I Giants 2012, la costruzione di una squadra campione. Parte 3: le scelte economiche

Eccoci alla terza e ultima parte dell’approfondimento curato dal nostro esperto Roberto. Ultima parte per quando riguarda questo capitolo, visto che come avrete modo di leggere, avremo ancora modo di parlare dei nostri, soprattutto in ottica futura, visto che per ora in queste tre parti abbiamo visto come siamo arrivati fino a qui.

Forse vi chiederete anche dove sono finite le pagelle. Ehm, abbiate fiducia, che arriveranno. Entro la fine dell’anno almeno :)

Battute a parte, ora vi lascio alla lettura del pezzo. Il resto, con fiducia, arriverà.

[Articolo scritto da Roberto Rota]

Per comprendere la ragione di tante scelte operate dal front office riguardo salari, scambi, rinnovi contrattuali e tutto ciò che concorre alla formazione del roster di una squadra, è necessario avere una idea di come viene concepito lo sport negli Stati Uniti e della situazione economica specifica delle singole squadre, ovviamente nel nostro caso si tratta dei San Francisco Giants.

Questi elementi portano la propietà a determinare il budget a disposizione del general manager per allestire la squadra.

La premessa fondamentale è che lo sport negli USA è soprattutto business: di conseguenza raramente le squadre sportive chiudono bilanci in perdita, e se accade, di solito si cerca di porre immediato rimedio, partendo dalla riduzione monte salari, cercando di aumentare gli incassi, ad esempio con nuovi stadi o contratti TV, per finire eventualmente con soluzioni estreme quali spostare la franchigia in un’altra città.
Non bisogna scordare che non più tardi di circa 15 anni fa, i San Francisco Giants hanno corso il rischio di diventare i Tampa Bay Giants. Poi fortunatamente si è trovato l’accordo per la costruzione dell’attuale AT&T Park, che ha aperto nell’anno 2000.

L’AT&T Park è uno stadio stupendo e dalla sua inaugurazione praticamente tutti gli anni ci sono stati più di 3 milioni di spettatori (http://www.baseball-reference.com/teams/SFG/attend.shtml ). In particolare negli ultimi 2 anni si è sempre registrato il tutto esaurito: diciamo che meglio di così non potrebbe andare. Bisogna però tenere conto del fatto che stiamo ancora pagando la costruzione del ballpark, a rate annuali di 20 milioni di dollari fino al 2017.
La proprietà dei San Francisco Giants è molto frazionata (http://sanfrancisco.giants.mlb.com/team/front_office.jsp?c_id=sf ) e diciamo che storicamente non è mai stata tra le più spendaccione della MLB, in relazione al valore della franchigia, ai recenti successi e agli incassi.

Un elemento di incertezza finanziaria è però attualmente legato alla diatriba tra i Giants e gli Oakland Athletics riguardo la costruzione del nuovo stadio degli A’s. Come detto precedentemente, i Giants sono stati molto vicini a trasferirsi in Florida, e per evitare ciò la proprietà degli A’s aveva ceduto (gratis) i diritti territoriali della città di San Josè, la più ricca della zona della Baia, ai Giants, per costruirci il nuovo stadio. Il quale però alla fine venne costruito a San Francisco, China Basin. I diritti su San Josè rimasero comunque ai Giants. Adesso gli A’s, in crisi e con uno stadio obsoleto, vorrebbero vedere ricambiato il favore e costruire il loro ballpark proprio a San Josè, ma la proprietà Giants si oppone, temendo un calo di spettatori/incassi.

La questione dei diritti territoriali, per farla breve, è quindi puramente economica: ovvero il bacino di tifosi di una grossa città come San Josè. E questa diatriba, che si trascina ormai da qualche anno, è in qualche modo usata dalla proprietà, insieme ai 20 milioni annuali per lo stadio, per limitare il budget per i salari della prima squadra a circa 130 milioni di dollari per la stagione 2012.

Visti i recenti successi e gli splendidi tifosi che affollano ogni anno l’AT&T, probabilmente sarebbe potuto essere un po’ più alto,ma accontentiamoci… alla fine è stato sufficiente per vincere anche quest’anno!!
Il payroll a a partire dal 2009 è costantemente cresciuto, e sebbene non sia stato ancora annunciato per il 2013, ci si può ragionevolmente aspettare sia compreso tra i 130 e i 140 milioni. Credo possiamo scordarci di avvicinarci alla soglia del salary cap, posto per il 2013 ancora a 178 milioni di dollari, oltre il quale si paga la luxury tax. Con il nuovo CBA la luxury tax è particolarmente punitiva, tanto che quasi tutte le squadre, compresi i ricchissimi Yankees, stanno cercando di scendere sotto il salary cap. Unica eccezione i Dodgers, che con la nuova proprietà si sono dati a spese folli.

