ARI @ SF gara 1 (7-2): Lincecum-Goldschmidt, duello impari

Devo dire che è piuttosto soddisfacente mettersi a vedere una partita di fine stagione senza l’assillo del risultato. E’ vero, noi seguiamo questo sport per le emozioni che ci dà e sapere già in anticipo che non ve ne saranno perchè che si vinca o si perda non cambia poi molto forse non è il massimo. Però dopo 6 mesi di battaglie, di sofferenze, di giocate cruciali, ci sta guardarsi un po’ di partite con tutta calma, anche perchè tra poco più di una settimana si entra nel momento caldissimo della stagione, quello che ogni franchigia, ogni giocatore, ogni tifoso desidera dal primo giorno: la postseason.

E noi in questa postseason ci saremo, questa è una certezza incontrovertibile. Che poi, al 90% non avremo il fattore campo nella NLDS francamente a questo punto ci deve interessare il giusto, ovvero poco. Sappiamo che è sì un fattore importante, specie se confrontiamo un ballpark amico dei pitchers come il nostro e quel gruviera del ballpark dei Reds, però insomma se vogliamo andare avanti bisogna batterli, in un modo o nell’altro, anche in trasferta. Si può fare, e se non ce la faremo allora complimenti agli altri.

Chi invece in questa postseason quasi certamente non ci andrà sono due squadre della nostra division. Proprio i D’Backs, affrontati questa notte, hanno uno 0,3% di probabilità di andarci. I campioni dell’anno scorso sono incappati in una stagione orribile e hanno lasciato per strada tante partite, pur avendo un potenziale di molto superiore alla stagione disputata. Gli altri sono i Dodgers, ancora ufficialmente in corsa, ma virtualmente già sul divano, con una percentuale di probabilità di andare ai playoffs del 3,8%. Strano eh? dopo una campagna acquisti così in pompa magna si sono auto-eliminati. Certo non ci dispiace neanche un po’ anche se incontrare LA in postseason avrebbe avuto un sapore decisamente particolare, con un’atmosfera nell’aria da far venire i brividi al solo pensiero. Invece ci saremo solo noi e le ultime 3 sfide di regular season probabilmente verranno disputate con larghi vuoti sugli spalti. Beh, non certo per colpa nostra.

Che dire di questa gara 1 contro Arizona? ce la siamo giocata in ciabatte, o sarebbe meglio dire in pantofole di lana, visto che sulla Baia tirava un’aria frizzante per non dire gelida e a giudicare dall’abbigliamento degli spettatori, la temperatura percepita doveva essere molto ma molto bassa. Clima a parte (e SF resta una delle città col miglior clima del pianeta, giusto per chiudere) abbiamo preso una bella scoppola, indolore nei fatti per i motivi che abbiamo già detto, ma piuttosto dolorosa invece per Lincecum, autore di una di quelle partenze che non vorresti mai vedere.

Che Lincecum abbia qualche problema da qualche mese a questa parte, pare ormai assodato, nonostante ci siano stati dei miglioramenti notevoli nella seconda parte della stagione. Miglioramenti che però non gli hanno impedito di disputare un match decisamente sottotono nè di scacciare il fantasma Goldschmidt, giocatore che mi piace molto, ma che sinceramente fa vedere tutto il proprio potenziale quasi esclusivamente quando incontra il nostro Tim. Goldy arrivava infatti da 116 at-bat senza fuoricampo, gli è bastato vedere un lancio di Lincecum ed ecco che è terminato il suo slump. 8 su 14 per lui in carriera contro Tim con 5 home runs e 10 RBI, la kryptonite in persona per il nostro partente, pur in un contesto nel quale non ha affatto brillato, anzi.

Dall’altro canto, il nostro attacco ha fatto di tutto per non supportare il proprio pitcher. Quattro valide in tutto l’incontro, a testimonianza di un po’ di ruggine dovuta a due dayoff consecutivi (il primo è stato imposto da Bochy) e a probabilmente una mancanza di motivazioni. Abbiamo combinato poco, ma ci sta, ora abbiamo altre 8 partite per tornare in ritmo e presentarci carichi per le partite che contano.

