SF @ HOU gara 2: (6-4): chi la dura la vince

Come facilmente prevedibile, la trasferta di Houston si sta rivelando tutt’altro che una comoda passeggiata di salute, nonostante i texani siano di gran lunga la peggiore squadra della lega. Ma le vittorie agevoli per noi sono rare come le oasi nel deserto, pertanto si tocca arrivare fino all’ultima palla del match per tirare un bel sospirone di sollievo.

Sta di fatto che il momento della stagione prevede una cosa soltanto: la vittoria; e che essa sia ottenuta con facilità o con fatiche immani non è un aspetto rilevante. L’unica cosa è infatti portarci a casa gli incontri, senza badare al come. Per cui in questa occasione la missione l’abbiamo portata a termine, esattamente come in gara 1, forse con un pizzico in meno di sofferenza ma pur sempre con fatica. E che fatica; basti pensare che abbiamo battuto appena 5 valide a fronte di 6 punti segnati e di 10 hits dei nostri avversari. Una vittoria piuttosto ignorante quindi, di quelle che mi piacciono particolarmente. Il vantaggio pertanto resta di tre partite e mezzo sui Dodgers, mentre Arizona si allontana sempre di più; e queste due squadre si affronteranno nella prossima serie. Inutile dire che non potendo tifare per un pareggio, tiferemo per la vittoria di Arizona, ben più staccata.

Veniamo al match. Come spesso è accaduto nelle ultime vittorie, è bastato partire forte nel primo inning per sistemarci il match. Subito un doppio di Pagan da leadoff, al quale seguiva un sac-bunt di Scutaro e una velenosa del Panda che mandava il nostro Angelo a sbloccare l’incontro. Dopo il walk preso da Posey arrivava il più classico dei fuoricampo degli ex, ovvero di Pence che si svegliava dal suo letargo cosmico smazzando un’autentica bomba che cozzava contro il muro ben oltre la linea gialla che delimita la linea del fuoricampo. Il 4-0 ci metteva tranquilli, Zito permettendo.

Zito appunto. Se nel 1° concedeva solo un doppio che non portava punti, nel 2° si aprivano le porte alla rimonta Astros. Doppio del catcher Snyder e singolo vincente di Barnes che inviava a casa il compagno per il primo punto dei locali. In questo caso l’asssitenza di Pagan non era perfetta, peccato perchè Posey sarebbe stato in tempo, nel caso di servizio ottimale, a taggare out l’avversario.

Nel 3° Zito si esibiva nella sua specialità: concedere di tutto agli avversari. Su cinque battitori affrontati, 4 battevano valido e uno batteva una sac-fly per un punteggio totale che si stabilizzava sul 4-3. A quel punto, Bochy si rendeva conto che era troppo anche per lui, toglieva Zito e inseriva Kontos. Mai scelta fu più azzeccata. Kontos chiudeva i rubinetti facendo fuori 8 battitori su 8, ovvero chiudendo il 3° inning e lanciando alla perfezione 4° e 5°, prima di essere rimpiazzato dal rientrante nonno Mota nel 6°.

Giusto nel 6° andavamo a mettere lo strattone decisivo all’incontro. Il doppio di Scutaro veniva seguito dal walk preso dal Panda e dal doppio gioco nel quale cascava Posey. Poi Pence riusciva ad arrivare salvo in base grazie ad un errore banale in fase di assistenza da parte del terza base Moore e Arias aveva l’opportunità di fare male al piatto. Gioacchino coglieva bene l’occasione battendo una flyball che l’esterno Martinez non riusciva a cogliere al volo in tuffo, pur essendone convinto in un primo momento. Entravano così due punti per un 6-3 molto più tranquillo per noi.

Nonno Mota nel 6° concedeva singolo e walk prima di essere sostituito da Mijares. Il nostro rilievo mancino concedeva l’RBI single del 4-6 ma questo diventava l’ultimo punto di Houston. Affeldt infatti lanciava un perfetto 7°, Casilla un perfetto 8°, mentre concedeva un singolo da leadoff nel 9°. Entrava così Javi Lopez con 1 out e al nostro rilievo bastava affrontare un battitore per chiudere il match. Doppio gioco infatti su Castro e tutti a casa felici e contenti (tutti noi, chiaramente).

Per quanto riguarda le note del match, segnalazione d’obbligo per Kontos, alla prima vittoria in carriera e soprattutto autore di una prova magistrale, da rilievo perfetto. Otto battitori su 8 affrontati ed altrettante eliminazioni, con ben 4 strikeouts. Bene anche Affeldt autore di un inning immacolato, Casilla (pur con un singolo concesso) e Lopez, capace di far chiudere il match con la stessa velocità con la quale lui ne è entrato. Male invece Zito, sempre più titubante. Chissà se Bochy lo escluderebbe dal roster nel caso raggiungessimo i playoffs, come accaduto nel 2010.

In attacco invece l’uomo più decisivo è stato Pence, autore dell’homer da tre punti (lungo 442 piedi) che ha di fatto deciso l’incontro a nostro favore. Sempre caldo Arias, ancora una volta capace di lasciare il segno, mentre Belt e Peguero sono rimasti a secco. Quest’ultimo poi non è ancora stato in grado di battere la prima valida della sua carriera. Sarebbe ora che avvenisse, prima o poi.

Stanotte si chiude, prima del trasferimento a Chicago. Match-up tra Vogelsong e Lyles; un’altra occasione da sfruttare, senza guardare in faccia a nessuno, con la consapevolezza che a questo punto della stagione ogni vittoria può rivelarsi fondamentale.

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