ATL @ SF gara 3 (7-3): un pit-stop, in attesa di ripartire

Dopo 5 vittorie consecutive, vuoi per la legge dei grandi numeri, vuoi perchè di fronte abbiamo una squadra fatta e finita, è arrivata la sconfitta che ci riporta a +2 sui Dodgers, nostri immediati inseguitori. Rispetto ad una settimana fa comunque la situazione resta sensibilmente migliorata, per cui non è una partita persa che ci deve deprimere, anzi. Stanotte poi avremo gara 4, con una sfida interessante tra Lincecum ed Hudson; l’ostacolo pare ancora una volta insidioso, soprattutto tenendo presente che mandare Tim sul monte equivale quest’anno ad una puntata alla roulette, sul rosso o sul nero. C’è infatti il 50% di probabilità che the freak disputi un’ottima partita lasciando le briciole agli avversari, ma c’è anche la stessa probabilità che ne esca un mezzo disastro.

Sta di fatto che questo match è un bel crocevia, perchè approcciarci alla settimana prossima sarà molto importante ed essere avanti di una partita o due potrebbe essere cruciale. Nella settimana che inizierà martedì per noi, avremo forse le due trasferte sulla carta più semplici in assoluto; forse anche le più pericolose, proprio per il fatto che sembrano semplici, ma sicuramente da dover sfruttare per mettere assieme un po’ di vittorie. Andremo infatti prima a Houston poi a Chicago, squadre che hanno quasi interesse a perdere per aver più vantaggi nei prossimi draft. Ovviamente sappiamo che in MLB non si perde apposta, però obiettivamente avremo di fronte due squadre molto modeste, pertanto l’idea di un bottino pieno non sarebbe così peregrina. Vediamo cosa combineremo; intanto pensiamo al match di questa domenica.

Due parole su quanto accaduto nelle ultime ore, anche se non ci riguarda direttamente. Ovvero il mega-scambio tra Red Sox e Dodgers. I Dodgers hanno dimostrato di avere parecchio denaro da spendere grazie alla nuova proprietà, visto che si sono sobbarcati contrattoni pesanti. E, aggiungerei, hanno anche sacrificato dei prospetti interessanti. Cos’hanno ottenuto? un grande giocatore rispondente al nome di Adrian Gonzalez (peraltro non un giocatore che fa riempire gli stadi ed esalta le folle, cosa non da poco, visto che gli incassi hanno il loro peso), un giocatore sicuramente valido ma rotto (Crawford), un pitcher assolutamente in crisi da tempo e chissà se potrà rilanciarsi in NL (Beckett) e un giocatore che ha ben poco da dire (Punto). Essendo obiettivi, il loro lineup inizia a fare piuttosto paura, visto che può contare ormai su 4 elementi di spessore, però, ecco, potrebbe non bastare. Noi innanzitutto dobbiamo pensare a noi e sono convinto che se continueremo su questa strada potremo restargli davanti. Abbiamo ancora 6 partite da giocare contro di loro, e presupponendo comunque un certo equilibrio, viene comunque da concludere che ce la possiamo ancora fare.

Sicuramente il loro livello, rispetto all’inizio della stagione è cresciuto molto, ma non è detto che questo basti per vederceli davanti a fine stagione. Le loro mosse mi sono oltretutto sembrate una via di mezzo tra movimenti-panico e movimenti per dimostrare che la nuova proprietà porta giocatori nuovi, chiunque essi siano (vedi Blanton, tutto tranne un fenomeno). E poi il fatto di aver sacrificato già parecchi prospetti può essere visto positivamente per noi, che probabilmente li vedremo competitivi decisamente per un paio di anni, per poi però saperli alle prese con contrattoni da dover pagare e farm mezza svuotata. Insomma, come detto prima, pensiamo a noi stessi e a vincere le nostre, il resto si vedrà.