Fatta questa lunga premessa, che tornerà poi utile anche per capire il budget 2013 e di conseguenza tutte le mosse di Sabean della prossima offseason, vediamo come è stato suddiviso il budget 2012.

Dei 130 milioni di dollari a disposizione, considerando il roster all’opening day, il 44% è andato ai lanciatori partenti (Lincecum, Zito, Cain, Vogelsong e Bumgarner), il 18% ai rilievi, il 27% ai giocatori di posizione e ben l’11% a giocatori non più sotto contratto in quanto tagliati (Rowand e Fontenot).
Per i dettagli: https://spreadsheets.google.com/pub?key=t4r9nky1EouVJsFXQlv3FKQ&output=html

Quindi ancora una volta è evidente come l’attenzione del front office sia incentrata innanzitutto sul reparto lanciatori: oltre il 60% del budget è stato usato per tenere assieme la splendida rotazione dei partenti che ci ha portato alle due World Series, ma anche a formare un bullpen che è stato uno dei segreti non tanto nascosti del successo dei Giants della gestione Bochy, come sempre molto abile nella gestione dei rilievi.
Però per quanto bravo, senza dei buoni lanciatori è difficile ottenere i risultati.

Questa sproporzione a favore dei lanciatori è anche dovuta al fatto che parte di questi, scelti al draft nella seconda metà degli anni 2000, si è ormai avvicinata alla free agency, e pertanto per poterli tenere è necessario un esborso economico maggiore. Mentre giocatori di posizione come Posey, Sandoval, Crawford, Belt sono arrivati verso la fine degli anni 2000 e pertanto i loro salari incominceranno a crescere nei prossimi anni.

Quando approfondiremo il roster 2013 avremo modo di spiegare il meccanismo della crescita dei salari e dell’arbitrato, che tanta importanza ha sia nell’impatto economico del singolo giocatore sul totale del budget della squadra, sia nelle scelte di programmazione a lungo termine del roster di una franchigia.

L’ultimo aspetto da sottolineare è che ai giocatori che sono stati scelti dai Giants e cresciuti nel farm system (Cain, Lincecum, Bumgarner, Wilson, Romo, Posey, Belt, Sandoval, Crawford, Hector Sanchez) è destinato circa il 40% del monte salari. Sicuramente questa percentuale aumenterà nei prossimi anni, quando verranno aumentati gli stipendi di quei giocatori che hanno costituito l’ossatura della squadra 2012 e che verosimilmente lo saranno negli anni a venire, ad ulteriore testimonianza del lavoro eccezionale svolto negli ultimi anni sia dalla dirigenza in fase di draft, che dagli allenatori delle Minors e più in generale dall’intero farm system.

Terminato lo sguardo sui San Francisco Giants del 2012, con qualche accenno anche agli anni precedenti, possiamo volgere lo sguardo a quello che ci aspetterà durante l’offseason: nei prossimi approfondimenti analizzeremo innanzitutto quanto è già determinato, ovvero i contratti già in essere per il 2013 e gli anni successivi, per arrivare a circostanziare lo spazio di manovra che avrà Sabean, e le posizioni a roster che dovrà riempire, lanciandoci anche in qualche previsone…

Una Risposta to “I Giants 2012, la costruzione di una squadra campione. Parte 3: le scelte economiche”

  1. Bellissimo articolo Roberto! Hai messo in evidenza quegli aspetti che non tutti conoscono o magari non hanno mai approfondito abbastanza (eccomi qua!), io per esempio non sapevo dei diritti su San Josè..a tal proposito staremo a vedere!
    Parlando in generale (includo tutti gli sport americani) del sistema di gestione dei salari ai giocatori, personalmente reputo esagerati alcuni contratti: ok il mercato e il business ormai chiedono questo, ma restano comunque troppi 20-30 mln all’anno.
    In attesa delle pagelle e delle prossime analisi di Roberto, vi auguro buona offseason! :)

    Davide

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