Già nel 1° andavamo sotto; Tim caricava le basi con un leadoff walk e due singoli, dopodichè arrivava la sacfly di Goldschmidt e il wild pitch lanciato ad un distratto Hector. Subito 2-0 tanto per gradire. Nel 2° Lincecum centrava alla schiena Eaton ma subito dopo lo eliminava con un bel pickoff e il risultato restava così immutato, anche perchè noi non ci rendevamo pericolosi fino al 4° inning. Prima del 4° arrivavano altri 3 punti degli ospiti, autore proprio Goldy che con 2 uomini in base sparava lontano a colpire il palo delimitante l’esterno sinistro. 5-0 e Giants tramortiti, pur senza scomporsi.

Nel 4° come detto andavamo a tabellone, doppio prima di Scutaro poi di Posey, un punto dunque veniva segnato. Dopo Posey si presentava al piatto l’inutilità fatta giocatore di baseball (ormai avete capito a chi mi riferisco) e il buon Buster non si spostava dal proprio cuscino.

Nel 5° Tim combinava altri danni; subito singolo e walk, così Bochy ampiamente stufo si alzava e lo cambiava con Runzler. Il buon Dan partiva subito anche lui con un walk a riempire le basi senza outs, poi concedeva a Goldschmidt la sacfly del 6-1, lanciava un wild pitch per il 7-1 (ma qui ancora Hector distratto), infine metteva K i due battitori restanti nella ripresa. Da notare come 19 dei suoi 24 lanci fossero fastballs, un po’ poca varietà per il nostro rilievo mancino, comunque discretamente in forma ed efficace.

Su un risultato del genere, già si poteva andare a casa a metà match, anche perchè come detto il freddo era pungente. Il punteggio cambiava solo nell’ottavo grazie al doppio del redivivo Theriot che spingeva a casa dalla prima base un Nady comunque piuttosto lento. Ma Xavier arrivava di un pelo prima del tag a casa base. Il match scivolava via senza altri sussulti e il nostro bullpen portava a termine il match non rischiando più nulla, anche se l’attacco restava silente. 2-7 e tutti contenti.

Tra le note del match inserirei ovviamente Lincecum come principale artefice della sconfitta anche se detto così suona in modo un po’ crudele e irrispettoso. Restiamo fiduciosi che nella postseson possa confermare a grandi linee i numeri post-All Star Game, anche se ho il terrore che non sarà così. Proprio qualche giorno fa mi sono imbattuto in un suo match del 2009 e vederlo lanciare regolarmente a 95 mph mi ha fatto quasi male; ora sembra tutt’altro giocatore, ahinoi.

Date le 4 valide di tutto l’incontro ci sarebbe da fare un bell’elenco di giocatori con una prestazione non sufficiente, ma come sapete mi piace accanirmi su quello che ho definito l’inutilità fatta giocatore di baseball, ovviamente parlo di Hunter Pence. Premesso che sarei il primo ad esaltarmi ed a consacrarlo se ci battesse una valida decisiva ai playoffs, ad oggi non riesco a non stare zitto di fronte al suo swing e alla sua assoluta incapacità di valutare dove vada la palla che gli viene lanciata. Solitamente adopera la tecnica raffinata definita il casaccio: ovvero, se decide di non girare un lancio, non lo girerà, e il lancio gli andrà sempre in mezzo al piatto. Se invece decide di girare la mazza, la girerà in qualunque caso, rischiando di colpire (com’è accaduto stavolta) un lancio talpa, cioè sottoterra. Ottimo Hunter, andiamo pure avanti così. Il cricket è il tuo sport.

Nota di merito invece per il bullpen. Vero che era praticamente garbage time senza cronometro, ma Runzler, Loux, Kontos, Hensley e Penny concedono solo una valida (Hensley) e un walk (Runzler) in 5 inning. Bravi loro stavolta.

Si va a gara 2, ancora in notturna, match-up tra Cain e Miley. Avanti col riscaldamento.

 

I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: