SF @ COL gara 2 (8-9): i gladiatori di Coors Field

Ah, le partite a Coors Field! quanta fatica, quanta sofferenze, quanti punti. Già, quanti punti soprattutto, non siamo abituati a così tanta roba, noi che all’AT&T elargiamo col contagocce fuoricampo e runs di qualunque tipo. Invece Coors Field è un altro mondo, e qui capita che in due partite su due avvenga un fuoricampo di un pitcher, in gara 1 White per i Rockies, stavolta Bumgarner per noi. E alla fine di questa battaglia, sono i Giants ad uscirne vincitori, da veri gladiatori, nonostante una partita tutto fuorchè perfetta. Ma chissenefrega, fatemelo scrivere, ora servono solo vittorie, non importa come.

E perchè non dare un occhio alla classifica? a venti partite dalla fine abbiamo un bel +6 sui Dodgers e +10 sui D’Backs, i quali, pare assurdo, ma non riesco a darli ancora per morti. Quindi, per aggiornare il tutto, delle 17 partite restanti prima di affrontare LA, abbiamo un margine di +2, ovviamente intendo per arrivare alla sfida finale con loro senza aver nulla da temere. Chiaro però che qui ogni giorno cambia qualcosa, anche perchè i Dodgers sembrano tutto tranne che in grande spolvero. Per cui al momento godiamoci questo +6, ben consapevoli che di strada ne abbiamo ancora un po’ da percorrere, non molta, però un po’ sì, pertanto basterà mantenere un buon ritmo di vittorie nelle prossime sfide per arrivare ad inizio ottobre piuttosto tranquilli. Ma guai ad alzare le mani dal manubrio.

Come detto, questa partita è stata piuttosto folle, con degli sbalzi di punteggio davvero da montagne russe; abbiamo lottato con grinta, da vera squadra che sa di voler e dover vincere, questo è l’aspetto fondamentale. Andiamo a raccontare un po’ questo match, senza entrare troppo nel dettaglio perchè altrimenti viene fuori un post chilometrico.

Nel 1° inning non va nessuno in base, nè dall’una nè dall’altra parte. Bene, sarà l’unico inning tranquillo del match. Nel secondo cominciano i guai per noi, con il doppio di Pacheco e il singolo di Nelson, che porta avanti 1-0 Colorado. Fortunatamente un double-play chiude la ripresa, visto che era arrivato anche un hit by pitch a complicare le cose.

Nel 3° battiamo la prima valida, con chi? Bumgarner, che fa le prove generali per quanto sarebbe accaduto dopo. Ma nella bassa del 3° proprio Bumgarner fa disastri: concede ben 4 singoli e 2 doppi, con i Rockies che vanno sul 4-0 e con un Bochy che inspiegabilmente non lo leva neanche per sbaglio (eppure per altri pitchers, vedasi Lincecum o Zito, il cambio sarebbe certamente arrivato). Arriva anche una mezza stupidaggine di Crawford, non contata come errore (toglierà i dubbi più tardi, commettendolo in maniera più evidente). Sotto di 4 la situazione pare estremamente grave per noi, eppure inizia a venir fuori il carattere; due singoli filati di Posey e Pence consentono a Belt di farsi eliminare portando però a casa il primo punto dei nostri. Un altro singolo, di Blanco, manda proprio Bumgarner al piatto. Il nostro Madison si riscatta dal lavoraccio sul monte sparandola fuori da 3 punti. 4-4 e partita raddrizzata in un amen.

Nel 5° completiamo l’opera, ovvero andiamo a mettere la freccia: in base ci vanno Scutaro e Posey con singolo e walk, poi tocca a Belt battere profondo oltre la testa di CarGo. I due nostri corridori vanno così a segno per un punteggio che recita un ben più dolce 6-4 Giants. Ma nella bassa del 5° ci accorgiamo come la serata di Bumgarner non ne voglia sapere di essere positiva, almeno in fase di lancio; arrivano infatti tre singoli che portano i Rockies sul 6-5, e che finalmente obbligano Bochy a levare il nostro partente. Entra Kontos che fa fuori l’inning con 2 strikeouts su altrettanti battitori; oh, ci voleva.

