NLDS Game 5 SF @ CIN (6-4): We are Giants! 25 eroi per una fantastica impresa

Come cambiano le cose in pochi giorni. Ce ne accorgiamo quando siamo alle prese con la vita quotidiana e ce ne rendiamo più conto ancora quando si parla di questo sport, capace di portarti dalle stelle alle stalle e viceversa nel giro di pochissimo tempo. Solo nel post di lunedì scorso eravamo ad un passo dal recitare il requiem per questa squadra, dicendo che sì, abbiamo ancora qualche chance, ma al 90% è finita. E francamente anche quel 10% era tenuto in piedi dalla fede incrollabile verso questi colori. Realisticamente non ci avremmo scommesso un soldo bucato.

E invece è successo l’imponderabile, accade spesso in questo sport allucinante, ma non finisce mai di stupirci. Siamo andati a Cincinnati sotto 0-2 e le abbiamo vinte tutte e tre, con un carattere ed una voglia assolutamente mostruosi, con un talento sfoderato al momento giusto, con una fortuna meravigliosa (e ben venga) e con una classe che solo noi abbiamo. Siamo molto orgogliosi di questa squadra, ne portiamo alto il nome anche in questo continente, e avrei (ma penso che potrei parlare al plurale) detto la stessa cosa se fossimo usciti in gara 3, laddove francamente abbiamo giocato da cani. Comunque sia abbiamo disputato un’ottima stagione e alla fine siamo stati ripagati guadagnandoci le NLCS. Con grande merito, dopotutto.

Ieri sera abbiamo scritto la storia. Per la prima volta in NL una squadra ha rimontato uno svantaggio di 0-2 in una serie al meglio delle 5, per giunta vincendole tutte in trasferta. Inoltre, cosa da ricordarsi bene, i Reds non avevano mai perso durante questa stagione tre partite di fila in casa. Mai. E’ successo questa volta, ai playoffs, per mano dei Giants. Se questa è un’annata simil-2010 per noi ancora non lo sappiamo, ma sappiamo per certo che già ora abbiamo scritto una delle pagine della storia di questa franchigia.

Ovviamente non abbiamo vissuto questa gara 5 con serenità. E’ stata una sofferenza atroce, marchio ormai di fabbrica della recente storia di questa squadra; se non si soffre non si è contenti. Ma è pur vero che a maggior sofferenza, corrisponde una felicità ancora maggiore appena finito l’incontro. Gara 3 l’avevamo giocata male, malissimo, ma la dea bendata aveva provveduto ad intervenire al momento giusto. Gara 4 era stata invece una dimostrazione di forza ed efficacia di questa squadra, che finalmente ha acceso la luce di un attacco fortemente responsabile delle 94 vittorie in regular season. Gara 5 ce la dovevamo giocare alla pari: loro erano spalle al muro, noi lo eravamo già da due giorni, quindi bisognava mettere sul campo tutto il possibile. L’abbiamo fatto, abbiamo sofferto, abbiamo vinto.

Prima di parlare delle questioni spicciole di campo, tenderei a sottolineare l’unica cosa che ha un po’ stonato in questo spettacolo di campioni e di grandi giocate. Ovvero, i due manager in panchina, di cui uno totalmente inadeguato già da tempo immemore (Baker) e l’altro solitamente non malvagio ma stavolta contagiato anche lui dal morbo dell’allenatore pazzo (Bochy). Ad un certo punto pareva fosse una gara per chi prendesse la decisione più stupida, per chi si dimostrasse meno furbo. Dusty è riuscito a tenere in campo Latos nel 5°, dopo avergli fatto caricare le basi. Bochy ha risposto alla grande, lasciando morire Cain sul monte nel 6° con un late hook di proporzioni bibliche, che ci poteva costar carissimo. Per fortuna, il buon Dusty, accortosi della grande giocata del suo dirimpettaio, ha pensato bene di far rubare la terza a Bruce, puntualmente caduto sotto le grinfie di Posey. Geniale.

Non contento, Bochy ha fatto una confusione notevole nel 7°, mandando Affeldt allo sbaraglio ad affrontare addirittura tre destri, tre dei primi 4 del loro lineup. Se l’è cavata, solo perchè il suo collega manager è inarrivabile.

