LAD @ SF gara 2 (3-2): un po’ meno belli, un po’ meno clutch

Il tempo di passare da gara 1 a gara 2, e siamo qui stavolta ad avere rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato, ovvero una vittoria da parte nostra che sarebbe stata parecchio importante. Invece eccoci qui, a commentare una sconfitta che brucia e a parlare di vantaggio tornato a 4 partite e mezzo, certamente ancora discreto, ma messo a rischio dall’incontro del sunday night, che vede un match-up complicato per noi, tra Zito e Kershaw.

Nel caso vincessimo il prossimo incontro, potremmo stare più tranquilli e godere di un certo margine di sicurezza, ma nel caso di sconfitta il vantaggio di 3 partite e mezzo vorrebbe dire riaprire il discorso, visto che con 22 partite ancora da giocare (e altri 3 scontri diretti) tutto può ancora accadere.

Tornando a questa gara 2, c’è da dire che abbiamo fatto un po’ la figura dei pollastri, incappando in un match esattamente al contrario di quello disputato meno di 24 ore prima, con un vantaggio da parte nostra ottenuto per due volte e per altrettante volte annullato dai Dodgers, i quali poi sono andati a vincere. La beffa è esserci fatti riprendere nell’8° inning grazie ad un banale wild pitch, ed esserci giocati l’incontro nel 9°, quindi in dirittura d’arrivo. Avevamo fatto la bocca buona alla vittoria e tornare a casa con una L sulle spalle non è molto incoraggiante.

Veniamo alla cronaca. L’inizio era favorevole a noi, che andavamo subito in vantaggio dopo aver battuto tra valide consecutive, dal doppio di Scutaro, ai singoli del Panda e di Posey, quest’ultimo autore dell’RBI. Subito dopo l’arbitro di seconda ci negava un’altra interessante possibilità, visto che sulla grounder di Arias veniva chiamato out Posey, in realtà apparso decisamente salvo. Avremmo potuto avere le basi piene con Belt al piatto, invece nulla da fare.

Per Cain le cose andavano bene, dato che nei primi due inning difensivi venivano girati altrettanti doppi giochi dalla nostra difesa, facendo sembrare l’attacco Dodgers ancora in giornata di stanca. Noi però nè nel 2°, nè nel 3° e nè nel 4° riuscivamo a mettere alcun baserunner al cospetto di un Capuano in ritmo, cosicchè il match si trascinava velocemente verso la sua seconda metà senza emozioni di sorta. Gli arbitri però si rendevano ancora una volta protagonisti, in nome della non scritta legge di compensazione. Blanco infatti veniva chiamato salvo in prima dopo il suo bunt e il replay evidenziava il macroscopico errore arbitrale. Non contenti di sbagliare, decidevano di chiamare Gregorio out quando, irrazionalmente, cercava di prendersi la terza base dopo il bunt di Matt Cain. Anche qui chiamata probabilmente errata.

Ma nel 6° le cose iniziavano a prendere un’altra piega; proprio Capuano batteva un singolo al quale faceva seguito un’altra valida di Mark Ellis, che quindi spingeva il compagno in terza base. Si presentava così Victorino, che batteva lungo in esterno centro; la sua palla, colta al volo, diventava la sacfly dell’1-1.

La nostra controreazione non arrivava immediatamente visto che nella bassa del 6° il Panda (sul quale diremo qualcosa a fine cronaca) cadeva in un doppio gioco che chiudeva l’inning. Nel 7° però ecco che tornavamo davanti: doppio di un sempre enorme Buster Posey, da leadoff, primo bunt in carriera di Pence per far avanzare Posey in terza e RBI vincente di Belt, dopo l’intentional walk dato ad Arias. 2-1 per i ragazzi.

La beffa però era in agguato: nell’ottavo infatti Rivera partiva leadoff e la sua palla non veniva raccolta al volo dal solito approssimativo Pence. Dopo il sacbunt di AJ Ellis, il punto del pari arrivava su un maledetto wild pitch lanciato da Cain, che consentiva al pinch-runner Castellanos di andare a scivolare a casa base. Bochy “puniva” Cain togliendolo a beneficio di Casilla, il quale chiudeva la ripresa senza altri danni. Ma il danno principale, quello del 2-2, era già stato commesso.

