SF @ CHC gara 1 (4-6): colpo di sonno

Quando c’è di mezzo un lungo viaggio e poche ore tra una partita e l’altra, può capitare quanto accaduto nel match di ieri sera, ovvero che la squadra si presenti in campo ancora in pigiama e con la pappetta negli occhi. Non esattamente una visione bucolica, ma purtroppo è quello capitato ai nostri ragazzi nella prima sfida di Wrigley Field contro i Cubs, squadra derelitta ma pur sempre orgogliosa.

Quindi è arrivata una sconfitta tutto sommato digeribile, per svariate ragioni. Innanzitutto perchè la controparte (ovvero LA) ha perso, ancora, dimostrando che gli arrivi eccellenti non necessariamente servono per mettere il turbo, per cui siamo rimasti a più 4,5 su di loro. Poi, appunto perchè se c’era una sconfitta giustificabile era appunto questa, visti gli alibi di viaggio e di tempo. Inoltre, il fatto di affrontare due squadre materasso come Astros e Cubs non vuol dire per forza avere il tappeto rosso spianato davanti. C’era da sudare, e una sconfitta nell’ambito del roadtrip ci può stare. Certo, ora siamo in settembre e queste due sfide del weekend saranno da non fallire, stavolta senza più alibi.

Veniamo dunque alla breve cronaca. Come detto, il nostro inizio era da pigiama e ciabatte con un walk e un singolo per il nostro attacco nei primi 2 inning ma anche due doppi giochi e degli swing completamente casuali come dire “abbiamo fretta di tornare in albergo perchè abbiamo sonno”, e in effetti non combinavamo assolutamente nulla. In compenso, Bumgarner non era nella sua giornata migliore, tutt’altro. Esordiva con un walk a Mather, poi, a seguito di due strikeout e una rubata, incassava l’RBI vincente di quel Soriano accostato più volte al nome dei Giants in sede di mercato. Era l’1-0 già nel 1° e i 32 lanci di MadBum indicavano come la strada fosse subito in salita.

Se infatti nel 2° se ne usciva senza danni, già l’inning successivo era foriero di altri punti per i padroni di casa. Al singolo di Rizzo seguiva infatti il 2-run home run ancora di Soriano, per un 3-0 che diventava 4-0 poco dopo, quando Castillo batteva un doppio che spediva a casa Starlin Castro. La giocata però non terminava lì perchè nel tentativo di tag da parte di Posey, la palla sfuggiva al nostro catcher consentendo l’arrivo in base anche di Castillo stesso, sul quale Bumgarner assisteva Posey tirando una schifezza alta due metri che regalava il 5-0 ai Cubs.

Sotto di 5 nel 3° era piuttosto letale per dei Giants che ancora non avevano dato segni di risveglio. Certo, ci veniva in mente come nelle ultime due partite avevamo recuperato uno svantaggio (anche di 0-4 nell’ultima) ma qui le cose parevano diverse, come poi ci ha indicato il punteggio finale.

Nel 4° però, ecco che arrivava un segnale dall’oltretomba. Theriot, titolare per l’occasione del riposo a Scutaro, batteva un singolo, replicato due battitori dopo dal doppio di Posey, unico giocatore realmente presente in tutte le occasioni. La battuta di Buster valeva il punto dell’1-4, che quantomeno riportava un pizzico di fiducia.

Il match di Bumgarner finiva già nell’alta del 5°, sostituito con una certa fretta da un Bochy ansioso di mettere baserunners; il PH Scutaro non andava però in base così nella parte bassa dell’inning toccava a Kontos esordire a Wrigley beccandosi subito un fuoricampo da Rizzo. L’home run, parso subito chiaro, veniva ufficializzato dagli arbitri dopo la visione del filmato. Il risultato di 6-1 lasciava quindi ben poco spazio ad epiche rimonte.

