batteva la sua linea senza che Chipper riuscisse ad opporsi in maniera efficace. Il risultato si differenziava da quello di 24 prima solo grazie al secondo fuoricampo di giornata di Freeman, che mandava la sua palla oltre il muro del McCovey Cove, chiudendo lì la partita del nostro Vogey.

Da quel momento in poi si alternavano sul monte Mijares, Casilla, Romo e infine Lopez che portava perfettamente a termine la 4-out save. Ottimo lavoro.

Tra le note del match, come non dare la palma di migliore a Pagan, tornato ai fasti di inizio stagione, ma non vanno dimenticati anche gli altri, nello specifico Scutaro, Belt e Blanco, autori di due hits ciascuno. L’orrenda smazzata di Pence rientra invece tra le cose meno buone, ma su di lui ormai voi sapete che parto prevenuto. Ad ogni modo sono ancora fiducioso che in futuro potrà darci una mano importante.

Per il sabato pomeriggio della Fox (sera da noi), ci godremo gara 3 che prevede la sfida tra Bumgarner e Minor. Non facile anche questa, ma possiamo confidare nell’ottimo stato di forma di Bumgarner. Insomma, andarci a prendere il sesto successo consecutivo sarebbe tanta roba.

ATL @ SF gara 1 (2-5): Zito c’è! la striscia vincente può proseguire

Posted in Resoconti on 24 agosto 2012 by Mat

Tanto si temeva questo primo match contro Atlanta, tanto ora siamo felici di averlo passato indenni e vincitori, dando una gran prova di maturità. Tutti i rischi del caso infatti c’erano, uno sweep in casa dei Dodgers e neanche un giorno di riposo per affrontare i Braves che stanno disputando un’ottima stagione. Inoltre Zito sul monte, l’uomo della buona partita ogni sei o sette. Ebbene è andato ancora una volta tutto per il verso giusto; Zito ha disputato una buona partita (anzi, ottima), l’attacco ha risposto presente in ogni suo elemento e abbiamo dimostrato di non voler arretrare di un millimetro. Grazie al day-off dei Dodgers, impegnati a leccarsi le ferite dopo averci incontrati, eccoci quindi a più tre partite su di loro, bottino comunque ancora magro ma che ci rende ottimisti per il futuro.

Tutto questo ancora senza il nostro miglior elemento; no, ovviamente non sto parlando di Giuda Melky, bensì di Buster Posey, ancora ai box per qualche guaio al ginocchio (ma sembra che non sia nulla di serio). Senza Buster quindi abbiamo comunque risposto bene sul campo, con il suo naturale sostituto Hector Sanchez, in grado di non farlo rimpiangere e anzi risultando il miglior in campo con 2 hits, frutto di due doppi e due punti battuti a casa. Ma tutto l’attacco ha girato, infatti tutti i position players hanno battuto valido, segno di un gioco di squadra che è risultato efficace.

Eppure l’inizio non era stato dei più incoraggianti: Zito infatti concedeva un leadoff walk in 4 lanci a Bourn, ma non lasciava punti per strada, nonostante un altro walk nello stesso inning, concesso stavolta a Chipper. Due groundout e il K a Freeman infatti non lasciavano margine ai Braves per andare a segno. Noi partivamo con il leadoff single di Pagan, che approfittando di un errore di Hanson nel tentativo di pickoff, poteva arrivare in seconda e successivamente in terza. Ma anche noi non sfruttavamo l’occasione e l’inning terminava con il flyout di Pence.

Nel 2° le cose erano ancora più difficili per Zeets che si cuccava due singoli dai primi due battitori; anche in questo caso se ne usciva senza farsi male soprattutto grazie al cattivo baserunning di Uggla che veniva colto oltre il cuscino di terza dopo la battuta del pitcher Hanson, facendosi quindi taggare out dal Panda. Nella bassa della stessa ripresa non sfruttavamo un doppio di Hector ma nel 3° potevamo passare grazie a Pagan che dopo essersi preso un walk andava a segnare anticipando di un pelo il tag del catcher avversario, grazie alla valida di Sandoval.

Zito nel 4° concedeva un walk ad Uggla ma lo metteva out grazie ad un ottimo pickoff, mentre nel 5° non metteva alcun baserunner sui cuscini. Noi invece operavamo la fuga decisiva, proprio nel 5°. Sempre la coppia Pagan-Scutaro ad accendere i motori: walk preso da Angelo e singolo di Marco, così, dopo il K sul Panda, arrivava l’effetto sorpresa ovvero il bunt singolo di Pence con Pagan in terza, forse il primo bunt della carriera di Pence stesso. La giocata era talmente imprevedibile che mandava in tilt la difesa di Atlanta, così Pagan realizzava comodamente il 2-0 e Pence arrivava salvo in prima senza problemi. Ma i guai per Atlanta erano appena iniziati; Belt infatti beffava Freeman con la sua grounder e l’errore del prima base ospite costava il punto del 3-0. Subito dopo Hector assestava il colpo decisivo con una rimbalzante che passava a filo del cuscino di prima; il suo secondo doppio di serata portava altri due punti alla causa Giants, per un 5-0 che esaltava l’AT&T.

Finito il 5° (c’era stato il tempo anche di un singolo, poi innocuo, di Blanco), Zito riprendeva controllo del suo match andando a mangiarsi le successive riprese senza lasciar spazio all’attacco avversario. Nel 6° infatti concedeva un doppio a Johnson ma poi ne eliminava 9 consecutivamente, chiudendo pertanto senza alcuna difficoltà 6°, 7° e 8° inning. Superlativo.

Nel 9° iniziavano i dolori, com’era anche normale che fosse. Dopo infatti aver concesso due singoli ai primi due battitori, Bochy decideva giustamente di rimpiazzare Zito con un altro mancino, Affeldt, per affrontare il mancino Freeman. Il prima base di Atlanta batteva però un doppio lungo permettendo di far entrare i due punti del 2-5. Qualche brivido iniziava ad attraversare le schiene dei tifosi della baia, soprattutto perchè ora i punti di distacco erano solo tre, c’era un uomo in seconda e ancora nessun out ma per fortuna, dopo un walk concesso ad Uggla, Bochy faceva entrare le teste di cuoio. Lopez infatti metteva K McCann, mentre Romo chiudeva la sua missione con due groundout che ci consegnavano la vittoria numero 70 di questa stagione.

Tra le note del match, come non dare l’MVP a Barry Zito, spesso pluri-criticato (dal sottoscritto in primis) a torto o a ragione. Per questo match solo applausi, ha saputo tener testa ad un attacco tosto, lasciando per strada solo 5 hits e 3 walk, in 8 inning di duro lavoro. Il suo contributo in questa stagione può già ora essere definito probabilmente il migliore da quando veste la nostra maglia; non che abbia disputato una stagione strepitosa, ma quantomeno alcune delle vittorie ottenute portano il suo nome. Tipo questa.

Nota di merito generale anche per tutto l’attacco, in grado di supplire all’assenza di Posey senza avvertirne la mancanza, cosa assolutamente non da poco. Hector si conferma miglior sesto uomo (per rubare un’espressione al basket), Pence dimostra di poter uscire dallo slump giocando di fantasia, la coppia Pagan-Scutaro fa notare come partire forte in battuta sia parecchio importante.

Tra i movimenti del roster c’è da registrare il viaggio in infermeria di Christian, messo in DL per problemi al polso dovuti alla grande presa di gara 3 contro i Dodgers. Al suo posto è stato chiamato Francisco Peguero, giovane 24enne che sta battendo bene a Fresno. Almeno il suo nome pare essere di buon auspicio, anche se non è il nostro miglior prospetto.

Secondo match con match-up tra Vogelsong e Sheets. Siamo a quattro vittorie di fila e il periodo pare essere molto buono; perchè non continuare a battere questo ferro caldo?