Nella bassa dell’8° avevamo la sfortuna di avere Pence in battuta con 2 uomini in base grazie ad altrettanti walks. L’orrido swing del nostro esterno destro colpiva perfettamente l’aria, così la ripresa si chiudeva senza punti.

Nel 9° ecco la seconda parte del cetriolo servito dai Dodgers. Affeldt sul monte concedeva un leadoff triple ad Adrian Gonzalez, merce rara visto che era solo il 12esimo su quasi 5 mila apparizioni al piatto in carriera. Con Gonzo in prima, Bochy non muoveva un muscolo e continuava a lasciar dentro Affeldt. Ovviamente Jeremy proseguiva il lavoro concedendo il doppio ad Hanley, doppio che costava il punto del 2-3. Arrivava anche un walk per Ethier, ma qui saliva in cattedra Posey che ne eliminava due di fila, prima Hanley poi Ethier stesso nei tentativi di rubare rispettivamente la terza e la seconda. Poi Mota chiudeva l’inning e ci lasciava la speranza di poter recuperare nella bassa del 9°.

Saliva League sul monte ed otteneva comodamente i primi 2 outs. L’ultima speranza si chiamava Blanco e la partita offriva ancora un brivido lungo la schiena: Gregorio batteva lunghissimo, dando per un attimo la sensazione che palla potesse addirittura andarsene fuori. Veniva invece colta al volo con un mezzo prodigio da Castellanos, il quale però si faceva scappare la palla consentendo l’arrivo di Blanco in seconda. C’era dunque Hector all’appuntamento con la palla del pari, ma la sua linea veniva colta con semplicità da Cruz, che quindi poneva fine al match. Gran peccato.

Tra le note del match, sottolineamo il combinato 0 su 14 del quartetto Pagan, Arias, Belt e Pence. Ma se tenderei a perdonare i primi tre, faccio fatica a fare altrettanto con Pence, il quale non perde occasione di dimostrare la sua scarsa utilità a questa squadra. Si può anche dire che Pence bilanci in negativo quello che sbilancia in positivo Scutaro, il quale è sempre super affidabile. Pence si sta rivelando una delusione e, prima di bollarlo ufficialmente come pacco colossale, aspettiamo la fine della stagione per vedere se migliora queste medie, al momento troppo basse persino per lui.

Altre due parole sul Panda, irritante a dire poco. Su 4 presenze al piatto va 1 su 4, ma quello che sconcerta è che in tutti i suoi AB gira sempre il primo lancio, battendo valido la prima volta e facendosi eliminare le altre volte. Va bene l’aggressività, va bene che lui ha sempre fatto così, però sta realmente esagerando; possibile che non riesca mai a far passare un lancio? no, non è possibile. Una giornatina di riposo e riflessione non gli farebbe male. Certo, qualcuno glielo dovrebbe pure dire ad un certo punto, non costa nulla dirgli “hey Pablone, fai passare un lancio per favore? grazie mille”. Nel dugout si ronfa?

Tra le note positive ovviamente un capitolo a parte merita Buster Posey, che entra sempre di più nella categoria degli extraterrestri. Ieri ha anche stabilito il carrier high dei colti rubando, con 3 su 3, mettendo a tacere i baserruner dei Dodgers, sempre aggressivi. Ovviamente il suo contributo è anche e soprattutto al piatto, laddove non fa mai mancare la sua voce a tabellino. Certo, ahinoi, ieri non è bastato.

Per il Sunday Night la sfida come detto ad inizio post è tra Zito e Kershaw, roba molto complicata per noi. Bisognerà tirar fuori risorse supplementari e confidare in un Zito poco falloso, lo so che è come chiedere la Luna ma a volte è capitato in stagione, perchè non farla capitare stavolta? Dodgers che, come ieri, saranno privi di Kemp.

Approfittiamone per fare l’in bocca al lupo ai SF 49ers che cominciano tra poche ore il loro campionato di NFL. Ora però, in questo finale di stagione tutte le energie morali vanno per i nostri Giants.

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