Terminata la breve analisi sui Dodgers, veniamo a questa partita, che per la verità non ha molto da raccontare per quel che ci riguarda, visto che il match è stato sempre dalla parte di Atlanta, brava anche a chiudere nuovamente l’incontro non appena riaperto da noi. Ma, più che brava Atlanta, direi pollastri noi a farci del male con le nostre mani, con un Bochy che ovviamente smentiva i miei elogi del giorno prima cambiando rilievi un po’ a casaccio e ritrovandosi quelli meno in forma ad affrontare i migliori del loro lineup.

Dopo un primo inning difficile da parte di Bumgarner ma comunque senza punti subiti, ecco che il match si sbloccava nel 3° con il 3-run shot da parte di Heyward, primo mancino della stagione a buttarla fuori all’AT&T con Bumgarner sul monte. Il suo homer valeva tre per colpa di due walks consecutivi concessi dal nostro starter, uno dei quali addirittura al collega Minor. Tenendo conto che MadBum di solito concede pochi walks in generale, già l’averne concesso uno al pitcher dava dimostrazione di come questa non fosse la sua giornata.

Una nostra risposta arrivava nel 5°, con Pence colpito ed Arias capace di battere un bel doppio. Belt al piatto finiva groundout via 4-3 ma consentiva a Pence di segnare senza problemi per un 1-3 che che ci dava un po’ di ossigeno e speranza. Sprecavamo anche qualcosa nella stessa ripresa, visto che l’esordiente Peguero si presentava al piatto con 1 out ed Arias in terza. Il suo strikeout era piuttosto deprimente mentre il flyout successivo battuto da Bumgarner chiudeva l’inning.

Nel 7° i Braves riportavano le distanze a quota tre punti, questo grazie ad un inconsueto doppio del pitcher Minor al quale seguiva il singolo vincente di Bourn. Bochy cambiava Bumgarner con Kontos il quale pasticciava incredibilmente regalando una base a Prado. Poi Mijares chiudeva la ripresa senza ulteriori guai.

Nella bassa del 7° ecco il moto d’orgoglio Giants: singolo di Posey da leadoff e bel doppio di Belt con 2 out. Entrava Blanco a sostituire Peguero (e Durbin per Minor) e il buon Gregorio batteva un bel doppio a filo cuscino di prima che portava due punti ai nostri per un 3-4 che ci dava nuovo vigore. Purtroppo Blanco restava in seconda visto che l’altro PH (Theriot) finiva flyout.

Lo svantaggio era però minimo e restavano due inning per provare un aggancio non impossibile. C’era però da non subire punti e questo non accadeva; Hensley si dimostrava ancora una volta inefficace visto che riempiva le basi con un solo out. Bochy faceva entrare Affeldt il quale dapprima otteneva il secondo out grazie ad una grounder che Belt assisteva a casa base, poi però concedeva due walks consecutivi a basi piene, una volta giunto sul conto di 3-2. Il punteggio di 6-3 risultava quindi troppo complicato per noi e per giunta si arricchiva di un altro punto nell’ultima ripresa grazie al doppio di Johnson su lancio di Hacker. La bassa del 9° era tutta di Kimbrel che si sbarazzava del nostro attacco senza alcuna difficoltà.

Per quanto riguarda le note del match, abbiamo pochi elogi da fare, visto che come abbiamo potuto notare, si è fatto ben poco per mettere in discussione la vittoria degli ospiti. Buone indicazioni da Blanco che si dimostra discretamente in forma e che a questo punto dovrebbe essere fatto giocare un po’ di più, senza provare gli esperimenti Peguero senza motivo. Bene anche Belt che finisce strikeout sempre meno volte. Sul monte poche garanzie, da un Bumgarner poco efficace a dei rilievi quasi disastrosi, Hensley ed Affedlt su tutti. Bene invece Mijares che finora ha avuto un buon impatto. In attacco continua a deludere Pence che sta continuando ad abbassare le proprie medie battuta. Lo swing più brutto del West continua a tentennare, speriamo che non si svegli in inverno perchè a baseball in quella stagione non si gioca.

Sunday Night di Espn, finalmente siamo protagonisti; poco “finalmente” però perchè si gioca alle 2 di notte. Speriamo che Tim avverta l’importanza della diretta nazionale e abbia l’adrenalina in circolo per dimostrarsi protagonista come nell’ultima notte contro i Dodgers.

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