COL @ SF gara 2 (3-6): Lincecum + Nady + Pagan, l’ingranaggio funziona che è un piacere

Altra partita contro i Rockies e altra vittoria. Tutto procede secondo i piani, dunque. Grazie al rinvio del match dei Dodgers, impegnati in un’insidiosa trasferta in quel di Washington (previsto per oggi il doubleheader), i nostri se ne volano a più 8 partite e mezzo di distanza. Beh, tanta roba direi, visto che al termine delle nostre fatiche di regular season ci mancano appena 14 partite.

Il capitolo “conti in tasca” è presto fatto: ci basta vincere da qui alla fine esattamente la metà dei match da disputare, ovvero se andremo 7 W e 7 L chiuderemo in testa, sempre a patto (ed è assolutamente cosa difficile che si verifichi) che i Dodgers le vincano tutte da qui alla fine. Posto di escludere gli ultimi 3 incontri, visto che affronteremo i rivali diretti, diciamo che l’ideale sarebbe andare con 7 vittorie e 4 sconfitte nelle prossime 11. Così saremmo liberi di subire uno sweep a Los Angeles.

Va bene le scaramanzie, però vogliamo essere anche un filino realistici. I Dodgers hanno due trasferte molto insidiose (dopo quella a Washington andranno a Cincy), noi invece affronteremo i Padres in casa, al termine di questa serie contro i Rcokies, arrivata a metà strada. Pare veramente un’ipotesi molto remota una rimonta dei nostri avversari, per cui a questo punto siamo quasi a fare dei calcoli matematici, consapevoli che ormai ci basta davvero pochissimo per chiudere lassù. Non sarebbe affatto male affrontare gli ultimi incontri della stagione con uno spirito dimesso, giusto per ricaricare le pile in vista della postseason. Sarebbe ancora più divertente andare al Dodger Stadium per gli ultimi 3 incontri senza aver nulla da chiedere, con loro invece in piena corsa per i playoff e…. fargli uno scherzetto molto interessante. Comunque non esageriamo con i sogni di gloria e restiamo focalizzati sul nostro percorso.

Parlando di questo incontro, i ragazzi si sono dimostrati efficaci, ancora una volta. Una partita ben giocata e portata alla fine con relativa tranquillità, perchè comunque va detto che esistono anche gli avversari, e non sono esattamente dei dopolavoristi raccattati per strada. Per cui molto bene, l’ingranaggio pare oliato molto bene, i reparti funzionano a dovere e l’attacco supporta il monte, il quale fa il suo con precisione. Lincecum soprattutto, autore di un match positivo, una quality start che gli fa abbassare la ERA sotto i 5 punti per la prima volta nell’intero 2012. I segnali positivi ci sono, deve solo continuare con questo ritmo. Aggiungiamoci anche un ritorno di Nady a farsi sentire da vero clutch-man, la 14esima tripla stagionale di un Pagan da record, ed ecco completi gli ingredienti per una vittoria.

Il match si sblocca nel 2° inning, quando alla prima valida del nostro attacco (un doppio di Hector, con 2 out) seguiva il singolone di Xavier Nady che mandava Hector stesso a punto per l’1-0. Arrivava un’altra valida subito dopo, di Crawford, ma l’inning si chiudeva con lo strikeout subito da Lincecum, che comunque era bravo a salire fino al 3-2 sul conto. Terzo inning e altra segnatura per noi: con 1 out arrivava il singolo di Scutaro, il doppio del Panda e l’intentional walk concesso a Posey. Pence batteva lungo e la sua palla, pur colta al volo, consentiva una facile marcatura a Scutaro. Il flyout di Hector chiudeva la ripresa.

Lincecum nel frattempo marciava spedito: se nel 1° aveva concesso un singolo e nel 2° un walk ed ancora un singolo, nel 3°-4°-5° inning svolgeva perfettamente il proprio lavoro eliminando tutti i battitori affrontati. Nel 6° qualche sofferenza in più: si partiva con un walk concesso, poi nel tentativo di un doppio gioco, Crawford centrava Fowler sull’elmetto, ma almeno veniva effettuato l’out in seconda. Poi Hector faceva il Posey, eliminando Blackmon nel tentativo di rubata. Infine dopo un singolo di Pacheco, arrivava il groundout su Rosario a chiudere l’inning.

Bassa del 6° e i Giants punivano le incertezze degli ospiti; tre singoli consecutivi, rispettivamente di Pence, Hector e Nady, portavano la segnatura del 3-0 per i nostri. Anzi, si poteva anche aumentare il bottino visto che una chiamata sbagliata degli arbitri dava un’interferenza a Nady, in realtà mai avvenuta. Nel 7° invece Lincecum abbandonava il monte dopo che una serie di eventi sfortunati avevano portato a riempire le basi con un solo out. L’interferenza di Hector sulla battuta di Colvin metteva infatti il battitore dei Rockies in base da leadoff, mentre un piccolo pasticcio del Panda e una palla non recuperata alla perfezione da Posey permettevano ai Rockies di avere le basi cariche. Entrava così Affeldt che svolgeva il lavoro in modo fulmineo: un lancio e 2 outs, visto che la palla di Giambi veniva convertita in un ottimo doppio gioco a nostro favore.

Occasione sprecata per loro e ancora una volta punto per noi. Stavolta era un omaggio del monte dei Rockies che con due wild pitch lanciati da Roenicke mandavano Scutaro a punto per il 4-0 Giants. Pareva finito questo match ma qualcosa lo doveva ancora dire: nell’ottavo Affeldt eliminava agevolmente i primi due salvo concedere un walk al terzo battitore, seppur millimetrico. Tanto bastava però a Bochy, sempre a corto di pazienza, per levarlo. Così Casilla invece di effettuare il terzo out concedeva un fuoricampo a Rosario che di fatto riapriva il match sul 4-2.

Bisognava difendere ora con i denti in vantaggio ma scoprivamo che la miglior difesa era l’attacco, quindi andare ancora a punti era la soluzione migliore. Doppio di Blanco da leadoff nell’8° e triplone di Pagan che consentiva a Gregorio di segnare il punto del 5-2. Ci pensava poi Scutaro, il solito irreprensibile Scutaro, a far segnare Pagan, per un 6-2 che ci riportava in totale controllo. Nel 9° si alternavano Mota e Romo e quest’ultimo concedeva un singolo a McBride che valeva il terzo punto degli ospiti. Poco male però, il match terminava un battitore dopo. Tutto contento il popolo arancionero.

Tra le note del match, la menzione speciale va ai tre nomi indicati nel titolo del post, visto che hanno fatto la differenza, specie i primi due. Per quanto riguarda Pagan invece va sottolineata ancora una volta la capacità di battere extra-basi nel nostro stadio, che certo agevola questo tipo di giocate, ma batterne 14 stagionali vuol dire davvero metter assieme delle cifre molto interessanti. E attorno a questo ha costruito una batting average di .290, niente affatto male. Una parola anche per Hector e Scutaro, sempre capaci di far male al piatto. Bisogna dirlo, questo lineup ci piace; questo nonostante un Belt che gioca poco e un uomo che ha passato mesi ad essere leader di qualsiasi classifica, prima di essere beccato con le mani nella marmellata. Qualcuno forse sente la sua mancanza?

Cain-Chatwood per gara 3; fattibilissima anche questa, sebbene sia normale prevedere un minimo di rilassamento, dopo questa serie così positiva. Ma se continuiamo a far bene, ci sarà tempo tra pochi giorni per un legittimo rilassamento prima di tuffarci nello splendido vortice chiamato playoff. Avanti così, dunque.

 

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