SF @ SD gara 1 (10-1): Mel-ky? un big inning risolve tutto

Ripartenza dopo il caso Melky doveva essere, e ripartenza è stata. E che ripartenza; Giants dominanti in questo match, mai messo in discussione e soprattutto serrato a tripla mandata nel 3° inning quando ben 8 punti a tabellone hanno permesso di veleggiare con serenità verso il completamento dell’incontro.

“Melky who?” sarebbe da chiedersi. Sì, è certamente prematuro ora fare congetture che possano farci pensare che anche senza di lui ce la caveremo senza problemi. Sappiamo che non è così (al di là del discorso doping e di scarsa intelligenza da lui dimostrata) e che da qui alla fine sarà molto dura, ma come vero primo match di “rehab” (non contando gara 3 contro i Nats, essendo avvenuto proprio a ridosso della vicenda) bisogna dire che c’è da essere soddisfatti ed ottimisti. Almeno per questa volta non abbiamo patito alcuna mancanza ed anzi, abbiamo giocato in maniera convincente, battendo un totale di 15 valide, contro le 4 dei padroni di casa.

A dirla tutta, avevamo di fronte un pitcher, Ohlendorf, di non comprovata affidabilità, che oltretutto ha ceduto il monte nel 3° ad un rilievo che ne ha combinate di peggiori. Insomma per noi è stata davvero una gita, e possiamo anche “vantarci” di aver stabilito il record di punti in un inning nella storia (recente, comunque) del Petco Park.

La nostra partenza è stata subito efficace, specificatamente nei panni di Marco Scutaro, capace di sbatterla fuori dall’esterno sinistro subito al secondo at-bat del nostro match. Ma, come detto, era il 3° inning quello che segnava la sfida in modo irreversibile: si partiva dal leadoff double di Crawford, poi, a seguito dell’out sul bunt fallito di Cain, ci pensava Pagan a batterla in esterno destro e a trasformare un doppio in un triplo grazie alla sua velocità. Rischio preso ma mossa vincente. Il 2-0 diventava subito terzo punto grazie alla clutchness di Scutaro, ancora preciso a trovare l’RBI single.

Ma le danze erano appena iniziate;  anche il Panda partecipava al rally con un singolo che valeva il 4-0, anche perchè Scutaro nel frattempo era riuscito a rubare la seconda e ad arrivare in terza per via dell’errore del loro catcher. Si proseguiva con un walk preso da Posey e da un potente doppio sparato da Pence che dava al Panda il punto del 5-0. Poi Grandal si faceva passare la palla sotto al guanto e per Posey era un gioco da ragazzi segnare il 6-0; il successivo walk su Belt costringeva Bud Black a cambiare lo starter ma la musica restava la stessa, merito di un singolo beffardo di Blanco che faceva entrare il punto numero 7. Finita qui? macchè, arrivavano altri due RBI single, il primo nientedimeno che di Matt Cain, il secondo di Pagan, la cui infield hit era tanto velenosa quanto efficace e permetteva a Crawford di andare a segnare il punto del 9-0.

Inutile dire che da qui in poi il match si trasformava in un tranquillo venerdì sera da passare al ballpark, sia per gli spettatori (grandissima presenza di Giants fans) che per i giocatori. Nel 4° inning i Padres ancora dovevano conoscere l’ebbrezza di una valida ma almeno vedevano un battitore approcciarsi al cuscino di prima causa hit by pitch. Solo nel 5° arrivava la prima hit dei friars con il doppio di Alonso, il quale diventava poi il punto della bandiera grazie all’RBI single di Cabrera, non Melky ovviamente, ma Everth.

Da lì alla fine capitava ancora poco, i Padres ci provavano nel 6° con il doppio di Headley, neutralizzato dal K su Quentin, mentre noi avevamo altre chances nella ripresa successiva quando Cain si ripresentava al piatto con 2 out ma con 2 uomini in posizione punto. La sua linea era molto buona ma Forsythe combinava un miracolo difensivo riuscendo a tirare in prima giusto in tempo per evitare altri punti a referto.

Un altro punto a referto arrivava però nel 9° quando, dopo il doppio di Posey e colpito su Pence, Belt trovava il singolo che ci mandava in doppia cifra. L’ultima ripresa era lanciata da Kontos, che concedeva un walk ma chiudeva il suo lavoro senza ulteriori problemi. 10-1 e buonanotte.

Note positive:

– Pagan, Scutaro, Pence, Blanco, Crawford: qui elencati tutti coloro che hanno registrato una partita con più di una valida a segno. Attacco scintillante dunque, con Blanco autore della seconda partita consecutiva con 2 hits, guarda caso dopo la vicenda Melky. Visto il lungo periodo di slump di Gregorio, che ora pare aver avuto fine, non sarebbe male se riuscisse a spararsi un altro mese abbondante su livelli dello spring training e dell’inizio di stagione. Sarebbe la sostituzione perfetta di chi è fuori per squalifica. Realisticamente parlando, la vedo un po’ difficile mantenere medie alte, ma proviamo a sperarci.

– Cain: seconda uscita consecutiva top level. Poco da dire, 8 inning, 4 hits e 1 punto subito, another day in office. Tra l’altro l’attacco dei Padres ha qualche bombardiere da non sottovalutare, per cui questo dà ancora maggior valore alla sua uscita. Vero anche che il vantaggio maturato nel 3° lo fa dormire tra 9 guanciali (tanti quanti i punti segnati).

By the way, siamo tornati primi nella NL West, grazie alla sconfitta dei Dodgers ad Atlanta. Continua il saliscendi dunque, e chissà per quanto proseguirà; l’importante comunque è essere della lotta. Gara 2 di stanotte invece sarà tra Zito e Stults. Ho come l’impressione che non sarà così agevole, ma spero di venir smentito sul campo. E soprattutto, spero che l’esito finale sia il medesimo, va bene anche di soffrire per 9 e più inning.

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