SD @ SF gara 1 (1-5): ancora turboPanda, di vincere non ci si stanca

I Giants di settembre 2012 brillano di luce propria, ormai è ufficiale. Nona vittoria nelle ultime dieci prestazioni e quinta vittoria consecutiva, per una classifica che si è sistemata alla perfezione, e non ci sono Dodgers che tengano, checchè ne possano dire gli scaramantici. Ci bastano 2 vittorie per raccogliere il titolo di campioni della NL West, ma potrebbe bastare anche assurdamente perderle tutte se i Dodgers non ne vinceranno almeno 10 su 11. Insomma dai, per una volta possiamo evitare amuleti e toccate di ferri vari, il più è fatto, ci resta solo da tagliare il traguardo a braccia alzate.

Anzi, come detto ieri, quasi guardiamo con occhio positivo la vittoria di LA in casa Reds, visto che in questo modo andiamo a meno 3 da chi ci precede in classifica, contando l’intera National League. Insomma un occhio al futuro possiamo iniziare a darlo, tenendo ben presente che il primo obiettivo è ancora ufficialmente da centrare. E se lo faremo (potrebbe accadere già questa notte in caso di sconfitta Dodgers e contemporanea vittoria nostra) potremo dedicarci ai festeggiamenti ma subito dopo puntare all’obiettivo successivo. Perchè siamo in ballo ed è giusto giocarci tutte le nostre chances fino in fondo.

Parlando di questa gara 1 contro dei Padres senza motivazioni, bisogna registrare la resurrezione di Vogelsong, poi sul fatto che sia conclamata oppure un canto del cigno ancora è da stabilire. Ma intanto la prestazione positiva c’è, di questo ne siamo lieti; certo non si è imbattuto in una batteria di slugger portentosi con una sete assurda di vittorie, però, ecco, il suo l’ha fatto bene, concedendo meno valide degli inning lanciati e arrendendosi soltanto una volta di fronte all’home run di Headley, che ha aperto le marcature nel 4° inning.

C’è da dire che al momento dell’1-0 Padres aleggiava un po’ la sensazione del “beh dai, questa volta la perdiamo, mica siamo marziani”. E invece no; forse comunque non siamo marziani, ma la reazione c’è stata, ancora una volta, ed ha condotto ad una vittoria in fin dei conti pure agevole. Tanto più che l’abbiamo pareggiata subito visto che Crawford batteva il singolo che conduceva Belt a casa. Flannery dava l’ok per far oltrepassare a Belt il cuscino di terza e correre a casa, il rischio era ben calcolato, era l’1-1.

Nel 5° arrivava già il vantaggio, che faceva dimenticare il fuoricampo ospite di pochi minuti prima. Toccava a Buster Posey, fresco vincitore del Willie Mac Award annuale, battere il singolo giusto che permetteva ad uno Scutaro in base grazie al walk preso, di realizzare il punto del 2-1.

Il momento di massima esaltazione difensiva avveniva nel 6° quando il doppio di Grandal spingeva Headley verso la terza base: il suggeritore di terza però si giocava il rischio, mandando lo stesso Headley verso casa, per realizzare il pari. Ma non aveva fatto i conti con la combo Blanco-Crawford-Posey, la cui linea arrivava giusto in tempo per taggare out il corridore. Fine dell’inning e ballpark in delirio.

Nella bassa del 6° ecco i punti dei chiodi sulla bara del match di San Diego. Con 2 out arrivava il consueto (si fa per dire, ma quasi, visto che siamo a 15) triplone di Pagan, subito seguito dall’ennesima clutch-hit di Marco Scutaro, super giocatore nella sua semplicità. Subito dopo ecco un’altra consuetudine, stavolta degli ultimi 3 giorni, ovvero il fuoricampo del Panda, a quota 4 home run nel giro di appena tre partite. It’s bye bye baby. Robe dell’altro mondo, ma punteggio che si stabilizzava sul 5-1 senza mai più cambiare.

In attacco infatti a parte un doppio di Pagan nell’ottavo avevamo esaurito le nostre risorse, mentre sul monte non restava altro da fare che portare a termine il match. Cosa che riusciva perfettamente, visto che Affeldt-Casilla nel 7°, lo stesso Casilla per intero nell’8° e Romo nel 9° chiudevano il tutto senza patemi. Ben fatto, again.

Tra le note del match, pare monotono ma sono costretto a ripetermi, non che sia un male per carità. Eppure i protagonisti sono sempre loro, gli ultimi di queste occasioni, cinghialone su tutti, seguito a ruota dai soliti Pagan, Posey e Scutaro. Degli altri non dico che ne faremmo a meno, ma quasi, anche se forse sono un pochino cattivello perchè in questo match Crawford si è fatto sentire, perchè Belt ha battuto valido, cosa che ha fatto anche Blanco. Chi invece è mancato all’appello è guarda caso Pence, sempre utile come un asciugacapelli per un calvo. Andiamo pure avanti così finchè vinciamo, ma ho come l’impressione che arriverà il momento nel quale avremo davvero bisogno di lui e se le sue prestazioni saranno queste, beh, non gli verranno risparmiate le critiche (visto che già lo facciamo oggi quando le cose vanno alla stragrande).

Come detto, all’inizio, applausi per Vogey, autore di un match solido e determinante per la nostra vittoria. Senza farci illusioni, speriamo di averlo recuperato ad un buon livello, poi vedremo se nei playoff verrà impiegato nella rotazione o da rilievo. Ad ogni modo qualcosa di lui ancora c’è e di questo ne siamo lieti. Bene anche i rilievi, ancora una volta. Affeldt, Casilla, Romo sono tra i migliori e lo hanno dimostrato per l’ennesima occasione.

Gara 2 vede il match-up tra Bumgarner e Werner. Non è malvagio il pitcher degli ospiti pertanto sarà una partita prevedibilmente piuttosto faticosa da parte nostra, anche perchè siamo in overdose da vittorie. Ma visto che i Dodgers giocano prima di noi, potremmo avere la motivazione di vincere sapendo già il loro risultato, quindi potremmo avere una spinta in più. Forza, che siamo all’ultimo chilometro.

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