Detto questo, parliamo di quelli forti. Uno su tutti, Buster Posey. E’ lui l’uomo del match, come d’altronde è già uomo-stagione, uomo-franchigia e probabilmente uomo-decennio. Il grand-slam che ci ha portato sul 6-0 è frutto della sua immensa classe, non della smazzata fortunata alla Cody Ross, al quale comunque va il nostro rispetto. Quella di Buster però è classe pura, dimostrata più e più volte, e sfoggiata ora, nel momento più opportuno, quando c’era da acchiappare il match per la gola, quando c’era da attaccare alla giugulare un Latos ormai in riserva. A proposito di Latos, il suo autografo “I hate SF” non ce lo siamo mai dimenticati; ma soprattutto sarà lui a non dimenticarsi mai i Giants durante gli incubi del suo inverno. Non si odia, caro Mat, che poi tutto ti si ritorce contro.

Ma, come ho scritto nel titolo, vanno ringraziati tutti e 25 i componenti del roster, 25 eroi che ci hanno permesso di continuare a sognare, ma non solo, visto che già superare questo turno è un grande traguardo. Ringrazierei anche Huff ed Hensley, che non sono serviti assolutamente a niente in questa serie, ma c’erano, e facevano parte del gruppo. Bravi anche loro (e poi Aubrey a momenti la buttava fuori sullo 0-9 al 9° inning di gara 2, sarebbe stato un home run decisivo). Bravo Crawford, autore di una prestazione difensiva ridicola, nell’accezione americana del termine, ovvero iper-positiva. Il middle infield è campo suo, ieri avrebbe potuto giocarvi da solo, visto che lo copriva per intero, senza bisogno di uno Scutaro normale difensivamente ma sempre utile al piatto; ringraziamo dunque anche lui. Un grazie anche a Pagan, autore di una presa al volo da urlo nell’ottavo, che ci ha salvato da serissimi guai. Anzi, alla luce di come si è messo il 9°, vedendo un Romo così in riserva, direi che la presa di Pagan è stata assolutamente determinante.

Un grazie anche a Pence, che ha pensato bene di riciclarsi al ruolo di motivatore ufficiale della squadra. E’ lui quello che raduna i ragazzi prima e dopo il match e dà loro la carica con le parole giuste. Addirittura Buster ha dichiarato che senza la carica trasmessa da Pence probabilmente non ce l’avremmo fatta. Bravo Hunter, hai un futuro al termine della carriera. Certo, se ora pensasse anche a battere un filino di più, ne saremmo ancora più lieti.

E un grazie ai nostri pitchers, un ottimo Cain, autore di 5 inning d’autore prima di consumarsi nel 6° (ma lì la colpa già sappiamo di chi sia), dei rilievi eccellenti, un Kontos superlativo per l’intera serie, un Affeldt che mandato allo sbaraglio ne esce, un Lopez che fa sempre il suo, un Casilla da infarto perenne ma che tiene duro e un Romo che ci ha alzato il ritmo cardiaco oltre la soglia d’allarme ma che alla fine ha portato a termine l’impresa. Grazie a tutti, anche a quelli che non ho nominato, perchè avremo modo di farlo da qui alla fine (e come minimo avremo ancora 4 partite) e soprattutto a fine stagione, a bocce fredde.

Ebbri di felicità, notiamo che mancano altri due giorni alla prossima sfida, ovvero gara 1 delle NLCS. Meglio così, almeno c’è un po’ di tempo per smaltire la gioia e tornare in trincea. Non sappiamo ancora chi affronteremo, visto che Cardinals e Nationals disputeranno stanotte gara 5. Tra l’altro la squadra è ferma a Cincy, in attesa di scoprire il risultato: se stanotte vince Washington inizieremo domenica proprio dalla capitale, per i cui i nostri sarebbero più vicini. Se invece vincerà St. Louis, domenica si parte all’AT&T, pertanto la comitiva tornerà a domicilio.

Il fattore campo non ci interessa e questo mi pare assodato, visto com’è andata la serie. Sarà bene però approfittare maggiormente delle mura amiche visto che non sempre è festa e si può espugnare il terreno avversario. Chi preferire? visto che non dipende da noi, chi capita capita, le probabilità sono praticamente uguali per entrambi le squadre. In stagione abbiamo un record di 3-3 contro i Cards e di 1-5 contro i Nats. Dato poco indicativo, ma che mi fa leggerissimamente propendere per una preferenza verso i campioni in carica. Ma ripeto, più o meno è la stessa cosa. L’importante è dare tutto. Su questo garantiamo, perchè We Are Giants!!!

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