ATL @ SF gara 2 (3-5): ingranata la quinta!

“Battiamo il ferro finchè è caldo” abbiamo suggerito nell’ultimo post. Già, battiamo il ferro e soprattutto battiamo il legno delle mazze, visto che la loro temperatura in questi giorni resta decisamente alta. Quinta vittoria di fila dei nostri, nulla di fantasmagorico, ok, ma tanto di buono si è visto in queste cinque partite, contro avversari di elevata caratura che si sono sempre piegati di fronte agli arancioneri.

Atlanta dunque è caduta per la seconda volta di fila, questo nonostante un inizio non dei migliori, con 2 home run nei primi 2 inning che hanno portato gli ospiti in vantaggio, reale oltre che morale. Confesso che sull’homer del 2-0, tra me e me ho pensato che questa volta ribaltare questo incontro sarebbe stato molto complicato, e come spesso accade, ho avuto completamente torto. Ho sottovalutato infatti la forza del nostro attacco di fine agosto che, pare paradossale ma è così, sembra aver addirittura goduto della vicenda Melky, quasi caricandosi di responsabilità che prima invece affidavano per la maggior parte a lui. Di fatto non è così, visto che il baseball è fatto di periodi buoni e meno buoni, quindi siamo di fronte semplicemente ad un momento di notevole brillantezza, però il paragone su cosa combinavamo quando Melky era dei nostri credo sia inevitabile.

Godiamo soprattutto di qualche uomo che fino a poche settimane fa era in slump oppure non era nemmeno nel roster. Per il primo caso, mi riferisco a gente come Pagan, Belt e anche Blanco, sui quali abbiamo avuto modo di lamentarci parecchio (specie Belt) e a lungo. Anche se infatti Pagan e Blanco non sono mai stati oggetto di critiche importanti, è indubbio che abbiano passato un periodo piuttosto lungo di slump; ora invece sembrano risorti come d’incanto. Per il secondo caso mi riferisco ad elementi nuovi, ovvero Marco Scutaro. Per lui gli elogi stanno piovendo in maniera continuativa da parecchio tempo, la sua produzione offensiva è ultra-soddisfacente, insomma abbiamo solo da congratularci con lui (e con Sabean che l’ha preso? uhm, non esagererei). Non dimentichiamo inoltre che abbiamo un Pence il quale ancora non si è espresso al top, pensiamo a cosa potrebbe essere questa squadra con anche lui in palla. Ci sarebbe da spellarsi le mani.

Insomma, è bene non esaltarci troppo, ma restare ottimisti; la corsa è ancora lunga e le buche lungo il cammino sono ancora numerose. Ma diciamo che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta.

Già che ci sono, mi voglio rovinare la (già scarsa) reputazione: voglio fare un elogio a Bochy per la lucidità con la quale sta gestendo i rilievi in quest’ultimo periodo. Il closer su commissione pare stia pagando dividendi alti, e francamente questa mossa non posso che elogiarla. Non ha molto senso infatti piazzare un uomo (che può essere Casilla, com’era prima) rigorosamente nel 9° inning a chiudere il match quando magari affronti 3 mancini del lineup avversario quando può andar meglio un Lopez o un Mijares. Bochy sta capendo questa situazione e sta arraggiando i pitcher a seconda di chi si debba affrontare. Bisogna dire che in questo senso la sua gestione è oculata, specie se confrontata con le porcherie che combinano altri manager della MLB. Ora, sappiamo che l’errore è dietro l’angolo, vero?

Dato l’orario di pubblicazione del post, e gara 3 prevista nella serata italiana, vi risparmio una cronaca dettagliata e racconto brevemente la successione dei punti: 1-0 Braves già nel primo quando Heyward, terzo nel lineup, la buttava fuori. Si replicava nel 2° con Freeman da leadoff, 2-0 e fantasmi per un Vogelsong in difficoltà per il terzo match di fila. Ma in realtà la sua partita andava molto bene: 10 di fila ritirati da quel momento e Giants che recuperavano il match nel 3° grazie ad un doppio del Panda (dopo il doppio di Pagan) ed a un wild pitch di Sheets che consentiva al Panda stesso di realizzare.

Nella ripresa successiva arrivava già il sorpasso; protagonista ancora Pagan (serata da 4-5, ad un fuoricampo dal cycle) con il triplo che mandava a segno Blanco. Poi Scutaro, da vero clutch-man, premiava il suo compagno, facendolo segnare con il singolo del 4-2.

5-2 nel 6° con il vincente di Posey, che batteva la sua linea senza che Chipper riuscisse ad opporsi in maniera efficace. Il risultato si differenziava da quello di 24 prima solo grazie al secondo fuoricampo di giornata di Freeman, che mandava la sua palla oltre il muro del McCovey Cove, chiudendo lì la partita del nostro Vogey.

Da quel momento in poi si alternavano sul monte Mijares, Casilla, Romo e infine Lopez che portava perfettamente a termine la 4-out save. Ottimo lavoro.

Tra le note del match, come non dare la palma di migliore a Pagan, tornato ai fasti di inizio stagione, ma non vanno dimenticati anche gli altri, nello specifico Scutaro, Belt e Blanco, autori di due hits ciascuno. L’orrenda smazzata di Pence rientra invece tra le cose meno buone, ma su di lui ormai voi sapete che parto prevenuto. Ad ogni modo sono ancora fiducioso che in futuro potrà darci una mano importante.

Per il sabato pomeriggio della Fox (sera da noi), ci godremo gara 3 che prevede la sfida tra Bumgarner e Minor. Non facile anche questa, ma possiamo confidare nell’ottimo stato di forma di Bumgarner. Insomma, andarci a prendere il sesto successo consecutivo sarebbe tanta roba.

I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: