NLDS Game 2: CIN @ SF gara 2 (9-0): è buia la notte a San Francisco

Eccoci qua a cercare di trovare qualche parola sensata all’indomani di gara 2 tra noi e i Reds. Dura commentare una roba del genere, soprattutto perchè abbiamo subito un’imbarcata mica da ridere, di quelle che ti restano impresse completamente anche nel viaggio San Francisco-Cincinnati, e ti porti dietro pure quando scendi in campo per la gara successiva. Gara successiva che, ahinoi, ci sono discrete possibilità che sia l’ultima della nostra stagione 2012.

Partirei da un dato di fatto, che abbiamo avuto modo di constatare sia in gara 1 che, con più evidenza, in gara 2: i Reds sono più forti di noi. A questo punto non restava che sperare in qualche botta di fortuna, in qualche smazzata vincente, in qualche giornata di grazia dei nostri pitchers e del nostro attacco. Tutto questo insieme di cose non è avvenuto, anzi, è accaduto esattamente il contrario. E’ girato tutto male e i nostri erano completamente fuori condizione. Per cui ne è uscito un 9-0 che non ammette repliche.

Quando si perde in un modo così netto non c’è molto da fare, se non applaudire l’avversario e leccarci le ferite. Non abbiamo da prendercela contro la malasorte, contro l’arbitro, contro il ballpark o contro il meteo; non abbiamo da prendercela con nessuno. Forse è meglio così, che vinca il più forte, certo però è che brucia lo stesso. Abbiamo disputato una grande stagione, raccogliendo più vittorie dell’anno di grazia 2010, e una volta ai playoffs ci stiamo squagliando come un cubetto di ghiaccio messo sotto il sole di luglio.

Per fortuna, ed è l’unica cosa che ci rimane, non parliamo completamente al passato; ovvero, non è finita finchè non è finita, come dice il famoso detto, a maggior ragione applicabile in questo magnifico sport. Ci resta da raccogliere quello che abbiamo, se abbiamo ancora qualcosa (e penso di sì) e metterlo tutto, ma proprio tutto, in campo per la gara numero 3. Non voglio pensare a gara 4 o gara 5, quelli sono problemi di cui ci occuperemmo volentieri ma solamente qualora si presenteranno; voglio pensare a gara 3, al fatto di impegnarci a mille per portarla a casa, usando tutte le forze possibili. Se poi anche gara 3 andrà a loro, bene, pazienza, e ci rivediamo l’anno prossimo.

Anche a proposito di bilanci, resoconti, pagelle, rimpianti, rimorsi, accuse; tutte queste sono cose che affronteremo, ma non prima di uscire dalla corsa. Onestamente penso che al 90% siamo fritti, anche qualora vincessimo la terza. Ma sappiamo bene che tutto può succedere, che in questo sport non è solo un modo di dire quello che prima del 27esimo out non si può dare nulla di deciso, è la verità. Qualche chance ce l’abbiamo ancora; quello che è importante è non mollare il colpo a metà partita, lasciarla andare come accaduto in questa, prendere un’asfaltata. L’importante è giocarcela, poi vedremo.

La cronaca nei dettagli ho intenzione di risparmiarvela decisamente, anche perchè penso che la maggior parte dei lettori sia andata a guardarsi qualcosa del match e se non l’ha fatto è perchè reputa inutile andare a vedere nei dettagli una mattanza senza repliche da parte nostra. Basti pensare al dato delle hits (ma anche quello del punteggio è piuttosto indicativo): 13 contro solo 2 da parte nostra, di cui una nel nono inning, quando parte del pubblico era già sotto le coperte del letto di casa propria.

Bumgarner sul monte ha toppato, concedendo assolutamente troppo rispetto a quanto richiesto. Pare chiaro che il nostro pitching sia distante, non dico anni luce, ma comunque parecchio, da quello del 2010, nel quale avevamo degli alfieri mica da ridere in rotazione. Oddio, che poi erano sempre gli stessi, con l’eccezione di Sanchez (ora c’è Vogelsong), ma Lincecum era quello ingiocabile, mentre ora poverino fa quasi tenerezza vederlo fare il rilievo (e l’ha fatto anche bene, onore a lui). Bumgarner trovò una postseason spettacolare mentre ora è vittima di se stesso; Cain non concesse nemmeno un punto, mentre l’altro ieri ha concesso 2 HR nello stadio dove farne è parecchio complicato. C’è poco da aggiungere; quando il pitching non va, la squadra lo segue. Per cui l’attacco è stato assente, senz’altro ingiustificato.

Due valide sono davvero troppo poco, e passi per l’ottima prova di Arroyo, ma francamente non è giustificabile essere completamente annullati in questo modo. L’impegno non è certo mancato, e in gara 1 si è visto molto di più, stavolta invece si è sbagliato tutto, non riuscendo mai, ma mai proprio, a renderci pericolosi. E così la partita non l’abbiamo in pratica giocata.

Parliamo dei rilievi: Kontos, Lincecum, Mijares, Casilla, Mota, Romo, quelli impiegati in questo incontro. Si è già detto bene di Lincecum (tolto per poterlo schierare nuovamente magari in gara 3), benissimo invece Kontos, ancora una volta. Male, malissimo invece Mota, che si conferma affidabile quanto una cinquina secca all’estrazione del lotto. Vero che si era 4-0 nell’8° e la partita probabilmente non l’avremmo raddrizzata manco per sbaglio, ma Mota ci ha messo il doppio autografo, sancendo il K.O. tecnico. Ecco, speriamo di non vederlo più l’anno prossimo, ormai è a dir poco inadeguato.

Bene, ora si vola verso Cincy. Ci si crede? è come un doppio confronto calcistico, abbiamo perso l’andata 2-0 in casa, ora dobbiamo farne 3 in trasferta per passare il turno. Difficile? enormemente. Impossibile? no. Proviamo a fare il primo gol, e chissà che agli avversari non inizi a prendere un po’ di paura. Si gioca alle 23.30 di martedì sera, Vogelsong sul monte per noi, con tutta la batteria dei nostri rilievi (compresi Lincecum e pure Zito) a dargli man forte se necessario. E poi ci saremo noi tifosi, a supportare i nostri fino all’ultimo out, nella buona e nella cattiva sorte.

Fino alla fine, forza ragazzi!!!!!!!!!

 

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