SF @ COL gara 3 (8-3): fuga per la vittoria

Dopo la trasferta di Denver la classifica recita un bel +7. Che bel numero! tranquillizzante, confortante, allegro. Essere davanti di 7 partite nei confronti di una squadra trasformatasi da mediocre a corazzata nel giro di qualche mese è seriamente una bella soddisfazione per noi. Ma attenzione, che come dice il Trap non bisogna dire gatto se non l’abbiamo nel sacco; per cui è bene non iniziare con i festeggiamenti, prima del dovuto.

Certo la situazione è molto favorevole per noi, ma ne abbiamo viste troppe per illuderci che il lavoro sia compiuto e che possiamo concentrarci sui playoffs. Nel weekend abbiamo una serie contro i D’Backs, importante per capire se Arizona potrà realmente darci ancora fastidio. Siamo a +10 su di loro ma un ipotetico 3-0 subìto ci potrebbe far spaventare e far affiorare qualche incubo. Per cui sarebbe saggio vincere almeno una partita (obiettivo minimo) ma l’idea è quella di portarci a casa la serie, quindi di prenderci due incontri su 3. Loro sono un po’ la nostra bestia nera ultimamente, per cui già sapremo che faremo parecchia fatica e affronteremo una squadra che si gioca il tutto per tutto, però, insomma, noi siamo lassù. Restano 19 partite da giocare e ci basteranno 13 vittorie per laurearci campioni della NL West; serve ancora un piccolo sforzo.

Parlando di questa gara 3, c’è da dire che il match è andato bene fin dall’inizio, con un vantaggio iniziale netto di 5-0 senza che i Rockies avessero portato un solo battitore al piatto. Forti di questo inizio sprint, abbiamo gestito l’incontro senza eccessivi patemi, anche se lo scarso controllo di Lincecum e il loop del cambio pazzo di pitchers operato da Bochy ci ha messo qualche ansia. Ma la vittoria è stata portata fino alla fine.

Parteza col botto, dicevo. Nonostante un Pagan a riposo (così come, finalmente, il Panda) il lineup si presentava bello carico ai blocchi di partenza con Blanco, che memore di essere stato leadoff per lungo tempo, esordiva con un bel triplone non lontanissimo dall’inside the park. Ma saggiamente Flannery lo fermava in terza visto che subito dopo c’era Scutaro, che ovviamente non tradiva e lo spediva a casa per l’1-0. Tutto il lineup, ad eccezione di Pence e Belt, batteva valido, così si arrivava a quota 5 punti per merito dei singoli di Posey, Arias ed Hector e per il doppio di Crawford che consentiva ad Hector stesso di realizzare schiantandosi dolorosamente contro il ginocchio di Rosario. Ma Ettore nostro si tirava su e poteva proseguire il match.

Lincecum e le sue “sofferenze” iniziavano subito, ma per fortuna avevamo un vantaggio a garanzia di rimonta. Arrivava però nel 1° un walk e un singolo, cosicchè i Rockies andavano a punto per il 5-1. Nulla di grave, nonostante nel 2° Tim rincarava la dose di walks (altri 2) e nel 3° concedeva un HR a Rosario per un risultato che andava sul 5-2.

Qualche occasione sprecata da parte nostra non ci faceva perdere d’animo; nel 6° infatti Crawford batteva un leadoff double e dopo essere arrivato in terza grazie al bunt di Lincecum, poteva realizzare, visto che Scutaro, con 2 outs, ancora una volta non tradiva e batteva valido per il punto del 6-2. Le fatiche di Lincecum terminavano a fine sesto, non prima prò di aver concesso il punto del 6-3, dovuto ad un doppio di Blackmon che faveva seguito al singolo di Nelson.

Nel 7° si sudava forte: Bochy infatti dava il via al cambio forsennato di pitchers, non facendo capire nulla nè a lui nè a noi. Kontos apriva l’inning eliminando Rutledge, poi entrava Mijares per affrontare CarGo ma gli concedeva un walk così toccava a Casilla. Questi affrontava Rosario, il quale andava a pochissimi centimetri dal fuoricampo, con Blanco autore provvidenziale della presa che, in caso contrario, avrebbe riaperto completamente il match. Si chiudeva l’inning ma i cambi di Bochy non erano certo terminati.

Nell’ottavo toccava ad Affeldt, il quale riusciva a farsi tutto l’inning indenne, pur con qualche rischio (come suo solito). Nell’ultimo inning aumentavamo il nostro bottino, chiudendo di fatto l’incontro: singolo di Scutaro da leadoff, poi triplo di Pence (ebbene sì, era ora) e sacfly di Arias per far segnare proprio Pence. Punteggio che si stabilizzava sull’8-3 e che non cambiava anche nell’ultimo attacco Rockies, nel quale Bochy alternava Mota, Lopez e Romo (avanti, c’è posto). Tutto tranquillo, tutti a casa.

Tra le note del match, segnaliamo come l’attacco fosse decisamente in palla. Bella forza, siamo a Coors Field, dirà giustamente qualcuno. Indubbiamente, però al netto del fattore campo, bisogna dire che la squadra ha saputo girare con buona produttività non solo flyball, ma anche linee e grounder efficaci. Solite parole di elogio per Scutaro e Posey, i due più in forma, praticamente come sempre accade. Anche gli altri hanno però fatto il loro, direi quasi tutti, per cui una menzione va fatta per Blanco, Arias, Hector e Crawford, tutti autori di 2 valide, con 2 doppi proprio per quest’ultimo, Crawford. Posso accanirmi contro Pence? beh per questa volta evito, in fin dei conti ha battuto un triplo, sì, peccato che per il resto dei suoi at-bat sia inguardabile. Ecco, non ho evitato.

Per quanto riguarda Lincecum, la sua prestazione la giudicherei sufficiente alla luce degli 8 strikeouts, compensati parzialmente dai 4 walks e dalle 6 hits. Nulla di eccezionale, ma tanto ci basta per vincere. Qualche brivido viene a pensare ai nostri starters in ottica playoffs, visto che sembrano quasi tutti un po’ giù di corda, ma non disperiamo troppo. Al momento l’attacco supporta bene, per cui possiamo rimanere fiduciosi.

Weekend a Phoenix come detto; match-up Cain-Skaggs, Zito-Miley e Vogelsong-Corbin. Tutti fattibili, ma tutti difficili, per cui antenne dritte e massima concentrazione verso l’obiettivo vittoria. Intanto è stato rilasciato il calendario 2013; avremo modo di riparlarne, comunque ad una prima vista sommaria c’è da dire che pare un po’ sbilanciato, con trasferte concentrate e interlega spalmata in vari mesi. Per chi ama New York, può essere interessante programmarsi una vacanzina per metà settembre prossimo, abbinando la visita alla città ad una partita dei nostri, i quali staranno nella Grande Mela per 6 giorni, prima in casa dei Mets, poi degli Yankees.

Ad ogni modo, ora torniamo al presente, e pensiamo a chiudere il discorso divisionale. Fuerza!

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