SF @ LAD gara 3 (1-5): risparmio energetico

Si è chiusa quindi la regular season 2012. Il nostro bottino finale è di 94 vittorie e 68 sconfitte, un bilancio migliore rispetto a quello dello scorso anno (86-76) e soprattutto un bilancio che ci garantisce un seguito, che ci vedrà protagonisti sabato e domenica tra le mura amiche e martedì al ballpark dei Cincinnati Reds, nostri avversari nelle NLDS.

Ieri però la sponda della baia più interessata agli eventi e soprattutto più contenta dell’esito finale (noi abbiamo già metabolizzato, pur con grande orgoglio, il nostro titolo) era quella di Oakland, visto che i nostri cugini Atheltics hanno compiuto l’impresa di diventare campioni divisionali a coronamento di una rimonta incredibile, pur con un budget inifinatamente inferiore rispetto alle rivali. Non sarebbe affatto male disputare le Bay Bridge Series alle World Series, in un remake di quelle del 1989, tristemente famose per demerito nostro (finì 4-0 per Oakland) ma soprattutto per il tremendo terremoto a pochi minuti dall’inizio di gara 3. Ecco, sarebbe divertente rivederci alla finalissima, pertanto teniamo un po’ in simpatia anche i cugini.

Tornando a noi, c’è stata una partita nella notte. Vero che l’interesse di questa era veramente prossimo allo zero, però andava pur giocata, possibilmente evitando figuracce. Missione compiuta direi, il 5-1 subito certamente non ci fa molto onore, ma l’importante era non subire un’imbarcata oppure non battere alcuna valida. Si è fatto a dire il vero il minimo indispensabile, 3 valide in tutto l’incontro, praticamente annichiliti da quel super-pitcher che è Kershaw, però non possiamo certo rimproverare nulla ai nostri ragazzi, giustamente concentrati verso quei playoffs che i Dodgers non disputeranno e volti soprattutto a non consumare energie preziose.

Premesso che per i playoffs non è ancora stata definita la rotazione (oggi Bochy scioglierà le proprie riserve) c’è da dire che qualche dubbio legittimo al nostro manager potrebbe sorgere, visto che Vogelsong pare essersi rimesso in carreggiata, dopo aver attraversato una fase decisamente buia. Ieri però ha confermato il suo buono stato, lanciando 5 inning per un totale di 71 lanci e risultando perfetto per i primi 3 e senza subire valide per i primi 4. Solo nel 5°, ad un out dal traguardo nell’inning, ha concesso qualcosa, però si può assolutamente archiviare come positiva la prestazione.

Qualche perplessità per l’attacco invece; 3 hits sono proprio poche, però la scusante delle poche motivazioni e dell’affrontare un fenomeno come Kershaw sono sicuramente accettabili. Certamente per il match di sabato contro un grande lanciatore come Cueto, ci sarà da far valere le nostre mazze in maniera più vigorosa. Un ultimo appunto anche per i rilievi, appunto negativo per Hensley e Machi, che di fatto hanno legittimato un’esclusione dal roster della postseason che comunque già sembrava scontata. Uno dei ballottaggi pare essere tra Mota e Kontos e personalmente preferirei decisamente il secondo, per una serie di ragioni non ultima quella che il nonno si è sporcato la coscienza in un modo che già conosciamo.

Parlando molto brevemente del match, bisogna dire che l’inizio è stato davvero fulmineo, con 3 inning lanciati perfettamente da entrambi i pitchers. Nel 4° ci pensava Scutaro a scacciare le prospettive di un perfect game, battendo valido e proseguendo la sua striscia positiva, arrivando a quota 20 match consecutivi con almeno una valida; miglior striscia attuale dell’MLB. Il suo singolo veniva subito seguito dal doppio di Sandoval, seconda e penultima hit del nostro match. Toccava poi a Posey siglare il suo 103esimo RBI stagionale con il groundout che mandava a tabellone l’1-0 Giants.

Nel 5° arrivava l’unico momento di lieve sofferenza di Vogey: tutto partiva dalla battuta di Cruz, avvenuta con 2 outs, sulla quale Scutaro provava e falliva il basket catch, perdendo ingenuamente la palla. A questo errore seguivano due valide consecutive, prima di Federowicz, poi addirittura di Kershaw, che portava il punto dell’1-1 ai Dodgers.

Nel 6° con Hensley sul monte, Adrian Gonzalez consegnava la valida del 2-1 al compagno Ethier, poi nella parte alta del 7° arrivava la terza ed ultima valida del nostro match. Era un doppio di Hector, da leadoff, che però non si trasformava in punto. Gli out di Peguero, Nady e Belt infatti non permettevano ad Hector di spostarsi dal cuscino di seconda.

Nell’8° il match prendeva definitivamente la strada di Los Angeles; merito di due home run, inframezzati da un singolo che rendeva il secondo fuoricampo valente due punti. Castellanos e Rivera gli autori dei due siluri, con il rilievo Machi sul monte. Festa per il popolo Dodgers, quasi immemore del fatto che da lì a pochi minuti la loro stagione si sarebbe conclusa senza aver vinto un bel nulla. Ma la bellezza dello sport è anche così, non è necessario vincere a tutti i costi.

Il match si chiudeva da lì a pochissimo con Jansen a portare in porto l’inutile W per Los Angeles e con Huff che si prendeva un walk, per quella che forse rappresentava l’ultima base raggiunta della sua vita in MLB. Un piccolo ultimo traguardo e un applauso da parte nostra; ci hai fatto dannare, ma anche gioire non poco un paio di anni fa.

Lo strikeout di Nady chiudeva l’incontro; cari Dodgers, see you next year.

Il domani è rappresentato dai playoffs; Giants-Reds il primo match di sabato, nel cuore della notte italiana (le 3.37). Cueto-Cain il primo match-up; noi ci saremo, il popolo Giants ci sarà, compatto e caldo come non mai, per scrivere ancora pagine di storia. C’è grande voglia di vincere, avanti ragazzi!

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