ARI @ SF gara 3 (3-7): l’ultima casalinga è una festa

Per la seconda stagione consecutiva il pubblico dei Giants ha riempito l’AT&T Park per tutte le 81 partite della stagione, portando il totale di tutti esauriti di fila a quota 165 match, per un totale di oltre 3 milioni e 300 mila spettatori complessivi, nell’anno 2012. Così, l’ultima kermesse casalinga si è rivelata una grande festa, con giocatori e tifosi su di giri a brindare per una stagione splendida, che avrà la sua naturale conclusione nei playoffs, i quali saranno da giocarsi al massimo delle nostre possibilità; e quello che succederà lo vedremo.

A fine match Bochy ha preso il microfono in mano e ha ringraziato tutto il pubblico per il calore clamoroso con il quale ha supportato i nostri ragazzi. Poi è toccato a Matt Cain parlare e le sue dichiarazioni non sono state proprio banali: andiamo a prenderci l’anello, vogliamo nuovamente festeggiare il titolo e fare un’altra grande festa. Beh, frasi di chi ha nuovamente fame di vittoria, di chi non si accontenta di aver disputato una stagione super, coronata da un perfect game. Vogliamo vincere ancora, abbiamo i mezzi per andare fino in fondo e ci proveremo. Poi, come già detto qualche giorno fa, esistono anche gli avversari e ogni partita può essere decisa da una smazzata più o meno fortunata. Però l’importante è esserci.

Nell’immediata vigilia di questa gara 3, Bochy aveva annunciato che Melky sarebbe stato escluso dal roster della postseason, decisione assolutamente condivisibile, visto che per qualche motivo, forse non del tutto chiaro, nel momento della rinuncia forzata a quel giocatore che batteva così tanto e bene (con l’inganno, è bene ribadirlo) i Giants hanno iniziato a fare ancora meglio, risultando un bel giocattolino perfetto. Nessun motivo quindi per romperlo, si va ai playoffs con questo roster e ce la si gioca. Spiacente (e mica tanto) per Melky, giusto che si guardi i Giants dal divano di casa sua.

Archiviata questa vicenda, abbiamo pensato all’ultima sfida sul campo, senza l’assillo del risultato visto che i Reds avevano vinto la loro sfida (ad ogni modo, se ho letto bene, e qui prendetemi col beneficio del dubbio, chi non ha il fattore campo dovrebbe giocare gara 2 e gara 3 in casa delle NLDS). Toccava a Zito salire sul monte, reduce oltretutto da una striscia di 9 vittorie di squadra nelle ultime sue 9 partenze. Ebbene, è arrivata la decima di fila, quasi incredibile visto che erano 20 anni che la franchigia non aveva un record simile e che tale striscia sia stata battuta da uno dei pitchers più deludenti in assoluto dal momento del suo acquisto. Ma quest’anno Zito è così, vincente e convincente.

L’immediato inizio era complicato, Pollock infatti batteva un leadoff triple, solitamente forte indizio di un punto subito dopo, invece Zeets ne usciva alla stragrande impiegando solo i successivi 6 lanci per far fuori 3 battitori, eliminati grazie a due popponi ed al groundout finale. Nel 2° il nostro partente non subiva punti nonostante un’altra extra base, un doppio battuto da Kubel con 1 out sul quale un Belt schierato in outfield si faceva passare la palla sopra la testa manifestando il proprio disagio nel ruolo. “Il problema è solamente la luce, dovrò procurarmi un paio di buoni occhiali da sole, così vedrò la palla anche nei match diurni” le dichiarazioni di Belt a fine match. Restano però dubbi sul suo impiego da esterno.

La bassa del secondo invece rappresentava un’esplosione di punti per noi: al singolo di Posey seguiva la perla rara del fuoricampo da 2 punti di Pence, il quale finalmente si faceva notare per qualcosa di positivo. Erano però tutti i Giants a farsi toccare dal sacro fuoco al piatto; subito dopo arrivavano infatti un singolo di Belt e un gran doppio di Hector che mandava lo stesso Belt a realizzare il 3-0. Non finiva qui perchè Montero si faceva scappare la palla ed Hector, posizionato in terza, andava a segnare evitando di un pelo il tag. Infine era Scoots a partecipare al party: il nostro eccellente seconda base replicava quanto fatto poco prima da Pence e la buttava fuori per un risultato che si assestava sul 6-0.

Il 4° inning era invece il più complicato per Zito, che cadeva nella buca concedendo un singolo e 2 walks consecutivi. Dopo di questi arrivava il singolo di Young che portava 2 punti alla causa D’Backs, per un 6-2 che se non riapriva del tutto la partita almeno la rendeva un minimo più incerta. Incertezza che aumentava nel 6°: due doppi consecutivi, prima di Ransom poi di Elmore davano il punto del 6-3 ad Arizona, ma Zito salvava la propria quality start con il flyout successivo, a blindare la ripresa.

Il bullpen lasciava le briciole nei restanti tre inning con Kontos, Casilla e Romo, mentre per noi c’era tempo di segnare il settimo punto grazie al solo home run di Hector nell8°, che spediva la palla oltre il muro dell’esterno centro. Sergione chiudeva il match agevolmente; grazie ragazzi, home regular season is over.

Tra le note del match segnaliamo ovviamente il match di Zito, che pur avendo concesso 4 extra-basi, ha limitato l’attacco di Arizona a soli 3 punti in 6 inning, cose che comunque fino all’anno scorso erano più rare di un fiore nel deserto. Quest’anno invece è quasi la norma per lui, e tutto fa pensare che verrà messo tra i partenti della postseason, a differenza di quanto accadde due anni fa quando, ricordiamo, fu addirittura messo fuori dal roster. Sarà probabile vederlo come secondo o terzo partente, mentre i primi 2 dovrebbero essere rispettivamente Cain e Bumgarner.

Tra gli altri segnaliamo i soliti Scutaro e Posey, quest’ultimo ora davanti a tutti come batting average nella NL. La statua equestre per lui è quasi pronta. Benissimo anche Hector e per una volta anche Pence, che se si fosse sbloccato potrebbe dire la sua in questi playoffs. Ma si sarà davvero sbloccato?

Ma la nota migliore di tutte è sicuramente rappresentata dal pubblico: caloroso come pochi altri, fedele e sempre vicino alla squadra, con qualunque situazione di risultato. C’è grande orgoglio in tutto ciò, anche da parte nostra che seguiamo da molto lontano. Perchè noi ci sentiamo parte della Giants nation.

Weekend a San Diego; approfittando del clima eccellente di questa città sud-californiana, possiamo approfittarne per fare un giro al mare, ci sono spiagge molto spaziose e rilassanti. Ah, ma ci sarebbero anche 3 partite. Match-up Vogelsong-Werner, Bumgarner-Stults e Lincecum (o Petit)-Volquez. Speriamo di non dare troppo l’impressione di andare lì con la paperella e le pinne.

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