WSH @ SF gara 3 (6-4): Melky-shock, da campione a traditore

Il Feragosto 2012 sarebbe dovuto essere un giorno normale per quel che riguarda il baseball; una partita, senza dubbio importante, contro i Nationals ma nulla più. Invece la notizia arrivata poco prima dell’inizio della partita stessa, ha scombinato tutto. Parliamo ovviamente della positività al testosterone da parte di Melky Cabrera, squalificato con effetto immediato dalla MLB per 50 partite.

Parliamo subito di questo “effetto immediato”, facendo innanzitutto notare che il nostro tifo per i Giants non prevede assoluzioni nè per Melky nè per qualsiasi argomento in sua difesa, così a prescindere. La notizia infatti di una positività di Melky si era già diffusa a fine luglio, pertanto qualcuno già sapeva del misfatto. Pare assurdo che una lega così sviluppata ad ogni livello come la MLB abbia potuto permettere che il giocatore in questione scendesse in campo per altri 20 giorni impunitamente. Questo è stato un chiaro vantaggio a nostro favore, e dato che è un vantaggio ottenuto in maniera palesemente irregolare, non possiamo esserne contenti. Senza voler aprire il discorso doping e Stati Uniti, solo il fatto di leggere alcuni che difendevano “l’operato” di Melky dicendo che grazie a lui ci possiamo giocare i playoff, fa semplicemente rabbrividire.

Non possiamo fare altro che prendere le distanze da questa vicenda e vergognarci un po’, per lui e per il fatto che lui indossi una maglia tanto cara a noi. I Giants non ci fanno una gran figura (ora vedremo perchè), non ci fa una gran figura la MLB stessa (per non parlare dell’entità della sospensione, oltremodo ridicola) e soprattutto fa una pessima figura il soggetto protagonista. Al momento dell’uscita del rumor di fine luglio, Melky stesso dice di non c’entrare nulla e cerca di difendersi in tutti i modi, ora che è stato beccato dice di aver commesso un errore e si prende tutte le responsabilità del caso. Sei un ipocrita Melky, oltre che uno stupido. Questo lo voglio scrivere molto chiaramente.

Parliamo dei Giants; sembra infatti che sapessero anche loro da fine luglio che Melky era stato trovato positivo ad analisi e controanalisi. Ma hanno fatto appello, congelando il caso e permettendo due cose, la prima di continuare a far giocare per molti giorni un giocatore bombato, la seconda di operare sul mercato (cosa altrimenti non possibile) acquisendo Hunter Pence. Beh, non sappiamo con certezza se i Giants sapessero della vicenda, ma non vi è motivo di pensare il contrario, altrimenti questa notizia non sarebbe nemmeno uscita qualche giorno fa, nè resa pubblica a chiunque. Brutta figura su tutti i fronti insomma.

Per quel che mi riguarda (ovviamente siamo tutti liberi di pensarla diversamente) Melky è morto come giocatore di baseball. Ci siamo esaltati tutti per i suoi numeri irreali in questa stagione, leader di qua, leader di là, MVP dell’All Star Game, medie spaventose, eccetera eccetera. La verità è che è un bidone che per stare a questo livello ha dovuto doparsi. Sì, sarò forse un po’ troppo duro, ma quando un giocatore tradisce in questo modo, non prevedo di perdonarlo così facilmente. Non posso esaltarmi per un home run, per un doppio decisivo, poi sapendo che è stato ottenuto con l’inganno. No, è inaccettabile.

La sua squalifica significa che la regular season per quel che lo riguarda è terminata qui, mentre sarà in grado di rientrare dalla sesta partita di playoff, ammesso e non concesso che i Giants li raggiungano (ad oggi saremmo fuori). Nel caso che non entrassimo nei playoff (mi verrebbe da sussurrare “meritatamente”) Melky tornerebbe nel 2013, sempre dalla sesta partita. Ma ricordiamo che a fine stagione è free agent e che non è affatto garantito che avrà un contratto per l’anno prossimo. Tra l’altro era in odore di estensione superpagata, quindi almeno i Giants risparmieranno un po’ di moneta sonante visto che se arrivasse un rinnovo non sarebbe certamente tanto ricco, visto quanto accaduto. Ma francamente spero che verrà lasciato andare altrove.

Tanto per chiarire, le mie parole precedenti non vogliono dire disamore verso questa maglia, tutt’altro. Personalmente continuerò ad amare i nostri Giants e a supportarli per ottenere più successi possibili, pertanto spero ancora nella postseason; semplicemente fa rabbia quando avvengono certi tradimenti come questo.

Ah, c’è stata anche una partita ieri sera, come detto all’inizio; la prima partita post-Melky (curioso anche il fatto che il famoso lineup “dei sogni” ce lo siamo goduti solo per un match, gara 2) e forse la prima di un ridimensionamento. Il duello (non molto reclamizzato a dire il vero, a ragione) Lincecum-Strasburg si è risolto in maniera nettamente impari, visto che Lincecum ormai è da un bel po’ in versione fratello scarso di Lincecum. Tim infatti è durato 4 inning, subendo 8 hits e 4 punti e beccandosi un home run monumentale da Espinosa, sulla situazione di 2-2  nel 3° inning. Home run che è finito nella parte più profonda dello stadio. Non solo quello l’errore di Tim ovviamente, visto che tutti i 4 inning sono stati faticosi e mal lanciati. Poca brillantezza dunque, nella stessa serata di un perfect game di un collega, ovvero Felix Hernandez dei Mariners.

I nostri comunque hanno dimostrato cuore, ed è questo che si chiede da qui alla fine. L’obiettivo playoff non lo reputo impossibile, visto che la classifica è corta e questi Dodgers non li vedo troppo superiori anche in questo momento; però obiettivamente rinunciare a tanta produzione offensiva (ancorchè irregolare) può pesare molto. Ieri Blanco ha preso il posto di Melky ed ha pure disputato una partita dignitosa (2 hits, per concludere il suo slump) ma è chiaro che non potrà garantire chissà quale efficacia offensiva. Si potrebbe provare uno switch di Belt in outfield per dare spazio ad Hector in prima o come catcher; questa una soluzione. Insomma non fasciamoci la testa e cerchiamo di combattere fino alla fine; tutto sommato anche ieri, nonostante la sconfitta, ce la siamo cavata e il tentativo di rimonta finale ci ha lasciato un piccolo sapore di fiducia e speranza per la volata finale.

Meglio voltare pagina ora! si va a San Diego per una serie da venerdì a domenica. Match-up Cain-Ohlendorf, Zito-Stults e Vogelsong-Richard. Ci sarà da fare attenzione a questi Padres, che non sono proprio così scarsi come sembrano. Inoltre il Petco Park non ci va molto a genio storicamente. Però, come detto prima, si chiede ai ragazzi di dare l’anima, in maniera pulita e onesta (meglio sottolinearlo). Sono convinto che se facciamo bene a San Diego potrebbe aprirsi una nuova strada di ottimismo. Alla faccia di Melky; possiamo fare bene anche senza di lui. Almeno proviamoci.

 

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