Eppure davamo qualche altro segno di vita nel 6°. Pagan si prendeva un leadoff walk andando poi a rubare la seconda e finendo in terza dopo l’out di Theriot. La sac-fly del Panda (a digiuno di fuoricampo da tempo immemore) portava il punto del 2-6 ai nostri. L’inning proseguiva con il walk preso da Posey e il singolo di Pence; Belt, chiamato ad un appuntamento che poteva riaprire il match, finiva però out al volo all’altezza del warning track.

Kontos lanciava bene nel 6°, prima di essere sostituito nell’attacco successivo da Peguero che restava a secco ancora di hits in carriera (se aspetta un altro po’ lo rimandano a Fresno). Il 7° toccava quindi a Mijares che eseguiva la missione di non concedere altro e così nell’8° provavamo a tornare sotto di nuovo. Due singoli leadoff della coppia Pagan-Theriot davano occasione al Panda di far male ma cinghialone finiva strikeout. Chi non tradiva era Posey che batteva l’RBI singolo del 3-6, subito diventato 4-6 dopo l’RBI groundout da parte di Pence. C’era vita nonchè un altro appuntamento importante, ovvero Belt al piatto con Posey in seconda e dunque la possibilità di un clamoroso pari. Ancora una volta però Belt finiva flyout.

Nella bassa dell’8° Affeldt ce la metteva tutta per subire qualche punto ma veniva graziato da una super-giocata difensiva di Arias a chiudere l’inning. Toccava quindi a Marmol, l’Armando Benitez dei Cubs, cercare di bruciare la millesima salvezza in carriera. Stavolta però era perfetto, anche grazie alla gentile collaborazione di Arias, Blanco ed Hector, che non andavano in base. 6-4 Cubs e torniamo in albergo a farci un riposino.

Per le note del match, spicca la partita negativa di un Bumgarner lontano dalla miglior condizione e sostituito molto preso da Bochy. Cinque dei sei punti subiti sono di sua responsabilità (uno indirettamente), mentre il sesto è di Kontos, se ne deduce che i rilievi bene o male hanno fatto il loro con nota di merito per Mijares. L’attacco s’è fatto sentire con il solito Posey, giocatore superdotato e in grado di fare tutta la differenza del mondo, ma è chiaro che mica sempre può levarle lui le castagne dal fuoco. Bene anche Theriot, che dimostra di farsi trovare pronto quando serve, mentre sono mancati decisamente Belt e il Panda, il cui digiuno da fuoricampo inizia a pesare anche perchè è difficilmente comprensibile come un giocatore della sua potenza e della sua abilità di trovare contatto anche nei lanci più disparati, non possa fruttare qualche extra-base in più.

Detto questo, pensiamo a gara 2, da giocarsi alle 19 tra Lincecum e Germano. Vanno aggiunte due cose, per primo che a Chicago per il weekend è atteso il tempo che grossomodo regna sull’Italia, ovvero non buonissimo con discrete possibilità di precipitazioni. C’è qualche rischio pertanto per la disputa di questi match agli orari previsti. Seconda cosa, i movimenti del roster. Come saprete, a settembre si possono allargare, per cui sono stati riportati su Penny, Loux, Huff (esiste ancora, ebbene sì), oltre al rilievo Machi e a Xavier Nady. Due parole su quest’ultimo, che verrà già impigato titolare in outfield nella partita di stasera (Bochy dixit). Ha fatto discretamente bene in quel di Fresno, anche se il giudizio resta soggettivo visto che lì battono alla grande anche i vari Burriss e Gillaspie e compagnia (peraltro ieri hanno perso 19-2 contro la squadra di Liddi, autore di un HR, per la cronaca). Quindi stiamo a vedere che combina. Diciamo che Nady è la nostra risposta ad Adrian Gonzalez, e visto che il nuovo arrivo in casa Dodgers sta facendo malissimo (small sample size, chiaro), c’è la possibilità di fare un figurone.

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