Arriviamo al 6°: Huff entra da PH e batte un bel doppio, oddio, doppio per chiunque al mondo, ma non per lui, lento e legnoso come nessun altro. Aubrey avanza a metà strada tra prima e seconda, poi si accorge che per arrivare alla seconda ci impiegherebbe un altro quarto d’ora, quindi arretra in prima con una scivolata di pancia tanto comica quanto inutile, visto che la difesa Rockies non prova ad eliminarlo. Il bello è che la scivolata viene anticipata e Aubrey non arriva al cuscino stendendo la mano! Epico.

Comunque è salvo in prima, quello conta, e viene rimpiazzato da Peguero, molto veloce, almeno quello. Pagan così batte un triplone, eguagliando a quota 12 stagionali la leggenda Willie Mays (e Steve Finley) e consentendo a Peguero di volare a punto per il 7-5. Ad arricchire il punteggio ci pensa Scutaro che batte la sacfly che vale il punto numero 8 per noi.

Nel 7° Belt si fa sentire ancora con il pepitone del 9-5; la situazione pare tranquilla perchè, erroraccio di Crawford a parte, il bullpen pare nel match con 2 strikeout di Mijares su 3 battitori e 4 strikeouts di Mota su 5 battitori. Ma figuriamoci se possiamo garantirci un finale tranquillo. Nell’ottavo Affeldt concede due singoli prima di lasciar posto a Casilla che chiude la ripresa con un doppio gioco ma prima incassa l’RBI single di Gonzalez per il 9-6. Nel 9° entra Romo per chiudere: tutto facile? pare di sì perchè i primi due batittori vengono fatti fuori con facilità. Ma poi arriva il singolo di McBride e, ancora peggio, il fuoricampo di Colvin, per un risultato che si attesta sul 9-8. Incubi, tortura e quant’altro. Entra Javi Lopez, contro nonno Giambi. Per fortuna Arias acchiappa al volo la palla. Onore ai Giants gladiatori, poco belli, ma vincenti.

Tra le note del match, bisogna dire che probabilmente sono più numerose quelle negative rispetto a quelle positive, anche se le news positive sono maggiormente importanti. Una su tutte, la vittoria. Ma un applauso lo facciamo anche a Pagan, che sta dimostrando di essere un fattore determinante. Ora può anche entrare nella “storia”, avendo eguagliato il record di franchigia per le triple stagionali; avrà anche venti partite per migliorarlo. Bene anche Belt, molto bene Belt, il ragazzo sta trovando molto più spesso la palla, non importa quante volte batte valido, già un gran passo è aver diminuito il numero di K e aumentato le palle in gioco. Tra l’altro è dotato di potenza per cui solitamente quando la mette in gioco, è probabile che ne esca una valida. Vedasi il fuoricampo.

Altre note positive sparse, Posey (ma che lo dico a fare), Bumgarner (solo in versione offensiva) e i rilievi Kontos, Mijares e Mota. Nonnetto resta sempre tra i meno affidabili in assoluto, ma stavolta ha tirato fuori un’ottima prestazione.

I negativi: Bumgarner su tutti, versione pitcher. Undici valide in poco più di 4 inning sono una cifra molto alta ed è davvero incredibile come Bochy non abbia pensato a tirarlo fuori. Poi è addirittura stato premiato visto che l’ha buttata fuori da 3, ma è evidente che non era previsto, ci mancherebbe che fosse così. Male però, davvero. Male anche Affeldt, e non è una novità, e Romo, per una volta capita anche questo. Nel lineup male ancora il Panda, corpo estraneo alla squadra da un po’ di match a questa parte, mente non hanno brillato nè Pence (swinga qualsiasi cosa, senza filtro) nè Crawford, quest’ultimo autore di due pastrocchi anche in difesa.

Insomma una prestazione nel complesso negativa, con molte lacune e mancanze, eppure si è vinto. Che forse le grandi squadre si vedono anche da questo? non lo sappiamo, ma intanto prendiamoci la W e mettiamocela in tasca. Stanotte c’è gara 3, Lincecum contro Francis. Confesso di temere il “nuovo” Lincecum a Coors Field, anche nonostante il miglioramento della seconda parte di stagione. Ma andiamo a giocarcela con fiducia.

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