SF @ ARI gara 2 (3-2): la capolista se ne va

E se ne va, la capolista se ne va, potremmo cantarla così. Sì, di fatto il margine sui Dodgers resta invariato vista la vittoria di LA in extremis, ma resta pur sempre un bel vantaggio piuttosto rassicurante. La capolista se ne va decisamente invece in confronto proprio ai D’Backs, di fatto estromessi definitivamente dalla corsa, almeno per quanto ci riguarda. Sono infatti 17 le partite che ci restano da giocare e 12 è il vantaggio che abbiamo nei loro confronti, anche ipotizzando di perdere il match di stasera, un distacco di 11 match su 16 vorrebbe dire suicidio collettivo da parte nostra, per carità sempre possibile, ma piuttosto complicato a realizzarsi. E in ogni caso se ci facessimo rimontare un tale vantaggio, vorrebbe dire salutare i playoff da parte nostra, per cui non dobbiamo di fatto più preoccuparci dei D’Backs.

Che dire invece di noi, vittoria consecutiva numero 4, ottenuta grazie ad un Zito che non ti aspetti, anche se a dire il vero ultimamente lo Zito che non ti aspetti è in realtà quello che ti aspetti, visto che non sta più toppando una partenza da molto. Per la precisione è l’ottava partita di fila che si vince dopo una sua partenza, mentre Zito stesso già ora si può dire che abbia disputato la miglior stagione da quando veste la nostra maglia. E francamente, dopo anni in cui l’abbiamo mandato a quel paese in tutte le maniere possibili, abbiamo cercato di trovargli un lavoro diverso da quello di pitcher, anche come massaggiatore o porta-bibite, bisogna dire che quest’anno le cose sono andate davvero in un altro modo. Ciò non ripagherà mai il contrattone assurdo, ma almeno si è visto qualcosa di buono, in attesa di salutarlo al termine della stagione prossima.

E questa non è l’unica cosa speciale di questo match. Angelone Pagan infatti ha stabilito il record di franchigia per quanto riguarda i tripli messi a segno, superando nientedimeno che Wille Mays, la leggenda vivente. Una stagione davvero notevole questa di Pagan, e 13 tripli sono davvero tanta roba, certo agevolati dalla sua rapidità, ma sono pur sempre 13. E vogliamo parlare di Posey? altra partita con 3 hits, media che sale ad uno spaventoso .333, un bel fuoricampo valente 2 punti, non ci sono più parole. MVP senza ormai più discussioni, in attesa della statua equestre da costruirgli davanti allo stadio. Non serve dire altro.

Pronti-via e 1-0 Giants: subito il triplo di Pagan, seguito dall’RBI groundout di Scutaro. Poi Posey batteva la prima valida del suo incontro, un doppio, ma restava in seconda visto il flyout di Pence. Nel 3° arrivava un’ottima occasione per noi visto che riuscivamo a riempire le basi; al piatto andava Arias la cui battuta veniva colta al volo da Upton.

Nel frattempo Zito andava via spedito, concedendo qualche singoletto ma nulla più; questo per i primi 3 inning, il 4° invece andava diversamente visto che Upton la sparava fuori per il pareggio. Fortunatamente valeva solo un punto, visto che Hector era stato bravissimo un attimo prima a cogliere la rubata di Goldschmidt.

I ragazzi venivano toccati nell’orgoglio e pensavano di rispondere con la stessa moneta; con chi? ma con Buster ovviamente. Il nostro prima base (per l’occasione) la buttava fuori oltre l’esterno destro per un risultato che si fissava sul 3-1 per noi. L’home run infatti valeva due grazie alla presenza di Scutaro in base, autore poco prima di un prezioso singolo.

Quinto e sesto inning erano comodi per Zito, che concedeva un singolo per ciascuna ripresa ma non rischiava ulteriormente. Nel 7° invece, dopo aver concesso una ground-rule double con 2 out a McDonald, Bochy lo rimpiazzava con Casilla che gasato dall’RBI single del giorno prima, metteva K Young chiudendo così la ripresa.

Nella bassa dell’ottavo si alternavano tre rilievi. Il primo era ancora Casilla che dopo aver eliminato il primo battitore concedeva una base per ball al secondo, inducendo Bochy a far entrare Affeldt. Jeremy faceva fuori Kubel e usciva subito, visto che il nostro manager rientrava ancora una volta per dare spazio a Romo. Il nostro Sergio si dimostrava ancora un pochino in difficoltà, come sta capitando nelle ultime uscite, e concedeva il singolo a Goldschmidt che valeva il 2-3. Brividi? sì, perchè la successiva palla di Upton pareva lunga, ma per fortuna veniva colta al volo da Pagan.

Restava un inning, e dato che il nostro attacco aveva chiuso bottega, dovevamo pensare a difendere quel punticino di vantaggio. Ancora Romo dentro, col brivido, visto che Montero batteva un leadoff single, brutto presagio di sventura. Ma ci pensava Hector a cogliere rubando Graham (PH) ottenendo il primo out, prezioso come un diamante. Di seguito arrivava il K nei confronti di Johnson e il groundout di Wheeler, per questione di centimetri su una splendida giocata di Crawford. Ballgame!

Le note del match le abbiamo già enunciate ad inizio post, aggiungiamo solamente che abbiamo sfangato una partita nonostante gran parte del lineup sia rimasto completamente ammutolito. Se infatti sommiamo le prestazioni di Sandoval, Pence, Hector, Arias e Blanco, otteniamo un bel 1 su 19, con l’unica valida battuta da Arias. Magro bottino dunque, magrissimo, ma se la combo Pagan-Scutaro-Posey registra 7 su 12 allora possiamo anche far finta di nulla. Poi guardiamo la classifica e ci viene da essere ancora più ottimisti. Una menzione speciale per Hector però, che sta raddrizzando la mano. Due colti rubando su due, lavoro svolto alla perfezione e nessun rimpianto nei confronti di Posey, che comunque ci possiamo godere in prima base, posizione sicuramente molto meno rischiosa per la sua pelle.

Come detto, grande Zito, solido e mai in panico nonostante qualche valida concessa. Stupisce soprattutto positivamente il suo controllo, solo una BB (peraltro dubbia) concessa. Era dal 2005 che non aveva un rapporto BB per 9 inning così basso. Altro dato positivo.

Bene i rilievi, con qualche piccolo campanello d’allarme per Romo. Ma se finora il comitato dei closer ha funzionato, non vedo perchè non continuare ad avere fiducia. Speriamo che Sergio nostro sia solamente in leggera fase di calo, per poi tornare la sentenza che conosciamo nella partite più importanti della stagione. Che devono ancora arrivare.

Si va per lo sweep, per non farci mancare niente e per tenere alto il ritmo. Vogelsong-Corbin alle 22.10; non sarà facile perchè loro non vorranno sicuramente mollare, nonostante la classifica sia a questo punto critica. Noi invece dobbiamo verificare se Vogey ha ancora benzina in corpo. Test importante dunque. Avanti!

 

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